SINCLAIR LEWIS.
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IL NOSTRO SIGNOR WRENN.
STORIA DI UN GENTILUOMO ROMANTICO.
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Traduzione di: Pavese, Cesare.
1931. R. Bemporad & figlio Editori, FIRENZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano onlus
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: CATIA RIGHI per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
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L'AUTORE.
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Harry Sinclair Lewis (Sauk Centre, 7 febbraio 1885. Roma, 10 gennaio 1951)  stato uno scrittore e drammaturgo statunitense.
Fu il primo statunitense a vincere il Premio Nobel per la letteratura nel 1930, "per la sua arte descrittiva vigorosa e grafica e per la sua abilit nel creare, con arguzia e spirito, nuove tipologie di personaggi". Le sue opere sono conosciute per le loro visioni sagaci e critiche della societ statunitense e dei valori capitalistici. Il suo stile , allo stesso tempo, comico, satirico e tuttavia comprensivo.
Lewis era conosciuto anche per dare forte caratterizzazione alle donne lavoratrici moderne e per l'interesse per la razza.
Viaggi molto e negli anni venti trascorse del tempo con altri grandi artisti nel quartiere di Montparnasse a Parigi.
L'alcol gioc un ruolo dominante nella sua vita; mor per gli effetti di un alcolismo avanzato a Roma nel 1951.
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Il nostro signor Wrenn.
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Indice.
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AVVERTENZA DEL TRADUTTORE.
1. IL SIGNOR WRENN SI SENTE SOLO.	
2. VA A PASSEGGIO COLLA SIGNORINA TERESA.
3. PARTE PER LA TERRA D'ALTROVE.
4. DIVENTA IL GRANDE PICCOLO BILL WRENN.
5. TROVA MOLTO COLOR LOCALE CARATTERISTICO.
6.  ORFANO.
7. INCONTRA UN TEMPERAMENTO.
8. FA IL "TIFFIN".
9. TIENE TESTA AGLI INTELLETTUALI.
10. FA LO ZINGARO.
11. SI COMPRA UNA CRAVATTA ARANCIONE.
12. SCOPRE L'AMERICA.
13.  IL "NOSTRO SIGNOR WRENN".
14. ENTRA IN SOCIET.
15. STUDIA IL GIOCO DEL CINQUECENTO,  LE BUONE MANIERE E MOTTI PIENI DI BRIO PER L'UFFICIO.
16. DIVENTA LEGGERMENTE RELIGIOSO E ALTAMENTE LETTERATO.
17.  SPAZZATO DAL TURBINE.	
18. E SEGUE UNA FIAMMA VAGABONDA ATTRAVERSO MARI PERICOLOSI.
19. A UNA SPIAGGIA FELICE.
NOTE.
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Fine Indice.
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AVVERTENZA. di Cesare Pavese.
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Questo romanzo  la prima opera di Sinclair Lewis, pubblicata che l'autore aveva oltre trent'anni. C' infatti in essa una maturit spirituale, una sicurezza di tratto e di giudizio molto diversa dalla baldanzosit un po' nebulosa delle solite prime opere di scrittori che saranno poi famosi. Qui nel Nostro signor Wrenn Sinclair Lewis  gi grandissimo e tutte le virt geniali che svilupper nei var libri successivi - fino al notissimo Babbit, fino ai meno noti, ma forse pi grandi Aria Gratis e Elmer Gautry - sono gi presenti in queste pagine, e non solo in crisalide.
Naturalmente anche Lewis ha i suoi maestri. Saltano agli occhi Dickens e Wells. Ma non  il caso di mettersi a strillare che anche questo americano si  ispirato agli europei, che non ha creato nulla, che l'America insomma  ancora un bluff. Hanno persino scoperto che Jack London non aggiunge nulla a Conrad. Come se tra questi due ci fosse mai stata la minima somiglianza, neanche negli ambienti.
No. Sinclair Lewis ha creato qualcosa in questo libro e tutto un mondo ha creato nei successivi. Non solo, ma il suo stile, il suo sguardo alla vita, non  affatto pi inglese di quello che sia inglese l'umorismo di Charlot. Quell'inseguire un tipo umano un poco triste e molto buffo, essenzialmente molto timido, in avventure d'ogni giorno, quel tormentarlo con aspirazioni di Arcadia moderna e mostrarlo sconfitto, piccino, umanissimo, e sempre vivente, sempre sereno; fantoccio mai, nella monotonia: questo  bene la nuova poesia che  nata in America. E badate, creata da Lewis, poich i due comici che gli somigliano - Keaton e Chaplin (qualche volta Harold Lloyd) - son nati dopo il signor Wrenn.
Ma Sinclair Lewis non si ferma a Wrenn. C' tutto un mondo in questo suo romanzo: definito, chiarissimo, rappresentato con una potenza che anche supera il cinema. Le figure dei bravi compagni, gli impiegati come Wrenn, gli americani - bene, ci sono - Carletto, Tom Poppins, l'uomo di Sleepy Eye, Guilfogle -; tutta una folla dal parlare schietto, dallo spirito bambino, l'uomo medio americano. Gente della provincia che  poi Wrenn, che  poi Babbitt. Quest' un'altra scoperta di Lewis e, in tutti i suoi romanzi successivi, questo tipo che dovrebbe essere odiato per programma, sar invece il pi adorato dall'autore, che induger a descriverlo con amore, a riprodurre il linguaggio, ad esprimerne i sogni: forse un altro se stesso.
Ma non tutto il grande corpo americano si riduce a questo personaggio. Dico questo poich Lewis, che  lui pure di quel Centro, sa comprendere anche il mondo che lo integra, questo tipo, e gi qui, nel primo libro, ce ne d un saggio magnifico con Istra.
Questa donna raffinata, studentessa, malcontenta, capricciosa, decadente,  detto esplicito che  nata in California. Altre figure il lettore innamorato di Lewis potr trovare, in altri suoi libri, che sono tormentate, raffinate, macerate, dalla vita spirituale e pure nate nel gran centro provinciale dell'America.
Questo mostra come Lewis veramente abbia creato qualche cosa. Egli porta alla letteratura del suo paese la scoperta dell'anima vera e del gesto dei suoi provinciali: da una parte, il cittadino laborioso, faccendiere, buon compagno e chiacchierone. Da una parte. Ma dall'altra, questo stesso provinciale si tortura di pensieri, di problemi, di mane, che, negli ultimi romanzi, si faranno anche pi tragici che in Istra. Per ora, questa donna, pur piangendo, vive solo in un idillio. Altre sue sorelle - e sempre pi adorabili - dei romanzi successivi, moriranno, o soffriranno da morire.
Poich Lewis ha sopratutto questo valore, in Italia: rivela ai nostri faciloni che non hanno mai creduto che oltremare si vivesse in altro modo che giocando o guadagnando, come invece laggi ci si travagli e "faccia macri" non soltanto per trovare da mangiare, ma anche in altre occupazioni "pi elevate".
Rivela, insomma, a noi, troppo sicuri, "l'ignoranza universitaria" (nostra) come scrive Istra, "della povera avida America".
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CAPITOLO. 1.
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IL SIGNOR WRENN SI SENTE SOLO.
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Il bigliettaio del Cinema Nickelorion  un personaggio pubblico che sta nella Quattordicesima Via a Nuova York, vestito di uno sfarzoso abito blu chiaro con numerosi bottoni di ottone. Egli fa un cenno a tutti i clienti e questo cenno  il pi cordiale della citt. Il signor Wrenn usava venirsene fino alla Quattordicesima Via, passando innanzi a tanti altri locali, appunto per ottenere quel cenno cordiale, poich egli aveva in tutto, per trascorrere la sera, una solitaria camera ammobiliata, e, di giorno, un impiego tedioso che gli riempiva solo la testa.
Egli  noto, nella corrispondenza della Compagnia di Souvenirs e di Novit d'Arte, come "il nostro signor Wrenn" che vi pu scrivere senz'altro spiegandovi ogni cosa nel modo pi soddisfacente. A trentaquattro anni il signor Wrenn era impiegato a registrare le vendite della Compagnia di Souvenirs. Stava sempre curvo su note e colonne di cifre a uno scrittoio dietro il magazzino. Era un piccolo scapolo mansueto - un tipo dai comuni abiti blu comprati fatti e dai minuscoli baffetti abortiti.
Quel giorno - gli storici hanno fissata la data per il 9 aprile 1910 - c'era stata una confusione di ordinazioni miste da parte dei rivenditori del Wisconsin e il signor Wrenn aveva ricevuto una "pipa" dal direttore dell'ufficio, signor Mortimer R. Guilfogle.
Egli aveva bisogno del cenno amichevole del bigliettaio del Nickelorion. Trov la Quattordicesima Via, dopo le ore d'ufficio, spazzata da raffiche polverose che sventolavano le gonnelle di innumerevoli ragazze ebree ben polpute, le cui giacchette scollate a "v" mostravano morbide gole di un bruno caldo. Sotto la stazione della ferrovia aerea egli segretamente immagin di essere a Parigi, poich qui bei ragazzi italiani gironzavano con vassoi di violette; un vagabondo mostrava rossi conigli meccanici che squittivano, attaccati a fili d'argento, e su un'edicola erano ammucchiati l'arancione, il verde e l'oro delle copertine delle riviste.
- Perbacco! - borbott il signor Wrenn. - Quanti colori. Purch al cine ci sia roba straniera, come questa.
Venne contegnosamente fino al Nickelorion, cercando un nichelino nelle tasche del panciotto e sbirciando dietro la baracca il bigliettaio amichevole. Ma quest'ultimo stava pensando dove comprare i pantaloni di Giovannino. Li avrebbe presi all'Emporio della Quattordicesima Via o da Siegel-Cooper o l, da Aronson, vicino a casa? Cos ruminando, egli gir la ruota meccanicamente e il pezzetto di cartone del signor Wrenn cadde, tra l'indifferenza, nella gola vitrea del macinino, senza che il bigliettaio neppure vedesse l'inchino e il sorriso dell'impiegato.
Il signor Wrenn trem sulla porta del Nickelorion. Avrebbe voluto tornare indietro e rimproverare quell'uomo, ma lo trattenne la timidezza. Egli aveva amato il suo "Bella sera, signore" - che piovesse o facesse sereno - ma non avrebbe tollerata quell'offesa. Non guadagnava forse diciannove dollari la settimana, contro i dieci o dodici del bigliettaio? Scosse il capo, colla risolutezza d'un topo ridotto in un angolo, giocherell coi baffi e fiss tetramente la pellicola.
Questa lo aiut. Dopo un dramma domestico, edizione Selig, venne un'eccitante scena Vitagraph del West, "Il Caprone del Rancho", la quale presentava con molto spirito e movimento la ribellione del cuoco cinese di un rancho. Il signor Wrenn vedeva veramente, non vaccari e cespugli di sage-brush, ma se stesso in atto di sfidare l'arcigno direttore dell'ufficio e di rivoltarsi all'incivilt del bigliettaio. Adesso era pronto alla gioia quasi sovrumana delle pellicole di viaggi. Trasal leggermente mentre un film Gaumont present Giava.
Egli era un conoscitore di questi film poich, per tutta la sua vita, egli aveva progettato un grande viaggio. Quantunque fosse giunto fino all'isola Staten e avesse preso parte a un'escursione a Bound Brook, nessuna di queste era la sua grande gita. Essa doveva ancora compiersi. Nel signor Wrenn, che pareva attaccato a Nuova York come un mitilo casalingo, giaceva la possibilit di un vagabondaggio eroico. Egli lo sapeva. Anche lui, come l'uomo che aveva ripreso i film Gaumont, avrebbe passeggiato in mezzo a foschi indigeni giavanesi su "mercati con tegole sui tetti e templi e.... e.... ebbene.... per il mondo!". Nelle sue narici dilatate c'era un profumo di droghe orientali, mentre sgattaiolava fuori del Nickelorion, senza uno sguardo al bigliettaio, diretto a "casa" - al suo terzo piano sulla strada, nella Sedicesima Via ovest.
Egli desiderava cercare nella sua collezione di opuscoli di compagnie di navigazione una descrizione di Giava. Ma, naturalmente, quando la propria padrona di casa soffre di sciatica e di un caso di Sofferenza Rassegnata, ci si ferma al pianterreno in sala da pranzo a chiedere come va.
La signora Zapp era una padrona di casa grassa. Quando sedeva, faceva una linea retta dal mento alle ginocchia. Usualmente stava seduta. Quando si muoveva gemeva e l'abito le scricchiolava. Ella gemeva e scricchiolava dal mattino all'ora di colazione e mangiava cinque pani arrostiti, un uovo, una bistecca e tre tazze di caff, lentamente e con aria offesa. Scricchiolava e gemeva dall'ora di colazione fino all'ora del riposo e sedeva chiedendosi perch mai la Provvidenza le avesse inflitta una digestione debole. Il signor Wrenn, per simpatia, se lo chiedeva anche lui, ma la signora Zapp era troppo coscienziosamente indolorita per rallegrarsi molto alla simpatia di un Yankee, amico dei negri, il quale non poteva apprezzare le sottili afflizioni di una Zapp di Zapp's Bog, legata a tutte le prime famiglie della Virginia.
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(Nota. Letteralmente, il Pantano di Zapp. Vi sono due, almeno, aristocrazie in America. La prima, la pi nota, dei discendenti dai Pellegrini che sbarcarono nella Nuova Inghilterra nel 1620 dal Mayflower; e l'altra, quella cui si allude qui, formata dalle famiglie dei Cavalieri, avventurieri, in genere, di origine anche spagnola o francese, che con vasti possessi terrieri son da pi tempo stabilite nel Sud. Sono i Meridionali, i "Baroni" dell'America. La pronuncia caratteristica, di cui si fa cenno pi sotto, non  riproducibile in italiano: basti qui dire che essa  tutta fatta di vocali molto larghe e molto aspirate, con una spiccata tendenza a legar parole mediante elisioni dei suoni finali. Fine nota)
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Il signor Wrenn non fece nulla di pi presuntuoso che sedersi cheto, nella chiusa stanza piena di mobili, che sapeva di cibo morto e di ancor pi morto orgoglio in una stirpe che non era mai esistita. Sedeva cheto, perch la sedia era rotta. Erano quattro anni ormai che era rotta.
Per la centoventinovesima volta in questi anni la signora Zapp disse nella sua ricca corruzione del dialetto negro meridionale (la quale pu soltanto venir indicata qui):
- Ho sempre avuto intenzione di far riparare quella sedia, signor Wrenn.
Egli apparve soddisfatto e contempl gli ingrandimenti a pastello di Lee Teresa, la figlia Zapp maggiore (che era prima lavorante in una fabbrica) e di Godiva. Godiva Zapp era solitamente chiamata "Goaty" e la signora Zapp la chiamava molte volte nella giornata. Goaty era una rassegnata bambina da fatica, afflitta da adenoidi che la signora Zapp aveva sempre avuto intenzione di fare estirpare e intorno a cui avrebbe continuato ad avere benevoli intenzioni, finch non sarebbe stato troppo tardi e non si sarebbe scoperto che la Provvidenza non avrebbe mai permesso a Goaty di andare a scuola.
- S, signor Wrenn, dissi a Goaty di andare a trovare l'uomo per far riparare quella sedia, ma questa qui non fa mai nulla di ci che le dico.
In cucina si sentiva il rumore di Goaty, la ribelle Goaty, di otto anni, ancora mocciosa, che lavava, senza pulirli, l'incredibile fila di piatti del pranzo. Con un seguito di esitanti osservazioni sulla tristezza della sciatica e delle sere di vento, il signor Wrenn sgusci dall'augusta presenza della signora Zapp e sal in paradiso - quel terzo piano sulla strada.
Era una camera di un'abbietta rispettabilit - la coperta del letto rappezzata; non due pezzi di mobilio dello stesso genere; con illustrazioni, tratte da riviste, appuntate sul muro. Ma sul vecchio camino di marmo vivevano i suoi amici, i libri che venivano dal suo mondo di vagabondaggi. Altri amici la camera ne aveva conosciuti di rado. Ad ogni modo, era abbastanza difficile per il signor Wrenn di far conoscenze e la signora Zapp non tollerava che i suoi "signori inquilini" ricevessero. Cos il signor Wrenn aveva persin cessato d'invitare a fargli visita Carletto Carpenter, l'aiuto contabile della Compagnia di Souvenirs. Ci gli lasci i libri, che egli ora accarezzava avidamente colle sue piccole dita. Scelse una circolare della P. & O., e se ne part in fretta per la terra delle meraviglie.
Il cielo d'aprile risplendeva benignamente nella mattinata di sabato. La Torre Metropolitana cantava, avorio splendido bagnato in oro, altissima e intensamente felice del mattino. Gli edifici racchiudenti la Piazza Madison erano gioiosi; le oneste facciate in mattoni, raggianti; e il marmo recente, fin spiritoso. I passeri, in mezzo al Quinto Corso, parlavano tutti insieme, scandalosamente, ma di ottimo umore. L'ottone lucido delle automobili gettava sorrisi come di denti. O almeno, cos immaginava il signor Wrenn mentre filava per il Quinto Corso, coi lembi del suo piccolo abito blu a doppio petto sventolanti. Egli si allontanava di isolati dalla sua strada verso l'ufficio; pronto a sfidare il tempo e l'eternit, s, ed anche il direttore dell'ufficio. S'era svegliato colla Sfida a compagna di letto e, durante la colazione alla "Latteria dell'Uomo che si fa una Strada", il sole era penetrato sullo sporco pavimento a mosaico.
Venne baldanzoso all'edificio in mattoni della Compagnia di Souvenirs, nella Ventottesima via presso il Sesto Corso. Nell'ufficio egli rise dinanzi al calamaio e alle carte assorbenti intonse sullo scrittoio bene ordinato. Quantunque sedesse sotto lo stanco splendore innaturale di una luce a vapori di mercurio, egli si slanci al lavoro ed era troppo assorto in questa occupazione di vivere con gioia, per farsi molto commuovere dall'altezzoso "buon giorno" affaccendato da parte dell'impiegata addetta agli acquisti. Ancora alle dieci e mezzo egli stava sbattendo carte sullo scrittoio. Provasse qualcuno a fermare la sua risoluzione, la sua decisione di schioccar le dita in faccia all'Impiego; provasse soltanto, era tutto ci che lui voleva!
In quel momento egli scatt fuori della sedia, di quattro piedi lungo il corridoio, in risposta riflessa all'arcigno "T-r-r-r" del campanello. Il signor Mortimer R. Guilfogle, il direttore, desiderava vederlo. Sgattaiol lungo il corridoio e scivol contegnosamente, attraverso la soglia del direttore, nella camera piena di sole, decorata di tappeti e souvenirs. Sette novit scintillavano soltanto - sullo scrittoio, compresi un grosso calamaio rococ Shakespeariano di vetro, contenente garofani e uno piccolo, stile Pittsburg, in ferro, contenente inchiostro. Il signor Wrenn batt gli occhi allo splendore, come un allocco disturbato a mezzogiorno. Il direttore lasci andare un pugno sullo scrittoio, guard, lisci la prateria fiorita del suo panciotto e ringhi mentre le mascelle rossicce gli tremolavano:
- Badate, Wrenn, cos'avete in testa? Mi scrivono che l'ordinazione dell'Emporio Bronx per le novit del Primo Maggio fu eseguita due volte.
- L'hanno data due volte, signore. Per telefono - sorrise il signor Wrenn in un'agonia di gentilezza.
- L'han data un cavolo, mio caro! Due volte.... la stessa ordinazione?
- S, signore; probabilmente l'impiegato era....
- Dicono che sono andati a vedere. Comunque, due volte non pagheranno. Li conosco. Dovremo umiliarci e fare i graziosi e tutto per colpa vostra.... Vorrei sapere perch non state pi attento!
Dire che il signor Wrenn contorse due volte la testa e una volta l'agit, non descriverebbe met della sua ira. Finalmente! Eccola - l'ora della ribellione - egli avrebbe sfidato. Egli l'aveva fatta attenzione; il vecchio Goglefogle faceva solo baccano, ma perch proprio lui doveva rimetterci? Colla voce palpitante e il cuore che batteva da farlo star male, egli dichiar:
- Son sicuro, signore, di quell'ordinazione. Sono andato a vedere. Il loro impiegato era ubbriaco!
Era fatta. Ed ora lo licenzierebbe? Il direttore parlava:
- Probabilmente. Siete andato a vedere, eh? Uhm! Mandatemi le due registrazioni. Bene. Ma, comunque, vorrei che steste pi attento, dopo questo, Wrenn. Siete un po' trascurato. Ora andate. Pretendereste ch'io facessi pagar due volte alle ditte una stessa ordinazione, perch voi siete disattento?
Il signor Wrenn si trov fuori, nel corridoio scuro. Il direttore non era parso molto colpito dalla sua ribellione.
Il direttore infatti non lo era. Chiam una stenografa e dett:
"Emporio Bronx,
"SIGNORI: il nostro signor Wrenn  di nuovo (sottolineate quel "di nuovo", signorina Blaustein),  di nuovo andato a vedere la vostra ordinazione per le novit del Primo Maggio. Come vi abbiamo scritto antecedentemente, l'ordinazione venne certo duplicata al telefono. Il signor Wrenn  assolutamente di nostra fiducia e abbiamo le sue registrazioni di queste due ordinazioni. Saremo perci costretti ad esigere pagamento....".
Dopo tutto, pensava il signor Wrenn, lo scaltro direttore poteva aver semplicemente tenuta nascosta la mano. Forse egli aveva compresa la sfida. Ci lo rallegr fin dopo il pranzo. Ma, alle tre, quando la testa gli fu di nuovo annebbiata dal lavoro ed ebbe dimenticato se c'era ancora aprile in qualche luogo, cominci a temere che cosa potesse fargli il direttore. Se egli perdesse l'impiego; l'Impiego! Lavor senza necessit fino a tardi, sperando che il direttore lo venisse a sapere. E, mentre barcollava verso casa, ubriaco di stanchezza, la sua paura di perdere l'Impiego, eguagliava quasi il suo desiderio di abbandonarlo.
Egli aveva lavorato fino a cos tardi, che quando si svegli, il mattino della domenica, era ancora in un vortice di cifre. Mentre usciva per la colazione di caff e farina sbattuta all'"Uomo che si fa una Strada", le linee tra le lastre del marciapiedi di cemento, radioso in una fiamma bianca di sole, richiamavano insistentemente gli incroci delle liste di ordinazioni, con gli stretti blocchi, all'orlo, in funzione di vuoti capi di colonna. Persino le coste del soffitto a imitazione acciaio dell'"Uomo che si fa una Strada", in linee parallele gli dicevan beffarde ch'egli era un uomo prosaico, la cui strada era un tiralinee.
Dopo la colazione and deciso alla sezione dell'ufficio postale a ritirar la posta domenicale, ma la posta fu una delusione. Attendeva una meravigliosa guida, tutta illustrata, per la Terra del Sole di Mezzanotte, una suggestione di viaggi possibili e tacitamente improbabili, e invece ricevette solo una lettera dalla sua pi antica conoscenza - il cugino Giovanni, di Parthenon, nello stato di Nuova York, il suo compagno di giochi, l, in Parthenon, ai tempi del cortile. Senza aprir la lettera, il signor Wrenn la cacci nella tasca interna della giacca, butt via lo stuzzicadenti e si abbandon ai vagabondaggi domenicali.
Bighellon a piedi gi per la Ventitreesima Via verso i ferry-boats del Fiume Nord. I tram costan soldi e, naturalmente, i soldi bisognava risparmiarli per i grandi viaggi del futuro. Sul suo capo le nuvole d'aprile eran liberi viandanti, la cui gaiezza lo fece stringersi nelle spalle dall'eccitazione e saltare dal marciapiedi con un monellesco scambietto, come un agnello del Parco Centrale. Non c'erano accenni alle liste di vendita, almeno, nelle nuvole. E con esse l'anima del signor Wrenn spaziava mentre le sue scarpe Cum-Fee-Best a mezza suola passavano accanto a magazzini. Soltanto una volta egli condiscese a trovarsi veramente nella Ventitreesima Via. All'angolo del Nono Corso, sotto la sudicia Aerea, avvist, due isolati pi lontano, il Gotico in mattoni del Seminario Teologico Generale e trov, in una porta a punta, suggestioni di bellezza esotica.
Ma il suo vero scopo era di oziare nel lusso di un Treno Sud-Ovest e di uscire a navigare nella schiuma e nei pericoli del Fiume Nord. Attravers la cabina per fumatori. Egli non fumava - quest'abitudine consumava denaro da viaggio. Una volta seduto sul ponte superiore, egli sapeva di esser diretto al largo su di un bastimento. Certo, non c'era molto movimento, ma il signor Wrenn era propenso a lasciar facilmente da parte la realt in quest'edizione del suo viaggio. Almeno, c'erano indubitabili salvagenti nelle rastrelliere bianche, in alto; e dappertutto il mondo, secondo la sua sicura testimonianza, s'era dato alle crociate, alle spedizioni su grandi navi, come se fosse di nuovo nel vivido mattino della storia, quando la gioia dell'avventura possedeva gli Argonauti.
Egli non si eccitava dinanzi ai transatlantici che incontravano. Aveva tanta esperienza in fatto di viaggi, escluso il viaggiare, che s'era fatta ormai una tranquilla cultura interessata. Riconobbe il Campagnia alla distanza di tre bacini e spieg a un droghiere di Harlem le sue bellezze, parlando seriamente di ciminiere e alberature, di tonnellaggio e di nodi.
Non si eccitava, ma - dove non avrebbe potuto andare lui, se fosse partito per l'Arcadia sul Campagnia! Dio buono! Che cos'erano persino le torri degli isolati del Metropolitan e del Singer e il bastoncino di zucchero del Times paragonate a un qualche vecchio altare serrato in una cattedrale velata dai secoli!
Tutto ci egli sentiva e si ripeteva, quantunque non a parole. Non aveva mai udito parlare dell'Arcadia, sebbene per molti anni ne fosse stato un abitante.
Certo, dichiar a se stesso, egli era ora sul transatlantico: scivolava per il fangoso Mersey (vedi le Note di Viaggio W. S. per le fonti della sua visione); era diretto a Piazza S. Giorgio per un concerto d'organo (vedi il Baedeker inglese); poi, un espresso per Londra e.... Dio! Dio buono!
Il ferry-boat s'avvicinava alla banchina. Il signor Wrenn corse alla prua per emozionarsi all'urto del tozzo naso del battello contro gli alti piloni oscillanti e allo sciacquo delle onde scure, spinte innanzi, mentre il ferry s'affiancava al suo scalo. Egli venne portato innanzi, nella stazione, dalla folla.
Non s'accorse della gente singola, mentre nella sua gioia ascoltava le grandi corde del peana della stazione. La vasta tettoia ruggiva mentre i destrieri di ferro stampavano gli zoccoli titanici in disprezzo dei piccoli sedentari.
E questo  un accenno slavato di come i poeti potrebbero descrivere la passione del signor Wrenn. Ci ch'egli disse fu "Dio buono!".
Passeggi accanto agli elenchi delle destinazioni appesi ai cancelli delle linee. Chicago (le pianure! le Montagne Rocciose! il tramonto sui campi dei minatori!), Washington e il magico Sud - di qui i cavalli di ferro avrebbero galoppato, colle gagliarde criniere di fumo spazzate indietro dal turbine, tempestando cogli zoccoli fragorosi le loro sessanta miglia l'ora. Benissimo. A suo tempo anche lui sarebbe salito sui corsieri di ferro e avrebbe galoppato su Chicago ed il Sud; appena fosse stato pronto.
Poi si diresse in Via Cortlandt, in Long Island City e, finalmente, al Cantiere Navale. Sulla sua strada, c'erano i bacini dei piroscafi di passaggio dove egli nell'Un Giorno o l'Altro pieno di promesse avrebbe potuto imbarcarsi da dispensiere. Non aveva mai fatto nulla di cos avventato come interrogare davvero un capitano per avere una probabilit d'imbarcarsi, ma una volta era entrato nell'ufficio-marinai (gratis) di una societ missionaria in Via Ovest, dove un disapprovante dignitario gli aveva borbottato: "Siete marinaio? No? Non possiamo far nulla per voi, amico mio. Siete convertito?" Egli non avrebbe pi arrischiato un orrore simile; eppure, quando fosse sorta la mattinata d'oro dell'Un Giorno o l'Altro, egli sarebbe certo partito in crociera verso atolli, coronati di palme.
Attraversando Long Island City, inventava discorsi coi marinai che incontrava. Avrebbe stupito un nostromo norvegese, sapere che egli era davvero un contrabbandiere d'armi e che, cos come niente, egli stava ora raccontando storie del Mar Spagnolo  all'uomo che gli scivolava supplichevole al fianco.
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(Nota. Il Mar Spagnolo, in americano, Spanish Main, corrisponde un po' all'Atlantico Centrale e, pi specialmente, al Golfo del Messico e al Mar Caraibico.  stato il teatro delle gesta dei filibustieri del sei e settecento che tutti gli intenditori d'avventure, in Italia, conoscono, leggendariamente, attraverso i romanzi del ciclo del Corsaro Nero, di Emilio Salgari. Fine nota.)
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Il signor Wrenn invidiava i marinai della nave scuola. Con noncuranza scese in mare, come fosse l'ospite del Presidente nell'imbarcazione dell'ammiraglio, si spavent allo sguardo di una commessa che gironzolava e giunse a casa prima di notte, colla ridotta approvazione della signora Zapp.
Il buio faceva incanti nel suo terzo piano sulla strada. Gradevolmente stanco dopo la passeggiata, coi suoi stecchi di gambe, il signor Wrenn sedette sui vimini della sedia a dondolo, dandosi colpetti sui ruvidi baffetti bruni e rievocando il vagabondaggio della giornata. Quando fu acceso il gas, egli si strusse su figure di una rivista geografica per una ora di felicit, poi sbadigli a se stesso "Be', Guglielmino, mi pare che sia ora di andare a cuccia".
Si svest e lisci l'abito comprato fatto sul dorso della sedia a dondolo. Sedendo sulla sponda del letto, bizzarro nel suo pigiama di cotone, come un raro uccellino dal piumaggio incolore, egli si sfreg la testa sonnacchiosamente.
Um-m-m-m! Com'era stanco! And ad aprire la finestra. Subito il cuore domato gli balz in un valzer ed egli dimentic la sonnolenza e i terzi piani sulla strada.
Attraverso la finestra giunse il coro delle sirene da nebbia sul Fiume Nord. "Bum-m!". Quello doveva essere un enorme transatlantico, lottante attraverso la nebbia. (Era un ferry). Un transatlantico! Muggirebbe proprio cos se fosse al largo dai Banchi! Se lui potesse soltanto essere al largo dai Banchi! "Tut! Tut!". Questo era un rimorchiatore. "Uon-n-n-n!". Un altro transatlantico. Il coro tumultuoso gli ripet tutte le avventure della giornata.
Si lasci di nuovo cadere sul letto e fiss coll'occhio vuoto i suoi abiti. Dalla tasca interna della giacca sporgeva la lettera, non ancora aperta, del cugino Giovanni.
Ne lesse un paragrafo. Balz dal letto e ball una tarantella, vestito del pigiama di cotone come un Yaqui ubriaco. La lettera annunziava che la sassosa cascina di Parthenon, lasciata al signor Wrenn dal padre, era stata venduta. La sua posizione su un promontorio del fiume l'aveva resa preziosa all'Associazione Chautauqua di Parthenon. E c'erano ora a suo credito novecento e quaranta dollari nella Banca Nazionale di Parthenon!
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(Nota. Chautauqua Company  il nome prettamente americano di un'istituzione di Chautauqua, una cittadina dello stato di Nuova York donde cominciarono a tenersi corsi per corrispondenza e corsi estivi su varie materie. Le sedi, ora, son molte ed  entrato nelle consuetudini delle Chautauqua Companies di intraprendere giri per gli Stati tenendo conferenze, concerti, corsi, letture di vario genere. Fine nota)
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Era ricco, dunque. Aveva quanto bastava per passeggiare in lungo e in largo il mondo per molti mesi avventurosi (ma economici), finch potesse imparare il mestiere del vagabondo e quel misterioso modo di vivere senza un impiego o un salario.
Schiacci il cuscino, rintanandovi la testa e singhiozz dall'eccitazione, con un terribile vuoto allo stomaco ed un tremito freddo. Poi rise e si sent voglia - ma non lo fece - di precipitarsi nella camera adiacente a raccontare allo sconosciuto l dentro le sue notizie che capovolgevano il mondo. Ascolt nella sala se gli Zapp fossero alzati, ma non sent nulla; ritorn e passeggi innanzi e indietro, divorando cogli occhi una carta del globo.
"Bene. Sono a posto. Potrei viaggiare sempre. Spero che non mi spaventeranno molto i naufragi e.... tutto il resto.... Tutte queste cose.... Accidenti! Se non vado a letto, arriver tardi all'ufficio, domani!".
Il signor Wrenn stette sveglio fino alle tre. Il luned mattina si vergognava un po' d'aver fatto un gesto cos eccentrico. Ma giunse all'ufficio in tempo. Era preoccupato dalle cure della ricchezza - dover decidere quando partire per i suoi viaggi - ma sapeva anche molto bene che i direttori d'ufficio sono spiacevoli se non si fa a tempo. Tutta la mattinata, egli non fece nulla di pi temerario che bilanciare la sua nuova fortuna in pi i risparmi, con le tariffe di navigazione, su un mezzo foglio di carta buttata.
L'ora del mezzogiorno non era dell'Impiego, ma sua, data all'esplorazione delle pericolose terre d'avventura che giacciono tra la Ventottesima Via e il Sesto Corso. Ma doveva andare a pranzo con Carletto Carpenter, l'aiuto contabile, per comunicargli la notizia. Quanto a Carletto, questi aveva spesso bisogno di un confidente che conoscesse personalmente i modi tirannici del direttore Guilfogle.
Il signor Wrenn e Carletto scelsero (e cio, Carletto scelse) un tavolo alla Trattoria Drbel. Il signor Wrenn cominci timidamente:
- Ho una gran notizia da darvi.
Ma Carletto interruppe:
- Dite, l'avete sentito il vecchio Goglefogle saltarmi addosso, stamattina? Io ne ho abbastanza. Lo avete sentito, quel vecchio....
- Cos'era successo, Carletto?
- Successo? Niente era successo. Eccetto che nella testa del vecchio Goglefogle. Avevo fatto un piccolo sbaglio nei conti. Eh, vorrei vedere, se il vecchio Gogie avesse da star dietro a quaranta quindici conti e sorvegliare tutti i movimenti di una stupida che non sa nemmeno adoperare la macchina addizionatrice! Vorrei vedere se non gli verrebbe l'itterizia! Non farebbe altro che sbagliare! Quel vecchio spilorcio deve aver fatto stamattina una cattiva colazione. Aveva bisogno di un po' di esercizio, per digerirla. E io sono stato l'esercizio, il capro espiatorio. Mi chiama nell'ufficio e me la conta - ma..... lo so io, Wrenn,  soltanto un bagolone!
Carletto Carpenter tronc la sua febbrile tirata e, sfogandosi con rapide scosse del capo come un paralitico, sollev la pestifera sigaretta alla bocca. Ma a mezza strada in questo gesto lento lo riafferr il ricordo dei suoi torti. Sbatt la destra di nuovo sul tavolo, sparpagliando la cenere, scosse indietro il capo coll'irritata pazienza di un martire nervoso, poi agit le due mani in giro spasmodicamente, ringhiando, colla facile bellezza del suo volto sbarbato pi accesa del solito:
- Potete star sicuro, e scommettere l'ultimo dollaro, che gli ho fatto capire da come l'ho guardato, che fesso non mi avrebbe fatto pi. Potete star sicuro.... Lo metter a posto. State solo a vedere. (Ehi, Drbel, ce n'hai della torta al limone? Portamene una fetta). Ah, Wrenn, glie ne voglio dar tante, un giorno o l'altro, a quel vecchio porco ciccioso strabico e rammollito, che.... Statemi solo a vedere. Se non fosse di quella moglie rompiscatole che ho.... Bisogna che la pianti e la pianter un giorno o l'altro....
- Ma s - il signor Wrenn fu brusco per un attimo. - So cosa vuol dire, Carletto. Ma passer, sul serio, vedrete che passer. Sentite, ho una notizia. Dei terreni che Pap mi ha lasciato, son stati venduti per quasi mille dollari. Oggi pago io. Lasciatemi pagare, Carletto.
Carletto promise, con tutta prontezza, di lasciarlo pagare. E, dilungandosi, disse:
- Magnifico, Wrenn! Magnifico! Congratulazioni. Non conosco nessuno che avrei voluto gli fosse successo questo piuttosto che a voi. Siete un agnellino voi, ma avete qualcosa nel cervello, vecchio Wrennski. A proposito, potreste addebitarmi mezzo dollaro fino a sabato? Grazie. Ve lo rendo, certamente. Per Dio! Siete il solo in quell'ufficio, che capisce che ipocrita mascalzone  il vecchio Goglefogle, quel vecchio....
- Via, Carletto, non ditele cos secche a Guilfogle. Mi ha sempre trattato bene.
- Gogie.... trattar bene? ma s, tratta come se fosse un caporale. Lo sapete anche voi, Wrenn. Adesso che avete denaro abbastanza per non temere pi dell'impiego, lo capirete e sentirete il bisogno di rovinare quell'uomo, come lo sento io. Dite! - L'impeto di una grande idea gli fece agitare gioiosamente un pugno da una parte. - Dite! Perch non lo rovinate? Alla Compagnia di Souvenirs ci guadagnano su di voi. Uno spettacolo pi ripugnante di quel che immaginate, lasciate che ve lo dica. Diamine, voi fate met del lavoro del magazziniere, oltre il vostro.... Ecco come dovete agire. Andate dal vecchio Goglefogle e gli dite che volete un aumento a venticinque e subito. S, per Dio, trenta! Ve lo meritate, o, almeno, siamo l. Ma certo il vecchio non ve lo dar mai. Minaccer di licenziarvi se dite ancora una parola a quel riguardo. Voi gli potete dire che si serva e allora lui  in un bel pasticcio. Ci gl'insegner a vantarsi tanto!
- S, Carletto, ma allora, se Goglefogle non se la sente di pagarmi quel tanto - sapete anche voi che  responsabile davanti ai direttori; non pu fare tutto quello che vuole lui - allora, bisogna che mi licenzi, dopo che mi ha parlato cos, voglia o non voglia. E cos resteremmo - cio, resterebbero - senza l'impiegato alle vendite, proprio nella stagione degli affari.
- Ebbene? Sicuro, Wrenn;  proprio questo ci che vogliamo. Se andate via voi, loro restano senza quasi due impiegati. Li metterebbe in un bel pasticcio. E pi che tutto, grazie a Dio, metterebbe nei pasticci il signor Mortimer X. Y. Goglefogle. Non capirebbe pi niente: doverne istruire uno nuovo proprio nella stagione degli affari.  la vostra occasione: avanti, ragazzo, non mollatela.
- Ma, Carletto, io non posso far questo. Non vorrete ch'io cerchi di danneggiare la Compagnia di Souvenirs dopo averci lavorato per.... vediamo, devono essere sette anni.
- Be'! Pu darsi che a voi piaccia che vi grattino il nasino su una pietra da mola! Voi magari ci restereste a diciannove la settimana per tutta la vitaccia.
- No, Carletto, non arrabbiatevi, per carit. Certo che vorrei andarmene - viaggiare e via dicendo. Perbacco! Mi piacerebbe girare. Ma non posso tagliarla proprio nella stagione....
- Ma non capite, zucca, che non li pianterete - saran loro che o vi pagheranno ci che vi devono o vi perderanno.
- Oh, non so in quanto a questo, Carletto. -
Carletto procedeva a supplire a una certa debolezza della sua logica con uno sguardo raggiante di persuasione e il signor Wrenn ebbe paura di farsi ipnotizzare.
- No, no! - egli palpit alzandosi.
- Be', dunque! - ringhi Carletto - se vi piace far da pecora a Gogie.... Oh, avete ragione, Wrennski. Penso che ve ne dobbiate restare, se ve la sentite.... Benissimo, arrivederci. Io debbo andarmene a comprare un paio di calze, prima di tornare.
Il signor Wrenn strisci fuori del Drbel dietro a lui, malinconicamente. Persino Carletto ammetteva che egli dunque "doveva restarsene", e che speranza c'era di convincere il terribile signor Mortimer R. Guilfogle che lui desiderava venir considerato dimissionario? E, allora, dove andavano le speranze di girare il mondo? Per mesi forse egli resterebbe in schiavit e proprio quel mattino aveva sperato.... Uno spaventevole quarto d'ora col signor Guilfogle e sarebbe stato libero. Rise dentro di s pensando che ci era come veder l'Europa dopo aver semplicemente attraversato a nuoto l'Atlantico nel cuor dell'inverno.
Comunque, egli aveva ancora nove minuti, secondo il suo orologio da due dollari: nove minuti da vagabondare. Gett uno sguardo a un ristorante greco con insegne in lettere greche autentiche come nelle "rovine a.... s, a Atene". Una tampa cinese, con cipolle e cavoli, da chopsney, locale con un dragone scolpito rosso e giallo e, a una finestra in alto, un tarchiato cinese che facilmente poteva nascondere un kriss "o quali altri sono i coltelli dei gialli", come egli osserv per la centesima volta che faceva la passeggiata. Una rosticceria, dinanzi al cui parafuoco di rossi carboni, intiere anitre arrostivano felicemente fino a un color bruno lucente. Nella vetrina di un pellicciaio c'eran pelli di volpi siberiane (la Siberia! capanne di "prigionieri coraggiosi come il diavolo"; il Mar del Nord dai riflessi d'acciaio; guardie in giacchetta, come le aveva vedute a una rappresentazione dell'Accademia di Musica) e un orso polare (che, per lui, significava le Luci del Nord, la lunga marcia e l'igloo di notte). E i fiorai! C'erano orchidee che (sebbene egli lo sapesse solo confusamente) gli sussurravano di giungle dove, nel silenzio estuoso, egli vedeva il pitone sonnecchiare e.... Com'era in quella poesia, quell'affare di Mandal? Parlava di giungle? Comunque:
"Quell'odor d'aglio,
il bel sole, le palme ed il sonaglio"
Doveva affrettarsi all'ufficio. Si ferm soltanto a dare un colpetto in testa al cavallo da commissioni di un fioraio, che lo fissava pensosamente dal salto del marciapiedi. - Povero vecchio mio. A che cosa pensi? Vorresti essere un cavallo da circo e andare in giro, eh? Tagliamola insieme. Non puoi, eh? Povero vecchio mio!
Alle tre e mezzo, l'ora quando agli impiegati di ufficio sembra che il lavoro di quel giorno non finir mai pi, nemmeno per miracolo, il signor Wrenn tentennava nel suo dovere verso la ditta. Aument quest'umore un'elettrica intervista col direttore che pass alcuni minuti, che gli capit di aver liberi, urlando al signor Wrenn: - Vorrei saper perch! - Non c'era nessun "perch" particolare ch'egli volesse sapere; egli stava semplicemente ottenendo dagli impiegati un'efficienza scientifica, frase che il sig. Guilfogle aveva preso da una rivista d'affari che diluisce teorie sull'efficienza a padroni che non ne hanno.
Alle cinque e venti il direttore lo chiam, lo lod per nulla in particolare e gli propose di fermarsi tardi con Carletto Carpenter e col magazziniere per far l'inventario di una serie di orologi da tavola che si dovevan vendere.
Ritornando allo scrittoio il signor Wrenn si ferm a una finestra del corridoio e desider follemente lo splendore del tardo pomeriggio. I cornicioni di edifici altissimi lucevano, il tramonto risplendeva come fuoco attraverso i piani superiori, stratificati e invetriati. Sent il bisogno di esser fuori nelle vie con le folle che giravano i negozi.
Il vecchio Goglefogle non gli aveva riguardi; perch li avrebbe avuti lui per la ditta?
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CAPITOLO 2.
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VA A PASSEGGIO COLLA SIGNORINA TERESA.
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Lasciando l'edificio della Compagnia di Souvenirs, dopo aver lavorato fin tardi a immagazzinare, e passeggiando verso la Quattordicesima Via, il signor Wrenn si sentiva disperatamente senza scopo. Il peggio di tutto era che lui non poteva andare al cine al Nickelorion; non poteva, dopo esser stato offeso dal bigliettaio. Ma, d'improvviso, ebbe dinanzi la risplendente insegna del Nickelorion a tentarlo: un manifesto con "Oggi Spettacoloso Film di un furto Ferroviario", gli fece battere il cuore come a salire una scala - e si precipit allo sportello tendendo coraggiosamente un nichelino. Si sent qualcosa alla pelle del cranio, mentre la cassiera gli faceva scivolare un tagliando. Perch sembrava che questa lo guardasse cos fissamente? Lasciando cadere il biglietto nella cassetta, egli tent di distogliere lo sguardo dall'Uomo dai Bottoni d'ottone. Per un diciannovesimo di secondo tenne il capo voltato. Poi questo si gir da s ed egli fiss in faccia l'uomo a met inchinato e ricevette un cordiale cenno assorto e un "Bella sera". Il signor Wrenn cant a se stesso un monotono canto di gioia travolgente. Incespicando sui piedi di un grosso tedesco per andarsi a sedere, chiese scusa come se fosse abituato a passare il tempo ridendo con molti amici.
Il film del furto ferroviario era.... davvero, egli continu a ripetersi "Dio buono!" colla palpitazione addosso. Come strisciavano, proprio strisciavano e strisciavano, gli uomini mascherati, dietro i cespugli! Il signor Wrenn rabbrivid quando uno tra loro sbirci verso di lui dallo schermo. Come si precipitava coraggiosamente verso i banditi il treno, all'eccitante rullo del tamburo! Seguiva l'assalto dai cespugli; la lotta coi poliziotti nascosti nel vagone della posta. Il signor Wrenn era l piantato solidamente e sosteneva una fredda sparatoria in compagnia del magro Pinkerton - faccia da falco e fasce alle gambe. Con lui, poi, balzava a cavallo e inseguiva i banditi nella foresta. Assist due volte a tutto il programma per rivedere la scena del furto.
Uscendo, trov il bigliettaio che mutava il suo lungo vestito blu chiaro di gala in una comunissima giacchetta, senza bottoni d'ottone. Nel suo stupore di vedere come un'Autorit pu trasformarsi in uomo d'ogni giorno, il signor Wrenn si ferm ed, essendosi fermato, parl:
- Uh.... era una bella.... un bel film.... quell'assalto al treno. No?
- S, s.... Corpo del diavolo e di tutta la famiglia! Dove mi han ficcato il cappello? 'sta gente me lo caccia sempre. Il film, signore? Ma io l'ho visto, come ho visto.... Di', Occhiolino, e tu Piedi-piatti, mi avete cacciato il cappello? Che scherzo, signore! Non sono due teste d'asino quei guardiani? Fan gli stupidi e mi nascondono il cappello nella cassa. Il film? Non ho mai occasione di vederli io, i film.  strano, no? Io che grido a imbonire come se fossi la nonna di quello che li ha inventati.... Be', adesso chi  che mi ha portato via le scarpe per andare a casa... Mah, non so nemmeno se  il treno che fa furti o no!
Egli batt il signor Wrenn sulla schiena e il cuore dell'impiegato balz pieno di cameratismo. Fu sorpreso fino a dire:
- L'altra notte vi ho salutato e voi.... davvero, voi vi siete comportato come se non mi aveste mai veduto.
- Eh, questo  quel che mi capita a essere il padre di cinque marmocchi, di una figlia e di un gattaccio. Certo non potevo avervi visto. Probabilmente avevo in testa i fastidi di famiglia.... Pensavo chi  che mi ha mangiato la torta di limone.... se  Pietro o Giovannino: se le debbo dare a tutti e due o mettere i denti su mia moglie.
Il signor Wrenn sapeva che mai, mai il bigliettaio aveva pensato un attimo a mettere i denti sulla moglie. Lo sapeva! Il suo cenno, il suo sogghigno e il "Buon'idea!" furono civilmente maliziosi. Poi, aggiunse:
- Oh, certo. Son sicuro che voi non volevate trattarmi male. Dite! Io ho sete. Venite da Moje, vi pago da bere.
Egli era atterrito da quest'abisso di spese in cui era caduto e l'Uomo dai Bottoni sospettosamente cercava d'indovinare che cosa volesse da lui quest'individuo; ma tutti e due attraversarono fino alla vicina bettola, una bettola nuovaiorchese d'angolo, la quale naturalmente "scintillava" con un gran specchio bicchieri ammonticchiati e un lungo poggia-piedi risplendente, dove il signor Wrenn piant coraggiosamente la sua scarpa Cum-Fee-Best.
- Ebbene? - disse il bettoliere.
- Rye, a me, Jim - disse l'Uomo dai Bottoni.
- Um-m-m-m - disse il signor Wrenn, in un diminuendo di spavento, ora che - comunque ricco cittadino - era in pericolo della taccia di rammollito che non sa scegliere la bevanda che ci vuole. - Ho avuto disturbi di stomaco. Sar bene che prenda una limonata.
- Voi siete parente di una persona come si deve - comment l'Uomo dai Bottoni. - Io non ho mai avuto inclinazione a regolare il traffico ai cicchetti. La vecchia mi dice "Mory, se tu fossi in paradiso e ci fosse un secchio di birra da una parte e dall'altra un'arpa d'oro" dice "e tu dovessi scegliere, cosa prenderesti?" E che cosa credete che le abbia risposto?
- La birra - disse il bettoliere. - Vi conosceva bene quella donna.
- Ma neanche col binocolo - dichiar il bigliettaio. - Io? - le dico. - Io? Piglierei l'arpa e l'impegnerei al monte. Dieci carri di birra olandese e rhum che vada bene per un uomo!
- Ah, ah! - rise il signor Wrenn.
- Ah, ah! - grugn il bettoliere.
- Bene, - sbadigli il bigliettaio - la vecchia fra poco far correre i miei migliori pantaloni per la casa, se non trova me da far correre. Sar bene che me ne vada. Grazie mille del bicchiere, signor Uh-h-h. Arrivederci, Jim.
Il signor Wrenn mosse verso casa in un forte stato di eccitazione, che, egli not, era esattamente come guidare un aeroplano e se ne sal vivacemente gli scalini della nobiliare ma prosaica residenza degli Zapp. Egli era molto pi vicino al cielo di quel che la Sedicesima Via Ovest possa sembrare al forestiero. Poich egli era un esploratore dell'Artide, un uomo fidato all'impiego, un collega di spiritosi Scapigliati. Era un luogotenente dell'esercito, che, col suo amico, il Pinkerton dalla faccia grifagna, aveva respinto banditi in un attacco a un treno. Egli apr e chiuse la porta allegramente. Egli era....
Era un piccolo signor Wrenn che si scusava. La padrona stava ritta sull'ultimo gradino della scala, fatta su in una vestaglia e gemeva:
- Signor Wrenn, se avete bisogno di venire a casa cos tardi, vi pregherei di non fare tutto il rumore che potete. Non capisco perch io debba esser tenuta sveglia tutta la notte. Penso che  a volont di Dio che tutte le volte che io vado a trovare la signora Muzzy e bevo una tazza di caff, io torni coll'insonnia, ma non capisco perch una persona che intenda essere un gentiluomo debba sbatter cos la porta per darmi ai nervi.
Egli strisci di sopra dietro allo schiacciante silenzio della signora Zapp.
- C' una cosa che io volevo dirvi, Signora Zapp - una cosa che mi  accaduta. Questo  il motivo che ieri sera sono stato fuori a far festa e son rientrato cos tardi. - Il signor Wrenn stava con diffidenza seduto al pianterreno.
- S, - asciuttamente - ho notato, signor Wrenn, che siete rientrato tardi.
- Vedete, signora Zapp, io.... uh.... mio padre mi ha lasciato della terra che  stata venduta per circa mille dollari.
- Mi fa molto piacere, signor Wrenn - ella disse con tono funereo. - Forse vorrete prendere quella sala accanto alla vostra, ora. Le due camere farebbero un bell'appartamento.
- Ecco, non ci avevo ancora pensato. - Egli si sent colpevole e fu abbondantemente cordiale a Lee Teresa Zapp, prima lavorante in fabbrica, che era appunto saltata gi per le scale in quel momento. La signorina Teresa era una grossa ragazza col busto, molti capelli neri e un bel volto sdegnoso e malcontento. Attese finch egli ebbe finito di salutarla, poi sbuff e ringhi alla madre:
- Mamma, ci han di nuovo trattenuto fino a tardi stanotte. Comincio a stufarmi che un mucchio di ebrei e di yankees mi prendano per una negra. Oh! Non li posso soffrire!
- Teresa, il signor Wrenn ha ereditato ora due mila dollari e vuol prendere quella camera di sopra.
La signora Zapp raggiava di amorevolezza materna al timido inquilino.
Ma l'audace amico dei Pinkerton le tenne testa, per la prima volta. "Spendere il mio denaro da viaggio?" egli esclam dentro di s, dicendo:
- Ma credevo che aveste qualcuno in quella camera. Ho sentito qual....
- Quell'individuo! Oh, non si ferma. E mi ha promesso.... Cos voi potete....
- Sono spiacentissimo, signora Zapp, ma temo di non poterla prendere. Poich debbo viaggiare per un certo tempo.
- Certo conserverete la vostra camera, se partirete, signor Wrenn?
- Mah, temo che la dovr lasciare. Ad ogni modo.... Oh, pu darsi che io non parta ancora per molto e molto tempo; e certo sar felice di tornare.... Sentir il bisogno di tornar qua, arrivando a Nuova York. Ad ogni modo, non star via pi di, oh, probabilmente non pi di un anno, e....
- Ed io che credevo che aveste detto che vi sareste fermato! - La signora Zapp cominci con calma, preparandosi a un attacco di isterismo. - Ed ora che vi ho aggiustata la camera per voi, e ho cambiata la tappezzeria, e voi avete sempre parlato tanto di come volevate disposti i mobili ed io ho fatto i miei piani....
Il signor Wrenn era stato, per quattro anni, un timido ospite a pagamento, degli Zapp. La famosa tappezzeria nuova era stata messa due anni prima. Cos egli barbugli:
- Oh, sono spiacentissimo. Vorrei.... uh-h-h... poter far diverso.
- Vi sarei grata, signor Wrenn, se poteste decentemente avvertirmi, prima di andarvene via, e prima di piantarmi con camere vuote e il padrone che vuol l'affitto, mentre, io che desidero serbarle per voi, mando via gente che pagherebbe di pi. E, poi, sempre gente che va e viene a trovarvi ed io debbo riceverli alla porta e....
Persino quel topo da camera d'affitto stava facendo rumori topeschi che annunziavano la rivolta. Lee Teresa ruppe proprio in tempo:
- Oh, piantala, mamma, su! - Ella aveva guardato in faccia il topo, poich questi era improvvisamente diventato interessante e adorabile e, incidentalmente, ereditava. - Non capisco perch il signor Wrenn non ci dia tutte le notizie che noi possiamo aspettarci. Egli ha detto che forse non va via per molto tempo.
- Oh - borbott la signora Zapp. - La carne della mia carne e il sangue del mio sangue si rivoltan contro di me!
Ella si alz. Il suo effetto maestoso fu un po' sminuito dallo scricchiolio delle stecche, ma il suo istinto della spiacevolezza era sempre ottimo. Non disse nulla abbandonando i due e fatic su per la scala con una sfilza di sospiri.
Il signor Wrenn pareva colpito da malore improvviso. Ma Teresa rise e osserv
- Voi non dovete lasciar che la mamma monti sul cavallo grigio, signor Wrenn. Non  che il tono di voce.
Con molto ondeggiare della parte pi bassa e meno rigida delle vesti, ella navig verso lo specchio appannato sulla libreria piena di riviste ed esamin la sua cuffia di riccioli finti, con molti ritocchi delle grosse mani robuste che lucevano di diamanti brasiliani. Quantunque il signor Wrenn avesse gi sentita la parola "posticci", non sapeva che mezza la capigliatura di lei era finta. Egli la contemplava. Sebbene caduto in disgrazia, sent l'onore di conoscere una donna cos vasta e cos frusciante come la signorina Lee Teresa.
- Per, avrei voluto avvertirla prima che io andavo via, signorina Zapp. Non lo sapevo neanch'io, ma mi sembra ora un brutto gesto. Penso che sar bene le paghi qualcosa in pi.
- Ma no, ragazzo, non farete nulla di tutto questo. La mamma non vi serba nessun rancore. Voi siete sempre stato compitissimo, per quanto ne so io. - Ella sorrise abbondantemente. - Sono uscita a passeggio stanotte.... Vorrei che gli uomini non fissassero cos una ragazza. Non capisco perch debbano guardarmi.
Il signor Wrenn annu, ma questo non pareva il commento adatto, perci egli scosse il capo, e poi apparve terribilmente imbarazzato.
- Son passata accanto a quel ristorante armeno di cui mi parlavate, signor Wrenn. Qualche volta, penso, andr a cena in quel posto. - Di nuovo ella attese.
Egli disse soltanto: - S,  un bel posto.
Osservando a se stessa che, dopotutto non c'era dubbio, egli era un po' stupido, Teresa continu l'assedio:
- Cenate l spesso?
- Oh s.  un bel posto.
- Potrebbe andarci una signora?
- Perch? Io....
- S!
- Credo bene - egli concluse.
- Oh.... Son cos stanca della roba unta che mamma e Goaty preparano. Loro credono che un grosso stufato che sappia di rigovernatura sia un pranzo e, se fanno qualcosa che mi piace, continuano a farlo tutti i giorni finch non lo butto nel lavandino. Vorrei poter andare a un ristorante una volta tanto, per cambiare, ma naturalmente.... Non so se sarebbe adatto per una signora andar da sola neanche in quel luogo. Che cosa ne pensate, voi? Mio Dio! - Ella sedeva pensierosa e triste.
...
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...
Egli ebbe un'ispirazione. Forse la signorina Teresa poteva persuadersi a cenare con lui qualche volta. Supplic:
- Oh, vorrei che mi permetteste di portarvi qualche sera l, signorina Zapp.
- Non vi ho dunque detto di chiamarmi "signorina Teresa"? Voi non volete proprio far amicizia con me. Nessuno vuole. - Ella torn a pensare.
- Oh, non volevo offendervi! Davvero non volevo. Ho sempre pensato che vi sarebbe parso impertinente se vi avessi chiamata "signorina Teresa" e cos....
- Bene, credo che potrei forse venire con voi all'Armeno. Quando vi piacerebbe andare? Voi sapete che io ho sempre un mucchio di appuntamenti, ma credo.... uhm.... vediamo, credo che domani sera potrei venire.
- Combinato! Verr a prendervi, signorina.... Teresa?
- S, venitemi a prendere, ma se starete bravo. Buona notte. - Ella se ne and con un'aria d'intimit.
Il signor Wrenn vol al Nickelorion e riconobbe coll'Uomo dai Bottoni, che si sentiva "niente male, stasera".
Egli non aveva mai creduto che una bella creatura come la signorina Teresa potesse sopportare un tipo cos "impacciato" com'era lui. Per circa un minuto medit con un brivido la questione se ella gli era cortese a motivo della sua nuova ricchezza, ma riprese il demone che gli suggeriva questo; poich non aveva forse sentito da lei ricordare con gran disprezzo una seconda cugina che per interesse aveva maritato un vecchio yankee? Ci risolveva la cosa, egli s'assicur, e guard brutto un telegrafista che cos gli aveva fatto pensare, ma subito storse la bocca mentre il giovanotto mostrava segni di essere spiacentissimo.
Il ristorante armeno  curioso, poich ha cibi esotici a prezzi bassi ed  al di qua della Tredicesima Via, eppure non  diventato scapigliato. In conseguenza non ha cattiva musica e nemmeno gente dal Missouri colle loro donne che, per una sera, arrischino la salvezza dell'anima a fumar sigarette. Qui, prosperosi mercanti orientali dalle nature pacifiche e dalle facce brigantesche, bevono caff turco semi-liquido e discutono di tappeti e di rivoluzioni.
Davvero, il luogo appariva cos poco artificioso che Teresa, seduta di fronte al signor Wrenn, si seccava. E il men era esotico, senza contenere piatti di Societ. Faceva pensare a code di topo e a nidi d'uccelli, ne era sicura. Ella avrebbe volentieri provato il pt de foie gras o l'avogado ma che vantaggio sociale c'era ad osservare in fabbrica che a lei "era sempre piaciuta la pahklava"? Il signor Wrenn non vedeva ch'ella si guardava intorno insoddisfatta, poich lui si deliziava ascoltando un magro giovinotto che, al tavolo vicino, osservava alla sua "dirimpettaia", una signora pallida e serpentina, in nero, dalla linea da cacciatorpediniere:
- Provate le foglie di vite ripiene, oh, figlia degli angeli, e un po' di pilaf di farina di grano e un po' di bourma. Il vostro pilaf di farina di grano  un cibo piacevole e allieta lo stomaco dell'uomo. Semplicemente meraviglioso. Quanto al bourma  una allegra creatura, una bruna rosa di pasta con miele abilmente nascosto tra i petali e.... Qui! Cameriere! Foglie di vite ripiene, p'laf di farina di grano, bourms?... doppia portata e presto.
- Quando avrete finito di ascoltare quell'uomo - che parla come una saponetta - ditemi che cosa c', di mangiabile, su questa lista, - sbuff Teresa.
- Mi pareva che fosse davvero divertente - insist il signor Wrenn.... - Son certo che vi piacer il shish kebab e s....
- Shish kebab! Ma chi ha mai sentito roba simile! Non hanno.... credevo avessero ci che chiamano "volutt araba" e cose simili.
- "Volutt arabe" sono sigarette, credo.
- So che non  vero, perch l'ho letto in un racconto su una rivista. E lo mangiavano. Sulla terrazza.... Che cos' quel shish kebab?
- Kebab....  agnello arrostito allo spiedo. So che vi piacer.
- Non voglio certo dare agli infedeli la confidenza di cuocermi la carne. Prender uova e un po' di quel - che cos'era di cui quell'idiota parlava - berma?
- Bourma....  ottima. Col miele. E provate un po' del pepe e del riso imbottiti.
- Va bene - disse Teresa, di cattivo umore.
In certo modo, sua madre le aveva riferito, il signor Wrenn non era molto trasformato, nemmeno del possesso dei duemila dollari. Egli era sempre "ridicolo e come spaventato", affatto diverso dagli strapotenti gentiluomini meridionali che a lei pareva di ricordare. Inoltre ella aveva fame. Ascolt in un'idiota prostrazione di spirito l'osservazione del signor Wrenn che "era un cappello spaventosamente grande quello che aveva la signora con quel ridicolo individuo".
Egli si rinchiuse nella sua pacatezza, finch Babbo Gouroff, il proprietario del ristorante, non arriv dai piani superiori. Babbo Gouroff era un ebreo russo che era stato spia di polizia in Polonia e padrone d'htel a Mogador, dove si era detto turco e aveva sposato un'armena rinnegata. Aveva un naso come una falce e un collo da negro australiano. Sperava che il locale degenerasse in un ristorante scapigliato, dove agli ecclesiastici liberali paresse di poter fare i filantropi e ai barbieri di entrare in societ; cosicch portava sempre un fez e parlava in cattivo arabo. Egli era insieme color locale, atmosfera e sapore scapigliato. Il signor Wrenn mormor a Teresa:
- Ecco, vedete quell'uomo?  il signor Gouroff, il padrone. Gli ho parlato un mucchio di volte. Non  straordinario? Dio buono! Guardate quel becco. Non vi fa pensare ai chioschi, agli harem, a tutta quella roba? Ah! Che cosa vi fa pensare....
- Ha un colletto molto sporco.... Quel cameriere  terribilmente lento.... Vorreste esser cos gentile da versarmi un altro bicchier d'acqua?
Ma quando ella assaggi il melato bourma, si fece tollerante verso il signor Wrenn. Prese due tazze di cocco e si sent gli occhi nel grasso e inteneriti. Aveva ricordato che c'erano begli spettacoli in citt. Ora riprese:
- Siete gi stato al "Mattone d'Oro"?
- No, io.... uh.... non vado molto a teatro, io.
- Gwendolyn Muzzy mi diceva che era lo spettacolo pi divertente che lei avesse mai veduto. Rappresenta come due uomini di fiducia han preso in giro una di quelle atroci cittadine di provincia. Fa vedere tutti i tipi buffi, sapete, come ce n' molti nelle citt di provincia..... Vorrei poterci andare, ma al solito ho da dare una mano a quei di casa, cos.... Be'!... Mio Dio.
- Sentite! Io vorrei portarvi, se potessi. Andiamo.... stasera stessa! - Rabbrivid all'idea dell'avventura.
- Mah, non so; non ho detto alla mamma che sarei restata fuori tardi. Pure, con voi.... credo che non ci sarebbe male con voi.
- Andiamo su, a prendere i biglietti.
- Andiamo. - La sua decisione fu troppo avida, ma ella corresse subito l'errore, sbadigliando. - Penso che non dovrei venire, ma, se volete voi....
Fecero una coppia vivacissima, per la strada. Lui grondava simpatia quand'ella raccont dell'egoismo delle operaie sottoposte e della bassezza del sopraintendente sovrapposto e rise diverse volte all'osservazione che il sopraintendente "meritava di esser cotto vivo - che  ci che si dovrebbe fare a tutta le aragoste" (Nota. Lobster che significa aragosta, ha anche il senso traslato di porco, farabutto, ladro. Fine nota) cosicch lei ripet l'epigramma con giubilo tanto crescente che tutti e due entraron nel teatro come un fulmine e, una volta davanti all'annoiato cassiere, egli chiese poltrone da un dollaro, quasi che non avesse fatto i conti lungo tutta la strada per convincersi che posti da settantacinque cents eran quanto di meglio poteva permettersi.
La commedia era un'esaltazione dell'abilit yankee. Il signor Wrenn era molestato dal fatto che gli eroi truffatori derubavano tutti gli altri, ma fu toccato dal vivo romanticismo del far soldi. I truffatori erano superuomini - bruti biondicci con schedar e e opzioni invece di clave. Non che il signor Wrenn facesse osservazioni a proposito dei superuomini. Ma quando, valendosi del genio commerciale, il truffatore derub un giovane impiegato d'albergo, il signor Wrenn bisbigli a Teresa:
- Accidenti! sa pigliarli in giro bene, no?
- Sh s-s-s-s! - disse Teresa.
All'ultimo atto, tutti, le vittime e quegli altri, fecero milioni, a prova del valore sociale di essere un uomo d'affari americano in gamba. Mentre smaltivan via in compagnia del pubblico, il signor Wrenn mormor:
- Mi sento come se avessi guadagnato io, un milione di dollari. - Poi, con un fare da padrone, propose: - Sentite, andiamo in qualche posto a mangiar qualcosa.
- Andiamo, s.
- Oh.... Dopo quel lavoro, mi sento quasi tanto ricco da andare al Rector; ma, no, andiamo da Allaire.
Quantunque pi tardi se ne vergognasse, egli fu quasi superbo col cameriere e ordin panini imbottiti di formaggio e birra, proprio come se usualmente questa fosse la sua colazione. Forse si atteggi persino un po', facendo cenno a un'automobile, con una canna immaginaria. Il commiato dalla signorina Teresa fu intimo: le strinse la mano calorosamente.
Spogliandosi, sperava di non esser stato troppo brusco col cameriere "povero cane!". Ma stava sveglio pensando ai capelli e alla stretta di mano di Teresa; a scrittoi lucidi e a floridi signori che seccamente parlavano a presidenti di banca e avevano - scroll tutte le coperte nello sforzo di richiamare la parola - avevano dell'entrain.
Egli farebbe il suo Grande Viaggio nel paese degli Affari!
I cinquemila principi di Nuova York avevano immaginato, per protegger se stessi dai quattro milioni di schiavi ingrati, i sacri simboli degli abiti da sera, delle grandi case e delle automobili, come segni esteriori e visibili della virt di far denaro, per allettare i ribelli nella rispettabilit e insegnar loro l'importanza sociale di portar via un dollaro a quell'inumano e socialmente nocivo demonio, che  il Qualcun Altro. Che il nostro signor Wrenn sognasse per amor del sogno era catastrofico; egli poteva fare certe cose perch gli piaceva farle, non perch fossero alla moda; e, in questa circostanza, forze di polizia e clero si sarebbero sciolti; Wall Street e il Quinto Corso sarebbero rovinati fragorosamente. Onde, a lui eran indirizzati quei corsi notturni di ragioneria dell'Y.M.C.A. tenuti da solenni e ser giovani sui trenta a solenni e creduli giovani sui ventinove; quei sermoni sulla pace interiore; quegli articoli sul come "ricostruire il negozio fallito con una robusta pubblicit", quelle storie kiplinghesche intorno al "gioco della vita" e quegli avvisi di scuole per corrispondenza che strepitavano "Scalate i gradini dello scibile - la via che conduce alla potenza e alla busta da paga ben fornita".
A tutte queste cose il signor Wrenn era stato indifferente, poich eran fatte senza immaginazione. Ma quando egli vide l'Affare glorificato da un melodramma buffo, allora l'Impiego gli apparve una avventura picaresca e la sua immaginazione fu in pericolo.
Il sole delle otto che generalmente trovava un signor Wrenn intento a radersi selvaggiamente, lo trov che sognava di essere il direttore della Compagnia di Souvenirs. Ma questo era un punto di vista interamente errato. Il direttore della Compagnia di Souvenirs era il signor Mortimer R. Guilfogle, che, per avvertire di questo fatto il signor Wrenn, quando il nuovo magnate cominci la sua carriera negli Affari giungendo all'ufficio col ritardo di un'ora, lo chiam nel suo studio.
E ci ch'era peggio, pensava il signor Guilfogle, questo Wrenn aveva una media di puntualit superiore a tutte le altre nell'ufficio, il che provava che sapeva il fatto suo. Peggio di tutto, poi, le uova della famiglia Guilfogle non eran state strapazzate bene a colazione; eran riuscite anemiche. Il signor Guilfogle batt il campanello e volse la faccia all'uscio assumendo un bel cipiglio.
Il signor Wrenn aveva l'aria stanca e non cos spaventata come le altre volte.
- Badate, Wrenn, avete un ritardo di due ore, stamattina. Cosa credete che sia quest'ufficio? Un circolo o una sala da lettura per gli zingari? Non vi viene mai in mente che ci piacerebbe aver l'onore d'una vostra visita ogni tanto per sentire come va il golf o a quale altra occupazione vi siete dato in questi giorni?
C'era sullo scrittoio del direttore un campione di porta spilli da ufficio a foggia di scarpetta. Il signor Wrenn lo guardava e non diceva nulla. Il direttore:
- Avete sentito? Credete ch'io parli per fare esercizio?
Il signor Wrenn fu caparbio.
- Non ho potuto far diverso.
- Non ho potuto...! E vi pare una spiegazione! Oh, so bene che cosa pensate, Wrenn; pensate che, siccome ultimamente negli affari io vi ho dato una quantit di occasioni di lavorare sul serio, voi ci siate necessario e non semplicemente una spesa....
- Ma no, signor Guilfogle; davvero non penso....
- Ebbene, al diavolo, caro mio, pensateci. Cosa credete che noi vi diamo un salario a fare? E ve lo dico proprio adesso, Wrenn, che se non vi mettete a risparmiarci un po' del vostro preziosissimo tempo, una volta ogni tanto, noi possiamo benissimo, e ce ne avanza ancora, far senza di voi.
La vecchia storia, tanto spesso contata e tanto poco creduta; ma stavolta interess il signor Wrenn.
- Mi fa molto piacere che possiate far senza di me. Ho ereditato appunto un bel pugno di soldi. E voglio licenziarmi. Anche subito!
Se fu lui o il signor Mortimer R. Guilfogle il pi atterrito a sentire sbraitare in quel modo, nessuno lo sa. Il direttore si sent cos male al pensiero di dover istruire un nuovo impiegato che gli occhiali gli scivolarono gi dal povero naso sudato. Supplic, con un tono improvviso di vecchia amicizia:
- Via, non potete pensare a lasciarci! Via, noi vogliamo far di voi un grand'uomo, Wrenn. Scherzavo parlando di licenziarvi. Dovreste saper questo, dopo le parole che abbiamo dette di Mouquin, l'altra notte. Non potete pensare a lasciarci! Non c' limite alle vostre possibilit qui.
- Mi dispiace - disse testardo il soldato dei sogni.
- Via.... - bel quella ferita e stupefatta vittima dell'ingratitudine, il signor Guilfogle.
- Me ne partir alla met di giugno. Ne avete del tempo di preavviso - cinguett il signor Wrenn.
Alle cinque, quella sera, il signor Wrenn si precipit dall'Uomo dai Bottoni al suo posto dinanzi al Nickelorion, gridando:
- Ehi! Venite dall'Irlanda, voi, no?
- Eh, adesso!... Cosa credete? Io.... macch; sono un cinese di Oshkosh!
- No, sul serio, ditemi. Ho occasione di viaggiare. Che cosa ve ne pare? Non  bello? E parto subito. Volevo chiedervi qual  il pi bel posto da vedere in Irlanda?
- Naturalmente  Donegal. Ci son nato.
Estraendo di saccoccia una matita e una busta usata, il signor Wrenn pieno di giubilo aggiunse questa nuova rarit a una lista che si estendeva dalla Baia Delagoa fino a Denver.
Saltell, allontanandosi dal centro e guardando le stelle. Grid quando vide le ciminiere di una grande nave Cunard giganteggiare in fondo alla Quattordicesima Via. Si ferm a rider piano davanti una litografia del Partenone alla vetrina della baracca di un lustrascarpe greco. Le stelle.... i transatlantici.... i templi, tutto questo era suo. Egli lo possedeva. Era libero.
Lee Teresa lo stava aspettando seduta nel salottino del pianterreno e stette fino alle dieci e mezzo, mentre lui amoreggiava con elenchi di treni alla Grande Centrale. Poi lei and a letto e, senza saperlo, il principe dei pretendenti ricchi, il signor Wrenn, aveva interamente perduto il cuore e la mano della signorina Zapp della F. F. V.
Egli era in piedi presso l'olimpico scrittoio del direttore, il 14 giugno 1910. Con tristezza:
- Addio, signor Guilfogle. Parto oggi. Vorrei.... Dio, vorrei poter dirvi, sapete.... quanto io apprezzi....
Il direttore spost dalla sinistra dello scrittoio alla destra un cestino in fil di ferro di copie a ricalco di lettere, fissandole pensosamente; riaggiust le matite in una catasta davanti al calamaio; gett uno sguardo alla punta di una matita indelebile in una specie d'esame stupito; tamburell sulla carta assorbente colle nocche delle dita; ed infine alz gli occhi.
Studi il signor Wrenn, sorrise, assunse l'atteggiamento che usava quando lo invitava fuori a pigliare una bibita. Il signor Guilfogle era essenzialmente un uomo onesto, incrudito dall'impiego; una vittima soddisfatta, coll'immaginazione interamente rovinata, cosicch credeva le lettere di sollecitazione e la sveltezza dei fattorini le sole cose serie al mondo. Egli era forte, vivo, niente affatto cattivo: soltanto era efficiente.
- Be', Wrenn, credo sia inutile far le cose pi grosse di quel che sono. Certo sapete quel ch'io penso di tutto questo. Mi pare che siate uno stupido a lasciare un buon impiego. Ma, dopo tutto, questo  affar vostro, non nostro. Noi vi vogliamo bene, e quando vi stancherete di fare il vagabondo, be', tornate qua; faremo sempre il possibile per tenervi un posto libero. Intanto, spero che ve la facciate buona, ragazzo mio. Dove andate? Quando partite?
- Oh, prima di tutto andr un po' in giro, cos in generale. C' un mucchio di cose che vorrei fare. Credo che partir davvero molto presto, ora.... Vi ringrazio infinitamente, signor Guilfogle, di tenermi un posto libero. Certo, probabilmente non ne avr bisogno, ma perbacco! ve ne sono riconoscente davvero.
- Dite un po', non credo che siate cos scaldato a lasciarci, dopo tutto, ora che le carte son tutte in tavola. Sinceramente, lo siete?
- Certo, padrone, mi lascia un po' malinconico.... stato qui tanto tempo. Ma sar magnifico andarsene in mare.
- Lo so, lo so, Wrenn. Anche a me piacerebbe viaggiare - forse che voi ragazzi credete che io non sarei contento di girare a far niente come voi e non aver pi da pigliarmela se la ditta va avanti o no. Ma - be', addio, Wrenn, e non dimenticateci. Scrivetemi una riga di tanto in tanto e fatemi sapere come state. Oh, a proposito, se vi cpita di vedere novit che vi paion buone, fatecelo sapere. Ad ogni nodo, soltanto un cenno. Saremo sempre lieti di sentir di voi. Addio, dunque, e buona fortuna. Certo e scrivetemi un cenno.
Nell'angolo ch'era stata la sua casa per otto anni, il signor Wrenn non seppe pi inventare nuove eppure migliori disposizioni dei cestini di fil di ferro, dei ritagli e dei pro-memoria. Cos, nett una penna, soffi via di sotto il suo campione di calamaio in ferro la polvere grigia della gomma, e decise che lo scrittoio era in ordine, riflettendo.
Egli era stato l molto tempo. Ora non potrebbe mai pi tornarci, per quanto volesse... Come era stato buono con lui, il direttore! Davvero. Egli non aveva saputo apprezzare quanto Guilfogle fosse altruista!
Part nel corridoio per un giro di addii ai colleghi. "Male che non si era mescolato di pi con loro, ma adesso era troppo tardi. Comunque, essi erano tipi cos in gamba e svegli; essi non avrebbero mai sentita la mancanza di una nullit come lui".
Proprio allora li incontr nel corridoio, tutti eccetto Guilfogle, capitanati da Rabin, il commesso viaggiatore, e da Carletto Carpenter, che reggeva una scatola di fazzoletti con una grande etichetta di carta verderossa.
- Governatore Wrenn - pronunzi Carletto - in questa incresciosa occasione abbiamo il piacere di dimostrarvi con questo piccolo pegno della nostra stima la nostra approvazione per i vostri instancabili sforzi nella convinzione di Mortimer R. Gugglegiggle della Compagnia della Truffa e.... Vecchio mio, scherzi a parte, ci fa molto dispiacere che andiate e.... uh.... ecco, vorremmo darvi qualcosa per mostrarvi che.... ci.... ci fa molto dispiacere che andiate via. Abbiamo pensato a una scatola di sigari, ma voi non siete gran fumatore; comunque, questi fazzoletti, aiutano.... Tre evviva per Wrenn, ragazzi!
Dopo, al suo scrittoio, solo, stringendo la scatola di fazzoletti colla fiammante etichetta verderossa, il signor Wrenn cominci a piangere.
Egli giaceva a letto alle otto e mezzo una mattina del tardo giugno, due settimane dopo aver lasciato la Compagnia di Souvenirs, e s'ingegnava di scoprire sul cuscino luoghi freschi, accaldato e irrequieto alle gambe e terribilmente abbattuto nell'anima. Si sarebbe levato, se ci fosse stato qualcosa per cui levarsi. Non c'era nulla, eppure lui si sentiva penosamente colpevole. Per due settimane aveva avuta paura di perdere, per trascuratezza, l'impiego che aveva gi abbandonato di sua volont. Allo stesso modo, c' gente che la paura della morte ha condotta al suicidio.
Quasi ogni mattino, egli si era tolto dal letto ed aveva finito di radersi, prima di essere del tutto soddisfatto di non dovere arrivare all'ufficio secondo un orario. Bighellonando durante la giornata, egli osservava sovente: "Sono spaventato come il primo della classe che marini la scuola per la prima volta, come usavamo fare a Parthenon". Tutta la gente per bene  al lavoro il pomeriggio dei giorni feriali. Che cosa stava dunque a fare lui, passeggiando per le vie, quando tutta la morale esigeva che sedesse a uno scrittoio della Compagnia di Souvenirs, e con un po' pi di attenzione, per guadagnarsi il favore divino di Mortimer R. Guilfogle?
Era sicuro che, se fosse gi partito per il Gran Viaggio, egli avrebbe saputo "suonarsi il campanello e darsi animo". Ma non sapeva dove andare. Aveva progettato tanti viaggi in questi anni che ora non poteva fermar la decisione definitivamente su uno qualunque per pi di un'ora. Gli stiracchiava piuttosto troppo le magre estremit, abbracciare in una volta un vecchio sogno lieto di veder Venezia e l'austero dovere civile di dar la caccia, nella macchia del Guatemala, a pericolosissimi animali.
La spesa, pure, lo agitava. Egli aveva per tanti anni risparmiato con tanta costanza il denaro per il Gran Viaggio, che ora rimpiangeva il denaro stesso del Viaggio. Fatto sta, che progett di spendere nella sua prima impresa, durante la quale sperava d'imparare il mestiere di vagabondo, non pi di trecento dollari dei mille duecento e trentacinque che aveva accumulato.
Egli era sempre sotto l'influsso di una frase che aveva letto in qualche luogo al proposito di "uno di quei giramondo che incontrate a Calcutta con una chiave inglese in mano, e con un bel vestito e la caramella, all'Athenaeum". Egli imparerebbe qualche kiplinghesco mestiere che gli insegnasse l'uso di stupefacenti arnesi tecnici, e il coraggio e la posizione dei rifugi dei contrabbandieri, delle isole da copra e dei porti da balene, coi loro nomi bizzarri.
Si dipinse navigante come terzo macchinista alle Isole Manihiki o impiegato a riprendere cinematografie di una fuga in aeroplano da Algeri. Egli doveva liberarsi dallo Zappismo. Egli doveva uscire sui mari di ferro, dove navi da guerra e piroscafi navigavano accanto come una banda militare in marcia. Ma non riusciva a cominciare.
Una volta superato il Capo Sabbioso, egli avrebbe immediatamente saputo ogni cosa, delle macchine e del combattere. Gli sarebbe giovato, ne era certo, venir sangaiato. (Nota. Si dice cos in gergo marinaresco per indicare l'ubriacatura generalmente ottenuta con droghe, per imbarcare a forza nuovi marinai trovati nelle bettole dei porti. Fine nota).
Ma non importa con quanto desiderio, non importa quanto tardi alla notte, egli si obbligasse timorosamente a gironzare tra sudici fuochisti inglesi in Via Ovest, non riusciva a farsi dar noia, tranne che da gente equivoca, desiderosa di dieci cents "per un buco da dormire".
Quando, in quella mattinata particolare, egli si fu baloccato a far colazione, stette a sedere senza far nulla. Un tempo s'era raffigurato come occupazione perfetta, lo stare a sedere leggendo libri di viaggi. Ma ci non nascondeva pi piccole eccitanti sorprese, se si poteva fare di domenica come di luned. Inoltre, Goaty non gli faceva mai il letto fino a mezzogiorno e la coperta rappezzata in grigio-bruno pareva occupare tutta la stanza in disordine.
A met d'un paragrafo s'alz, butt i Cento Modi di Vedere la California sul letto disfatto e corse via dal nostro signor Wrenn. Ma il nostro signor Wrenn lo insegu, lungo gli scali, dove il sole luccicava su un'acqua oleosa. Egli aveva veduto gli scali dodici volte, in quella quindicina. Infatti, egli persino grid peccaminosamente che "ne aveva veduto fin troppo di quegli scali maledetti".
Sul primo pomeriggio and al cinema, ma le gigantesche figure bianche staccate sullo sfondo grigio furono in principio stancamente irreali; e quando l'inevitabile ragazza indiana, dagli occhi grandi e dalle trecce nere, incontr il tradizionale vaccaro, egli si agit sul sedile, s'irrit al ticchetto nervoso della macchina e al caldo odor di rinchiuso della stanza, e fugg via proprio nell'eccitante momento che il capo indiano balzava nel campo a chiamare i suoi bravi sul sentiero della guerra.
Forse, in casa, sarebbe sfuggito al pensiero. Ma entrando nella camera stette cogli occhi sbarrati come un gattino di buona famiglia che guardi un misero bastardo addormentato nel suo cestino rosa. Poich sul letto c'era la signora Zapp, colle sue tonde curve stese oltre i larghi piedi piatti, le cui suole egli fronteggiava. Ella sonnecchiava rumorosamente; le stecche scricchiolavano regolarmente col respiro, eccetto quando si muoveva un poco e gemeva.
Con aria colpevole, egli scese in punta di piedi e cammin sbuffando, lungo le vie polverose e monotone, fiancheggiate in mattoni, mentre pensava dove mai, di tutta Nuova York, poteva andare. Lesse minutamente un manifesto che annunziava un'escursione ai Catskills, partenza quella sera. Per un istante d'entusiasmo, decise di prender parte, ma.... "c'era un mucchio di quei tipi ricchi di societ, l". Compr un Americano del mattino e, seduto in Piazza dell'Unione, studi con gravit i disegni umoristici.
Not casualmente gli annunz di "Si cerca".
Gli suggerirono una svogliata idea che magari lui poteva trovare economico di partire come cameriere o come bracciante-contadino.
E cos giunse alla porta del paradiso:
SI CERCANO UOMINI viaggio gratis a Liverpool su navi bestiame, servendo bestiame. Tariffa minima. Lavoro facile. Navi veloci. Rivolgersi Ufficio Impieghi Internazionali e Atlantici - Via Greenwich.
- Evviva! - grid - La Provvidenza ha proprio scovato per me la mia prima passeggiata.
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CAPITOLO 3.
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PARTE PER LA TERRA D'ALTROVE.
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L'Ufficio Impieghi Internazionali e Atlantici  uno stanzone sconcissimo col gesso screpolato che somiglia a una carta geografica, e, appesi, cartelloni di piroscafi e le leggi di Nuova York riguardo gli Uffici Impieghi, le quali leggi sono umoristiche come il padrone signor Baraieff, un individuo esclamativo, piccolo e magro, possessore di una nervosa barba nera, di una vivace calvizie e di tutti i modi errati di nove linguaggi. Il signor Wrenn entr in questo immondezzaio di nazionalit con interessata meraviglia. Il signor Baraieff sfreg insieme le sue malvage mani lisce e s'inchin parecchie volte.
Confidenzialmente, piegandosi sul banco, il signor Wrenn, bisbigli: "Ho letto l'annunzio che avete bisogno di guardiani di bestiame. Io ho bisogno di fare un viaggio in Europa. Come si...?
- S s, s s, signore. Vi servo subito. Dieci dollari, prego.
- E a che cosa mi d diritto questo?
- Dissi che vi servo. Ah! Ah! So, siete un signore; volete fare un viaggetto in Europa. Certamente. Vi servo. Imbarco voi su una comoda nave bestiame, dove dovete lavorare non molto. Subito parte. Dieci dollari, prego.
- Ma quando salpa la nave? E di dove salpa?... - il signor Wrenn si confondeva. Non aveva mai trovato un uomo che facesse smorfie con tanta cortesia e rapidit.
- Marted venturo, vi imbarco.
Il signor Wrenn scambi, rimpiangendoli, dieci dollari con un biglietto che informava Trubiggs, Corso Atlantico, Boston, che il signor "Ren" doveva venire imbarcato sulla "1 nave bestiame posib. subito e mettete mio c/ tariffa pagata Baraieff". Dichiarando tutto raggiante: "Io dai a voi una bella nave" il signor Baraieff aggiunse, sull'orlo del biglietto, in calligrafia: "Miliore nave, poco lavoro". Poi inton: "Venite presto marted venturo mattino" e s'inchin al signor Wrenn come un negoziante parigino. La fila di commesse in attesa fecero la riverenza come una siepe piegata dal vento, mentre il signor Wrenn imbarazzato correva per uscirne.
Egli era troppo agitato per soffrire della paziente e pacata afflizione con cui la signora Zapp ricev la notizia che partiva. Che Teresa ridesse di lui come di un guardiano di bestiame, mentre Goaty, in cucina, udibilmente osservava che "nessuno tranne un yankee viaggerebbe in un porcile", gli aument soltanto la gioia di traslocare le sue cose in un magazzino pubblico.
Il marted mattina, vestito di un maglione, scarpe da tennis, un vecchio cappello di feltro, camiciotto khaki e calzoni di fustagno, con una valigia piena da scoppiare di abiti e Baedecker e centocinquanta dollari, in assegni postali, abilmente nascosti, egli si precipit nella tana di Baraieff. Sebbene fossero solo le otto e mezzo, temeva di far tardi.
Attese fino alle quattordici, poi fu mandato allo scalo della Linea di Navigazione Gioia con un biglietto per Boston e una lettera per l'ufficio spedizioni di Trubiggs: "Date al latore Ren a termini aclusa ricievuta uno pasaggio Inghilterra nave-bestiame metete mio c/. Silvestro Baraieff, N. Y.".
Ritto sul ponte superiore della nave della Linea Gioia, colla valigia accuratamente vicino, egli si canterellava canzoni senz'aria che finivan tutte "Libero, libero, libero in mare. Libero, libero, posso viaggiare!". S'era persuaso che non c'era quasi nessun pericolo di naufragio o di incendio. Comunque, non si sarebbe certo presa paura. Mentre il piroscafo faticava su per il Fiume Est, egli contemplava l'ultimo sole meridiano risplendere sulle fabbriche di Manhattan e addolcire le distese dei campi di Westchester. (Naturalmente, egli provava il "brivido").
Non aveva una cabina privata, ma gli spettava un posto in una camera a dodici cuccette nella stiva. Qui, grossi contadini scalzi, parlavan tutti insieme con malumore e lui ritorn in coperta. Per il resto della notte, mentre gli altri passeggeri russavano, egli sedette modestamente su uno sgabello di tela, guardando fissamente il tessuto marino d'un gelido azzurro che fili d'oro attraversavano quando ci s'incontrava con navi o con fari. All'alba era stanco, cogli occhi che bruciavano, ma ammir il prorompere della luce approvando.
E finalmente, Boston!
La parte anteriore dell'ufficio-spedizioni in Corso Atlantico era una stanza invetriata, sparsa di sedie, mucchi di circolari, vecchi quadri di navi Cunard, calendari ancor pi vecchi e guide che potevano classificarsi idem. In mezzo a questi resti sedeva un yankee dai capelli rossi, quarantenne, fumando un sigaro Pittsburg; sedeva appoggiato all'indietro su una sedia da cucina, leggendo l'Americano di Boston. Il signor Wrenn consegn la lettera del signor Baraieff e attese, stringendo la valigia, pronto a uscire e imbarcarsi immediatamente su una nave-bestiame.
L'agente delle spedizioni gett uno sguardo alla lettera, poi sbott:
- Bryff  matto. Me li manda sempre troppo presto. Wrenn, dovevate venir da me, prima. Perch siete andato prima da quell'ebreo? Ecco, vi manda qua un giorno pi tardi.... o due troppo presto. Se foste venuto qua la notte scorsa, io vi avrei imbarcato stamattina su una nave della Linea del Dominio. Tutto quanto ho adesso  una nave Legland che parte sabato da Portland. Vediamo:  mercoled. Gioved, venerd.... tre giorni da aspettare. Certo, voi volete che vi aggiusti, no? Non potrei farvi partire fino fra una settimana, ma vi piacerebbe partir sabato invece su un buon bastimento?
- Ma certo che mi piacerebbe. Vorrei....
- Bene, vedr di aggiustarvi. Lo capite anche voi, le navi non salpano tutti i momenti per far piacere a Bryff. E per giunta  la stagione degli affari. Squadre di universitari che vogliono attraversare e canadesi che vogliono tornare in Inghilterra e ebrei che la tagliano in Polonia - a gettar bombe allo czar, m'immagino. E lasciate che ve lo dica, quegli ebrei son gente per bene. Sono pronti a pagare il tempo e il disturbo che ci vuole a aggiustarli e cos....
Con dignit il signor Guglielmo Wrenn dichiar:
- Naturalmente, sar lieto di..... uh.... non voglio nulla per nulla....
- Lo sapevo che eravate un gentiluomo. Ehi, 'Fonso, 'Fonso. - Un ragazzo malnutrito e sdentato, polveroso e in vantaggio sui calzoni, comparve. - Libera una sedia per il signore. Caccia quella valigia sul mio scrittoio.... Accomodatevi, signor Wrenn. Vedete, la faccenda  questa: ve lo dico in confidenza, mi capite. Questo biglietto di Bryff non vale neanche la carta su cui  scritto. Lui non ha nessun diritto di mandarmi uomini per le navi-bestiame. Io, sono io che tratto questo. Tratto direttamente con tutte le linee di Boston e di Portland. Se non ci credete, entrate nel retrosala e domandate a uno qualunque di quelli ingaggiati che ci sono.
- S, s, capisco - osserv il signor Wrenn, come se stesse male e tormentava col piede per il pavimento un vecchio almanacco. - Uh.... signor.... Trubiggs, vi chiamate?
- Precisamente, ragazzo mio. Trubiggs. "Tru" di nome e "true", sincero, di fatto. Eh?
Quest'ultima fu detta senza convinzione. Evidentemente era una freddura che aveva degli anni.
Il signor Wrenn non ci bad e dichiar, pi recisamente che pot:
- Vedete, signor Trubiggs, sarei disposto a pagare....
- Vi spiego, signor Wrenn. Io non sono una di quelle agenzie d'impiego che abbagliano; io sono americano, e amo cercare gli americani. Anche se voi non siete venuto da me prima, io curer i vostri interessi, come se fossero i miei. Dunque, volete aggiustarvi su una bella nave veloce che salpa sabato da Portland, con un'attesa soltanto di due giorni?
- S, signor Trubiggs, mi va.
- Bene, la mia lista  gi piena - c' gente che aspetta, anche - ma se vi pare di poter spendere cinque dollari....
- Eccoli.
L'agente delle spedizioni ne fu disgustato. Aveva calcolato dal maglione e dalle scarpe da tennis del signor Wrenn di riuscire a spillar fuori non pi di tre o quattro dollari ed ecco che ne avrebbe potuto ricavar dieci. Pi addolorato che infuriato, disse:
- Naturalmente voi capite che potrei aver molto da faticare a farvi salire sulla prossima nave, arrivando voi cos tardi. Certo cinque dollari son meno di quel che prendo d'abitudine. - Gett sprezzantemente la moneta sullo scrittoio. - Se volete che faccia scorrere qualcosa in pi agli agenti....
Il signor Wrenn aveva troppo mal di capo per esser timido al suo solito.
- Vediamo dunque. Vi ho dato solo cinque dollari?... - Ricevette la carta, la pieg accuratamente, la cacci nel taschino del camiciotto e osserv: - Insomma, avete detto che mi avreste aggiustato per cinque dollari. Oltre a questo, la lettera di Baraieff  una scheda col vostro nome stampato; so quindi che lavorate con lui. Se non vi bastano cinque dollari, andate sulla forca, signor Trubiggs; non ho altro da dirvi. Mi comincio a seccare di fare il fesso in giro. Se vi bastano cinque, ve li render venerd, quando mi manderete a Portland, se mi darete la ricevuta. Ecco tutto! - E quasi fece un ringhio, esasperato e scoraggiato com'era.
Ora, Trubiggs era un briccone dal cuore largo ed amava la compagnia di quelli che lui chiamava "uomini bianchi". Rise, tese un sigaro Pittsburg al signor Wrenn e acconsent:
- Va benissimo. Vi aggiuster. Fumate. Pagatemi i cinque venerd o pagateli al mio sorvegliante quando vi porter sulla nave. Non me ne importa un accidente. Avete tutte le ragioni. Non si pu farvela a voi, eh?
E, facendogliela ancora una volta, gli sugger un luogo d'albergo per le sue due notti a Boston.
- Dite all'impiegato che vi ha mandato Trubiggs il rosso e lui vi dar il meglio della casa. Ditegli che siete un amico mio.
Quando il signor Wrenn fu partito, il signor Trubiggs osserv a qualcuno, al telefono:
- Arriva un altro pesce, Blaugeld. Adesso non cercare di rubare la mia parte, altrimenti mi cerco un altro aiutante. Capito? S, s, schiaffagli un letto da trentacinque cents. Arrivederci.
La carovana dei bovari di Trubiggs che partirono per Portland sul piroscafo notturno, il venerd, era condotta da un capo a spalle quadre, senza giacca e col panciotto di fustagno allegramente spalancato. Erano una banda variopinta, quei guardiani di bestiame - ebrei con piccoli bauli, grosse valige di cuoio-imitazione e fagotti assortiti, una chiusa processione di stanchi individui colle barbe da profeta, cappellacci laceri e indumenti fatti a serie.
C'erano inglesi con casse di pino legate in corda. Un americano malparlante, chiamato Tim, che diceva di essere un cappellaio senza lavoro, e un omaccio rumoroso dal nome Pietro si confondevano in una plebaglia di vagabondi.
Il capo cont il gruppo e scelse i propri confidenti del viaggio a Portland - il signor Wrenn e un giovanotto chiamato Morton.
Morton era un giovane quadrato e carnoso, con mani tozze, stolido e solido, fino agli occhi, come un monumento di granito, ma dall'occhio allegro e rivelante cordialit nei suoi capelli bruno-chiari arruffati. Brandiva sempre una pipa e soffiava abilmente il fumo dalle narici.
Il signor Wrenn e costui si sorrisero tentativamente, mentre la nave di Portland se ne usciva ed un vento giungeva rapido dalla Terra d'Altrove.
Dopo cena, Morton, fumando una pipa foggiata un po' a testa di canna da golf e un po' a rospo, stando alla ringhiera del piroscafo si volse al signor Wrenn:
- Fini 'sti guardiani di bestiame che abbiamo insieme, no?... Mi chiamo Morton.
- Son felice di far la vostra conoscenza, signor Morton. Io mi chiamo Wrenn.
- Contento, eh! di partire una buona volta?
- Per Dio, se lo sono!
- Anch'io.  degli anni che aspetto. Sono impiegato alla P. R. R. a N' York.
- Anch'io vengo da Nuova York.
- Davvero?  molto che siete l?
- Uh-h-h..., - cominci il signor Wrenn.
- Io ho lavorato per la Penn. Sono ormai sette anni. Ho una vacanza di tre mesi. Senza stipendio. Mi d modo di viaggiare un po'. Posseggo dieci dollari e un biglietto di seconda per tornare da Glascow. Ma vado ugualmente a veder l'Inghilterra e la Francia. Forse anche la Germania.
- Seconda? e perch non andate in terza per risparmiare?
- Oh, bisogna che ritorni da signore. Sapete bene. Anche voi venite da Nuova York, eh?
- S, sono con una compagnia di novit artistiche nella Ventottesima Via. Anch'io ho desiderato per un bel po' di venir via.... Come farete a viaggiare con dieci dollari?
- Oh, lavorando. Facilissimo. Cado sempre sulle zampe io. Non mi trovo a mal partito. Ho soltanto ventott'anni, ma son stato sul mio, come dicono gli inglesi, fin dai dodici.... E voi? Viaggiate o andate in qualche posto?
- Viaggio, viaggio. Son contento che siamo insieme, signor Morton. Non credo che questi guardiani sian molto gentili. Eccetto i vecchi ebrei. Sembrano bei gabbiani rimbambiti. Fanno pensare a.... a.... profeti e roba simile. Guardateli l, che fanno il t. Forse che il cibo del piroscafo non  kosher, non  lecito secondo i dettati religiosi ebraici. Ne ho veduto uno sulla Linea Gioia che diceva le preghiere - mi par che avesse una specie di scialle.
- Be'!  magnifica!
Distintamente, il signor Wrenn si sent uno di quei signori che, in Kipling, stanno alle ringhiere dei piroscafi e scambiano osservazioni su terre esotiche. Egli mormor, con tono cosmopolita:
- Dio! Guardate quel tramonto. Non  magnifico?
- Sangue di Giuda! se  bello. Non capisco come si possa ancora credere alla religione dopo averlo guardato.
Colpito e confuso da una simile teoria, eppure eccitato a scoprire che Morton in apparenza pensava, il signor Wrenn disse forte:
- Sul serio, non capisco neanch'io. Non capisco come la gente possa non credere a qualcosa dopo un tramonto come quello. A me fa credere a ogni cosa.... mi d la spinta.... immagino di essere in ogni luogo.... sul Nilo e avanti!
- Certo.  cos. Tutto  tanto tranquillo e naturale. Tutto , davvero. Stimola abbastanza l'immaginazione da solo, senza il bisogno della religione.
- Ecco - riflett il signor Wrenn. - Io non vado quasi mai in chiesa. Non credo molto a tutti 'sti sermoni intellettuali che non dicono mai nulla di concreto.... non hanno nulla a che fare colla vita reale. Ma, pure, mi piace andare alla Cattedrale di S. Patrizio. Davvero, mi commuove.... spero non penserete, signor Morton, ch'io voglia far l'intellettuale.
- Ma no. Capisco, sicuro. Avanti, avanti.
- Mi d la spinta guardar gi dalla navata all'altare e veder gli archi e tutto. E i preti con quei vestiti.... sembrano cos.... cos in alto... oh, non so come dire.... cos elevati.
- Certo, capisco. Il lato estetico della cosa. Estetico, sapete.... il bello che c'.
- Ecco,  la parola. 'Stetico, proprio. S, s, 'stetico. Ma, pure, mi fa restare come se credessi ad ogni cosa.
- Voglio dirvi, a ogni modo, quel ch'io credo che possa succedere, - esult Morton. - Questo socialismo e magari anche quest'Internazionale, potrebbero riuscire una nuova specie di religione. Non me ne intendo molto, debbo dire. Ma sembra che sia proprio cos. Che i vecchi partiti politici sian soltanto cricche,  poco, ma sicuro, non han pi nulla da difendere che il nome. Ma questa faccenda di tutti compagni  una buona idea. La fratellanza umana - la vera fratellanza.  la mia idea della religione. Una che ci sia perch ci deve essere, non perch c' sempre stata. Sissignore, sono per una religione di gente che lavori insieme per far la vita pi facile l'uno all'altro.
- Potete dirlo! - comment il signor Wrenn e si batterono sulla spalla e risero insieme in una bella fiamma di speranza condivisa.
- Vorrei saperne qualcosa di questo socialismo - medit il signor Wrenn levando il capo a osservare gli orli in terra d'ombra del tramonto.
- Straordinario. Non pi lavorare per un pelandrone che ha ereditato il diritto di comandare. E fratellanza internazionale, non soltanto tra vicini. Ah,  una cosa nuova.
- Dio buono! Mi piacerebbe davvero, molto - sospir il signor Wrenn.
Egli vedeva il corteo della fratellanza universale passare lentamente nel crepuscolo pallido; un mandarino vestito color zafferano accanto a un nordico d'un biondo chiaro e a un languido nativo delle isole del Sud - i var popoli per i quali egli aveva sempre anelato.
- Ma non valgono un fico per questi socialisti predicatori da piazza - osserv Morton. - Quelli che gridano: "Salvatevi con noi o andate al diavolo! Via i crumiri e sarete felici!".
-  vero s, Ah! ah!
- Oh! oh!
Presto Morton ebbe un altro pensiero.
- Per, nello stesso tempo, noi che facciamo il lavoro, dobbiamo trovarci qualcosa per noi. Non possiamo fidarci dei predicatori che portano gli occhiali e accondiscendono ad amarci, perch pensano che noi non siamo troppo sporchi per associarci con loro. E nemmeno degli scrittori e di tutti quegli altri.  qui che bisogna dar la mano a quelli che gridano in piazza.
-  proprio cos. Avete ragione, pare anche a me. -
Si guardarono in faccia e risero ancora, amici comuni, toccandosi ancora nell'anima. Scambiarono pani imbottiti e confessioni. Quando gli altri passeggeri furono andati a letto e i marinai di quarto apparvero solitari, i due stavano ancora dichiarando, timidamente ma pieni di gioia che "il mondo  curioso".
Nell'umida scomodit del mattino presto, i guardiani di bestiame si trascinarono fuori dal piroscafo in Portland e vennero parati a una trattoria dal capo che allegramente fumava la sua pipa di granturco e vomitava al signor Wrenn e a Morton i seguenti fatti interessanti.
- Trubiggs  un lazzarone. Non lasciatevi spaventare dai comandanti a bordo del Merian. Vorranno cacciarvi in mezzo ai buoi giovani che vi infilzeranno. Il vitto sar....
- Che vitto c'?
- Scouse e pane. E acqua....
- Che cos' lo scouse?
- Stufatino di manzo, senza il manzo. Oh, il vitto sar fetido. Trubiggs  un lazzarone. Non sarebbe mai riuscito a nulla se non fosse stato per me.
Il signor Wrenn apprezzava il bisogno che ha l'Inghilterra di arrosto, ma desiderava modestamente di non morir di corno, il che pareva imminente dopo la colazione di caff. Le strade erano gelidamente vuote, lui aveva sonno e Morton stava zitto. Al ristorante, seduto su un alto sgabello dinanzi al banco di legno di pino, s'ingozz d'un sandwich d'ovo, fatto di grosse fette sbriciolate d'un pane senza personalit. Gironzol disperatamente per Portland, a fianco del tetro campione della pipa, Morton, e combatt due paure: la compagnia poteva non aver bisogno di tutti, in questo viaggio, e allora ci sarebbe stato da aspettare; in secondo luogo, se lui incredibilmente, s'imbarcava e partiva per l'Inghilterra, i torelli potevano riuscire un pericolo mortale. Dopo un intenso meditare, spar fuori:
- Cribbio! Qui c' da seccarsi e da farsi infilzare. - Che pareva troppo bella per non contarla a Morton, cosicch risero molto e alle dieci vennero registrati per il viaggio e mossero, ululando, verso la tolda del vapore.
Il bestiame lottava ancora gi per le corsie uscendo dal deposito. I ponti sudicissimi erano ingombrati di cordame e del bagaglio dei guardiani. Gli ebrei anziani fissavano con aria sepolcrale le solitudini dei boccaporti spalancati e dei corridoi come se questi promettessero la morte.
Ma il signor Wrenn, solidamente piantato accanto alla valigia per farle la guardia, moriva d'amor romanzesco per i rugginosi fianchi di ferro della loro caravella da pellegrini; e quando il Merian lasci il deposito con non pi fazzoletti sventolanti e lacrime di quanti seguano la partenza di un ferry, mormor:
- Libero, libero, libero in mare. Libero, libero, posso viaggiare!.
E poi: - Dio buono...!
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CAPITOLO 4.
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DIVENTA IL GRANDE PICCOLO BILLY WRENN.
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Quando il Merian si fu allontanato di tre giorni da Portland, l'atterrito merluzzo detto "Wrennino" voleva morire, poich egli era ormai sicuro che l'odore del castello di prua, dov'egli giaceva su un sottile materasso di foglia coperto di tela da sacco bagnata, poteva ancora divenire, e certo diverrebbe quotidianamente un odore pi spesso, un odore pi forte, un odore sempre diverso e sempre pi micidiale.
Quantunque fossero gi gli otto tocchi di sera, Pietro, il nerboruto operaio di fabbrica, e Tim, il cappellaio-rottame, stavano ancora a giocare alle carte sullo sporco tavolo del castello di prua, mentre McGarver, sottocapo della squadra-bestiame Morris, giaceva nella cuccetta, studiando stolidamente il gioco e soffiando in su verso Wrennino fumate sulfuree di tabacco Trinciato Marmitta.
Pietro, quello nerboruto, era un tipo malvagio, che ghignava, rubava e minacciava. Un ubriacone dai discorsi sconci; Tim, il cappellaio, era un fracassone scriatello, dominato da Pietro. Tim portava un sudicio colletto di gomma senza la cravatta e la sua anima era come quel colletto.
McGarver, il sotto-capo, era un buon conduttore di uomini, sebbene avesse recentemente perduto il grado di primo sorvegliante per via di una ribotta complicata da var apprezzamenti e da violenze. Sembrava uno dei tori del Merian, con un collo largo e tozzo e corti capelli crespi su una fronte bassa, spessa di pelle e rugosissima. Non si spogliava mai, ma lo vedevano sempre, come ora, indossare scarpe pesanti e calze di lana blu-grige tirate sulla estremit del toni. Era burbero, cortese, tirannesco e onesto.
Wrennino si scosse e tir il fiato energicamente, mentre la sirena da nebbia ululava di nuovo il suo "Uon-n-n-n", ricordandogli che erano ancora nella nebbia del Banco; che, da un momento all'altro essi potevano venir impietrati da uno schianto spaventevole e la prua di qualche transatlantico irrompere in collisione nelle pareti del castello. Lastroni ripiegantisi e spaccantisi, l'impeto di un'enorme prua nera, acqua a diluvio, grida e.... Tuttavia, la sirena mostrava almeno che lass sul ponte Quelli vigilavano per cavar lui dalla nebbia; e non erano forse Quelli ben provati marinai? Non avevan Quelli fatto ormai il viaggio tante volte, senza mai rimetterei la pelle? Non prenderebbero Quelli ogni specie di precauzione per salvar S e insieme, lui?
Ma.... ad ogni modo, sarebbe arrivato vivo lui, in Inghilterra? E, se fosse arrivato, avrebbe dovuto continuare a tenere il fiato, dal terrore, per ancora nove giorni? Continuerebbe sempre il castello di prua a salir su-su-su, in quel modo e poi gi-gi-gi, come se stesse per andare a fondo?
- Ti piace la sirena, Wrennino?
Pietro, il nerboruto, gli sput la domanda da un angolo della bocca.
- Spero che non andremo a sbattere in navi. -
Ammicc a Tim, il cappellaio gracile, che afferr l'accenno e piagnucol:
- Ce l'ho un po' di fifa, io, e tu, Pietro? Il secondo mi diceva che aveva paura anche lui.
-  poco, ma  sicuro. Ehi, Wrennino, 'spetta che ci sia da correr sotto a legare un toro nella burrasca. Oh, oh! Ti butterai svelto al lavoro, Uccellino.
- Mollala - fulmin Morton, l'amico di Wrennino.
Ma Morton aveva il mal di mare; e Pietro, senza badargli, dipinse altri pericoli che, ne era allegramente sicuro, li minacciavano. Wrennino rabbrividiva a sentire che la "boba sarebbe ancor peggiorata". Si contorse quando Pietro gli chiese ad alta voce della perdita, avvenuta in qualche parte degli stalli, del maglione grigio-rosso che orgogliosamente e allegramente egli aveva acquistato a Nuova York per il viaggio. E i giocatori di carte gli assicurarono che la valigia, da lui affidata al falegname croato della nave, gli verrebbe probabilmente rubata da "Satana".
Satana! Wrennino rabbrivid una volta di pi. Poich Satana, il capo sorvegliante, dalle mascelle scarne, dal naso adunco e dalla faccia beffarda, diabolicamente sorridente nell'ira e sardonicamente ghignante nella calma, era un magro uomo-staffile. Pietro ridacchi. Si diffuse sull'ira di Satana contro Wrennino che non si era "presentato" con dieci dollari di offerta, come lui, Pietro, aveva fatto.
Naturalmente era una palla. E non abbiamo riprodotto alla lettera le sue parole. Non erano belle parole.
McGarver, il capo del reparto foraggi, era solito star sveglio per godersi una buona barzelletta indecente, ma gli piaceva l'ammirazione che Wrennino aveva di lui e cos, cacciando la sua testa da toro fuori della cuccetta, grugn:
- Ehi, Pietro,  ora di pestarti il cranio. Mollala.
E Wrennino lo richiam, severamente:
- Non sono un seminarista, Pietro, e non m'importa del turpiloquio, ma preferirei che non parlaste come una barca da letame.
- Ohi, Marchese, l'avete portato il dizionario? - Pietro url a Tim, due piedi lontano. E a Wrennino - Di' Genoveffa, non ce l'hai paura, che una di quelle parole lunghe come "truloquio" si volti e ti morda il braccio?
- Piantala! - tagli irritato un canadese.
- Ma s, dagli un taglio... - arrangol un altro.
- Silenzio - concluse McGarver, il capo. - Tutti e due. - Poi infuriandosi: - Va' a dormire, Pietro, o che ti stacco via la testa. Dico sul serio. Hai sentito?
S; Pietro aveva sentito. E senza dubbio aveva sentito anche il primo ufficiale sul ponte, e forse anche gli abitanti di Terranuova. Ma Pietro ci mise il suo tempo a grattarsi la nuca e a stirarsi, prima di infilarsi nella cuccetta. Per mezz'ora parl piano a Tim, in beneficio di Wrennino, dichiarando che Satana, il capo sorvegliante, aveva una volta buttato in mare un ebreo che somigliava molto a Wrennino e probabilmente avrebbe servito anche Wrennino allo stesso modo. Tim descrisse le conseguenze se, dopo il capovolgimento del vapore, che certamente avverrebbe continuando quel lungo penoso movimento, Wrennino avesse dovuto salire in una barca con Satana.
Le dita di Wrennino s'arricciarono in forma di strangolar qualcuno.
Quando Pietro s'addorment, egli s'arrovell fino all'assopimento.
Poi, ci fu Satana, il capo, che lo stratton fuori della cuccetta, stimolando le sue giunture indolenzite a un'altra alba di sfacchinaggio - due ore di lavoro e due di attesa prima che il giornaliero insulto delle otto chiamasse la colazione. S'infil le scarpe a fatica, stupefatto che il signor Wrenn fosse davvero in quel luogo, seduto facendo un'angustiosa gobba sulla sponda di una cuccetta, in in luogo oscuro e sporco che saliva e scendeva come un ascensore-merci, e soggetto agli ordini di persone che non gli andavano affatto.
Attraverso l'umida atmosfera marina grigia, egli barcoll, morto di fame, verso il passaggio al boccaporto centrale e trem gi per la scala di ferro che conduceva al frapponte della ciurma di McGarver.
Prima di tutto, abbeverare le bestie. Nauseato a camminare all'indietro con secchie d'acqua, egli port finch non vide e non pens pi nulla al mondo, tranne la cisterna dell'acqua, la pozzanghera davanti e i serventi che senza piet attingevan secchie per secoli e secoli. Come bevevano quegli animali!
Il toro favorito di McGarver, che lui chiamava il "Granatiere", beveva dieci secchie e ancora continuava a gettar sguardi col muso grigio gocciolante fuor dei tavolati, cercando di ottenerne ancora. Mentre Wrennino portava la secchia alle giovenche pi sotto, il corno del Granatiere gli prese e lacer i calzoni da fatica.
La nave roll. La secchia gli sfugg di mano. Egli si afferr a una traversa di ferro e tir calci in faccia al Granatiere finch il torello non si fece indietro, convertito di carattere.
McGarver applaud, poich tali calci erano una regola del gioco.
- Bel lavoro - osserv ironicamente Tim, il cappellaio gracilino.
- Sulla forca! - sbott Wrennino e Tim apparve molto pi rispettoso.
Ma Wrennino perse questo credito prima che avesse finito di distribuire il fieno, poich aveva troppo la testa che girava per risentirsi delle osservazioni di Tim.
Sforzandosi di lanciar forcate negli stalli mentre la nave rollava, sguazzando per i corridoi bagnati, gi, presso la carbonaia, dove il caldo pareva uno stretto mantello soffocante e l'oscurit era resa soltanto un po' pallida dalla luce che scendeva da feritoie incrostate di polvere, egli sternut e toss e arrangol finch non fu esausto.
Le volanti particole della polvere di fieno erano miradi di mani demoniache dalle unghie avvelenate che gli grattavano il palato. La pelle gli pungeva tutta. Continuamente egli scopriva muscoli nuovi che gli doloravano. Ma barcoll finch non ebbe finito, quindici minuti dopo Tim.
Si trascin fino al ponte superiore e s'ammucchi al riparo di una fila di balle di fieno, dove Pietro stava dichiarando a Tim ed al resto che Satana "non avrebbe mai potuto fargli nulla".
Morton interruppe la campagna pubblicitaria di Pietro domandandogli:
- Dite un po',  vero quel che dicono, Pietro, che voi siete il padrone della Linea Leyland e che  per questo che la sapete pi lunga di noi, poveri pelandroni? Watson, presto, l'ago! (Applausi e risate).
Wrennino si sent personalmente grato a Morton per questo, ma sal sul ponte di poppa, dove poteva distendersi da solo su una pila di tele incatramate. Volle osservare il mare che, come Kipling e Jack London gli avevano specificatamente promesso nei loro racconti, lo circondava, dappertutto risplendendo sconfinato; ma lo guard solo una volta. A nord c'era un transatlantico che ritornava in patria.
In patria! Dio buono! Questo glielo ricordava! Lavorando, stesse male o stesse bene, egli riusciva a dimenticare.... le cose. Ma il transatlantico, fuggente via con una splendida facilit, faceva parere la nave-bestiame quasi altrettanto romantica che il lavandino della signora Zapp.
"Ma perch, - pensava - perch era stato cos stupido? Lui un viaggiatore? Ma no, lui era un servente in una masseria ambulante per mare. Be', egli imparerebbe il suo maledetto lavoro, prima di essere alla fine, ma allora.... Dio buono! dietro-front per la Terra di Dio!".
Mentre il Merian, dopo undici giorni di viaggio, beatamente oscillava nel Mare d'Irlanda colla luna che rivelava la costa di Anglesey, un tal Bill Wrenn giaceva sul ponte di poppa, conciliato col Cielo. Faceva cos caldo che non c'era bisogno di dormir sotto coperta e mezza dozzina dei guardiani di bestiame avevano portato i loro materassi sul ponte. Accanto a Bill Wrenn, giaceva l'uomo che gli aveva dato quel nome - Tim, il cappellaio, che s'era fatto leggermente allarmato e ammirativo di mano in mano che Wrennino aveva imparato a levarsi, ben disposto come un ragazzo nei primi giorni di vacanza, e a cavare una rumorosa allegrezza dal lancio di una forcata di fieno a quindici piedi lontano.
Morton che giaceva l accanto, aveva anche lui adottato il nome di "Bill Wrenn". Per quasi tutto il viaggio Morton aveva discusso Pietro e Tim, invece del fatto che "il mondo  curioso". Il signor Wrenn era stato dapprima geloso, ma quando ebbe imparata da Morton la teoria che persino Pietro era una "vittima dell'ambiente" si dispose a conoscerlo con metodo.
Per McGarver, egli era stato "Bill Wrenn" fin dal quinto giorno, quando aveva trattenuta una balla di fieno dal scivolar nella stiva sulla testa del capo. Satana e Pietro lo chiamavano ancora "Wrennino", ma lui non pensava a costoro, adesso che Tim ascoltava con ammirazione le sue osservazioni sul socialismo.
Tim s'addorment. Bill Wrenn giacque tranquillo e lasci che i ricordi gli colorassero il cielo, in alto. Richiam i giardini d'acqua che erano sbocciati di spuma per lui, le navi straniere e i gabbiani nomadi e le scolaresche di neri porci marini lucenti che, per lui, avevano guizzato in onde violette. Pi di tutto, richiam la lunga commozione e gioia del giorno prima, alla vista delle colline costiere dell'Irlanda - la sua prima terra straniera - il cui leggero affresco di cielo gli era parso fatato del mondo favoloso dell'Irlanda, un paese che per lui era sempre stato non la dimora di patate e di politicanti, ma di fate. Egli aveva desiderato le fate. Esse non eran frequenti sull'asfalto della Sedicesima Via Ovest. Ma ora le aveva vedute fargli segno dalla Terra dei Sogni.
Egli stava addormentandosi sotto la danzante cupola del cielo, un signor Wrenn beato, quando venne svegliato Bill furente, il guardiano di bestiame. Pietro gli scarpon vicino, cantando rauco "C'era 'na donna e si chiamava Tuda".
- Piantala! - comand Bill Wrenn.
- Sta' attento! - Tim, risvegliatosi, implor.
Pietro grugn:
- Chi dice di "piantarla" eh? Chi  stato, Satana?
Dall'argano, dove stava ancora fumando, il capo sorvegliante brontol:
- Cosa importa? Il piccolino non lo dir pi.
Pietro si ferm al materasso di Bill Wrenn.
- Chi ha detto di "piantarla"? - esclam minacciosamente.
Bill balz fuori dal letto raccogliendosi in quella che gli pareva una feroce posa di combattimento. Poich aveva troppo sonno per avere paura.
- Io! E con questo? - E pi sommessamente, mentre cominciava a spaventarsi del suo coraggio - Voglio dormire.
- Ah, vuoi dormire. Il pistino vuol dormire, eh? Vieni qua! -
Nerborutamente afferr Bill attraverso il materasso, al colletto della camicia. Bill si pieg e sbatt in fuori ciecamente il braccio e colp Pietro, mezzo per caso. Muggendo, Pietro lo cacci gi e gli s'inginocchi sullo stomaco, pestando.
Morton e l'onesto McGarver, il capo, balzarono per tirar via Pietro, mentre Satana, la pantera, col primo interessamento che gli avessero mai visto negli occhi, ringhi:
- Lasciateli combattere. A riprese. Siete sul giusto, Bill.
- Giusto - approv Morton.
Corazzato dalla lode di Satana, saldo ma atterrito nelle sue pantofole di gomma, sorpreso e stupito di trovarsi a far questo, Bill Wrenn si piant innanzi al mascalzone. La luna sfiorava melanconicamente l'appena segnata costa d'Anglesey e la sca increspantesi, ma Bill Wrenn, dimentico della luna e del promontorio, fronteggiava l'avversario.
Si mossero in circolo. Pietro cacci innanzi leggermente il piede. Morton salt in mezzo, strepitando infuriato:
- Nessuno dei vostri colpi da trappetta.
- A posto, oh - aggiunse McGarver.
Pietro guard brutto. Egli rest disarmato. Sbuffava e gli girava la testa, mentre Bill Wrenn gli ballava leggermente intorno - poich lui non sapeva far nulla senza la tattica da bassifondi. Insanguin il naso di Bill e gli fiacc le costole, ma le molte sigarette e il molto whisky dicevano ed egli era pronto a rider scioccamente e a far la pace, quando, alla fine della sesta ripresa, sent il piccolo pugno sodo di Bill piombar dritto - e intieramente per caso - alla giuntura della sua mascella.
Pietro mand l'avversario a trottolare con un manrovescio che risvegli tutta la ferocia del terribile Bill. In silenzio, Bill Wrenn si tuff con un patin e patac! patin e patac! come un selvaggio omicida, adoperando fin l'ultimo grammo di forza.
Lasciamo stare la lamentevole sorte di Pietro. Gli era ormai entrato in testa che la sua supposta vittima sapeva lottare. Atterrito, stupefatto e disgustato, incespic e cerc di fuggire e venne messo a terra.
Stavolta fu il grande piccolo Bill che dov venir strappato. McGarver lo trattenne, che scalciava e gemeva, coi suoi baffi pacifici irti come quelli di un gatto combattente, fino alla nuova ripresa, quando Pietro venne abbattuto da un rozzo diluvio di pugni.
Giacque sul ponte, con Bill sopra, che gli chiedeva:
- Come mi chiamo, eh?
- So che  Bill, ora, Bill, Wrennino, vecchio mio.... Bill, vecchio mio - gemeva Pietro.
Gli fu permesso di scomparire nel dimenticatoio.
Bill Wrenn and sotto coperta. Nello scuro passaggio accanto alla cucina egli s'abbandon a un pianto tremebondo. Ma l'acqua salmastra di pompa che gli ferm il sangue al naso lo salv da un attacco d'isterismo. Sal fino al ponte superiore ed ora poteva di nuovo contemplare la sua sorella pellegrina, la luna.
I novellini e i capi parlavano concitatamente della lotta. Tim corse su per gracidare:
- Magnifico, Bill, vecchio mio. Avete fatto voi proprio quello che avrei fatto io, se mi avesse insultato. Ve l'avevo detto che era un bagolone.
- Sgombrate - disse Satana.
Tim fugg.
Morton sal, guard Bill Wrenn, gli batt sulla spalla e se ne and al suo materasso. Gli altri novellini sfollarono, ma McGarver e Satana stavano ancora discutendo la lotta.
Raggomitolandosi sulla dura catasta nera di tele incatramate, Bill parl con loro, s'accese con loro e divenne il signor Wrenn. Comunic la sua idea di vagabondare per tutte le lucenti strade dell'Europa.
- Bell'impresa. Certo. Farete un bel globetrotterino svelto. Certo; dovete esser capace voi di trovarvi il mangiare migliore per mezzo dollaro al giorno. Bell'impresa. - Satana interloquiva di tanto in tanto, con blanda ironia. - Certo. Dite, dite. Mi piace sentire i vostri progetti.
McGarver interruppe:
- Finitela, Marvin. Siete un "satana" voi, davvero. Finitela di pigliare in giro quest'uomo. Ha tutte le ragioni. E ha fatto bene il suo lavoro in questi ultimi giorni.
Disteso sul materasso, Bill fissava il groviglio delle griselle contro il cielo scintillante. Le linee incrociate lo facevano pensare ai moduli d'ordinazione della Compagnia di Souvenirs.
"Dio buono! - pensava. Mi piacerebbe sapere se Jake fa il lavoro come noi.... come vogliono. Vorrei rivedere l'ufficio e Carletto Carpenter, anche solo due minuti. Dio buono! Se mi avessero visto dirla con Pietro stanotte!  cos che tratter quegli egregi inglesi, se non mi riceveranno bene".
Il piroscafo Merian palpitava dolcemente accanto allo scalo a Birkenhead, riposandosi nel sole, dopo il viaggio, mentre il bestiame veniva scaricato. Avevano incontrato banchi di nebbia alla bocca del Mersey. Il signor Wrenn aveva contemplato estatico le rive dell'Inghilterra - L'Inghilterra! - oscillargli innanzi nella nebbia e gli era battuto il cuore dinanzi ai lineamenti delle ville inglesi tra le dune. Pareva un sogno, pure la riva aveva colori cos stupendamente solidi, rosso, verde e giallo nitidi, paragonati al ponte umido di nebbia illuminato ultraterrenamente da fanali!
Ora egli vedeva la sua prima citt straniera e a Morton, che gli stava stolidamente curioso al fianco, non sapeva dir altro che "Dio buono!". Con campanili e fosche cupole dietro cupole, Liverpool giaceva oltre il Mersey. Su per le vie di Liverpool che finivano al fiume, come attraverso spioncini aperti sul Medioevo, la sua visione si tuffava e si librava, libera, per ogni via, mentre egli canterellava:
- Libero, libero, sono in Europa!
I guardiani furon chiamati ad aiutare a scaricare il fieno che restava. Ne fecero un gioco. Persino Satana sorrideva, persino gli anziani ebrei riuscivano un po' affabili, mentre facevano pretesi gesti feroci alle piatte balle di fieno paziente. Tim, il cappellaio, ballava una svelta giga mattacchiona sul ponte e McGarver sbraitava:
- Le ca-re, ca-re sponde di Loch Lo-o-o-mond.
Molti gridarono:
- Venite qua, Bill Wrenn, tocca a voi. Fate lesto con quella balla, Pietro, o vi aizzeremo Bill contro.
Bill Wrenn, ritto con molta dignit, strill:
- Sono il Colonnello Armour, il grande impresario di carne scatolata, a Chicago. Sono il padrone di tutte queste bestie, eccetto le Morris. Fate quel che vi dico, oh! Tim, camminate sulle orecchie.
Il cappellaio mise a terra il capo e agit in aria le gambe anemiche, secondo gli ordini del Colonnello Armour (ex-Wrenn).
Il fieno era scaricato. Il Merian strombett e si diresse attraverso il Mersey verso lo Scalo Huckinson, a Liverpool, mentre i guardiani giocavano a rincorrersi per il ponte. Gridando e ridendo, essi fecero l'ultima toeletta alle cisterne, sguazzando, tiraron fuori il bagaglio e discesero allo scalo.
Mentre i guardiani passavano accanto a Bill Wrenn e a Morton, lanciando affettuosi arrivederci in inglese o in compito Yiddish, Bill fece alcune osservazioni canagliesche a Morton, sul fatto che il solido selciato della gran tettoia pareva conservare abbastanza rollo da "far star male uno".
Fu quasi la sua ultima osservazione da Bill Wrenn. Egli divenne il signor Wrenn, assolutamente il signor Wrenn, sulla via, quando vide un vero civico inglese, un nero carrettiere inglese e l'insegna "Sale da cocco T. 1 penny.
L'Inghilterra!
- Ed ora un pranzo decente - grid Morton - Non pi scouse e t di salice.
Allungando le gambe sotto un tavolo, glorificato da Sally Lunns abbrustoliti e Melton Mowbrays, scritti da una cameriera che diceva "Grazie" con un'inflessione ascendente, essi contemplarono la fila di specchi che, inglesemente, circondavano tutta la stanza sopra il lungo divano e sorrisero colla trionfale beatitudine di colui che vede insieme soddisfatta la sua fame di sogni e la sua fame di pasticci di carne.
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CAPITOLO 5.
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TROVA MOLTO COLOR LOCALE CARATTERISTICO.
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- Begli scali, perbacco. L'Inghilterra  davvero la regina del mare. C' movimento a Liverpool. Ma accidenti, questi negozi hanno un color locale caratteristico.... Guardate l "Locanda del Leone Rosso...." "Tram in alto" chiamano l'Aerea. Il vero colore, perbacco. Gl'inglesi come possono essere.... Mi piace molto girare per questi negozietti. La folla della via.  qui che c' il vero colore caratteristico. -
Cos diceva Morton al raggiante signor Wrenn, mentre piegavano in Piazza S. Giorgio, osservando lo stabilimento del T Lipton. Sir Tommaso Lipton - non era amico del re? Comunque, era una qualche specie di nobile e possedeva grandi yachts da corsa, di societ.
Nella piazza grandiosa il signor Wrenn comment in tono di adorazione:
- Dio buono!
- Un tempio greco. Bello - ammise Morton.
- L,  il Salone di S. Giorgio, dove tengono i grandi concerti d'organo - spieg il signor Wrenn - e l, attraverso la Piazza, c' la galleria d'arte. Qui,  la Stazione di Lime Street. - Egli aveva studiato il Baedecker come le donne di un circolo studiano l'enciclopedia. - Andiamo a vedere i treni.
- Che scatolette buffe, Wrenn, quei treni! Che strane! Com' che li chiamano.... vagoni? Prima, seconda e terza classe....
- Proprio come nei libri.
- Distribuzione. Sono i biglietti.... Buffo, no?
Il signor Wrenn, timidamente, ma decisamente, insist per pagare tutti e due i loro t con carne, al ristorante di second'ordine dove scesero. Morton aveva qualcosa per la testa. Sedutisi su una panca di giardino pubblico, fumando quelle anglicanissime sigarette, "Fiocco d'Oro", il signor Wrenn supplic:
- Che cos'avete, socio?
- Nulla, nulla. Pensavo. - Morton fece un sorriso artificioso. E aggiunse subito: - Be', vecchio Bill, bisogner piantarci. Non si pu andare avanti a vivere cos, alle vostre spalle.
- Tuoni e fulmini! Voi non vivete alle mie spalle. E poi, sono io che voglio. Sul serio. Possiamo spassarcela magnificamente meglio, insieme, Morty (Diminutivo vezzeggiativo di Morton).
- S, ma.... No, no; non posso. Siete molto gentile. Per non posso. Debbo vivere del mio, come si dice.
- Via! Badate, il denaro  mio, no? Non ho il diritto di spenderlo come voglio? Via! Gireremo insieme e, quando saremo al verde, cercheremo qualche lavoro insieme. Davvero, facciamo cos.
- Oib. Non crediate che vi piacerebbero i lavori da disperato che dovr fare io.
- Ma certo, che mi piacerebbero. Andiamo, Morty. Io....
- Avete la testa troppo a posto, voi, per piacervi andare in giro come un vagabondo senz'arte n parte. Vi stanchereste maledettamente subito.
- Ebbene? Morty, state a sentire. Ho imparato qualcosa in questo viaggio. Io ho sempre desiderato una cosa sola - veder luoghi stranieri. Be', desidero di far questo una volta di pi. Ma c' qualcosa che  immensamente pi importante. Sotto un certo aspetto, non ho mai avuto molti amici. E voi, in certo modo, siete il miglior amico ch'io ho mai avuto - voi non siete n troppo intellettuale, n troppo volgare. E questa faccenda dell'amicizia - vuol dir tanto!  come quello che leggevo.... qualcosa di Erbert Hubbard o.... accidenti, non ricordo il nome, ma, comunque,  uno di quei poeti che scrivono per l'ultima pagina del Giornale.... qualcosa intorno a una gioiosa avventura. Questo  essere amici. Certo voi capite che non direi questo a tutti, ma voi capirete quel che voglio dire. .... questa faccenda dell'amicizia  come i crociati d'una volta.... sapete.... partivano un bel mattino; armatura luccicante, eccetera. Non importava che cosa succedeva, purch potessero combattere insieme. Notti di pioggia, con uomini che si avvicinavano strisciando, sotto la pioggia per raggiungerli e tutte 'ste cose..... pronti a tutto, purch potessero stare insieme.  cos che va questa faccenda dell'amicizia, pare a me. Proprio come diceva nel Giornale. Ma proprio cos. Dio buono! .... poter dire a un altro come uno la pensa e divertirsi davvero visitando insieme i var posti. E non l'ho mica mai fatto molto, io. Certo non voglio dire che son vissuto tutta la vita in un'isola deserta, ma, lo stesso, son sempre stato come solo.... conoscendo pochi. Sapete com' in una camera d'affitto a Nuova York. Cos ora.... oh, non scappatevene, Morty. Sul serio, non m'importa che lavoro facciamo, purch stiamo insieme; non m'importa un accidente se non troviamo nulla di meglio da fare che pulire i pavimenti!
Morton gli batt il braccio e per un po' non rispose. Poi:
- S, so cosa volete dire. Ed  gentile, da parte vostra, piacervi girare con me. Ma certo vi siete fatta di me un'idea esagerata. E vi stufereste dei buchi dove  probabile che io vada a finire.
Ci fu nel tono una specie d'orgoglio che pareva definitivamente escludere il signor Wrenn, quando Morton aggiunse:
- Amico mio, io la girer tutta l'Europa. Dalle prigioni turche a.... oh a San Pietroburgo.... Voi ve la siete cavata bene sul Merian, s. Ma a voi piacciono le cose in punto e virgola.
- Oh, io....
- Noi resteremmo amici, se ci separassimo adesso e ci incontrassimo poi a Nuova York. Ma non se vi cacciate in tutti i luoghi peggiori con....
- Ma, sentite, Morty....
- .....con me.... Comunque, ci penser sopra. Non parliamone fino a domani.
- Davvero, pensateci Morty, vecchio mio, davvero. E stanotte vi lascerete condurre a un music-hall, no?
- Uh.... s - esit Morton.
Un music-hall - non pi soltanto un vaudeville!
Il signor Wrenn poteva appena tenere i piedi a terra mentre vi andavano e prendevano posti da nove pence. Gli sarebbe parso assurdo spendere diciotto cents per un biglietto, ma pence.... Uscirono alle nove e mezzo. Felicemente stanco, il signor Wrenn sugger di andare a un albergo della temperanza a sue spese, poich aveva letto nel Baedecker che gli alberghi della temperanza sono molto come si deve.... e anche a buon prezzo.
- No, no - disse brutto Morton. - Ve lo dico io come facciamo, Bill. Voi andate a un htel e io me ne vado in una casa d'alloggio in Via Duke.... Via Juke!... Vi ricordate che ho incontrato Pietro per la strada? Mi ha detto che l si pu trovar da dormire per quattro pence.
- Cribbio! Venite all'htel. Fate il favore! Mi farebbe star male pensare che voi dormite in uno di quei buchi. Non chiuderei un occhio se....
- Insomma, lasciate stare, Wrenn, per Dio! Lasciate stare, voi! Non voglio vivere scroccandovi e tanto basti.
Per un istante cammin con loro Bill Wrenn e disse, il terribile Bill:
- Bene, non c' bisogno che ve la pigliate tanto. Non sono uno che gira a chiedere se pu offrire un buono per pranzo, a tutti, ve lo dico io, e se lo faccio.... Corpo d'un cane! Non volevo metter boria, Morty. Ma, accidenti, vecchio mio, non ci riuscite a farmela mettere, voi. Dico io, socio, ci ho la rabbia, s. Andremo alla romana all'asilo notturno o magari batteremo le strade.
- Benissimo, caro mio, ottimamente. Me ne incarico io. Dormiremo sotto una casa, in qualche luogo.
Camminarono fino alla periferia di Liverpool, in cerca del desiderato viottolo oscuro. Intimoriti dalla solida quiete e dalla semi-grandiosit dei grandi palazzi privati, per vie strette dove alberi cupi si piegavano su muri alti, le cui distese silenziose eran rotte solo da misteriose porticine, essi proseguirono vergognosamente, osservando, ma sempre rifiutandoli, angoli accanto a cancelli di villette.
Giunsero a una chiesa in pietra dal porticato facilmente accessibile dalla strada, un porticato grande e leggero, adatto appunto, dichiar Morton, "a due vagabondi come noi. Se un civico arriva, ecco, noi abbiamo solo da sgusciare sotto quei sedili. E cos il civico pu andare a farsi scrivere".
Il signor Wrenn non aveva mai finora sfidata la societ al punto di rubare un posto da dormire. Si sentiva molto a disagio, come un uomo abbandonato nudo sulla strada, dai banditi, mentre arrotolava la giacca, a cuscino e si toglieva le scarpe in un luogo perfettamente aperto sulla strada. Il selciato era freddo per i suoi piedi nudi e, mentr'egli tentava di addormentarsi, gli si faceva sempre pi freddo sotto la schiena. Allungando la mano, sfreg rabbiosamente le fessure tra le pietre. Guard brutto al soffitto del portico. Non aveva il coraggio di guardare fuori della porta, poich questa incorniciava la casa del vicario, con lampade che facevan risaltare le finestre ingraticciate, suggestive di letti soffici, di risa e di libri troppo comodi. Ed intanto la sua schiena intirizzita gli doleva in altri punti.
Balz su, si mise le scarpe e cammin per il cortile. Gli pareva un grande spreco di opportunit educativa non studiare la torre di questa chiesa straniera, ma pens molto di pi alle sue spalle indolorite.
Morton usc dal portico, duro ma tutto allegro.
- Non vi piaceva molto, eh, Bill? Lo temevo. Anch'io, debbo dire, per. Be', venite. Andiamo in giro a cercare se troviamo di meglio.
In un appezzamento vuoto, scoprirono un mucchio di fieno. Il signor Wrenn reag appena alla cordiale pacca che Morton gli tir sulla schiena e dichiar "Un Walford-Astoria, quel mucchio!", mentre sgattaiolavano nel terreno. Avevano amorosamente messo le mani sul fieno, osservando: "Bene, perbacco!" quando udirono da una bassa stalla posta in fondo all'appezzamento:
- Ehi, gente, cosa fate l?
Un carrettiere dall'aria meditativa, che stava intrecciando due paglie, usc dall'ombra della stalla e si prepar a dar battaglia.
- Dite, galantuomo, non possiamo dormire nel fieno soltanto stanotte? - parlament Morton. - Noi siamo americani. Siamo arrivati su una nave-bestiame. Abbiamo denaro abbastanza solo per mangiare....
E intanto il signor Wrenn supplicava:
- Per favore, lasciateci.
- Oh, siete americani. voi? Sembrate gente onesta. Io ho un fratello negli Stati. Prima teneva con me questa stalla.  a S. Cloud, Minnesota, sapete. Una specie di contea, il Minnesota. Nessuno di voi  mai stato nel Minnesota?
- Ma s - ment Morton - vi sono andato a caccia all'orso.
- Oh, adesso, all'orso! Mio fratello non me n'ha mai scri....
- Ma questo  successo su, nella parte nord, nei Grandi Boschi. Le ho vedute belle, l.
E allora Morton, che non era mai stato a occidente di Pittsburg, cant su per gi in questo modo l'epopea della caccia che non aveva mai fatto.
Solo. In mezzo ai pini. Nel cuor dell'inverno. Un'unica cartuccia nel fucile. Nel gelo dell'inverno. Neve, neve profonda. Scarpe da neve. Marcia avanti - un vero paciocco - a portar viveri al campo dei boscaioli. In su, vicino al confine canadese. Freddo, un freddo terribile. Le stelle che sembravano pezzetti di acciaio.
Al signor Wrenn pareva di ricordarsi la storia. L'aveva letta in una rivista. Morton continuava.
Neve a distesa d'occhio tra i pini. Egli portava un corto pastrano e copri-scarpe. Visto un orso che trottava. Aveva - Morton aveva - un Marlin 44-40, ma una sola cartuccia. Cacciata la canna dritto in bocca all'orso. Spavento di un attimo. Quasi caduto colle sue scarpe da neve. La cosa pi difficile della vita premere quel grilletto. Sparato. L'orso balzato contro, poi rotolato, annaspando. Bel posto, quei Boschi del Minne....
- Che cosa sono i copriscarpe? - interruppe stolidamente l'inglese.
- Specie di mocassini... Bel posto quei boschi, vorrei che vostro fratello ci potesse andare.
- Dite, chiss se non lo avete mai incontrato. Scrabble, si chiama, Jock Scrabble.
- Jock Scrabble.... no, ma.... Perdinci, c'era uno l nei Grandi Boschi che veniva da S. Clo....
- S. Cloud?
- S, S. Cloud. Ci raccontava della citt. Ricordo che ha detto che a vostro fratello andava bene, l.
L'inglese accett soprapensiero un cattivo sigaro dal signor Wrenn. E improvvisamente:
- Se volete, potete dormire nel fienile. Ma non dovete assolutamente fumare.
Cos nell'oscuro mucchio odoroso il signor Wrenn allung le gambe con un affezionato "buona notte" per Morton. Dorm nove ore. Quando si svegli, al suono d'una catena tintinnante nella stalla sotto, Morton se n'era andato. E sulla manica gli stava appuntato questo biglietto:
"VECCHIO MIO. - Sono sempre sicuro che non vi piacer camminare. Il vagabondaggio non  un divertimento per molti, io credo, anche se dicono il contrario. Non voglio vivere su di voi. Mi  sempre spiaciuto sfruttare la gente. E cos me ne vado da solo. Ma spero che vi vedr a N. Y. e l faremo delle belle risate sul nostro viaggio. Se telefonerete alla P. R. R., saprete quando ritorno, ecc. Dato che io non so il vostro futuro indirizzo. Fate il favore di venirmi a trovare e vi auguro un bel viaggio.
Il vostro devotissimo
HARRY P. MORTON
Il signor Wrenn sed ascoltando a lungo il frastuono ostile dell'arnese colla catena, di sotto. Quando scivol languidamente gi dal fienile, guard brutto in un modo che era decisamente bisbetico persino per Bill Wrenn, un estraneo inglese, di mezz'et che stava curvo sullo zoccolo d'una mucca in uno stallo di fronte alla scala.
- Cosa facevate l? - domand l'inglese alzando la testa e guardando il signor Wrenn come una massaia pu guardare una blatta nell'insalatiera.
Il signor Wrenn si secc. Costui sembrava un uomo da poco: un flaccido cockney, con un colletto sporco, miseri polsini di un nero grigiastro e un panciotto tagliato stupidamente alto. (Nota. si allude a un londinese nato nella cerchia del suono delle campane di Saint Mary le Bow, Cheapside. Ha un tono spregiativo, quasi come bcero per un fiorentino.Fine nota.)
- Il padrone mi ha detto che potevo dormire - ribatt.
- Sicuro. L'ha detto lui, eh? E non vi ha regalato nessuno dei dannati cavalli, eh?
Fu il bisbetico Bill Wrenn antico che ringhi:
- Oh, piantatela! - Non si sentiva, Bill, proprio in quel momento, molta pazienza.
Picchierebbe costui, come aveva picchiato Pietro, al pi presto possibile, e anche prima.
- Sicuro.... piantatela, eh? Ho una mezza idea di chiamare la questura, ma ho fretta. Baster darvi un pugno sul naso.
Bill Wrenn scese dalla scala e si mise in guardia. Gli rincresceva che il cockney fosse pi piccolo di Pietro.
Il cockney spost il fianco, tir una finta con aria distratta, descrisse cerchi rapidi e scombussolanti colla sinistra e colp Bill Wrenn sul naso suddetto, che immediatamente si riemp di sangue. A Bill Wrenn gir la testa e seduto su un sacco di grano, ascolt stupefatto l'apologia del cockney.
- Mi dispiace che non ho tempo di consegnarvi alla giustizia, ma potrei risparmiare del tempo per suonarvele ancora.
Bill scosse il sangue dal naso e barcoll verso il cockney che lo afferr per il colletto, lo distese fuori della stalla con una botta rimbombante e se ne and, fischiettando:
"Vieni alla nostra scuola festiva,
ogni domenica mattina".
- Dio buono! - si lagn il signor Guglielmo Wrenn. - E io che pensavo di riuscir bene in questo mestiere del vagabondo.... Dio buono! Comincio a dubitare se Pietro fosse cos difficile da suonare!
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CAPITOLO 6.
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 ORFANO.
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Mantenendo melanconicamente il disegno del viaggio a piedi che doveva fare con Morton, il signor Wrenn and in ferry-boat a Birkenhead, molto infelice poich sentiva il bisogno di discutere con Morton la stranezza dei funzionari in uniforme. Per met della traversata cerc cogli occhi il Merian. Camminando per Birkenhead verso Chester, egli si stimol fino a notare file di case in mattoni rossi, quasi ripugnanti nella loro mancanza di un'alta scaletta d'entrata. Lungo la strada campestre riflett:
- Come piacerebbe questo a Morton. Il cortile delle cascine tutto selciato. I fienai con un piccolo tetto sopra. La stufa della cucina cacciata in una specie di focolare. Roba maledettamente straniera.
Ma Morton era lontano in qualche luogo, in una oscurit dove non c'erano cose da godere. Il signor Wrenn l'aveva perduto per sempre. A un certo punto si trov a desiderare che persino Tim, il cappellaio, o "il vecchio buon McGarver" gli fossero insieme. Una scena cos inglese che gli parve adatta da goder da solo, la trov in un vero garden-party con quel che pareva un vero curato, che, come in un racconto dello Strand, faceva passare tazze di t. Ma egli usc da quell'acceso fervore per ricadere in una fredda fatica che lo condusse a Chester e a un grigio albergo che avrebbe potuto essere ugualmente a Bridgeport o a Hoboken.
In certo modo, egli timidamente god Chester, la prima met del giorno seguente, andando docilmente dietro a una guida per le mura, ammirando il mulino sul Dee e facendo alla guida due domande intelligenti intorno ai resti romani.
Gir attentamente per vie balconate, ficcando il naso su per oscure scalee fatte di pesante muratura che parlavano di storici assed e immagin di storicamente assediare, anche lui. Per un po', le fantasie del signor Wrenn lo accontentarono.
Sorrise indirizzando lucide cartoline rosse e verdi a Lee Teresa e a Goaty, al cugino Giovanni e al signor Guilfogle, scrivendo su ciascuna una variante di "Gita magnifica. Vecchia citt molto interessante. Vorrei foste qui voi". Col cuore che batteva trov un panorama che lasciava vedere l'albergo dov'era lui - o almeno, due dei suoi comignoli - e segnandolo con una pesante croce e colla notizia: "Questo  l'albergo dove sto io", lo mand a Carletto Carpenter.
Alla Cattedrale di Chester fu nel suo momento pi vicino alla grandezza. Si compiacque rumorosamente passando accanto ai resti di un refettorio dei tempi monastici, all'interno, dove cavalieri avevano legato i loro destrieri romanticamente scalpitanti, "proprio come aveva letto in un racconto intorno ai tempi antichi". Egli era davvero l. Si guard intorno e se ne assicur. Non era nell'ufficio. Era dentro una cattedrale inglese!
Ma, poco dopo, egli fu in un albergo inglese della temperanza, seduto quieto, quasi in lacrime dal desiderio di vedere Morton. Passeggi fuori, sentendosi un intruso nella vivace folla notturna; in una cantina bevve un bicchiere di birra inglese e cerc di convincersi che conosceva tutti nella stanza, alla quale teoria, quelli diedero poco incoraggiamento. E tutto questo, mentre la sua solitudine gli pesava alle spalle.
Intorno a quella solitudine, uno potrebbe scrivere molti libri; come essa si sedeva con lui; come lui s'accasciava sulla sedia, intieramente posseduto, finch non s'alzava violentemente e fuggiva, colla solitudine per compagna nella fuga. Egli era solo. Sospir che era "solo come un cane". Solo - la parola lo ossessionava. Senza dubbio egli era un po' matto, come tutti gli uomini isolati che siedono in terre lontane, anelando le voci dell'amicizia.
Il mattino dopo s'affrett a pigliare il treno per Oxford per sfuggire alla solitudine che gli si strascin malignamente accanto nel vagone. Cerc di far condividere a un materiale contadino del nord il suo interesse per il modo con cui i sedili stavano uno in faccia all'altro. L'uomo disse: - Ah, s? - con un tono ingiurioso e ritorn al suo giornale di Manchester.
Sentendo che quel tale era cos offensivo da obbligare, come un punto d'onore, a tener gli occhi da un'altra parte, il signor Wrenn doverosamente contempl fuori dello sportello, finch non furono ad Oxford.
C' una bellezza tranquilla nei giardini al Collegio Nuovo. C', osserv il signor Wrenn "qualcosa di semplicemente fine intorno a questi vecchi quadrangoli" attraversati da studenti estivi in brevi abiti svolazzanti. Ma finiva sempre per ritornare alla sua camera d'esilio, dove ora cominciava a sentire la nuova voce dell'informe, dell'innominato Terrore - il terrore di tutto questo mondo estraneo che non si curava del suo amore o dell'odio.
Sedette pensando alla nave-bestiame come a una casa che aveva amato, ma che non avrebbe visto pi. Si dovette far forza per impedirsi di tornare in tutta fretta a Liverpool, finch c'era ancor tempo di riprendere lo stesso bastimento.
No! Egli se ne "sarebbe liberato e sarebbe riuscito a penetrare il senso di tutte queste cose intellettuali".
Poi disse: - Maledetto! Dio, come sto male! Vorrei esser morto!
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- Quelle, signore, sono le finestre della camera a suo tempo occupata da Walter Pater - disse il colto americano, dietro il quale lui camminava.
Il signor Wrenn le consider attentamente e, tutto vergognoso, ricord di non sapere chi era Walter Pater. Ma.... s, adesso ricordava; Walter era quello che aveva assassinato tutta la famiglia. E cos, disse forte:
- Be', m'immagino che ad Oxford rincresca che Walt sia stato qui.
- Caro signore, il signor Pater  stato il genio pi immacolato del diciannovesimo secolo - sentenzi severamente il dottor Mittyford, l'americano colto.
Il signor Wrenn aveva incontrato Mittyford, dottore in belle lettere, vicino ai barconi; gli aveva, a una sua gentile richiesta, prestato ancor pi gentilmente un cerino e afferrata l'occasione di confidarsi con qualcuno. Mittyford aveva la testa calva, gli occhiali nettati e una bella rendita di famiglia; era un ottimo compagnone pettegolo al Circolo della Facolt e un gelido sprezzatore nella classe di retorica all'Universit di Leland Stanford, Jr. Scriveva poesie che classificava sotto la lettera "P" nel suo casellario alfabetico.
Il dottor Mittyford port in giro, da malcontento, il signor Wrenn, per insegnargli che cosa non godere. Gli addit le stanze di Shelley come un'accertata piuma d'angelo, ma il signor Wrenn, riluttando, ammise di non aver mai sentito parlare di Shelley, il cui nome confondeva con quello di Max o' Rell, il che fu giudicato un errore dal dottor Mittyford. Poi, la finestra di Pater. Il dottore si strinse nelle spalle. Che cosa non ci si poteva attendere dal proletariato! Vibrando in alto la canna, and alla Bodleiana e concesse: - Questo, signore,  l'Eschilo che Shelley aveva in tasca quando  annegato.
Quantunque sentisse con vero dispiacere che il suo nuovo idolo era annegato, il signor Wrenn trov che Eschilo lo lasciava freddo. Sembrava stampato in una lingua straniera. Ma forse era soltanto un libro molto antico.
Dinanzi a uno scaffale dove c'era un delizioso libro in una bizzarra lingua serpeggiante, colla leggenda che da questo volume Fitzgerald aveva tradotto Rubiyat, il dottor Mittyford agit la mano e attese i ringraziamenti.
- Bel libretto, - disse il signor Wrenn.
- E avete visto chi  che lo ha usato?
- Uh.... s. - Gett in fretta uno sguardo al cartellino. - Il signor Fitzgerald. Credo di aver letto qualcosa intorno a quei Rubiyat. Parlava di un micio persiano.... non ricordo precisamente. -
Il dottor Mittyford pass asciuttamente dall'altra parte della stanza.
Circa alle otto di sera, la padrona di casa del signor Wrenn buss:
- C' un signore sotto che cerca di voi, signore.
- Di me? - balbett il signor Wrenn.
Salt in fondo alle scale, ripetendosi ansioso che Morton l'aveva finalmente ritrovato. Guard fuori e venne stupefatto da un'automobile, con il dottor Mittyford che attendeva in un solenne abito di pelliccia, occhiali affumicati e manopole, nel centro della luce della macchina, incerta nella tremante nebbia serotina.
- Dio buono! Sembra l'eroe di un romanzo! - pens il signor Wrenn.
- Vestitevi - disse il pedagogo. Voglio farvi provare il pi bel giorno della vostra vita.
Il signor Wrenn sal ubbidiente e si mise il berretto. Era interessato, eppure spaventato e risentito a vedersi "tirare in tutte queste cose intellettuali" che lui aveva risolutamente messe in disparte nelle ultime due ore.
Mentre entrava nell'auto, il dottor Mittyford parve relativamente umano, coll'osservazione:
- Ero seccato, stasera. Ho pensato di farvi passare una notte bianca. Vi piacerebbe andare all'"Unicorno Rosso" a Brempton, una delle poche locande antiche conservatesi intatte?
- Non c' male - disse il signor Wrenn, senza entusiasmo.
La sua freddezza colp il dottor Mittyford che prontamente gli raccont una delle sue barzellette pi favorevolmente note, strambe eppure culturali.
- Ah! ah! - osserv il signor Wrenn.
Egli si era detto: "Per Dio! Non voglio neanche pi tentare di far l'uomo di societ con costui. Voglio esser io e, se non gli piace, vada al diavolo".
E cos fu gentile e cordiale e parl il gergo della Sedicesima Via Ovest, con elevato divertimento del letterato.
La cantina dell'"Unicorno Rosso" era illuminata da candele e da un camino.  semplice dirlo ma non fu semplice per il signor Wrenn vederlo. Osservando le ombre tremanti sul pavimento di sabbia egli fremeva e mormor sconvolto:
- Dio buono!
Le ombre scivolavano in arabeschi sul pavimento grigio di polvere e si nascondevano tanto coraggiosamente tra i travi che pareva di vivere in una di quelle favole che gli uomini raccontavano nei giorni della fede. Campagnoli in camicioni bevevano birra in boccali; e, in un angolo, russava un venditore ambulante dagli orecchini, la sua testa di un nero-scarafaggio appoggiata a un fagotto di tela cerata.
Scarponando all'entrata, infreddolito dalla corsa, il signor Wrenn rise forte. Con una piacevole sensazione al fianco che stava verso il fuoco, egli allung le sue magre gambe dinanzi all'antiquato scanno, prese un'aria strafottente, fece bellissimi solchi sulla sabbia colla punta del piede e si sbatt un vaso di peltro sul ginocchio, con un piccolo enfatico "Ciac!". Dopo circa due boccali e un quarto, sbott fuori:
- Ehi, quel venditore ambulante l, non somiglia a uno zingaro...? sapete.... di quelli che sgattaiolano per la siepe intorno al maniero a rubare la figlia del conte, no?
- S.... Siete romantico, neh, pare?
- Credo di esserlo. Sotto un certo aspetto. Mi piace leggere i romanzi e tutto il resto. - Guard in faccia Mittyford con aria supplichevole. - Ma dite.... dite.... io, credo, non ho goduto Oxford e il resto di quei luoghi come avrei dovuto. Vedete, avevo sempre pensato che sarei diventato semplicemente fanatico dei quadrangoli e di tutti quei luoghi, ma comincio a spaventarmi che siano troppo intellettuali per me. Mi rincresce far confessioni, ma talvolta dubito se sapr cavarmela con questo ghiribizzo del viaggiare, che ho.
Mittyford, il magnifico, aveva mescolato birra e punch di whisky. Egli fu dolcemente pedante:
- Dovete sapere che stavo appunto pensando che cosa voi avreste ricavato da tutto questo. Davvero avete un'immaginazione in certo modo molto fine, ma naturalmente mancate di certe basi positive. Come la penso io, il vostro mtier sarebbe di viaggiare con una moglie piacevole, tenendovi per mano, per cos dire, contemplando i pi comuni edifici pubblici e i parchi - i corsi e i parchi. Ci dev'essere una certa specie della classe viaggiante che davvero ha l'abilit "di ammirare e di guardare".
Il dottor Mittyford fin il suo secondo toddy e con un gesto della mano present al signor Wrenn tutto il mondo e i suoi parchi da guardare, quantunque, naturalmente, non da ammirare mittyfordianamente.
- Ma.... che cosa potete fare ora a proposito di Oxford? Temo che siate stato preso al laccio un po' tardi per venir addestrato a questo genere di cose. Far che ad Oxford? Ma tornate indietro, occupatevi di quel mondo che potete comprendere. A proposito, avete mai veduto il mio libro sui Derivati Sassoni? Non ch'io sia pregiudiziato in suo favore, ma esso potrebbe darvi un barlume di ci che questa difficile cosa, la "cultura", sia veramente.
I campagnoli stavano intonando a bassa voce un inno religioso. L'ardore della birra era nel signor Wrenn. Si pieg all'indietro, interamente felice, e gli parve confusamente che quel po' che lui aveva udito del consiglio del suo dotto e affezionato amico, piacevolmente confermasse la sua propria teoria che ci che occorreva erano amici - una "bella moglie" - gente, insomma. "Sissignore, perbacco! Ed era gentilissimo questo da parte del Dottore". Si dipinse una tenera ragazza di un bruno oro, laggi a Nuova York, che egli tanto desiderava rivedere, che lo aspettasse alla sera con un sorriso conservato apposta per lui. Uomo di casa, - ecco ci che sarebbe stato! Felice e pensoso fece scorrere una decina di volte il dito intorno all'orlo del bicchiere.
- Temo che sia ora di andare - diceva il dottor Mittyford.
Attraverso il delizioso vapore che ora riempiva la stanza, il signor Wrenn vide quest'ultimo confondersi sotto forma di un triangolo di camicia e di due luccicanti ellissi come occhi.... Il suo caro amico, il Dottore!... Camminando per la stanza, incontr molto umoristicamente sedie sulla sua strada, ma egli, di buon umore, si fece il passo e s'addorment nell'automobile. Per tutto il ritorno emise leggeri suoni topeschi, russando.
Quando si risvegli al mattino col mal di capo ed esamin la sua immutabile misera camera, comprese lentamente, dopo essersi soffocata la testa nel cuscino per cacciare la luce dalle pupille scottanti, che il dottor Mittyford l'aveva chiamato stupido perch tentava di viaggiare. Protest, ma non per molto, poich non gli piaceva avventurarsi in quei collegi spaventosamente eruditi, e tentare di comprendere roba scritta in lettere che parevano impronte di cornacchie.
E fece adagio la valigia, sentendosi molto colpevole perch abbandonava le buone opportunit di Oxford.
Il signor Wrenn scarrozz su un omnibus della linea di Tottenham Court, osservando la bizzarra di Londra. La vita era un'impresa rosea, risonante e audace, poich lui stava per imbarcarsi su un vapore del Mediterraneo carico specialmente di amici avventurosi. L'omnibus pass accanto a un'automobile dov'era un uomo con un vero monocolo. Un ragazzo strillone gli fece un sorriso. Lo Strand risonava di un vivacissimo traffico.
Ma le pietre grige e le finestre a tende dell'ufficio della Compagnia di Navigazione Anglo-Meridionale non invitavano nessun signor Wrenn a entrare e a imbarcarsi, n lo invitava il portiere, un grosso individuo dall'enorme colletto e dai capelli sparsi penosamente lucidi, simile negli occhi a un freddo sgombro bollito.
Il signor Wrenn pregava:
- Per favore.... per favore, volete esser cos gentile da dirmi dove posso imbarcarmi come dispensiere per il Medit....
- Non si cerca nessuno.
- O per la Spagna? Qualunque lavoro in principio. Pelar patate o.... Non m'importa.
- Non si cerca nessuno, vi ho detto. - Il portinaio fiss esaurientemente l'orologio del salone.
Improvvisamente balz in vita Bill Wrenn che chiese:
- Sentite, voglio vedere qualcuno d'autorit. Voglio sapere come posso imbarcarmi.
Il portinaio si volt e fu stupito. Tutta la sua fiducia nell'umanit venne distrutta dal disgusto di trovare l'uomo ancor l.
- Niente, vi ho detto. Non si cerca nessuno.
- Insomma, posso parlare a qualcuno d'autorit, o no?
Privatamente, in casa della suocera, il portinaio era reputato spiritoso. Scostandosi, disse:
- Oh, no!
Il signor Wrenn scivol fuori del corridoio. Aveva progettato di visitare la Galleria Tate, ma ora non aveva il coraggio di affrontare le difficolt del godimento estetico. Se ne and a casa a zig-zag, lamentandosi: " inutile. E mangio un cane se mi rivolgo ancora a un altro ufficio, neanche. Il muso duro, ecco quello che ti fanno qui. Un giorno o l'altro vado agli scali e cerco d'imbarcarmi. Finir cos. Dio buono! Che vita da cane!".
Da tutta questa nebbia di disamicizia, si stacc la cameriera delle Sale da cocco Boltwood; dapprima come un essere umano a cui si poteva parlare, e poi, come donna. Ella era ignorante e volgare; parlava un inglese perfido; portava vesti di cotone tutte unte, piantava in terra con una solida goffaggine i suoi grossi piedi e rideva sempre nel momento sbagliato agli scherzi diffidenti di lui. Ma rideva; e ascoltava mentre egli balbettava le sue idee sui pasticci di carne, su S. Paolo, sugli aeroplani e Shelley e la nebbia e le scarpe di vacchetta. Di fatto, credeva di aver a che fare con un signore e un signore istruito, non con un americano.
Il signor Wrenn andava tutti i giorni alla casa da cocco. La cameriera gli rivelava che lui era un uomo e lei una donna, giovane e cordiale, dalla pelle bianca e dagli occhi allegri. Lo toccava con un gomito caldo e con un fianco morbido, piegandosi contro la sedia, mentre lui ordinava. A questo egli pensava da un pasto all'altro, sebbene non cessasse mai di arrovellarsi per ci che a lui pareva una tresca vergognosa.
Quest'opinione delle sue azioni non lo trattenne per, un giorno, a pranzo, da formicolare tutto, quando improvvisamente comprese ch'ella aspettava di venir corteggiata. La corteggi senza il pi piccolo indugio, susurrando:
- Andiamo a passeggio, questa sera?
Ella accett. Durante il resto del pranzo, mentre tentava di sorriderle, egli ebbe brividi ed il fiato corto. Cos dur tutto il pomeriggio alla Torre di Londra, quantunque egli ben sapesse che tutta quella storia - re e ghigliottine, ecc. - richiedeva un'autentica emozione Wrenniana.
Dovevano incontrarsi a un angolo alle otto. Alle sette e mezzo egli l'aspettava. Alle otto e mezzo se ne and indignato, ma ritorn in fretta e rimase un'altra mezz'ora. Ella non venne. E lui, quando finalmente se ne fugg a casa, fu felice di essere sfuggito al gran mistero della vita, poi disperatamente infuriato contro la cameriera e desolato nella deserta quiete della stanza.
Stava seduto nella fredda camera, igienica e scomoda, in Piazza Tavistock, cercando di concentrar l'attenzione sul "tic tic tic tic" del suo orologio da due dollari, ma in realt atterrito dinanzi alle enormi presenze misteriose che entravano furtivamente dalla citt ostile.
Non sapeva minimamente di che cosa avesse paura. L'attuale inglese che gli passava accanto nelle vie, non pareva minacciare la sua vita, eppure l'orologio amico e la famigliare valigia gli parevano le sole cose fidate in tutto il mondo minaccioso, mentre lui stava seduto l, tanto vivamente conscio della paura e della solitudine che non osava muovere le gambe rattrappite.
La tensione non poteva durare. Per un momento pot rider di s e immagin belle scene - Carletto Carpenter che gli raccontava una storia da Drbel; Morton che amichevolmente fumava sul ponte pi alto; Lee Teresa che lo adulava durante una passeggiata serotina. Pi di tutto, immagin l'innamorata dagli occhi bruni che egli avrebbe incontrato in un luogo o in un altro, una volta o l'altra. Pens con una vergogna collegiale alla sua futile relazione colla cameriera, poi la dimentic, mentre gli pareva di quasi sfiorare la mano confortante della fanciulla dagli occhi bruni.
"Amici, di questi ho bisogno. Proprio cos".
Questo era il suo futuro lavoro - far conoscenze. Una ragazza che lo comprendesse, colla quale egli potesse andare in giro, guardando vetrine di negozi e spettacoli cinematografici.
Fu allora probabilmente che, curvo nella sedia imbottita di stoffa scolorita, egli cre le due frasi che divennero le sue formule della felicit. Desiderava "qualcuno da ritrovare in casa alla sera" e, ancor pi, "qualcuno per lavorare insieme e per cui lavorare".
Gli parve cos di aver tracciata la sua vita. S'appoggi all'indietro, contento, e percep il rumore del vuoto nella sua camera, fatto sentire dal quieto ticchetto dell'orologio.
- Oh... Morton!... - disse piangendo.
Salt su ed apr la finestra. Pioveva, ma attraverso il lento sciacquo giunse il frastuono notturno di Londra ostile. Guardando gi, egli studi il desolato cerchio di luce che un lampione gettava sul selciato bagnato. Un gatto grigio come lavatura di piatti, col pelo lacero in var punti, magro e orribile, sgusci nel cerchio di luce come lo spirito dell'infelicit, come il ghigno di Londra agli americani solitar nelle camere della Piazza Russel.
Il signor Wrenn deglut. Nella luce saltellarono un uomo e una ragazza, cos poco consci di lui che si fermarono, ridendo, lottando per il paracqua, poi scomparvero e la via rimase come una tomba dimenticata. Una carrozza pass dondolando, le zoccolate forti e senza allegria. La pioggia sgocciolava. Null'altro. Il signor Wrenn sbatt gi la finestra.
Lisci i fianchi della sua valigia e fece il conto delle miglia che questa aveva percorso con lui. Fece trottolare l'orologio sul tavolo e ascolt il suo rapido linguaggio beffardo "Amici, amici; amici, amici".
Singhiozzando, cominci a svestirsi, posando ciascun abito come dovesse salire la forca. E quando la camera fu oscura, le grandi forme d'ombra della paura s'affollarono liberamente intorno al suo misero lettuccio.
Una volta, nella notte, si svegli. Qualche suono lo minacciava. Era Londra che veniva a pigliarlo e a torturarlo. La luce nella camera era polverosa, variegata, grigia, morta. Vide la porta mezza socchiusa, e per qualche istante giacque immobile, fissando teste rigide e incorporee cacciarsi nell'apertura e ritrarsi con sinistra prontezza, finch egli non balz su e spalanc la porta.
Ma non si ferm nemmeno a dare un'occhiata gi dal corridoio alla folla di fantasmi che stavan l raccolti. Un qualche occulto disprezzo virile della debolezza lo fece rider forte: "Non fare il bambino anche se sei solo".
La sua voce era pi profonda del solito, e se ne and a letto a dormire, gettandosi gi con un burbero e sano disprezzo della sua nervosit.
Si svegli dopo l'alba e per un istante si contorse in felici stiramenti di soddisfazione per il buon sonno. Poi ricord di essere nella fredda e ostile prigione dell'Inghilterra e giacque, palpitando dal desiderio di fuggirsene, di tornarsene in America, dove sarebbe stato al sicuro.
Sentiva il bisogno di saltar fuori dal letto, precipitarsi al treno di Liverpool e imbarcarsi per l'America sulla prima nave. Ma forse le guardie incaricate degli emigranti e della terza classe (e naturalmente bisognava imbarcarsi in terza classe per risparmiare) avrebbero voluto sapere della sua religione e del colore dei suoi capelli - seccante come cercare la nave. L'avrebbero forse trattenuto per due giorni. C'erano quarantene, dogane e una quantit d'altre cose, di cui aveva sentito parlare. Forse, per magari ancora due o tre giorni egli avrebbe dovuto restare in questa ripugnante terra di prigiona.
Ed era il mattino del tre agosto, millenovecento e dieci, due settimane dopo il suo arrivo a Londra e ventidue giorni dopo che aveva vittoriosamente raggiunta l'Inghilterra, la terra delle avventure.
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CAPITOLO 7.
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INCONTRA UN TEMPERAMENTO.
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Il signor Wrenn stava facendo una tetra colazione alla Casa da T della signora Cattermole, che la signora Cattermole teneva in modo signorile a un pianterreno, tre porte lontano dalla sua casa d'affitto in Piazza Tavistock. Dopo la notte della paura e dei tragici miracoli, lo urtava l'aspetto generale di tovagliolino di carta a fiorami che aveva lo stabilimento della signora Cattermole.
- Uh! - grugn afferrando il sottocoppa frangiato di una sciocca tazzina bianca e rosa che una grassa cameriera, con un grembiale pieghettato che doveva esser stato fatto per una fata di Natale non grassa, gli port su un vassoio laccato in verde e bianco. - Uh, uh! - sbuff all'indirizzo dei quadretti di agnelli, di ravanelli, di cattedrali e di anatrottoli che la signora Cattermole teneva sulle pareti bianche e rosa.
Avrebbe desiderato - il che non era certo possibile - ritornarsene alle Sale da Cocco Boltwood, dove si poteva parlare all'onesta, energica e baliosa cameriera, e cacciare le proprie gambe sotto la sedia. Poich qui si era fastidiosamente, s fastidiosamente, studiati dai clienti della sala - due esuberanti e linguacciute figlie di un turista americano, una magra studentessa inglese d'assiriologia, dai capelli pallidi e dai grossi occhiali a montatura superiore sugli occhi malcontenti, e un'accozzaglia di gente che viveva in Piazza Tavistock. Tutti parevano voler sapere se le vostre opinioni sulla Galleria Nazionale e sulla astinenza erano regolari.
La sua disapprovazione delle qualit agnelline della signora Cattermole si mut in un sentimento di cameratismo cogli altri clienti, quand'egli si volse, con tutti, a fissare ostile una ragazza che entrava allora. Le chiacchiere nella sala cessarono, stupefatte.
Il signor Wrenn tenne il respiro. Rivolgendo solennemente il capo, segu cogli occhi la donna intorno al tavolo fino a un tavolo opposto.
- Un'eccentrica! Dio, che capelli rossi! - fu il suo commento privato.
Una slanciata ragazza di ventotto o ventinove anni, vestita di un abito a un sol pezzo verde grigiastro, non interrotto da cinture o da spille, ma aderente come se le fosse stato incollato addosso e rivelante la lunga deliziosa curva dei fianchi fragili ed un seno affiorante. Il colletto, della stessa stoffa dell'abito, era cos alto che toccava la mascella delicata ed era posto in risalto soltanto da una bella catenella in argento con un nodo a La Vallire d'argento e di giada burnese intagliata. I capelli rossi come una poinsettia, (la pianta sud-americana con brattee rosso vivo e fiori verdegialli), divisi e tirati strettamente all'indietro, facevano una curva intorno alla pelle bianchissima della faccia sensitiva e annoiata. Occhi grigio-azzurri pieni di noia, con commoventi curve, al disotto, di rughe di un viola leggerissimo e una trama appena visibile di rughe pi sottili, ai lati. Guance lunghe, sottili, un naso delicato e una forte bocca diritta con labbra sottili, ma meravigliosamente rosse.
Quest'era la nuova cliente della signora Cattermole.
Guard intorno alla sala come un ufficiale che esamini reclute nuove, aspir superbamente dal naso allo stupore della studentessa magra, ordin la colazione a bassa voce e poi languidamente si mise a guardare il pane abbrustolito e la marmellata. Diede una volta un'occhiata alla sala. Le sopracciglia pesanti si riunirono un attimo, scavando una ruga profonda di tedio al disopra del naso e due piccoli segni, come le impressioni dell'angolo di una scatola, sopra le ciglia sulla fronte.
Lo sguardo del signor Wrenn segu di nuovo la linea del seno e si stup delle mani che toccavano il pesante coltello da pane e burro come se questo fosse una penna dalla punta delicata. Lunghe mani, dal colore come d'avorio; le rughe delle giunture sottili nella pelle; macchie giallicce di sigaretta sul secondo dito; le unghie....
Egli spalanc gli occhi. Disse a se stesso "Dio buono! Non ho mai veduto unghie cos stravaganti, in vita mia". Invece delle unghie dolcemente arrotondate che sfoggiava Teresa Zapp, la nuova signorina aveva unghie strette e appuntite, le estremit come piccoli triangoli di carta da scrivere bianca e dura.
Mentre faceva colazione ella fiss il signor Wrenn per un secondo. Egli fu troppo chiaramente colto a guardarla per poter abbassare gli occhi. La donna lo studi tutto, coll'interesse che un civico d a un omnibus che passa, sbadigli delicatamente e lo dimentic.
Voi potrete penetrare in Groenlandia, o parlare d'anarchia alla figlia di un droghiere milionario, ma non proverete mai un brivido pi travolgente di quello che invest il signor Wrenn quando la nuova signorina distolse gli occhi da lui, pag il conto, s'alz con grazia dal tavolo e se ne and. Gir intorno al tavolo non cambiando sdegnosamente direzione, come avrebbe fatto Teresa, ma piegandosi ai fianchi. E cos venne rivelato al signor Wrenn....
Egli ne fu quasi troppo inorridito per metterlo in parole.... Aveva notato che c'era qualcosa di curioso a proposito della cintura di lei; aveva avuto un'impressione di curve notevolmente lisce alla vita e di un tratto di schiena diritto. Adesso aveva visto che.... Inaudito: del tutto diverso da Lee Teresa Zapp o dalle signore nella Metropolitana. Perch.... la ragazza eccentrica non portava il busto!
Quando ella fu passata, lui ne studi di nuovo la schiena, rapidamente e furtivamente. No, no. Nessun dubbio. Nessuno ora poteva pi negare che la ragazza fosse un'eccentrica, poich, caritatevole com'era il nostro signor Wrenn, egli doveva pur ammettere che non c'era l alcuna traccia della costa a mezza schiena e dei piccoli bitorzoli rotondi che distinguono la rispettabilit imbustata. Ed ebbe anche una visione pi chiara della tela dell'abito verde grigiastro di lei.
"Accidenti - disse a se stesso - di tutte le stoffe per un vestito! Vera tela da sacco.  anche magra. Capelli rosso vivo.  certo l'eccentrica-tipo. Non  male, ma.... per!...".
Gli rincresceva spacciare cos, senza processo, una donna dall'aspetto tanto interessante. Ma ricord lo sguardo a sforbiciata di lei e il cuoricino tenero s'indur sull'istante.
Come sono fragili le nostre granitiche decisioni! Quando il signor Wrenn usc dall'eccellente stabilimento della signora Cattermole ed esamin pesantemente la tranquilla via Bloomsbury, con un venditore di carne di cavallo che scarponava sul marciapiedi, egli pens, mentre la solitudine lo afferrava e lui non sapeva che diavolo fare al mondo, "Dio buono! Scommetto che quella signora dai capelli rossi sarebbe interessante da conoscere".
Giornata di furtive fughe dalla sua camera per visitare Londra, che, di cattivissimo umore, non voleva lasciarsi visitare. Ritorn ai Giardini Zoologici e strinse amicizia con una tigre che, sebbene venisse presumibilmente da una colonia inglese, era la creatura pi socievole che lui avesse visto da una settimana. Sbadigliava, ma gli permetteva di parlarle a lungo. Lui stava in piedi davanti alle sbarre, guardando dentro e, tutte le volte che non c'era nessuno vicino, mormorava "Povera diavola, non ti lasciano andare, eh? Hai un padrone peggio di Goglefogle, tu! Povera diavola".
Non gli importava nulla affatto del disordine e dell'odore rancido della gabbia, non aveva paura della serica ferocia della tigre. Ma era come spaventato dal suono della propria voce tremante. Aveva parlato cos poco ad alta voce, in quegli ultimi tempi.
Arriv un uomo, un inglese, con un alto panciotto offensivamente ben tagliato e si ferm innanzi alla gabbia. Il signor Wrenn scivol via, privato del suo nuovo amico, la tigre, e dava calci ai ciottoli sul sentiero, sentendosi l'uomo pi solo di tutta Londra.
Mentre la semi-oscurit rendeva la tranquilla via sempre pi estranea, egli sed sui gradini della casa d'affitto in Piazza Tavistock, trattenendosi dalla sola cosa ben definita che avesse voglia di fare - la cosa che egli immagin intensamente un felice signor Wrenn a farla - precipitarsi alla stazione Euston per sapere quando e dove si potesse prendere un treno per Liverpool e imbarcarsi per l'America.
Una ragazza s'avvicinava alla casa. La guard disattento e poi fissamente. Era la signora eccentrica della Casa da T della signora Cattermole - la giovane senza busto, dall'abito di tela attillato e dai capelli in fiamme. Ella saliva i gradini della casa.
Si scost a darle il passo con febbrile cortesia. Ella viveva nella stessa casa.... Immediatamente, senza un filo d'incoraggiamento nel modo disinteressato con cui ella sbatt l'uscio, lui le costru intorno un intero romanzo. Dio! Ella era una contessa francese, che viveva in un vero castello, e che dimorava in incognito in Bloomsbury per vedere i luoghi. Era una nobile. Era....
Sul suo capo si apr una finestra. Guard in su. La contessa in incognito si piegava in fuori, esaminando senza riguardi la via. Mah.... le finestre di lei erano accanto alle sue! Lui viveva vicino a una persona insolita - insolita come il dottor Mittyford.
S'affrett su per le scale con una fervida ma vaga intenzione d'incontrarla. Magari, ella era davvero una contessa francese o qualcosa. Tutta la sera, seduto alla finestra, fu consolato a udirla muoversi nella camera. Egli aveva un amico. Aveva cominciato il grande lavoro di farsi degli amici.... be' no, non cominciato, ma cominciato a cominciare.... e allora si confuse, ma quest'idea era una fiamma che riscaldava gli angoli intirizziti di nebbia della via londinese.
Alla colazione Cattermole, attese a lungo. Ella non venne. Un'altra giornata.... ma perch dipingere un'altra giornata che fu soltanto una chiazza di piatta e grigia ardesia? Poi, un'altra colazione e la signora del mistero venne. Prima di accorgersi di farlo, egli s'era inchinato, un leggero, difficile cenno del capo. Ella lo fiss, senza vederlo e sed, volgendogli la schiena.
Il signor Wrenn trasse molta sana soddisfazione umana vendicandosi a strappare violentemente la ragazza al castello francese che le aveva donato e ricordando che, certo, ell'era una "stupida eccentrica inglese.... probabilmente una di quelle maledette studentesse".... Cos disse sprezzante, e la mise a posto! E, di pi, le disse per telepatia che il suo nuovo abito era pi eccentrico che mai - un affare verde pallido con grandi bottoni bianchi.
Rientrando quella sera, le pass accanto nella sala. Ella portava ci che lui chiam una veste da bagno e lei chiamava un burnus arabo, di un nero ricamato di mezzelune e di stelle d'oro brunito, rivelante alla gola una "v" di squisita carnagione. Un frammento di pizzo sottile pendeva libero all'apertura del burnus. I capelli radiosi, raccolti sulla fronte, lucevano con mille bagliori var al riflesso del gas in alto, mentre ella s'appoggiava al muro aspettando che lui passasse. Sorrise molto dubbiamente, molto lontanamente - il sorriso, pens, di una gran dama di Mayfair.
Egli mosse il capo, abbass gli occhi vergognosamente e not che sul sostegno dell'avambraccio, appoggiato alla cintola, ella portava molti ornamenti d'argento e un asciugamano turco pesantemente frangiato, grande come non ne aveva mai visti.
Giacque sveglio per descriversi la gola lucente e i capelli splendidi di lei. Si rimprover per la mancanza di dignit a "pensare a quell'eccentrica, quando lei non ricambiava neanche un inchino". Ma quei capelli smaglianti erano la stella dei suoi sogni.
Sonnecchiando in camera nel pomeriggio, il signor Wrenn ud leggeri rumori di movimenti da parte della donna, nella camera vicina. Si affrett a scendere all'ingresso.
Ella stava accanto a lui sul gradino, guardando su e gi per la strada, seccata e pronta a balzare come la tigre dello zoo. Il signor Wrenn si ascolt dire alla ragazza:
- Per favore, signorina, vorreste dirmi.... sono americano; forestiero a Londra.... vorrei andare a una bella commedia o qualcosa.... e che cosa.... dove si potrebbe....
- Non so, davvero - ella disse, con molta alterezza. - Tutto  piuttosto insopportabile in questa stagione, credo. - La sua voce scorreva flautata per tutta la gamma. Le sue "a" erano molto aperte.
- Oh.... oh.... siete inglese, voi, allora?
- S!
- Perch....
- S!
- Oh, mi pareva - un'idea stupida - che voi poteste essere francese.
- Eh, forse! Non sono proprio inglese - ella disse con calma.
- Perch....
- Che cos' che vi ha fatto pensare ch'io fossi francese? Ditemi, m'interessa.
- Oh, mi pareva soltanto.... quasi una fantasia.... che aveste un castello in Francia.... un gioco un po' sciocco.
- No! non vergognatevi della vostra fantasia - ella comand, battendo il piede, mentre la voce scorreva, sommessa e ben diretta, per mezza dozzina di note. - Raccontatemi il resto della storia che mi riguarda.
Ella era seduta, ora, sulla ringhiera, sopra di lui. Mentre lui parlava, ella si chiuse il mento nella palma della mano delicata e l'osserv curiosa.
- Oh,  quasi finito. Voi eravate una contessa....
- Scusate! Non va "eravate". Scusate, signore, non potrei essere una contessa anche ora?
- Ma certo che lo siete! - egli esclam, mentre la gioia sommergeva in lui la timidezza. - E vostro padre era malato di qualche male misterioso, e tutti i dottori scuotevano il capo e dicevano "Dio buono! Non sappiamo che cos'" e allora voi siete andata di nascosto nella stanza del tesoro.... sapete, vostro pap.... vostro padre, dico.... era un vecchio originale.... nella storia, voglio dire. Non sapeva che voi poteste fare qualcosa intorno alla sua malattia misteriosa. E cos voi una notte....
- Oh, era molto buio? Molto, molto buio? E silenzioso? E i miei passi risuonavano sui vacui lastricati? Ed io presi l'oro ed uscii nella notte?
- S, s. Cos.
- Ma perch l'ho preso?
- Adesso lo dicevo - disse lui serio.
- Oh! scusate, signore, mi dispiace di avervi interrotto.
- Per questo: voi volevate venir qua e studiare medicina per curare vostro padre.
- Ma fate il favore, signore - disse la ragazza con straordinaria gravit - non posso lasciarlo morire senza scoprire il suo male e cos sposare il sindaco?
- No! - fermamente - voi dovevate.... Dio buono! non credevo di raccontarvi tutte queste stupidaggini.... ho paura che mi giudicherete sfacciato.
- Ma no, mi sono piaciute, - davvero - mi sono piaciute, perch le avete volute inventare intorno alla povera Istra. (Mi chiamo Istra Nash). Mi dispiace di dover dire che non sono davvero - i suoi due "davvero" furono molto diversi - una contessa, sapete. Ditemi.... voi vivete in questa stessa casa, no? Ditemi che non siete una Persona Interessante. Ditemelo!
- Io.... Dio mio, credo di non aver capito.
- Ma s, sciocco, una Persona Interessante  uno scrittore, un artista, un editore, una ragazza che  stata nelle prigioni di Holloway o di Canongate per il suffragio, o chiunque altro che si valga di un accidente per riuscire tollerabile.
- No, ho paura di no; io sono una specie d'impiegato.
- Magnifico, magnifico! Mio caro signore.... che non ho mai visto prima d'ora.... no? A proposito, non crediate che io raccolga per abitudine uomini in giro, e parli loro della mia anima candida e pura. Ma voi, sapete, voi avete fatto storie su di me.... Dicevo: se voi poteste sapere come mi ripugna e come odio e disprezzo la Gente Interessante in questo momento! Ne ho visti tanti. Loro parlano, parlano, parlano.... sono come i bandar-log di Kipling.... com'?
Vedeteci salire in una curva rischiosa
a mezza strada dalla luna gelosa.
Non piacerebbe a voi....
sapere ogni cosa intorno all'arte e all'economia, come noi? Queste dicono. Uh!
Poi agit le dita in aria come farfalle bianche, si strinse assorta nelle spalle, s'alz dalla ringhiera e si sed accanto a lui sui gradini, affatto prosaicamente.
Egli poteva sentire le tempia pulsare dall'eccitazione.
La donna volse lentamente verso di lui la faccia pallida e sensitiva.
- Quando mi avete visto.... per inventare la storia?
- A colazione, qualche volta. Dalla signora Cattermole.
- Oh gi. Com' che non uscite a visitare i luoghi? Oh!  divinamente possibile che voi non siate un gitante.... un turista?
- Mah, non so. - Ricerc penosamente la risposta esatta. - Non proprio. Ho attuato un mio ghiribizzo.... attraversando l'oceano su una nave-bestiame.
- Bene. Molto meglio.
Ella sed silenziosa, mentre lui, con enormi e traditrici preoccupazioni di non farsi scoprire, ne studiava le labbra sottili e ferme, vivacemente rosse. Alla fine tent.
- Ditemi qualcosa di Londra. Qualcuno di voi inglesi.... non so. Non riesco a far conoscenze facilmente.
- Ragazzo mio, io non sono inglese. Sono americana come voi. Sono nata in California. Non avevo mai veduta l'Inghilterra fino a due anni fa, venendo a Parigi. Sono una studentessa d'arte.... Ecco perch il mio accento  cos mortalmente inglese.... non posso riuscire ad essere un'inglese comune, vedete.
Il suo riso aveva una punta autunnale di amarezza.
- Bene, che il.... ma, dite, che cosa ne sapete voi? - egli disse debolmente.
- Parlatemi di voi.... dacch apparentemente ora ci conosciamo.... a meno che non vogliate andare a quel music-hall?
- No no no! Dio buono, morivo di voglia d'aver qualcuno con cui parlare.... qualcuno simpatico.... ero quasi matto, tant'ero solo - sbott tutto in una volta. Poi termin, esitando: - Credo che gli inglesi sia difficile conoscerli.
- Solo, eh? - ella disse pensierosa, bruscamente e apertamente cortese come un uomo, malgrado tutta la sua modulata voce femminile. - Non conoscete nessuno di quelli della casa?
- Macch.... Credo che le nostre camere siano vicine.
- Com' romantico! - ella disse, beffarda.
- Mi chiamo Wrenn, Guglielmo Wrenn. Lavoro per.... lavoravo per la Compagnia di Souvenirs e di Novit d'Arte. A Nuova York.
- Oh, m'immagino. Novit? Piccoli portacenere graziosi con "Baci dalla Stazione d'Erie"? E portaspilli panciuti?
- S. E piccoli cagnolini grassi cogli occhi neri.
- Oh, no. Non neri! Pallidi, affettuosi, occhi azzurri.... graziosi e onesti occhi azzurri!
- Niente. Neri. Nerissimi.... Dio buono! Ditemi, non dico troppe fregnacce?
- Fregnacce? Volete dire stupidaggini? Il gergo  cambiato da quando.... Oh s, certo: siete riuscito a dire delle graziose stupidaggini.
- Ma no, Dio mio! Non volevo.... Siete stata cos gentile e....
- Non scusatevi! - Istra Nash comand selvaggiamente. - Non ve l'hanno insegnato questo?
- S.... - egli balbett in tono di scusa.
Ella sed di nuovo in silenzio, in apparenza niente affatto contenta dell'architettura della facciata opposta di Piazza Tavistock. Con diffidenza egli entr di straforo nel discorso:
- Sul serio, credevo foste inglese. Siete venuta dalla California? Dite, chiss se non avete mai sentito parlare del dottor Mittyford.  una qualche specie di insegnante. Credo che insegni nel Collegio Leland Stanford.
- Leland Stanford? Lo conoscete questo dottore? - Ella discese a un'interessata famigliarit.
- L'ho incontrato ad Oxford.
- Davvero?... Mio fratello era a Stanford. Credo d'averlo sentito parlare di.... Ah, s. Diceva che Mittyford era un arrivista culturale, se sapeste che cosa vuol dire; piuttosto.... oh, come debbo dire?... ecco, un pedante intorno a quelle cose, intorno a cui gli hanno detto di esser pedante.
- S - si rischiar il signor Wrenn.
Al lusso di conoscere l'insolita signorina Istra Nash egli sacrific il dottor Mittyford, l'erudizione, gli occhiali, Shelley e tutto il resto, senza piet.
- S, era spaventosamente ridicolo. Dio! Non m'importava molto di lui.
- Certo saprete che  un grand'uomo, ad ogni modo? - Istra fu cos calma, come se avesse inteso dir ci per tutto il tempo, il che lasci il signor Wrenn interamente all'oscuro quando dov decidere che cosa voleva dire.
Senza preavviso, ella s'alz dai gradini, gli gett un "Buona notte" e fu via, nella strada.
Seduto solo, tutto sconvolto di gioia, il signor Wrenn borbott: "Ma non  una meraviglia? Dio, piglia la vista! Dio buono!".
Qualche ora pi tardi, disse forte, agitandosi nel letto: "Purch non sia stato troppo sfacciato. Spero di no. Bisogna che faccia attenzione".
E se la prese tanto che s'alz a fumare una sigaretta, ricord che rompeva ancora un'altra regola fumando troppo, si infuri e fulmin in tono di sfida alla valigia: "Be' che cosa me ne importa se fumo troppo? E sar sfacciato quanto vorr". Gett un giornale alla catoniana valigia e, molto sollevato, and a letto a sognare che era un coniglio che faceva giochi enormemente divertenti. A questo rise festosamente nel dormiveglia, finch non comprese di venir risvegliato dal suono di lunghi singhiozzi dalla stanza di Istra Nash.
Pomeriggio; il signor Wrenn nella sua camera. La signorina Nash era tornata dal t, ma nessun suono s'udiva nella stanza di lei, quantunque egli ascoltasse colla bocca aperta, piegato innanzi sulla sedia, le mani afferrate al sedile e le punte delle dita nervosamente stropiccianti la scabra superficie inferiore del legno. Sentiva il bisogno di aiutarla - la meravigliosa signora che aveva singhiozzato nella notte. Aveva un progetto, in cui lui davvero credeva, di dirle: "Per favore, lasciate che vi aiuti, principessa, come se fossi davvero un cavaliere".
Alla fine la ud muoversi. Si precipit al pianterreno e attese sui gradini.
Uscendo ella gett uno sguardo gi e sorrise soddisfatta. Egli fu spasmodicamente certo ch'ella si aspettava di vederlo l. Ma tutto il suo progetto di offrire aiuto svan quando vide gli occhi impazienti e l'abito splendido di lei - un altro vestito attillato, di un grigio vaporoso, con leggeri riflessi argentei che scivolavano lungo la stoffa.
Ella sed sulla ringhiera sopra di lui, di botto, senza esitazioni, e contraccambi il suo "Buonasera" allegramente.
Egli aveva tanta voglia di sedersele accanto, di fare amicizia. Ma, lo sentiva, ci voleva del coraggio per sedersi cos. Era facile che ella lo squadrasse alteramente. Comunque, and alla ringhiera e si sed, dandosi ai piedi calci di vergogna, accanto a lei ed ella non lo squadr alteramente. Si mosse, invece, di due o tre pollici, lo fiss, quasi condividessero un segreto, e disse, tranquilla:
- Ho pensato molto a voi, la sera scorsa. Credo che abbiate davvero un'immaginazione, anche se siete un negoziante.... voglio dire che tanti non l'hanno: sapete com'.
- Oh s.
Come si vede, il signor Wrenn non sapeva di essere un uomo ordinario.
- Uscendo di qui, ieri notte, sono andata da Olimpia Johns che mi trascin al teatro. Ho pensato a voi l, perch c'era un maggiordomo immaginoso sulla scena. Non vi offende, no, che vi paragoni a un maggiordomo? Era davvero il personaggio pi simpatico della commedia, sapete. Quasi tutta era spettacolosamente brutta. Era stata una farsa francese, ma l'avevano mandata alla scuola domenicale e le avevan messo un bell'abitino nuovo. Pare che un borghese signore abbia cercato di concludere un matrimonio tra il nipote e la pupilla. La pupilla s'ingegnava. Personalmente, io credo s'ingegnasse molto male. Ma, comunque, lo zio sapeva che nulla avvicina la gente come odiare la stessa persona. Sapete,  come l'odio per la cugina; quando si  bambini, l'odio per la cugina che ha sempre le unghie pulite.
- Ecco! Proprio!
- Cos si rese odioso e, naturalmente, nipote e pupilla stettero uniti finch la morte non li divise, la quale morte, mi dispiace proprio di dovervelo dire, non era decente abbastanza per rappresentarla sul palcoscenico. Se soltanto la commedia avesse potuto finire col funerale di tutti, l'avrei detto un vero lieto fine.
Il signor Wrenn rise riconoscente, quantunque incerto. Sapeva che ella aveva detto cose spiritose per lui, ma non sapeva precisamente quali fossero.
- Il maggiordomo immaginoso, non era niente male. Ma il resto.... uh!
- Dev'essere stata una commedia divertente - egli disse, per cortesia.
Ella lo guard di fianco e confid:
- Mi fareste un favore?
- S, vi....
- Siete mai stato sposato?
Egli fu terribilmente colpito. Il suo "no" suon come se non ricordasse bene.
Ella parve molto divertita. Non si sarebbe mai creduto che questa donna superiore e beffarda che batteva con noncuranza le dita sul ginocchio delizioso e sottile avesse singhiozzato nella notte.
- Oh, non era una domanda personale - disse. - Volevo solo sapere a che cosa voi sembrate. Non fate mai, voi, collezione di gente? Io s - li cloroformizzo con molta crudelt e appunto i loro poveri cadaverini su un bel sughero pulito.... Vivete solo, a Nuova York, no?
- S-s.
- Con chi vi divertite.... scusate?
- No, non mica con molti. Eccetto forse con Carletto Carpenter.  aiuto contabile alla Compagnia di Souvenirs. - Aveva avuto il desiderio, e subito aveva deciso di no, di inventare grands mondes di cui fosse intimo.
- Che cosa fa.... oh, sapete.... la gente di Nuova York che non va a riunioni o non legge molto.... che cosa fanno per divertirsi? M'interessano tanto i tipi.
- Ecco.... - disse lui.
Questo fu tutto quel che seppe dire finch non ebbe digerito un paio di pensieri: che cosa voleva dire con "tipi"? Avevano qualcosa da fare collo stampar racconti? E, comunque, che cosa poteva raccontare lui intorno alla gente? Osserv:
- Ma, non so.... discorrono di.... oh, giochi di carte, impieghi, persone, cose e.... sapete; vanno al cinema, al vaudeville, vanno a divertirsi a Coney Island e.... oh, a dormire.
- Ma voi...?
- Ecco, io leggo molto. Molto. Shakespeare e geografia e un mucchio di roba. Mi piace leggere.
- E che cose ne pensate di Nietzsche? - ella chiese gravemente.
- ?
- Nietzsche. Sapete.... l'umorista tedesco.
- Oh, s.... uh.... aspettate; .... uh....
- Ricordate certamente, no? Lui e Haeckel scrissero la grande operetta del secolo. E Matisse compose la musica. Matisse e Rodin.
- Non ci son stato - egli disse, vagamente. - .....non conosco molto il tedesco. Naturalmente so qualche parola come Sprichen Sie Dutch e Bitty, sir, che Robin alla Compagnia di Souvenirs....  un ebreo tedesco.... mi ha insegnato.... Ma, dite, non  meraviglioso Kipling! Dio buono! Quando leggo Kim m'immagino di andare per una di quelle strade dell'India, come se ci fossi proprio.... sapete, tutti quegli stregoni e il resto....  meraviglioso leggere, no?
- Uhm. S.
- Scommetto che leggete moltissimo.
- Molto poco. Oh.... D'Annunzio e un po' di Turgenev e un po' di Tourgunieff.... Questa  una freddura.
- S, s, gi - con tono sconcertato.
- A che spettacoli andate, voi, signor Wrenn?
- Al cinema, particolarmente - egli disse, con facilit, e poi desider acerbamente di non aver confessato un'abitudine cos democratica.
- Be', ditemi, caro.... oh, non volevo; gli artisti la usano molto questa parola, vuol solo dire "amico mio". Non v'importa che vi faccia di queste domande cos bestialmente personali, no? M'interessa la gente.... Ed ora debbo salire e scrivere una lettera. Stavo per andare da Olimpia -  una delle Persone Interessanti che dicevo - ma voi, vedete, siete stato molto pi divertente. Buona notte. Siete solo a Londra, eh? Bisogna che andiamo a vedere i monumenti un giorno o l'altro.
- S, sono solo - esplose. Poi, docilmente: - Oh, grazie! Mi farebbe tanto piacere.... L'avete vista la Torre, signorina Nash?
- No, mai. E voi?
- No. Vedete, pensavo che sarebbe stato melanconico vederla da solo. Anche voi non ci siete mai andata, per questo?
- Caro signore, vedo che dovr educarvi. Lo far? Io sono passata per le mani di tanta gente, sarebbe una bellezza per me continuare in cotesto disprezzo. Debbo farlo?
- Fatelo, ve ne prego.
- Non si va, semplicemente, a vedere la Torre, perch questo  ci che fanno i gitanti. Non capite, mio caro? (Scusate di nuovo il "mio caro"). La Torre  quel genere di cose che i sopraintendenti scolastici visitano, e poi, tornando, ci fan sopra la conferenza nell'aula magna della scuola e nel salone dei Veterani. Vi porter alla Galleria Tate. - Poi, molto bruscamente: - Buona notte - e se ne and.
Egli guard dietro a quella schiena liscia, pensando "Dio buono! Che si sia offesa per qualcosa che io abbia detto? Non credo di essere stato impertinente stavolta. Ma se ne  andata cos in fretta... Quelle labbra.... non avevo mai saputo che ci fossero labbra cos rosse.  un'artista.... dipinge quadri!... Ha letto molto.... Nitchy.... quell'operetta tedesca. Chiss se non  la "Vedova Allegra".... Quel suo abito grigio mi fa pensare alla nebbia. Strano....".
Nella sua camera Istra Nash s'esamin il naso in uno specchio, s'incipri e, si sed a scrivere su una carta spessa, color crema:
"Caro Skilly, sono in una terribile pensione di Bloomsbury - seccatori - tranne un Fenomeno - un ometto di 35 o 40 anni dall'immaginazione embrionale e dall'anima vergine. Cercher di non piantargli idee radicali nell'anima vergine, ma ne ho la tentazione.
Oh, Skilly, sono sola come un cane. Sarebbe troppo borghese dire che vorrei tu fossi qui? Ho stesa la mano nel buio e la tua non c'era. Amico, amico mio, che desolazione. Tu lo capisci troppo bene col tuo superbo sogghigno e i tuoi occhiali superiori e la tua beata ignoranza universitaria della povera avida America.
Penso che sono proprio una barbara monella di California.  proprio come Pre Duron diceva all'atlier "Lei ha un intelletto della pi alta immoralit, spero che sappia far cucina, ma dipingere non sa".
Ha ragione. Non riesco a vender nulla ai direttori di giornali d'arte n ad avere ordinazioni. Un orribile e serio giovanotto dagli occhiali, che "riceve" a una rivista, s' abbassato a dire che "non impiegano estranei". Estranei! E i suoi capelli erano rossi come il mio maledetto ciuffo. Cos sono venuta a casa, ho strillato e ho bruciato candele davanti al tuo ritratto. Proprio. Quantunque tu non lo meriti.
Maledetto, divento sentimentale. Tu leggerai questa lettera al Petit Monsard sul tuo bicchierino e sogghignerai della tua povera barbara non nietzschiana.
I. N.".
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CAPITOLO 8.
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FA IL "TIFFIN".
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Il signor Wrenn rimuginando e rimuginando i suoi pensieri, in camera, la sera seguente, aveva, dopo un'ora, dimostrato due cose; queste:
a) la sola cosa che aveva voglia di fare era tornar subito in America, poich l'Inghilterra era un paese dove tutti - gli indigeni e gli americani - erano cos poco socievoli e tanto sapienti che lui non riusciva a capirli;
b) la sola cosa, al mondo, che aveva voglia di fare era restare, poich l'avvenimento pi meraviglioso di cui avesse mai sentito, era incontrarsi colla signorina Nash. Prima l'uno, poi l'altro, questi pensieri andavano avanti e indietro come le maree fluttuanti. Se ne liber solo per quel tanto che bast a rallegrarsi che, in qualche modo - non sapeva come - egli stava per divenire l'amico pi intimo di lei, per il motivo che erano tutti e due americani in terra straniera e che tutti e due sapevan vivere di finzioni.
Poi, s'era messo a dimostrare che Istra potrebbe, e non potrebbe, essere la compagna ideale tra tutte le donne, quando qualcuno buss all'uscio.
Elettrizzato, il suo corpo rattratto balz dalla posa e si precipit all'uscio.
C'era Istra Nash, che batteva il piede sulla soglia in atto di scusarsi colla fretta. Bruscamente disse:
- Scusate se vi disturbo. Ho pensato se mi poteste dare un cerino. Sono senza.
- Ma s! Ecco una scatola. Prendete pure. Ne ho ancora. - (Il che era assolutamente falso).
- Grazie. Ben gentile - ella disse in fretta. - Buona notte.
Si volse, ma lui la segu nel corridoio, insistendo timidamente:
- Siete di nuovo andata a teatro? Spero che capiterete meglio di quella volta del nipote.
- Grazie. - Guard indietro dalla porta nel corridoio semibuio, a circa quindici piedi da quella di lui. Egli grattava la tappezzeria con un dito diffidente, speranzoso di parlare.
- Non volete entrare? - ella disse, esitando.
- Oh, grazie, sar meglio di no.
Improvvisamente ella s'accese del pi umano dei sorrisi, cogli occhi grigio-azzurri scintillanti di gaia socievolezza.
- Entrate, entrate, ragazzo. - Mentr'egli esitante entrava, ella modul: - Non c' bisogno che stiamo soli sempre, no, dopo tutto? Anche se la povera Istra non vi va, a voi. Vero, che non vi va? - Apparentemente non attendeva una risposta alla sua domanda, poich era occupata a accendere una sigaretta russa. Era la prima volta in vita sua che lui vedeva una donna fumare.
Con imbarazzata cortesia, guard altrove mentre ella piegava all'indietro la testa ed aspirava profondamente. E arrossendo esamin la camera.
Nell'angolo pi lontano stavano spalancati due bauli. Uno aveva via il cassetto e dalla parte inferiore pendeva una confusione di cose merlettate, da cui il signor Wrenn distolse due occhi imbarazzati. Riconobbe il burnus nero e oro, che stava a casaccio sul letto, con una camicia da notte intersecata di pizzo e di mussola, leggermente spiegazzata, un libro verde con un'etichetta di carta dal titolo Tre Commedie per i Puritani, una pianella rossa e una scatola aperta di cioccolatini.
Sul tavolo, semplice, da cucina era steso un panno verde reseda, del colore di una vecchia foglia scura. Sopra c'era una penna stilografica montata in oro, grossa e tozza di punta; un miscuglio di carte e di buste strappate, una bottiglia di Crme Yvette e il ritratto incorniciato in argento, di un magro uomo sorridente, col monocolo.
Il signor Wrenn non vide veramente tutti questi particolari, ma ebbe un'impressione di lusso e di grande successo artistico. Giudic il flacone Yvette la pi grande bottiglia di profumo che avesse mai visto, e not che c'era "il ritratto di qualcuno" sul tavolo. Ma ebbe solo un istante per guardare, poich ella diceva stupefacentemente:
- E cos, vi sentivate solo quando ho bussato?
- Ma come....
- Oh, me ne sono accorta. Tutti ci sentiamo soli, non  vero? Anch'io, naturalmente. Proprio ora, mi sto seccando, sempre pi, colla Gente Interessante. Credo che torner a Parigi. L persino le Persone Interessanti sono.... s, sono interessanti. Capito.... vedete che sono americana.... capito?
-  che.... uh.... n-non afferro bene ci che volete dire. Che cosa volete dire parlando di "Gente Interessante"?
- Ragazzo mio,  naturale che non mi capite. - Ella and allo specchio e si diede un colpetto ai capelli, poi si raggomitol sul letto, con un improvviso: - Non vi sedete? - e fum attentamente, soffiando i viticci azzurri verso il soffitto, e continuava. -  naturale che non capite. Voi siete un simpatico impiegato sensibile che avete avuto abbastanza da lavorare per impedirvi di temere che gli altri vi credano ordinario. Non avete bisogno di coccolar voi stesso parlando del temperamento, per decidervi a lavorare abbastanza da guadagnarvi da vivere. Questa Gente Interessante.... Li trovate ugualmente a Londra, a Nuova York e a S. Francisco. Sono convinti di essere le persone pi intelligenti della terra. C' sempre alcuni artisti e un romanziere o due, da pochi soldi, e qualche agitatore sociale. Il gruppo particolare che mi diverto a odiare proprio ora - e senza il quale apparentemente non posso vivere - si raccoglie intorno a Olimpia Johns, che tiene una specie di salotto nel suo appartamento in Via del Grande Giacomo, vicino alla Strada di Teobaldo.... Potrebbero altrettanto essere a Nuova York; ma sono persino pi minchioni. Non si stancano tanto presto come i nuovaiorchesi del gioco di vivere ad altezze intellettuali. - Bisogna che vi conduca.  una sensazione piacevole, sapete, trovare uno che ha immaginazione ma che non  stato rovinato dalla Gente Interessante, e portarlo a sentire quegli altri che ruttano. Loro siedono tutti in circolo e borbottano e bevono la birra - spero che sappiate cos' bere - e si congratulano che sono spiriti liberi. Essendo Liberi, naturalmente, non possono andare a divertirsi con gente simpatica, poich quando uno  Libero, voi sapete, non  mai libero di esser altro che Libero. Ci pu parer complicato, ma da Olimpia lo capiscono. Naturalmente, ci sono varie specie di intellettuali e ciascun culto disprezza tutti gli altri. Il pi delle volte, ciascun culto consiste di una persona, ma in qualche caso ce n' due - uno che parla e il pubblico - o persino tre. Per esempio, voi potete essere militante e vegetariano, ma se qualcuno  militante ed ha una bella presenza, oh allora.... Questo  ci che intendo per Gente Interessante. Mi fanno ribrezzo! E cos, naturalmente, essendo una dei loro, giro da un gruppo all'altro e, ve lo giuro sul mio onore, ogni volta credo che il nuovo gruppo sia interessante!
Poi, ella fum in un tetro silenzio, mentre il signor Wrenn osservava, dopo un po' di lavoro mentale. - Mi pare che sono come i guardiani di bestiame - pi guardiani di bestiame sono, pi romantici sembrano e poi, quando si arriva a conoscerli, il difetto essenziale  che sono guardiani di bestiame.
- Proprio cos. Sono.... ecco, sono.... Oh, povero caro, l, l! Non gli infliggeranno molti discorsi intellettuali a lui!... Mi sembrate un tipo molto simpatico e voglio dirvi che cosa faremo. Un po' di fuoco, no? Nel camino.
- S!
Ella tir l'antiquata corda del campanello e venne l'antiquata padrona di casa del Nord - alta, sottile, faccia pergamenata, e aspetto rancido come se l'avessero vestita nel 1880 di abiti vittoriani e lasciata in un salotto non ventilato, fin'allora. Mostr silenziosamente cogli occhi la sua fiera disapprovazione della presenza del signor Wrenn nella camera di Istra, ma mand una serva a fare il fuoco - "sei pence extra". Il signor Wrenn si sent colpevole finch non venne la serva, una perfetta serva da novelliere di Natale, un pezzo di fuliggine piccolo e allegro, che strill: "Frescolino, stanotte, eh?" e fece un fuoco che in poco tempo si mise a cantare "Frescolino, stanotte" come lei.
Istra sed sul pavimento dinanzi al fuoco, alla turca, colle dita svelte e delicate tamburellando irrequieta sulle ginocchia.
- Venite a sedervi accanto a me. Col vostro senso del romantico, dovreste apprezzare di sedervi accanto al fuoco, voi. Sapete, che si fa sempre cos.
Egli le cadde accanto, afferrandosi le ginocchia e cercando di far la figura del dignitoso uomo d'affari americano nella sua casa in campagna.
Lei gli sorrise intimamente e lo prese in giro.
- Raccontatemi dell'ultima volta che vi siete seduto con una ragazza accanto al fuoco. Raccontate alla povera Istra il nero segreto. Era il perfetto fra i faccini belli?
- Non - mi sono - seduto - mai davanti - a nessun camino con - nessuna! Eccetto quando avevo nove anni.... la vigilia dei Santi.... a una riunione a Parthenon.... una cittadina su nello stato di Nuova York.
- Davvero? Poveretto! -
Ella allung la mano e prese la sua. Egli fu terribilmente conscio della calda morbidezza delle dita di lei, che gli picchiettavano leggermente il dorso della mano, mentr'ella diceva:
- Ma lo siete stato innamorato? Perdutamente innamorato?
- Mai.
- Ragazzo mio, avete perduto molto del t con paste della vita. E voi vi interessate della vita. Ma sapete, che quando penso alla logora Gente Interessante che ho incontrato.... Perch vi lascio da rovinare a una qualche commessa col cappello infiorato? Vi condurrebbe al cinematografo.... Oh! Non m'avete detto che andavate al cinematografo, voi?...
- No! - egli ment fervidamente, e poi, sentendosi colpevole. - Avevo quest'abitudine, ma ora non pi.
- Andr a vedere i bei film, se ne avr voglia, lui! Condurr me, anche. Dimenticheremo, per un po', no? che ci sono sindacalisti, al mondo, e futuristi. Lasceremo che i pettirossi ci coprano di foglie.
- Come i bambini nel bosco, volete dire? Ma, temo che voi non siate precisamente una bambina nel bosco! Voi siete la prima persona con un cervello, che io abbia mai incontrato, eccetto, forse, il dottor Mittyford; e il dottore non avrebbe mai scherzato, no. La primissima, proprio.
- Grazie! - La calda stretta sulla sua mano si accentu. Il suo cuore faceva i salti pi folli, pi gioiosi, e, timidamente, con un senso di storica audacia, egli s'avventur a esplorare colla punta del pollice le graziose linee dell'orlo della mano di lei.... Era lui, in persona, che sedeva qui con una principessa, ed era lui, in persona, che sentiva la morbidezza di quella mano, egli si ripeteva palpitando.
D'improvviso ella diede alla sua mano una stretta d'addio e salt in piedi.
- Su. Faremo un tiffin, poi vi mander via e domani andremo a vedere la Galleria Tate.
Mentre Istra mandava la serva per i dolci e per un litro di vino leggero, il signor Wrenn stava seduto su una sedia - seduto: voleva mostrare che sapeva essere dignitoso e non approfittare della cortesia della signorina Nash per star tutto scomposto. Avendo letto molto Kipling, aveva una mezz'idea che il tiffin fosse una specie di colazione pomeridiana, ma certo s'era sbagliato, se la signorina Nash adoperava la parola per indicar la cena.
Istra port il tavolino dalla coperta verde reseda davanti al fuoco, gett le carte sul letto e pose un mazzo di rose da una parte spostando il piccolo vaso azzurro due pollici a destra e poi due pollici innanzi. Il vino lo vers in una caraffa.
Il vino fu per lui chiaramente un problema. Era eccitato dalla sua improvvisa assunzione in una societ dove si prendeva il vino come una cosa normale. La signora Zapp non lo prenderebbe come una cosa normale. Si rallegr di non avere una mente piccina come la signora Zapp. E si sforz tanto di non essere di mente piccina come la signora Zapp, che trasal quando venne richiamato dal suo sogno ad occhi aperti da una voce beffarda:
- Potreste anche guardarli i dolci. Una volta, almeno. Sono dolci molto belli.
- Uh....
- S, so che il vino  il vino. Purtroppo.
- Oh, signorina Nash, stavolta ho capito.
- Oh, non mi direte che la mia superiore divinit  gi finita.
- Ma.... certo! E sto per diventare un padrone spietato.
- Bellissimo!... Diventerete un uomo delle caverne?
- Mi dispiace. Non vi capisco pi.
- Che peccato! Credo che mi piacerebbe molto incontrare un uomo delle caverne.
- Ah, ma lo so cos' l'uomo delle caverne - i personaggi di Jack London. Temo di non esserlo. Pure.... sulla nave-bestiame.... Vorrei che aveste potuto vedere, quando la squadra legava i tori, prima di partire. Un posto buio e stretto nel frapponte, coi giovenchi che muggivano e tutti cacciati stretti vicino e i noviz col mal di mare.... con tanto mal di mare che andavamo barcollando; e afferravamo una corda e tiravamo e poi lasciavamo andare e i capi gridavano: "Forza, o ti spacco la testa!" E poi il castello di prua.... tutti schiacciati come aringhe.
Ella si piegava sul tavolo, costruendo un labirinto coll'uva spina del dolce e ascoltando attentamente. Lui si ferm educatamente, accorgendosi di parlare troppo. Ma. - Avanti, avanti, fate il favore - comand lei, ed egli raccont semplicemente, vedendo sempre pi la scena, di Satana e del Granatiere, delle fate che gli avevano fatto cenno dai colli della costa irlandese, e dell'amicizia di Morton.
Ella interruppe soltanto una volta, mormorando:
- Mio caro,  una bella cosa che sappiate esprimervi, comunque.... - il che non pareva entrarci per nulla colle balle di fieno.
Lo mand via con un leggero: -  stata una bella serata, vero, o uomo delle caverne? (Posto che siate un uomo delle caverne). Passate da me domani alle tre e andremo alla Galleria Tate. - E gli tocc la mano nella stretta pi fugace.
- S. Buona notte, signorina Nash - balbett lui.
Una mattinata di progetti su come comportarsi, in modo che accompagnando Istra Nash alla Galleria Tate egli potesse apparire l'ombra fedele e la bella copia di Mittyford, dottore in belle lettere. Ne risult che, quando fu dinanzi alle grandi tele del signor Watts alla Tate, egli riusc cos pesante e correttamente laudativo, cos pronto a non godere le storie intorno alle pitture di Millais, che Istra gli domand improvvisamente
- Ragazzo mio, mi sono assunta una bella impresa. Bisogna che impariate a giocare. Voi non sapete giocare. Su. Vi insegner. Non so neanche perch del resto. Ma.... suvvia venite.
Ella spieg, mentre uscivano dalla galleria:
- Anzitutto, l'arte di andare sugli omnibus. Oh,  un'arte, sapete. Voi dovete apprezzare le fioraie e i poliziotti giovani, solenni. Dovete imparare a guardare i fiori sulle terrazze dei ristoranti e far capriole sull'erba dei giardini. Siete un po' troppo rispettabile per far capriole sull'erba, vero? Cercher il possibile per insegnarvi a non esserlo. E andremo a prendere il t. Quante specie di t ci sono?
- Oh, il t di Ceylon, quello da Colazione Inglese e.... uh.... il t Cinese.
- M....
- E i tees da golf! - egli aggiunse eccitato, mentre si sedevano uno di fronte all'altro, in cima all'omnibus.
- Le freddure, almeno, sono un principio - ella osserv.
- Ma quante specie di t ci sono, Istra?... Oh, scusate, non dovevo....
- Ma s, chiamatemi Istra o comunque altrimenti. Soltanto non dovete chiamare col suo nome la mia posa. Che cosa ne so io del t? Tutti noi che scherziamo siamo posatori, pi o meno, e siamo persino tanto educati da far finta di non sapere che gli altri posano.... C' un'infinit di specie di t. Nella Citt Cinese di Nuova York, ho veduto una volta.... Conoscete la Citt Cinese? Siccome siete un nuovaiorchese, credo che non la conosciate.
- Oh, s.  la Citt Italiana. Avevo l'abitudine di gironzolarci sempre.
- Bene, allora, alla Cucina di Chop Suey dei Sette Regni Fioriti e Americana c' un t a cinque dollari la tazza che, come dice la rclame,  cresciuto su "vette di montagna annuvolate". M'immagino che, quando le vette non sono annuvolate, facciano pagare soltanto tre dollari la tazza.... Ma, parlando serioso, ci sono soltanto due specie di t: quelli a cui si va per trovarsi coll'uomo che si ama e si dovrebbe odiare, e quelli che si dnno a dispetto delle donne che si odiano, ma si dovrebbero.... odiare! Non  carino e ben complicato?  giocare. Colle parole. Il mio vecchio padre lo chiama "parlar troppo e non dir nulla".  questa una delle regole del gioco che non si devono infrangere.
Egli comprese questa pi che quasi tutte le altre cose che Istra diceva.
- Ma! - esclam -  una specie di discorso obliquo.
- Ma s. Ecco. Proprio. Discorso obliquo. Vedete ora?
Gentiluomo galante com'era, egli le lasci credere di avere inventato lei la frase.
Ella disse molte altre cose; cose che implicavano una cultura tanto vasta ch'egli fece propositi giganteschi di "leggere come un accidente".
La sua grande lezione fu l'arte di prendere il t. Egli scopr, sorpreso, che non avrebbero messo in pericolo i loro abiti facendo le capriole sull'erba del giardino pubblico. Invece, ella lo condusse a una sala da t dietro una pasticceria nella Strada di Tottenham Court, una stanza bassa con sedie bianche in vimini, piastrelle colorate alle pareti e boccali verdi di maiolica Sedji con mazzi irregolari di rose bianche. Una cameriera, colle guancie color rosa canina e un passo svelto, port ad Istra t Orange Pekoe e limone, al signor Wrenn t Ceylon e Carovana Russa e un boccale di fior di latte Devonshire, con un mucchio di panetti al cinnamomo.
- Ma.... - disse Istra. - Non sembra ad Alice nel Paese delle Meraviglie! Ma sopratutto dovete imparare a imburrare i panini inglesi. Se ci riuscite proprio bene, i camerieri vi lasceranno pigliare il t al Carlton. Sono camerieri cos difficili, e quello che porta la bacchetta d'oro per il burro per provare la vostra abilit, quello indossa sempre calzoncini corti grigio-argento. Cos vedete anche voi, Billy, come dovete stare attento. E mangiarli senza imburrarvi il naso. Poich, se vi imburrate il naso, vi crederanno un professore di greco. E non vi piacerebbe questo, vero, tesoro? -
Egli impar a cacciare il burro nei soffici interni bruni dei panini che parevan cos freddi e farinosi di fuori. Ma Istra sembrava aver perduto ogni interesse; ed egli non la segu affatto quand'ella osserv:
- Senza dubbio, era il burro pi buono. Ma dove, dove, caro il mio ghiro, sono il cappellaio e la lepre? E specialmente il grazioso coniglietto che contorceva le orecchie e amava Gralice, la princesse d'outre-mer?
"Ma dove, dove sono il cappellaio e la lepre,
e dove  il burro pi buono?"
E subito: - Venite. Andiamocene da Soho a pranzo. Oh, no! Conducetemi voi, ora. Mostratemi dove andreste a pranzo. E mi condurrete al music-hall e me lo farete gustare. Ora insegnatemi voi a giocare.
- Dio buono! Ho paura di non aver nulla da insegnarvi.
- S, ma.... Vedete. Noi siamo due solitari barbari d'occidente in una terra straniera. Giocheremo un po' insieme. Non siamo abituati al genere di gioco, l'uno dell'altro, ma ci romper ancor di pi la monotonia dell'esistenza. Non so per quanto tempo giocheremo o.... Dunque?
- S, s.
- Ora mostratemi come giocate.
- Non credo di aver mai giocato molto.
- Bene, conducetemi al vostro genere di ristorante.
- Non credo che vi piacerebbero molto le torte di carne da un soldo.
- Le piccole torte di carne?
- Uh-h-h.
- Ma certo che mi piacerebbero! E il t da mezzo soldo? Conducetemi, o coraggioso cavaliere! E a un vaudeville.
Egli scopr che questa assidua frequentatrice di teatri non aveva mai veduti i begli italiani che picchiano con piccoli martelletti su silofoni indignati o il comicissimo assistente del prestigiatore che rompe a pile i piatti. E, quanto alla tuba che si trasforma in una fisarmonica e d fuori grandi melodie, ella ne fu estasiata.
Al pranzetto post-teatrale egli parl di Teresa e di South Beach, di Carletto Carpenter e di Morton, - di Morton, - di Morton.
Sedevano, a mezzanotte, sui gradini di casa in Piazza Tavistock.
- Vi conosco ora - ella osservava -  curioso come qualsiasi specie di bambini smarriti in boschi un po' stranieri, faccia conoscenza. Voi siete un bambino solitario, nevvero? - La voce di lei fu di una dolcezza materna. - Giocheremo solo un poco....
- Vorrei avere giochi da insegnarvi. Ma voi sapete pi di me.
- Ed io sono anche una bellezza perfetta, non  vero? - ella disse, gravemente.
- S, lo siete! - fu la risposta recisa.
- Voi sareste leale.... Ed io ho bisogno dell'ammirazione di qualcuno.... Essenzialmente, Parigi e Londra si tengono i fianchi, dal ridere che fanno dietro alla povera Istra.
Egli afferr la mano.
- No! Bisogna che vi apprezzino. Ucciderei chiunque non vi stimasse!
- Grazie. - Ella diede alla mano di lui una stretta di contraccambio e ritir la sua in fretta. - Voi sarete buono con qualche bel faccino.... e io continuer ad esser malcontenta. Oh, non  la cosa pi impossibile la vita?... Noi sembriamo differenti, voi ed io, e magari  soltanto la superficie - gi nel profondo noi ci somigliamo, essendo disperatamente infelici, poich non sappiamo mai per che cosa noi siamo infelici. Be'....
Egli sent il bisogno di appoggiare la testa sulle ginocchia della donna e di lasciarvela. Ma stette fermo e subito le loro mani fredde si raggomitolarono accanto.
Dopo un silenzio, in cui parlarono di se stessi, egli ruppe:
- Ma non capisco perch Parigi non dovrebbe apprezzarvi. Scommetto che siete una dei migliori artisti che abbiano mai visto.... Il modo con cui avete dipinto nella vostra mente quel prestigiatore!
- Macch. Spiacentissima. Non so affatto dipingere.
- Ah, storie - con una magistrale sgarberia - Scommetto che i vostri quadri sono dei capolavori.
- Um-m-m.
- Fate il favore, me ne fareste vedere qualcuno qualche volta? Forse vi seccher....
- Venite su. Sono ispirata. Voi state per sentire una critica grande, sebbene ferocissima sulle opere della disgraziata signorina Nash.
Ella apriva la via, ridendo tra s, di qualcosa. Non gli diede il tempo di arrossire e di esitare sulla sconvenienza di entrare nella camera di una signora a mezzanotte, ma and innanzi con un rapido:
- Avanti.
Apr una gran cartella ricoperta di carta nera a venature verdi e tir fuori una dozzina di pastelli e di acquarelli, senza cornice, che gett sdegnosamente sul letto, dicendo, mentre indicava una massa di tetti marsigliesi:
- Lo vedete questo schizzo? La sola cosa bella che c'  quello che, a quell'editore d'arte, quel giovanotto dai capelli rossi, probabilmente non piaceva. Non li odiate voi i capelli rossi? Le vedete queste ridicole ombre rosse sgargianti sotto il clocher?
Ella fiss intensamente il quadretto, dimenticando il signor Wrenn, stringendosi pensosamente il mento, e intanto mormorava:
- Son niente male. Vanno.... Vanno.... - Poi, volgendo rapidamente le spalle, disse ancora: - Ma guardate qui. Esaminate quest'arco.  pietosamente mal disegnato. E vedete com'ho sfalsata questa figura? Non  affatto una persona. Non v'accorgete che truffa  quest'arcata? Mio caro, ogni pezzetto di disegno qui dentro, farebbe la rovina di un settimo corso Dos Puentes. E guardate il ciuffo di pioppi in quest'altro. Sembrano ombrelli capovolti in una stupida vasca da lavandino. Uff!  terribile. Affreux! Non fate gesti come se vi piacessero. Non ce n' bisogno, sapete. Non v'accorgete ora che son tutti orribilmente mal disegnati?
La fantasia del signor Wrenn camminava per un verde viottolo della vecchia Francia verso una villetta bianca, con aranci risplendenti lungo i muri. Nei quadretti di Istra aveva trovato la terra di tutti i suoi sogni derelitti.
- Io.... - non pot dir altro, ma c'era un tremito d'ammirazione.
- Grazie.... S, giocheremo. Buona notte. A domani!
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CAPITOLO 9.
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TIENE TESTA AGLI INTELLETTUALI.
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Egli aveva bisogno di trovare un ufficio postale, entrar dentro a passi solenni e, con una certa noncuranza, mandare a chieder denaro alla propria banca. Si vedeva in atto di farlo. Magari l'impiegato penserebbe che lui era un ricco americano. Che cosa importava se anche dava fondo a tutto? Doveva aver denaro uno, si ripeteva, quando andava in giro con una ragazza come la signorina Istra. Sette volte almeno balz su dal gradino della soglia, dove stava in attesa di lei, e lestamente trotterell fino all'angolo. Ogni volta il suo coraggio cadde ed egli s'accasci di nuovo sulla soglia. Chieder denaro - Dio buono! gemeva entro di s, era pericoloso.
E d'altra parte, non voleva andar via. Istra poteva scendere a giocare con lui.
Per tre ore si contorse sul gradino, finch giunse ad odiarlo; esso era una prigione proprio come era stata la sua camera dagli Zapp. Prese in odio la ringhiera dell'area-way, e una grossa macchia brunastra sul marciapiedi. Poi, come un conduttore di furgoni odia un automobilista, egli odi una donna tozza che, attraverso la via, sbirciava da una finestra del secondo piano e lo osservava con un cinico interesse. Finalmente, egli non pot pi sopportare la critica del mondo, espressa nella donna dirimpetto. S'alz come se andasse immediatamente in qualche posto dove, per tutto il tempo, avesse avuto intenzione di andare e cammin a grandi passi, facendo finta di non curarsi della donna.
Prese un omnibus, poi un altro, poi cammin un poco. Ora che si muoveva, agitava angosciosamente il problema: Che cos'era in realt, Istra per lui? Che cosa poteva lui essere per lei? Egli era senz'altro un impiegato. Ella non potrebbe mai amarlo. "E naturalmente - spieg a se stesso - non si dovrebbe amare una persona, se non c' l'intenzione di sposarla; non si dovrebbe mai neanche toccarle la mano". Pure, desiderava di toccare la mano di Istra. Improvvisamente, gett in alto il mento, alto e sicuro, in atto di sfida. Non gli importava di riuscir malvagio, dichiar. Sent il bisogno di gridare ad Istra attraverso tutta la citt: "Facciamo i grandi amanti! Facciamo i pazzi! Scavalchiamo le colline". Quantunque queste non sian le frasi che adoper il signor Wrenn.
Poi s'imbatt in un gruppo di folla sul marciapiedi e discese di botto da in cima alle colline.
Si raccoglieva gente dinanzi al Salone Rothsey che portava il cartellone:
GLORIA - GLORIA - GLORIA
SPECIALE CONGREGAZIONE DI LETIZIA,
DELL'ESERCITO DELLA SALVEZZA
Le esperienze dell'Aiutante Crabbenthwaite in Africa.
Egli guard il cartellone a bocca aperta. Un Salvazionista nella folla, elegante e ben aggiustato, col berretto, a nastro rosso, dell'Esercito, sulle ventitr, gli disse:
- Non volete entrare, o fratello?
Il signor Wrenn lo segu docilmente nella sala. Bill Wrenn era scomparso del tutto.
Ora, capit che l'Aiutante Crabbenthwaite parl molto di Houssas e N'Gombi, di saraweks e di treks, di viaggi in carovana che duravan settimane, ma l'immaginazione del signor Wrenn non lo segu in Africa per un solo istante e nemmeno i suoi occhi si fermarono un attimo sulle donne Salvazioniste, dal cappello a raggiera. Egli pensava e ripensava alle accuse che l'Aiutante muoveva agli inglesi, uomini e donne che facevano all'amore sui battelli postali.
Se fossero stati lui e la sua folla per Istra - in quell'istante la chiam davvero folla - che l'Aiutante aveva accusato!
Un Salvazionista l vicino, lo fissava severamente....
Se ne usc dalla congregazione di letizia, con aria pensierosa. Consum il pranzo con grave cortesia verso il cibo e verso il cameriere. Fu realmente ossequioso colla forchetta. Poich egli era convertito ora. Si sarebbe "tenuto lontano" dagli artisti-femmina pazzi - da tutti, tranne che dalle ragazze buone e belle che si poteva sposare. Ricord le parole tonanti dell'Aiutante:
"Fare all'amore lo chiamate - fare all'amore! Guardatevi nel cuore. Anche Iddio ha guardato nel loro cuore e ha trovato che fare all'amore  la porta dell'inferno. Ed io vi dico che questi ufficiali dell'esercito e queste donne magnificamente abbigliate, col loro vino e colle sigarette, colle carte da visita del demonio e coi gioielli, coi loro discorsi infernali sulle sacrileghe vanit del socialismo, dell'arte e delle corse di cavalli.... O miei fratelli, tutto ci  soltanto un mantello per ricercarsi e concupirsi l'un con l'altro. Incancrenito  quest'impero e cadr quando i nostri soldati vorranno fare all'amore invece di inginocchiarsi a pregare come gli uomini ferrei di Cromwell".
Istra.... le carte.... Parlare di socialismo e d'arte. Il signor Wrenn si sentiva molto colpevole. Istra.... fumare e bere vino.... Ma le riflessioni morali gli portarono pi chiaramente innanzi la figura di Istra - il calore persuasivo delle sue dita perfette; la curva della sua gola piegata all'indietro mentr'ella parlava con voce armoniosa, di tutte le cose belle create dalle mani sapienti degli uomini grandi.
Si precipit fuori del ristorante. Qualunque cosa accadesse, buona o cattiva, egli doveva vederla. Mentre saliva al ponte superiore di un omnibus, cercava di inventare una scusa per vederla.... Era pacifico che non si poteva "andare a far visita alle signore nelle loro camere senza una scusa speciale: esse giudicherebbero ci troppo sfacciato".
Lasci l'omnibus a met strada, all'insegna di un libraio, e comper un Blackwood's e un Diciannovesimo Secolo. Morton gli aveva detto che queste erano le principali "riviste intellettuali" inglesi.
Le port nella sua camera, sfreg il dito nel nero della lampada, all'attacco del gas, e ne imbratt le copertine, poi tagli le pagine e spiegazz i margini per fare apparire le riviste orecchiute dal molto lggere; non perch volesse far la figura di averle lette, ma perch sentiva che Istra non gli avrebbe permesso di comprar roba per lei.
Tutto questo daffare in particolari lo calm talmente che egli dubit persino se proprio ci tenesse a vederla. E d'altra parte, era cos tardi - le otto e mezzo passate.
- Cribbio! Al diavolo tutto! Se almeno fossi morto. Non so pi che cosa voglio, - gemette e si butt sul letto. Non era sicuro di nulla tranne che di essere infelice. Pens al suicidio dignitosamente, ma neanche tanto a lungo da spaventarsene troppo.
Non sapeva di essere lo zimbello di forze che, agendo su lui attraverso la bizzarria di un'appassionata femminilit, avrebbero potuto far di lui un gran mascalzone o un eroe meschino, nello stesso modo che lo facevano confusamente affliggersi intorno a se stesso. Che egli non fosse esattamente un mascalzone o qualcosa come un eroe era un particolare, un accidente risultante dai suoi trentacinque o trentasei anni di ambiente grosso e solido. Eroe o mascalzone, occupante i libri di storia o le colonne degli scandali, egli sarebbe stato lo stesso Guglielmo Wrenn.
Pensava ad Istra, giacendo sul letto. Dopo qualche minuto balz al cassettone e si spazzol i capelli sottili cos nervosamente che ebbe da provarsi tre volte per ottenere la scriminatura diritta. Spazzolandosi le sopracciglia e i baffi, si contempl solennemente nello specchio.
"Sembro un brutto coniglio" critic e s'avanz fino a met strada verso la camera di Istra. Ritorn a cambiarsi la cravatta in una farfalletta azzurro-marinaio, che lo fece apparire pi giovane. Si sent piuttosto irritato con tutto il mondo, compresa Istra, quando finalmente buss ed ud il suo:
- S? Avanti.
C'era nella camera di lei, uno straordinario individuo dondolante su una sedia a bracciuoli, con una gamba buttata su un bracciuolo; un uomo giovane giovane, coi denti scuri, rotti, sempre visibili nel suo eterno sogghigno, ma con un naso greco da Dio, una fronte alta e capelli gialli setolosi. L'individuo portava grandi occhiali rotondi in tartaruga, una camicia molle con spilla al colletto placcata in oro ed abiti delicatamente grigi.
Istra stava raggomitolata sul letto in un chimono di seta verde-foglia con un gran medaglione montato in oro appuntato sul seno. Il signor Wrenn tent di non scandalizzarsi alla vista del chimono.
Ella era brusca in volto, quando lui entr, e tormentava un lungo e sottile libro verde di versi, ma con uno sguardo acceso di profonda amicizia mormor al signor Wrenn:
- Caro Topolino, che piacere mi fa che abbiate potuto venire.
Il signor Wrenn rimase impacciato. Non si era aspettato di trovare un altro visitatore. Gli pareva d'aver sentito lei chiamarlo "Topolino". S, ma cosa veniva a significare Topolino? Non era affatto il suo nome. Tutto ci era molto imbarazzante. Com'era contenta, per, lei, di vederlo!
- Caro Topolino, quest' uno dei nostri migliori poetini sconci, il signor Carson Haggerty. D'America - California - anche lui. Il signor Hag'ty, il signor Wrenn.
- Fortunatissimo - dissero tutti e due gli uomini collo stesso tono di seccatura.
Il signor Wrenn supplic:
- Ho.... uh.... ho pensato che forse vi sarebbe piaciuto dare un'occhiata a queste riviste. Ho fatto una scappata appunto per portarvele. - Ed era pronto ad andarsene.
- Grazie, troppo gentile. Prego, sedetevi, Carson ed io stavamo soltanto litigando.... se ne andr presto. Ci siamo conosciuti alla scuola d'arte a Berkeley. Adesso lui conosce tutti gli elegantoni di Londra.
- Signor Wrenn, - disse il miglior poetino - spero che sosterrete la mia idea. Izzy dice ch.....
- Carson, ve l'ho detto, mi pare, abbastanza, che non ho intenzione di tollerare pi questo "Izzy"! Mi pare che anche voi potreste superare il grado di spirito che va nel primo anno d'arte a Berkeley.
Il signor Haggerty mostr tutti affatto i suoi denti frastagliati in un rumoroso sogghigno di gioia e continu, imperturbabile:
- La signorina Nash dice che la miglior mentalit europea, personalmente raccolta nelle migliori mostre, fa vedere come la voga di Rodin cominci a pungere negli occhi tutti i veri appassionati. Che cosa ne pensate voi?
Il signor Wrenn si volse ad Istra per un appoggio. Ella prontamente spieg:
- Il signor Wrenn  assolutamente d'accordo con me. E, a proposito, scrive un grosso libro sulla recrudescenza di Kipling, dopo il suo tracollo e....
- Oh, andiamo! Via! Kipling! Un imperialista parolaio, un anti-Stirneriano! - url Carson Haggerty, emettendo ogni parola con un calcio, coll'aiuto del piede sinistro dondolante.
Molto sollevato, che il centro della burrasca fosse ormai passato, il signor Wrenn sed sull'orlo anteriore d'una sedia di canna, colle riviste in mano e le mani premute tra le ginocchia sporgenti. Sempre, nelle centinaia di volte che riand, pi tardi, la scena di quella camera, ricord come parevan fresche e lisce alle palme delle mani appiattite le copertine delle riviste. Poich egli associ la superficie della carta al timore, che allora provava, che Istra lo abbandonasse allo zannuto sogghigno di Carson Haggerty che l'avrebbe cacciato nel ridicolo fuori della stanza e fuori dell'esistenza di Istra.
Odiava il poetico giovane, e volentieri avrebbe spaccato tutti gli altri denti di Carson. Pure, il terrore di aver da provarcisi egli stesso, gli fece ammirare il modo con cui Carson buttava e riacchiappava lunghe rabbrividenti parole, come una scimmia dei boschi che scherzi con ragni scarlatti.
Quello parl offensivamente di Yeats, poi dello scambio dell'energia sessuale di Isadora Duncan e della poesia di Carson Haggerty.
Istra sbadigliava apertamente sul letto, dando calci a un cuscino, ma ogni tanto si lasciava sorprendere in un'energica discussione, finch Haggerty non la chiam di nuovo intenzionalmente Izzy, e allora ella s'alz e osserv al signor Wrenn:
- Oh, non andatevene ancora. Potrete parlarmi dell'articolo quando Carson se ne andr. L'amico Carson mi ha detto che si sarebbe soltanto fermato fino alle dieci.
Il signor Wrenn non aveva avuto nessuna intenzione di andare, e cos semplicemente sorrise e agit la testa alla stanza in generale e balbett: "S-s" cercando di ricordare che cosa le avesse detto al proposito di un articolo. Un articolo. Forse era un articolo novit della Compagnia di Souvenirs. Magnifico! Magari ella voleva disegnare un motto per una novit. Sper decisamente di poter aggiustar tutto per lei - certo, avrebbe fatto del suo meglio. Sarebbe stato felice di scriverne al signor Guilfogle. Comunque ella pareva desiderare che lui si fermasse.
Pure, quando l'amico Carson se ne fu disinvoltamente partito, lasciando la camera ancor risonante dello schianto della sua risata, Istra parve essersi dimenticata che il signor Wrenn era vivo. Guardava accigliata un libro sul letto come se il libro le avesse detto qualcosa. Cos egli sed cheto e premette ancor pi le copertine delle riviste, finch il silenzio non lo soffoc e allora os dire
- Il signor Carson  un uomo molto istruito.
-  un villano - scoppi lei. Poi raddolc la voce, continuando: - Era nella scuola d'arte in California quando c'ero io e si crede per questo.... Siete stato gentile a fermarvi e aiutarmi a liberarmene.... Mi.... Scusate se sono cos insopportabile stanotte. Credo che finir di venir mandata a letto ora, se non riesco pi divertente. Siete stato un caro a venire, Topolino.... Non vi fa nulla che vi chiami "Topolino", no? Non vi chiamer cos, se v'importa.
Lui, con aria impacciata, passeggi e pos le riviste sul letto.
- Ma va benissimo.... Cos'era che dicevate, di una novit.... di un articolo? Se c' qualcosa che posso fare.... qualunque cosa....
- Un articolo?
- Ma s. Quello di cui volevate parlarmi.
- Ah! Ma quello era semplicemente per liberarci di Carson.... La sua insopportabile famigliarit!  il castigo per esser stata un tempo una bambina ingenua, affamata d'amicizia. E ora, buona not.... Oh, Topolino, dice che i miei occhi.... persino con questo chimono verde indosso.... Venite qua, caro; ditemi di che colore ho gli occhi. -
Ella si spost, con un rapido volteggio, alla sponda del letto. Allungando le braccia pos le sue mani d'avorio, stringendo, sulle spalle di lui. Egli rest tremante, dimentico di tutte le massime wrenniane colle quali s'era fatto di straforo una strada timida e decente nell'esistenza. Pieno di paura, allung le mani a sua volta verso le spalle di lei, ma le mani si posarono sull'eccitante tepore delle braccia. Fiss quegli adorati occhi grigio-azzurri, ma non pot darsi abbastanza calma da distinguere se erano azzurro-porcellana o d'un nero di basalto.
- Ditemi - ella chiese - non sono verdi?
- S - con un tremito.
- Siete un caro - ella disse.
E piegandosi dalla sponda del letto, lo baci. Poi salt su, e corse alla finestra, ridendo nervosamente e scusandosi:
- Non avrei dovuto farlo! Non avrei! Perdonatemi! - E lamentosamente, come una bambina. -  stata cos cattiva, cos cattiva, Istra. Ma ora dovete andare. - Volgendosi a lui, i suoi occhi avevano ora la calma di quelli di un vecchio amico.
Poich aveva desiderato di esser cortese colle persone, poich aveva avuto piet di Goaty Zapp, il signor Wrenn pot comprendere che ella cercava di essere per lui un'amorevole sorella maggiore e disse:
- Buona notte, Istra - e sorrise in un modo gaio e se ne and. Riusc a sorridere torcendosi i nervi, e poi egli pass nella sua camera andando a inginocchiarsi angosciato accanto al letto, dicendo a se stesso che Istra non l'avrebbe mai amato, e che quindi egli non doveva amarla, sarebbe stato uno stupido ad amarla, non l'avrebbe mai amata - e torn a rivedere le braccia bianche leggermente adombrate dalle maniche verdi del chimono.
Nessuna vista di Istra, nessun profumo dei suoi capelli, nessun suono della sua voce sempre mutevole, per due giorni. Ma dopo una delle pi feroci di queste rinuncie, mentre marciava con aria di sfida lungo la Strada di Tottenham Court, egli vide in una vetrina una canna da passeggio che, ne era certo, a lei sarebbe piaciuto vedergli portare. E costava solo due scellini e sei pence. Subito, prima di poter cambiare idea, egli si precipit dentro e gett sul banco il denaro. Era davvero una canna molto bella e di una semplicit che si raccomandava a Istra, una semplice canna diritta con un cappuccio di metallo curiosamente simile all'argento. Sentiva che tutti lo guardavan maliziosamente, chiedendo: "Ma per far che, porta la canna?", ma lui, l'incompreso, attendeva desideroso la ricompensa di questo martirio nell'approvazione di Istra.
La terza notte, mentre stava alla finestra osservando due bambini che giocavano nel crepuscolo, ud bussare. Era Istra. Stava alla porta, elegante e poco appariscente in un abito nero con caschetto in testa che nascondeva la fiamma dei capelli rossi.
- Venite - gli disse bruscamente. - Dovete condurmi da Olimpia, nell'appartamento di Olimpia Johns. Ho letto tutto quel che c' di Balzac. Ho bisogno di parlare. Potete venire?
- Ma certo....
- Lesto, allora.
Egli afferr il suo piccolo cappello scioccamente tondeggiante e si cacci la nuova canna da passeggio sotto il braccio senza sfoggiarla troppo, attendendo i commenti.
Istra apriva la marcia gi dalle scale e attraverso le vie e le piazze tranquille di Bloomsbury verso Via del Grande Giacomo. Non vide nemmeno la canna.
Non disse quasi altre parole oltre a:
- Sono stufa del gruppo di Olimpia.... non voglio pi pranzare da Soho tra un'inibizione e un istinto sessuale varietistico.... jamais de la vie. Ma uno deve ben giocare con qualcuno.
Allora lui fu cos lieto che picchi audacemente il marciapiede colla canna e tocc leggermente il braccio di lei mentre attraversavano la via, poich ella soggiunse:
- Andremo appena dentro a vederli un momento e poi mi porterete fuori e mi offrirete un vino del Reno al seltz.... Povero Topolino, avr anche lui il suo divertimento!
La dimora di Olimpia Johns consisteva di quattro stanzette. Quando Istra apr l'uscio, dopo aver bussato, il salotto era occupato da sette persone, tutti che s'interrompevano l'uno coll'altro e bevevano birra da quattro pence; sette persone e una nebbia di sigarette, una confusione di carte, di libri e di cappelli. Un pantano di piatti sporchi appariva su una gran tavola nella stanza pi in l, separata dal salotto da una tendina di crtonne a cui erano appuntati bottoni di suffragio e medaglioni. Questo il signor Wrenn lo ricord pi tardi, ripensando alla stanza, poich i punti luminosi, tutti scintillanti, delle medaglie svariavano i suoi occhi dagli sguardi insopportabili delle persone, mentre in fretta veniva loro presentato. Temeva di esser trascinato in una discussione e sed guardando altrove, le medaglie e le pareti, dove c'erano manifesti raffiguranti robusti pugni con martelli e torce infiammate, o individui maialeschi oziosamente seduti sulla pancia di lavoratori, il che pareva rallegrar loro pi che non i lavoratori. Poi, s'azzard a esaminare il gruppo.
Carson Haggerty, il poeta americano, c'era anche lui. Ma il centro di tutti era Olimpia Johns in persona - zitella, trentaquattro anni, piccola, attiva e nervosamente energica, come una formica che cerchi di girare attorno a uno zolfanello. Aveva molto, anche, del color bruno e della sottigliezza della formica. I suoi capelli pallidi cadevan sempre di sotto alla striscia di velluto nero usato (il rovescio sudicio del velluto appariva nelle arricciature degli orli). Un ricciolo magari le si confondeva dinanzi agli occhi e lei, con impazienza, lo cacciava indietro con un colpo delle mani scabre e sottili, mai arrestandosi nella scarica, a mitragliatrice, di parole.
- S, s, s - diluviava. - Non vedete? Bisogna far qualcosa. Vi dico che le condizioni sono intollerabili, semplicemente intollerabili. Bisogna far qualcosa.
Le condizioni erano, pareva, intollerabili nei diversi rami dell'educazione delle bambine piccole, nelle tariffe dell'acqua potabile a Bloomsbury, nell'industria di coltellerie e affini e nell'esecuzione delle canzonette sentimentali.
E, in genere, aveva ragione. Soltanto che il suo aver ragione era una cosa tanto esigente, tanto irrequieta che il signor Wrenn rimase col fiato corto.
Olimpia dipendeva da Carson Haggerty per la maggior parte dei "S, verissimo", sebbene Carson Haggerty paresse intento a rubar sguardi a un'altra donna, giovane, una ragazza pigra, sorridente e carina, sui vent'anni, che, come Istra disse al signor Wrenn, studiava archeologia greca al Museo. Nessuno sapeva perch la studiasse. Ella sembrava pacificamente all'oscuro di tutto, tranne che delle proprie labbra da baciare, e divinamente toccava ogni cosa con molli dita aggraziate, e diceva parolette a Carson Haggerty, al che Olimpia si strinse nelle spalle e si rivolse agli altri.
C'erano un signore e una signora Stettinius - lei poetessa; lui, un uomo imbiancato, con basette da caprone ed un santimonioso colletto bianco che era puritanicamente, eticamente, tetramente e religiosamente ateistico. Altri paragrafi, nella stanza, erano un giovane che insegnava nella Scuola Modello del signor Jeney e un missionario della Chiesa di Stato, che veniva da Whitechapel e gli piaceva farsi scandalizzare.
Fu il signor Wrenn, per, che si scandalizz davvero, non del rumore e dell'odore; non del fumare che facevan le donne; non delle richieste che "noi" abbattessimo il Governo; no, non di questo il nostro signor Wrenn della Compagnia di Souvenirs, fu scandalizzato, ma del proprio affascinato interesse per il franco discorrere di sesso che quelli facevano. Egli aveva sempre molto confusamente supposto che fosse male parlar del sesso, tranne che per cavarne barzellette.
Vennero poi i radicalissimi a confondere i radicali che confondevano il signor Wrenn.
Poich sempre esiste una ribellione pi grande; e quantunque voi vendiate il vostro libro di preghiere per comprare Bakunine e vi crediate rivoluzionario all'orlo della pazzia, troverete sempre uno che vi chiamer reazionario. Gli schernitori arrivarono insieme - Moe Tchatzsky, il sindacalista, quello dell'azione immediata; e Giovanna Schott, la scrittrice di prosa impressionistica - che sederono beffardi su un sof.
Istra s'alz, accenn al signor Wrenn e se n'and, malgrado gli ospitali strilli di Olimpia.
- Oh, fermatevi!  soltanto le dieci e qualcosa. Fermatevi e prendete qualcosa.
Istra chiuse risolutamente la porta. Il corridoio era buio. Era piacevolmente tranquillo. Afferr la mano del signor Wrenn e se la strinse al seno.
- Oh, Topolino, son cos seccata! Ho bisogno di qualcosa di reale. Parlano, parlano, l dentro e tutte le notti mettono a posto il destino di tutti i popoli, sempre allo stesso modo. Non credo che ci sia mai stato un gruppo che s'intendesse peggio di un maggior numero di cose. Li avete odiati, no?
- Ma, non mi pare che dovreste parlar di loro con tanta severit - egli implor, mentre s'incamminavano al basso. - Non voglio dire che siano come voi. Non capiscono come voi. Questo voglio dire! Ma mi ha interessato moltissimo quel che la signorina Johns ha detto a proposito dei ragazzi che nelle scuole vengono schiacciati in uno stampo.  proprio cos, no? Non ci ho mai pensato prima. E quella signora Stettinius ha detto cose tanto belle intorno a Yeats.
- Oh, mio caro, voi rendete il mio cmpito una volta pi difficile. Io vi voglio diverso. Non v'accorgete che la vostra esperienza sulla nave-bestiame  pi reale di tutte le cose che hanno fatto quei pensatori d'acqua dolce? Io lo so. Son d'acqua dolce anch'io.
- Ma io non ho mai fatto nulla.
- Ma siete disposto a farlo. Non so. Ho bisogno.... Vorrei che Jock Seton - il filibustiere che ho incontrato a S. Francisco - vorrei che fosse qui. Topolino, potr forse far di voi un filibustiere. Io bisogna che crei qualcosa. Oh, quella gente! Se li conosceste! Quella stupida Maria Stettinius  impazzita dietro a quel Tchatzsky e suo marito lo invita ai t. Stettinius  cotto di Olimpia, che probabilmente pescher Carson e lo sposer e lui continuer a stare attorno a quella ragazza del greco. Schifo!
- Non so.... non so....
Ma siccome non sapeva che cosa non sapeva, ella gli batt semplicemente il braccio e disse carezzevole:
- Non criticher pi i vostri primi campioni di radicali. A ogni modo, essi cercano di fare qualcosa. - Poi aggiunse, con un tono irrilevante: - Siete giusto alto come me. Topolino caro, dovreste essere pi alto.
Stavano entrando nel monotono tratto di Piazza Tavistock, dopo un silenzio altrettanto monotono, quand'ella esclam:
- Topolino, son cos stufa di tutto. Ho bisogno di uscir fuori, via, dovunque e far qualcosa, qualunque cosa, purch sia diversa. Persino in campagna. Vorrei.... Perch no?
- Andiamo a fare una gita, domani, Istra?
- Una gita giterella? Con sotto-aceti e un cuscino da guanciale e diverse specie di dolce?... Temo che il Bois Boulogne mi abbia rovinata per questo... Lasciatemi pensare.
Ella cadde sui gradini di casa. Col capo all'indietro, colla molle gola robusta arcuata dalla passione di odiare la noia, divor la fosca luce siderale, al disopra dei vecchi tetti antiquati, attraverso la via.
- Le stelle, - disse - lontano, nelle brughiere, vi scenderebbero accanto.... Qual' la vostra avventura.... la vostra formula per l'avventura?... Vedete, voi pigliate sul serio le cose banali della strada; voi sareste bell'e commosso su una Locanda del Leone Rosso.
- Ma ce ne sono altre Locande del Le....
- Topolino mio, l'Inghilterra  un serraglio di Leoni Rossi e di Leoni Bianchi e di Unicorni Verdi dal bel pelo.... Perch no, perch no, perch no? Andiamo ad Aengusmere.  una colonia idiota di artisti, eccetera, nel Suffolk; ma ci sono bellissime villette e son pi Celti che a Dublino.... Partir subito; prendiamo il treno per Chelmsford, dite, e camminiamo tutta la notte. Ci vuol due giorni o l, per arrivare. Pensate! Camminare all'alba, attraverso i campi inglesi. Pensateci, o yankee. E infischiarsi di quel che ne pensan tutti. Zingari proprio. Andiamo?
- M-m-m-m-a.... - Egli era certo che Istra era pazza. Camminare tutta la notte! Non poteva lasciarle far ci.
Ella balz in piedi. Lo squadr in atto di repulsione, coi pugni serrati. La sua voce suon ostile, quando chiese:
- Come? Non volete? Con me?
Egli le fu in piedi, accanto, furioso, reso degno; un uomo.
- Badate. Voi sapete che vorrei. Siete la pi elegante.... come dire.... Oh, dovreste saperlo! Non vi accorgete, quel che sento per voi? Io, perbacco, vorrei far questo pi di qualunque cosa nella vita. Ma non voglio far nulla che dia alla gente da parlare sul vostro conto.
- E chi ne sapr niente? E d'altra parte, caro mio, non mi pare che sia precisamente un delitto passeggiarcene compostamente per una strada di campagna.
- Oh, non  questo. Istra, per favore, non guardatemi cos,... come se mi odiaste.
Ella si calm subito, gli tamburell sul braccio, si sed sulla ringhiera e se lo fece sedere accanto.
- Ma certo, Topolino.  da sciocchi infuriarsi. S, ci credo che voi vogliate aver cura di me. Ma non prendetevela.... Su. Andiamo?
- Ma non potreste aspettare fino a domani?
- No. Tutta 'sta faccenda  cos pazza che se aspetto fino allora, non lo faccio pi. E voi dovete venire, cos avr qualcuno da litigare.... Odio la rispettabilit di Londra, specialmente la rispettabilit dei radicali anti-rispettabili, anti-borghesi. Cos sar del pi bell'umore matto! Su. Andiamo.
Neanche questa spiegazione logica l'aveva convinto, ma il signor Wrenn non contraddisse, quando entrarono nel corridoio ed Istra suon alla padrona. Le ginocchia gli fecero male, invecchiate e tremanti, quando ud la voce della padrona, forte, dal fondo della scala: - E cosa vogliono adesso? Son le undici. Non l'han mai finita di suonare e suonare?
La padrona, la stanca, sottile, incartapecorita donna del Nord, il cui dio era la Rispettabilit degli Appartamenti, ascolt spaventata la deposizione che Istra fece con pacata aria di superiorit.
- Il signor Wrenn ed io siam stati invitati a prender parte a un'escursione fuori della citt, che parte stanotte. Pagheremo l'affitto e lasceremo qui la roba.
- Vanno via insieme....
- Cara signora, andiamo ad Aengusmere. Qui c' due sterline. Non lasciate entrar nessuno nella mia camera. E pu darsi che mandi a prendere da fuori le mie cose. Tenetevi pronta a chiuderle nei bauli e a mandarmele. Capito?
- S, signorina, ma....
- Cara signora, vi rendete conto che i vostri "ma" mi offendono?
- Oh, non volevo offendere....
- E allora basta..... Presto. Topolino!
Sulle scale, salendo, ella bisbigli, coll'eccitazione non di una donna stanca, ma di una ragazza pazza di tennis e di balli. - Siamo liberi. Prendete uno spazzolino da denti. Mettete abiti da campagna - roba vecchia - e un berretto vecchio.
E si precipit nella sua camera.
Ora, il signor Wrenn possedeva, come abito vecchio, cos come per abito da passeggio e da sera, sempre soltanto l'abito grosso e indistinto che portava, cosicch si mise un berretto e sper che Istra non se ne accorgesse. Non se ne accorse difatti. Venne a bussare dopo quindici minuti, elegante e in un abito khaki con stivaletti bassi e spessi e un allegro tam-o'-shanter bl, tutto scarmigliato.
- Venite. C' un treno per Chelmsford; me l'ha detto l'orario, fra mezz'ora. Sento voglia di cantare.
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CAPITOLO 10.
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FA LO ZINGARO.
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Uscirono da Londra in uno scompartimento di terza classe, di fronte a un curato e a due solidi individui che erano soltanto individui e che sfidavano chiunque (come Istra spieg allegramente al signor Wrenn) a far di loro altro che individui.
- Non spalancherebbero gli occhi se sapessero quale idiozia noi stiamo per fare? - sugger Istra.
Il signor Wrenn accenn col capo, pienamente d'accordo. Cercava, senza il minimo successo, di convincersi che il signor Guglielmo Wrenn, il nostro signor Wrenn, ex della Compagnia di Souvenirs, partiva a mezzanotte per una camminata in campagna con un'artista.
Il bigliettaio della stazione, persona di sfarzo e di alterezza, li fiss stupito mentre scendevano a Chelmsford e si guardavano attorno come forestieri. Il signor Wrenn fiss lui in isfida e s'allontan con Istra dalla stazione, attraverso la citt addormentata, oltre i poveri sobborghi, nella campagna.
Camminarono innanzi, un po' stanchi. Il signor Wrenn cominciava a pensare se non avrebbero fatto meglio a tornare a Chelmsford. La nebbia sgocciolava cieca e silenziosa, intorno a loro, intessendo il suo grigio pesante nella notte. D'improvviso Istra gli afferr il braccio, dinanzi al cancello di un cortile e grid:
- Guardate!
- Dio buono!... Dio buono! siamo in Inghilterra. Lontano!
- S.... lontano.
Un cortile selciato, con annessi di cascina antichi, dal tetto di paglia, riceveva luce debolmente da una lanterna appesa a un palo che mani e mani avevano levigato per secoli.
- Ci non potrebbe essere in America - egli esult. - Dio buono! Ci siamo finalmente! Sono tanto contento che siamo venuti.... Questa  la vera Inghilterra. Nessun turista.  ci che ho sempre desiderato.... un paese che sia antico. E diverso.... Coi tetti di paglia!... E fra poco sar l'alba, l'alba d'estate; con voi, con Istra! Dio buono!  l'avventura pi meravigliosa.
- S.... venite. Andiamo in fretta o avremo sonno e allora la vostra romantica eroina sar una scontrosa Persona Interessante!... Sentite? C' un cane assonnacchiato che abbaia milioni di miglia lontano.... Mi sento disposta a parlarvi di me stessa. Voi non mi conoscete. O no?
- Non so cosa vogliate dire.
- Eh, l'avrete la vostra avventura romantica! Ma una volta o l'altra vi spiegher - forse - che non sono affatto una persona che valga, ma soltanto una selvaggia che viene dall'estrema oscurit e pretende di comprendere Londra, Parigi e Monaco e invece se ne spaventa terribilmente.... Aspettate! Sentite? Sentite la nebbia sgocciolare da quell'albero? Siete bell'e annegato?
- Uh.... quasi. Ma mi dispiace che voi siate fradicia.
- Fate vedere. Ecco, avete la manica bagnata da tutte le parti. Il mio khaki tien meglio l'acqua.... Ma non m'importa di bagnarmi. Quel che mi rincresce  di annoiarmi. Vorrei correr su per questa collina senza nulla addosso, sentendo soltanto la buona e salubre realt della nebbia sulla pelle. Ma ho paura che non usi.
Miglia e miglia. Ella parlava essenzialmente dei boulevards, di Pre Duron, di Debussy e dei carciofi, in piccole frasi ridenti che balzavan come fuoco nella foschia della nebbia.
Venne l'alba. Dalla cima di una collina scoprirono i tetti di una citt e si fermarono a considerarne il silenzio, come se per lunghi secoli passati nessun passo lieto vi fosse echeggiato. La nebbia s'alz. Il mattino era appena spuntato e limpido ed essi cantarono non male mentre s'avviavano rumorosamente a una vecchia locanda con stallaggio e chiedevano la colazione a uno stupefatto campagnuolo che, vestito d'un camicione, stava a far nulla nel cortile. Questi non sapeva che per un "commosso" signor Wrenn lui - o forse il camicione - era l'eroe di un melodramma inglese. N, senza dubbio, le vispe uova inglesi al prosciutto che prepar una serva insonnolita, sapevano d'essere una messa in scena teatrale. Perbacco, erano uova inglesi servite all'alba in una locanda inglese - una stanza dal pavimento in pietra, tutta intravata, con uno stornello appeso in una gabbietta di vimini fuori della finestra ingraticciata. E non c'eran gitanti a seccarli! (Il signor Wrenn us davvero la parola "gitanti" nei suoi pensieri; l'aveva presa da Istra).
Quando la inform di questo fatto occulto ella rise:
- Sapete benissimo, Topolino, di avere un desiderio nascosto che ci sia qui qualche forestiero yankee a veder la nostra gloria.
- Credo di s.
- Ma forse anch'io lo stesso.
Per una volta il loro tono non era stato di allievo e maestro, ma di compagni. Se ne partirono dalla locanda, nel mattino che si schiariva sempre pi, come ragazzi vivaci in una gita delle vacanze.
Il sole sal fuori, col calore e la polvere, e le gambe di Istra si muovevano a fatica. Passando accanto all'angolo staccato di una cascina, dove un pagliaio era riparato in un ciuffo di salici, Istra sorrise e sospir:
- Son piuttosto stanca, carino. Dormir in quel pagliaio. Ho sempre desiderato di dormire in un pagliaio.  comme il faut per la miglior societ dei vagabondi, sapete. E ci si pu scavar la tana. Eccitevole, no?
Fece un guanciale colla giacchetta khaki, mentre il signor Wrenn scavava fino all'asciutto per lei. Poi lui si trov un'altra tana dall'altra parte.
Era il pomeriggio quando si svegli. Salt in piedi e si precipit intorno al pagliaio. Istra dormiva ancora, raggomitolata in un mucchietto pateticamente infantile, il volto stanco in riposo contro il giallo-bruno della giacchetta khaki. Le si erano sciolti i capelli rossi e le risplendevano intorno alle spalle.
Appariva cos fragile che il signor Wrenn ne fu spaventato. Inoltre ella si sarebbe certamente molto infuriata con lui perch l'aveva lasciata cacciarsi in questo viaggio.
Scarabocchi su un foglio del libretto degli indirizzi - tenuto religiosamente per quattro anni, ma contenente solo quattro indirizzi - questa frase:
Sono a cercar da colazione. Torno subito.	G. W.
e strisciando leggermente su per la paglia, lasci il biglietto vicino alla testa di lei. And in fretta alla cascina. La massaia era incline alla curiosit. Oh! massaia curiosa, dall'essexiano parlare spesso come la crema e dai piedi scarpiccianti, tu fosti davvero coraggiosa ad affrontare Bill Wrenn il Grande, colla sua brusca sicurezza di s, poich egli era in missione per Istra e non si curava degli occhi grossi di tutta l'Inghilterra. E che cosa importava se lui era un tipo dalla faccia di coniglio e dai baffetti innocui? Istra si sarebbe svegliata colla fame. Per questo lui ti obblig a vendergli una padella ed un fascio di legnetti, con il t, le uova, una pagnotta, ed un orcio della marmellata che la cascina di tuo marito aveva prodotto per questi ultimi duecent'anni. Ed avresti dovuto fargli trovare caff e non t, o donna dell'Essex.
Quando ritorn alla loro locanda all'aperto, l'ultimo rossore del pomeriggio indugiava per i fertili campi che declinavano dal loro ben celato recesso. Istra dormiva ancora, ma la sua guancia giaceva ora pensosamente sulla curva del braccio sottile. Egli fiss il pallore del volto, incorniciato d'oro bruno, segnato dal pensiero e dall'ambizione, smascherato, non pi protetto dai rapidi mutamenti d'espressione che la difendevano quand'era sveglia. Poi, singhiozz. Se soltanto l'avesse potuta far felice! Ma aveva paura delle sue crisi.
Costru un fuoco vicino a un ruscello, oltre i salici, cosse le uova e abbruciacchi il pane e fece il t, colla crema di latte pronta in un boccale. Ricord i giorni d'accampamento della sua fanciullezza a Parthenon e l'antica scienza del campeggio. Ritorn al pagliaio e chiam:
- Istra, oh, Is-tra!
Ella scosse il capo, si raggomitol di pi nella paglia, poi sed, coi capelli intorno alle spalle. Sorrise e grid:
- Buon giorno. Oh, ma  pomeriggio! Avete dormito bene, caro?
- S. E voi? Accidenti, lo credo!
- Non ho mai dormito meglio. Ho ancor tanto sonno. Ma comoda. Avevo bisogno di un sonno tranquillo all'aperto, e c' tanta pace qui. Colazione! Voglio colazione! Dov' la casa pi vicina?
- Colazione  bell'e pronta.
- Siete un caro!
And a lavarsi nel ruscello e ritorn cogli occhi che danzavano e coi capelli aggiustati, e risero sopra la colazione, gettando occhiate sul pendo dei campi dorati da vapori. Una volta sola Istra scanton dalla terra della loro intimit in un certo hinterland di analisi - quando lo guard mentre beveva rumorosamente il t dalla padella e usc in:
- Ma siete voi davvero qui con me? Ma voi non siete un boulevardier. Debbo dire che non capisco affatto che cosa facciate qui.... E neanche un uomo delle caverne. Non capisco.... Ma non vi far pi soffrire la cattiva Istra. Vediamo dunque; noi siamo andati a scuola insieme.
- S, e all'universit. Non vi ricordate di quand'ero capitano di base-ball? Non vi ricordate? Dio, che cattiva memoria!
Al che ella sorrise debitamente e ripartirono per Suffolk.
- M'immagino che adesso si metter a piovere - disse malvagiamente Istra, al crepuscolo. Era la prima volta che parlava, dopo un miglio. Poi, dopo un altro quarto di miglio: - Scusate, non v'importa se sto zitta? Sono come irrigidita e i piedi mi fan male niente affatto romanticamente. Non v'importa, vero?
Naturalmente a lui importava e naturalmente disse che no. Rasent con arte il campo della conversazione con osservazioni tipo Sedicesima Via Ovest su una cittadina che attraversarono, mentr'ella semplicemente sorrideva con aria stanca e, al massimo, osservava:
- S, s, giusto - che lo fosse o no.
Egli pensava: "Istra  terribilmente stanca. Dovrei aver cura di lei". Si ferm ai pilastri di legno d'entrata di una locanda della temperanza e ordin:
- Entrate! Mangeremo qualcosa qui.
Con stupore di tutti e due, ella ubbid docilmente, dicendo:
- Come volete.
Non si pu dire in tutta verit che il signor Wrenn dimostrasse molto savoir faire scegliendo un albergo della temperanza per pranzare. Ad Istra non parve importar molto il fatto che la tovaglia era ruvida e i bicchieri (per l'acqua) spessi e che dappertutto i gomiti si cacciavano in una superfluit di pepaiuole e di saliere tutte unte. Ma, quando alz il capo stanca per guardar nella stanza, ella trasal, fiss il signor Wrenn e accus:
- Siete per caso conscio del fatto che questo luogo  affollato di turisti? Ci son due gruppi di famiglie da Davenport o da Omaha; si vede benissimo!
- Oh, non sono gente dall'aspetto cos cattivo - protest il signor Wrenn.... Siccome l'aveva indotta a fermarsi a pranzo, il pover'uomo credeva che fosse stata riconosciuta la sua superiorit mascolina.
- Oh, ma sono spaventevoli! Non ve ne accorgete? Siete inguaribile.
- Ebbene, quel tipo grand'e grosso, quell'uomo grand'e grosso dagli occhiali senza montatura, potrebbe essere dall'aspetto un buon ingegnere civile, e quella signora che gli sta di fronte, credo....
- Sono americani.
- E anche noi!
- Io no.
- Ma.... credevo.
- Certo, ci sono nata, ma....
- Be', comunque, mi sembra gente per bene.
- Ma guarda un po'. Debbo discutere con voi? Non posso ottenere un po' di pace, stanca come sono? Quei gitanti parlan di "color locale caratteristico". C' bisogno d'altro per voi, per condannarli? E sono andati in giro in automobile - a veder tutte le locande della strada.
- Pu darsi li diverta....
- Oh, adesso, non discutete con me. So di che cosa parlo. Chiss perch debbo spiegar tutto? Sono inguaribili quelli!
Il signor Wrenn si sent un buono e sano desiderio di pigliarla a schiaffi, ma disse, colla massima cortesia:
- Siete molto stanca. Non volete fermarvi qui stanotte? O, anche, in qualche altro albergo; io rester qui.
- No, non voglio fermarmi in nessun posto. Voglio sfuggire a me stessa, - ella disse, proprio come un bambino cattivo.
E cos camminarono ancora.
S'avvicinava il buio. Erano entrati in una campagna che di notte pareva una distesa di brughiere desolate. Mentre scalavano silenziosamente una collina, venne la pioggia. Venne con un muggito, un immollamento spietato contro cui combatterono inutilmente e li inzuppava, li schiaffeggiava, li accecava.
Egli afferr Istra per il braccio e la tir innanzi. Si sarebbe infuriata con lui, perch pioveva, naturalmente, ma non era il momento di pensarci; doveva portarla in un luogo all'asciutto.
Istra rise:
- Oh, non  stupendo? Siamo vagabondi sul serio ora.
- Come! Non lascia passar l'acqua quel khaki? Non siete bagnata?
- Fino alle ossa - ella grid gioiosa. - E non mi importa! Noi facciamo qualcosa. Oh! poveretto, gli rincresce a lui? Vi far correre fino in cima alla collina.
La massa scura di un fabbricato colp i loro occhi dalla vetta e vi corsero. In quel momento il signor Wrenn era pronto a mangiar vivo qualunque padrone adirato che avesse tentato di mandarli via. Trov che il fabbricato era una stalla in rovina - la porta scardinata, e la paglia desolata che cadeva. Freg un fiammifero e, tenendolo alzato, dritto e padrone, del tutto inconscio una volta tanto, nella sua vita rinvilita, del wrennismo del signor Wrenn, scopr che la paglia sopra la mangiatoia teneva abbastanza l'acqua.
- Su! Sull'orlo della mangiatoia, Istra, - comand.
-  un magnifico luogo per assassinio, questo - disse lei ghignando, mentre si sedevano dondolando le gambe.
Lui poteva immaginarsela a ghignare. Ne fu certo, e contentissimo.
- Son stata cos brontolona, Topolino? Non sentite il desiderio di ammazzarmi? Tenter di trovarvi uno spillone.
- Ma no; non ci penso molto. Credo che per stavolta ne possiamo fare a meno.
- Caro, caro!  terribile ci. Siete cos abituato con me ora, che non vi faccio nemmeno pi paura.
- Dio buono! Credo che avr paura di voi subito, appena vi avr portata in un luogo all'asciutto, ma adesso non ho tempo. Seduti su una mangiatoia! Non  un posto buffissimo?!... Ora bisogna che me ne vada a trovare una casa.... Dovrebbe essercene qualcuna da queste parti.
- E lasciarmi nell'oscurit e nel bagnato? Niente affatto. Ad ogni modo cesser presto la pioggia. Davvero, non me ne importa nulla. Mi pare abbastanza divertente. -
La voce di lei fu di nuovo naturale, naturale e socievole e coraggiosa. Ella rise, stropicciandosi la spalla bagnata e prese la mano al signor Wrenn, sedendo quieta e imponendogli di ascoltare il rumor dolce e lontano della pioggia sul tetto di paglia.
Ma la pioggia non cess cos presto e la loro posizione dondolante, era molto come stare a cavallo di una ringhiera.
- Sto cos scomoda! - si lagn Istra.
- Sentite, Istra, fate il favore. Mi pare meglio che io vada a vedere se non riesco a trovare una casa dove vi possiate asciugare.
- Son troppo gi, per andare in qualche posto. Troppo gi, per muovermi.
- Be', allora, accender un fuoco qui. Non c' molto pericolo.
- La casa piglier fuoco - ella cominci lamentosa. -
Ma lui l'interruppe:
- E che 'sta casa maledetta pigli fuoco! L'accender, vi dico!
- Non voglio muovermi. Sar un altro genere di scomodit, ecco. Perch non cercate invece di avere un po' di cure per me?
- Oh, te.... soro! - egli gemette con un giovanile stupore. - Ho tentato di farvi fermare a quell'albergo in citt e di farvi riposare.
- Ebbene, avreste dovuto costringermi. Non capite che vi ho condotto con me perch vi curaste di me?
- Uh.... h.... h.
- E adesso non discuteteci. Non posso sopportare i litigi continui.
Egli pens all'istante a Lee Teresa Zapp che litigava colla madre, ma non disse nulla. Raccolse i pi asciutti pezzetti di paglia e di legno che pot trovare nello strame sul pavimento e accese un fuoco, mentr'ella sedeva contemplandolo funerea, colla faccia spiegazzata e stanca nella luce fioca. Quando la fiamma tir bene, un fuocherello compatto e sicuro, egli allarg la giacca a sedile per lei e la chiam allegramente
- Venite su, tesoro; c' una casa e un focolare per voi.
Scese dall'orlo della mangiatoia e gli fu innanzi, fissandolo negli occhi - che erano dritti nei suoi.
- Siete buono con me - sussurr a mezza voce e gli lisci la guancia, poi si lasci andare sulla giacca distesa e mormor: - Venite, sedetevi accanto e ci scalderemo tutti e due. -
Tutta la notte la pioggia scivol, ma nessuno venne ad allontanarli dal fuoco e sonnecchiarono accanto, colle mani strette e i vestiti fumanti. Istra s'addorment ed il capo le cadde sulla spalla di lui, che si drizz per sostenerne il peso, quantunque la schiena gli dolesse dalla rigidit. Stette l immobile, per un'ora di sofferenza e di felicit e di pensieri confusi, studiando lo sfondo curioso - il tetto buio di paglia infranta, i muri corrosi dal tempo, il pavimento di terra cosparso di strame. Colla mano stringeva leggermente la levigatezza appiccicosa del khaki bagnato sulla spalla di lei, e la propria manica bagnata gli aderiva al braccio, s che desiderava liberarlo. Gli occhi gli bruciavano. Ma resisteva e la mente gli correva in cerchi, considerando che lui era innamorato di Istra e che non gli sarebbe spiaciuto del tutto quando non fosse pi stato lo schiavo dei capricci di lei, e che quest'avventura era la pi insolita e romantica, ma anche la pi idiota ed inutile della storia.
Verso l'alba ella si mosse e il signor Wrenn, scivolando rapidamente dalla sua posizione, la spost in modo che la schiena di lei, ancor bagnata, si trovasse innanzi al fuoco. Rifece il fuoco, e le sed meditabondo accanto, sonnecchiando e svegliandosi di soprassalto, fino al mattino.
Allora gli cadde la testa e fu di nuovo vagamente sveglio, per trovar Istra seduta, diritta, che lo guardava stupita.
- Non pu essere, proprio, ecco.... Mi avete fatta su? Sono tutta bell'e asciutta. Siete stato troppo buono. Una lodabilissima persona.... Ma credo che per il resto del pellegrinaggio prenderemo il treno. Non  stato del tutto un successo il nostro, ho paura.
- Forse,  meglio.
Per un istante la odi, per quell'impeccabile cortesia dopo una notte che era stata a tratti insopportabile e umana. Odi i suoi capelli infangati e il volto stanco. Poi, avrebbe potuto piangere, tanto desider di appoggiarsene la testa sulla spalla e cancellare le rughe della stanchezza dal volto amato, tanto pi amato poich avevano affrontato insieme il disagio. Ma disse:
- Cerchiamo prima di trovar da colazione, Istra.
Cogli abiti spiegazzati dalla pioggia, mezzo insonnoliti e piuttosto scontrosi, giunsero col treno di mezzogiorno all'estetica ma rispettabile colonia di Aengusmere.
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CAPITOLO 11.
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SI COMPRA UNA CRAVATTA ARANCIONE.
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Il Caravanserraglio d'Aengusmere  cos intransigentemente gaio e artistico che fa desiderare alle persone comuni una sciatta camera all'antica dove si possa fumar la pipa e ber la birra senza venir con esasperante pazienza rimproverato dagli stampi murali, dalle belle acqueforti e dagli ottoni lucidi.  un locale esageratamente aggettivato. La sala comune (che non  comune come salotto d'albergo)  tutta in superlativi e in chintzes, la lucida stoffa di cotone stampata a colori e fiori.
Istra era salita in camera a dormire, avvertendo il signor Wrenn di fare altrettanto e di evitare il gruppo negativo del Caravanserraglio; poich, oltre al gruppo negativo di Gente Interessante, ella spieg, c'era un gruppo positivo di artisti che lavoravano. Ma lui aveva bisogno di abiti nuovi per rimpiazzare il suo comprato-fatto che era tutto sgualcito dalla pioggia. Stava ciondolando attraverso la sala comune, in dubbio se avrebbe trovato un negozio d'abiti a Aengusmere, quando un rumoroso arrangolo che veniva da una sedia a bracciuoli, presso il camino in mattone greggio, lo arrest.
- Oh-h-h-h, signor Wrenn; signor Wrenn!
Era la signora Stettinius, la poetessa dell'appartamento d'Olimpia in Via del Grande Giacomo.
- Oh-h-h-h, signor Wrenn, discolaccio, venite a sedervi e raccontatemi del vostro stupefacente viaggio con Istra Nash. Ho incontrata ora la cara Istra nel corridoio di sopra. Poveretta, era tanto maltrattata, ma i capelli eran sempre come il tramonto sulle montagne..... sapete, come dice Yeats:
"Un tramonto tempestoso eran le labbra,
un tramonto tempestoso sopra navi condannate",
soltanto, naturalmente, erano i capelli e non le labbra - e mi ha detto che eravate venuti tutto a piedi da Londra. Non ho mai sentito nulla di cos romantico.... o no, non dir "romantico".... son d'accordo colla cara Olimpia.... non  forse una donna meravigliosa.... cos coraggiosa e progressista.... non vi ha deliziato conoscerla?...  la nostra Giovanna d'Arco moderna.... una figura cos nobile.... son d'accordo con lei che l'amor romantico  pass, che siamo ormai nell'epoca del cameratismo glorioso che considera il varietismo esattamente altrettanto romantico che la monogamia. Ma.... ma.... dov'ero?... M'immagino che la vostra impresa da Londra fin qua sia stata eccitantissima. Su, raccontateci tutto, signor Wrenn. Anzitutto voglio farvi conoscere la signorina Saxonby e il signor Gutch e la carissima Yilyena Dourschetsky e il signor Howard Bancock Binch.... certo conoscete la sua poesia.
Poi tir un respiro e si lasci cadere indietro nelle ammorzanti profondit della sedia a bracciuoli.
Per tutto il tempo il signor Wrenn era stato, spaventato, senza protezione e sgualcito dalla pioggia, innanzi all'accolta presso il camino spento, meravigliandosi come la signora Stettinius facesse ad avere il naso cos azzurro e pure cos incipriato. Malgrado l'incoraggiamento, non diede dell'"impresa" resoconto migliore che "Eh.... uh.... siam venuti gi a piedi, ecco", finch l'ebrea-russa Yilyena non gli gir addosso gli occhi d'ebano e insist:
- S, dovete raccontarcelo.
Ora, Yilyena aveva un bel collo, colorato come un sigaro di sapor dolce, e un ticchio di sorridere. Era abituata che gli uomini le obbedissero. Il signor Wrenn balbett:
- Ecco.... uh.... abbiam camminato, appunto, e siamo stati sorpresi dalla pioggia. Oh, la signorina Nash  stata un prodigio. Non ha strillato una sola volta quand' stata inzuppata.... rideva e andava avanti, come tutto. E abbiamo visto un mucchio di luoghi inglesi caratteristici lungo la strada.... tenendoci lontani da tutti quei turisti.... i gitanti.... sapete.
Una persona del tutto ignota, un pesante vecchio dagli occhiali in corno e dalla camicia molle, che s'era unito al gruppo, non invitato, si schiar la gola e interruppe:
- Non  un paradosso curioso che nel viaggiare, la pi difficile di tutte le occupazioni, si debba incontrare l'eterna borghesia!
E il coro greco-cockney intorno al fuoco spento:
- S!
- Dappertutto.
- Uh.... - cominci il signor Gutch. Pareva avesse qualcosa da dire. Ma il coro continu:
- E altrettanto insopportabilmente monogamico a Porto Said che a Brum.
- S, giusto.
- Signor Wr-r-ren - trill la signora Stettinius la poetessa - non vi siete accorto che quelli dimenticavano assolutamente ogni movimento economico; che le loro osservazioni non erano mai su cose pi recenti delle rovine?
- Sar perch volevano esser sicuri di ammirare giusto - azzard il signor Wrenn, con un segreto terrore.
- Proprio - gli fu risposto dal coro greco e con tanta approvazione che l'allievo personale di Mittyford, dottore in lettere, fece il suo primo epigramma:
- Non  tanto quel che piace quanto quel che non piace che fa vedere se uno se ne intende.
- Gi - ridacchiarono; e il signor Wrenn molto soddisfatto di s, sorrise au prince ai suoi nuovi amici.
La signora Stettinius stava prendendo lo slancio per alcune osservazioni sulla poesia dell'industrialismo, quando il signor Gutch che aveva fatto "Uh...." per qualche istante, tentando di introdurre la sua osservazione, ammicc alla signorina Saxonby con scaltra sgarberia e not:
- Mi pare che il romanticismo non sia ancora affatto morto, eh. I nostri amici, qui, sembra abbiano fatto un viaggetto ro-manticissimo. - E torn ad ammiccare.
- Ohi, cosa intendete dire? - chiese Bill Wrenn, cogli occhi accesi, i pugni chiusi, e calmissimo.
- Ma non vi biasimo, voi e la signorina Nash.... proprio al contrario! - ridarell l'individuo, scuotendo saggiamente il capo.
Allora Bill Wrenn, con un pugno sotto il naso del signor Gutch, manifest il suo pensiero:
- Oh, faccia slavata, lurido, porcone, non sono un grande atleta, ma vi faccio a pezzi che non trovate pi le orecchie, se non mi chiedete scusa di queste insinuazioni.
- Ma, signor Wrenn...
- Non intendeva....
- Non intendevo....
- Scherzava solo....
- Scherzavo solo....
Bill Wrenn, guardando la drammatizzazione di se stesso in eroe, godeva lo spettacolo:
- Dunque, chiedete scusa?
- Ma certo, signor Wrenn. Lasciate che spieghi....
- Oh, non spiegate, - sbuff la signorina Saxonby.
- Ecco! - disse il signor Bancock Binch - le spiegazioni son tanto convenzionali, amico mio.
Li vedete tutti? - il signor Wrenn, conscio di s e pronto a mutarsi in un cieco e guerriero Bill Wrenn alla prima mancanza di rispetto; gli astanti seduti attorno, intenti ad assassinare tutti i monarchi e le convenienze e, poveretti, a prender il signor Wrenn tutto sul serio, perch egli aveva scoperta la gran verit che l'importante nell'andare in giro a visitare i luoghi  di non vedere questi luoghi. Si sentiva molto infelice, il signor Wrenn, infelice, e desiderava esser lontano di l. Scatt come su una molla quando ud la voce d'Istra che, dall'estremo del gruppo, lo chiamava:
- Venite qua un momento, Billy.
Era dritta, appoggiata a uno schienale di seggiola, stanca, ma sorridente.
- Non riesco ancora ad andare a dormire. Non volete che vi faccia vedere qualcuna delle case di qui?
- Oh s!
- Se la signora Stettinius vi pu lasciar libero!
Questo come osservazione sul fatto che la poetessa guardava con aria volubile.
- G-g-g-g.... - disse la signora Stettinius, il che parve sottintendere un perfetto assentimento.
Istra lo port al belvedere su un piccolo pendo dominante i prati di Aengusmere, cosparso di bungalows bassi e di rosai.
- Bello, no? Si potrebbe forse esser felici qui.... se si potesse uccidere tutti tranne l'architetto - ella osserv.
- Oh! davvero - con ardore.
Standole l accanto, la felicit tutt'intorno, e lo sguardo che spaziava su quel verde meraviglioso, Bill Wrenn era all'apice della sua commedia di trionfo. Ammesso a un mondo di prati e bungalows e grosse finestre di stud, in un belvedere accanto a Istra Nash, sua amica....
- Topolino caro, - ella disse, esitando - il perch vi ho fatto venir qua, il perch non potevo dormire,  che dovevo dirvi quanta vergogna sento di esser stata scontrosa e petulante, la notte scorsa. Mi dispiace tanto, perch voi siete stato molto paziente con me e molto buono. Non voglio che mi crediate una donna dai capricci, che non vi sa apprezzare. Siete molto cortese e, quando sapr che vi sarete sposato con qualche ragazza per bene, sar felice quant' possibile esserlo.
- Oh, Intra - egli pianse, afferrandole il braccio. - Non voglio nessuna ragazza al mondo.... voglio dire.... voglio soltanto poter girare con voi, quando voi me lo permettete....
- No, caro, no. Dovete aver visto la scorsa notte, che  impossibile. Fate il favore di non discutere, ora; son troppo stanca. Volevo solo dirvi quanto vi apprezzo.... E quando ritornerete in America non starete peggio per aver giocato colla povera Istra, perch lei vi ha parlato di cose differenti da quelle con cui giocavate, come allevare i bambini da individui e dipingere a tempera e tutto il resto? E.... non voglio diventarvi troppo cara, perch noi siamo.... differenti.... Ma abbiamo avuta un'avventura, anche se  stata un po' bagnata. - Si ferm e poi, allegramente - Be', me ne ritorno a cercar di nuovo di dormire. Addio, Topolino mio. No, non tornate al Caravanzato-serraglio. Divertitevi a guardar le bestie. Ddio....
Guard la figura dritta e dondolante di lei oscillare attraverso il prato e su per i gradini della locanda, mezza fatta di travi. La guard entrare, prima di andare in fretta ai negozi che s'ammucchiavano vicino alla stazione, fuori delle poetiche riserve della colonia propriamente detta.
Not, camminando, che gli uomini che attraversavan quei prati eran quasi tutti vestiti di giacche Norfolk e di calzoni sport, e cos acquist il primo paio di calzoni, indecentemente rivelanti la caviglia, che avesse posseduto dal tempo dell'infanzia e una giacca di sergia ruvida, con una vistosa fibbia alla cintura. Os, persino, sul serio, una cravatta arancione!
Desiderava qualcosa per Istra, a pranzo - "una ciorpresa" - bisbigli sott'il respiro, colla voce d'un bambino appassionato. Per la prima volta in vita sua entr da una fioraia.... Solitamente, si sa, i poveri di citt non posson pigliarsi il lusso dei fiori finch non sono morti e, anche allora, soltanto per un giorno.... Usc con un mazzo d'orchidee, e ricord i giorni che aveva invidiata la gente che nei negoz comprava fiori davvero. Quando fu quasi al Caravanserraglio, si sent voglia di tornare indietro a cambiare le orchidee in fiori pi semplici, rose o garofani, ma riusc a non andarci.
Le biancherie, vetrerie e argenterie del Caravanserraglio eran quasi altrettanto grossolane che quelle di un albergo della temperanza, malgrado tutto il soffitto a travi e le acqueforti nella stanza da pranzo. Dando la caccia alla credenziera del locale, una giovane affaccendata che leggeva energicamente Keats a uno scrittorio come d'ufficio, il signor Wrenn supplic:
- Dite un po', se potrei trovare un po' di tazze speciali e piatti e tutto il resto, per un t con carne, stanotte. Ho una specie di ricevimento....
- Quanti? - La credenziera emetteva le parole come se lui avesse introdotto il soldo nella macchina.
- Due. Una specie di compleanno. - Falsone d'un signor Wrenn!
- Sicuro. Naturalmente viene qualcosetta in pi sul conto. Ho un servizio di t Satsuma Reale - o almeno quasi Satsuma Reale - e uno speciale Limoges.
- Credo che il Sats'ma Reale andr bene. E un po' d'argenteria?
- Certo.
- E qualcosa di speciale da mangiare?
- Che cosa vorreste?
- Ecco....
Falsone d'un signor Wrenn! come abbiamo gi detto. Pieg la testa da una parte, si freg il mento con bella incertezza e accondiscese:
- Che cosa suggerireste, voi?
- Per un t con carne in un ricevimento? Ma, forse consomm e omelette Bergerac, con un'insalata, un dolce e caf diable. Abbiamo un chef che s'intende di uova francesi piuttosto a fondo. Sarebbe una cosa semplice, ma....
- S, andrebbe molto bene - concesse gravemente il patrono della cucina. - Alle sei; per due. -
Mentre andava via, sogghign dentro di s:
- Accidenti! Ho parlato con quella omelette Berg'rac come se l'avessi conosciuta per tutta la vita!
Altre "ciorprese" per il ricevimento d'Istra, escogit. Vediamo; se davvero fosse il suo compleanno, non le piacerebbe ricevere una lettera da qualcuno d'importanza? si chiese. Le scriverebbe una finta lettera da parte di un duca. Il che fece. Comprato un francobollo, s'aggobb su uno scrittoio nella sala comune e con infinita pena sporc d'inchiostro il francobollo a imitazione di un bollo postale e indirizz la lettera a "Donna Istra Nash, Castello del Topolino, Suffolk".
Qualcuno si sedette allo scrittoio di fronte a lui ed egli allora trasport gelosamente il lavoro su nelle sue stanze. Suon per la penna e l'inchiostro, regalmente, come se non avesse mai seduto all'altra estremit del campanello. Dopo mezz'ora di sforzi per tentar di immaginarsi un duca che scrive una lettera, diede fuori 'sta roba:
"Donna Istra Nash,
Castello del Topolino.
"GENTILE SIGNORA, - Sentiamo dal nostro amico Sir Guglielmo Wrenn, che certuni dicono che oggi non  il vostro compleanno e vogliono impedire il festeggiamento, cosicch, caso mai aveste bisogno di qualcuno che faccia loro credere che oggi  il vostro compleanno, vi abbiamo mandato il nostro segretario, Sir Percivalle Montagne. Sir Guglielmo Wrenn lo nasconder dietro la sua sedia, e, se vi daranno noia, chiamate Sir Percivalle e lui insegner a vivere a costoro. Permetteteci, gentil Donna Nash, di farvi tutti gli auguri della stagione e, concludendo, vi supplichiamo di restare, come sempre,
il vostro devotissimo.
DUCA VERE DE VERE".
Si sent molto stanco. Quando stette disteso per un minuto, con un cuscino schiacciato sulla testa, si addorment, quasi, in dieci secondi. Ma balz in piedi, si lav con acqua fredda gli occhi brucianti e cominci a vestirsi.
Era vergognato dei calzoni sport e delle calze da golf, ma la cravatta arancione specialmente lo allarmava. Tuttavia la os, e scese per accertarsi che imbandivano la tavola collo sfarzo condecente alla circostanza.
Attraversando la sala comune, osserv i tre o quattro gruppetti sparsivi dentro. Pareva che prendessero i suoi abiti come una cosa normale. Fu contento. Desiderava tanto di non far sfigurare Istra.
Ritornando dalla sala da pranzo alla sala comune, pass accanto a un gruppo, raccolto nel vano di una finestra e che guardava altrove. Ud per caso:
- Chi  quel nuovo tipo straordinario dalla cravatta arancione e dalla fibbia rococ alla cintura della giacca - quello che  passato ora? - Avete mai visto nulla di cos buffo? Il colletto non gli va di pi di un pollice e mezzo. Dev'essere un poeta. Chiss se i suoi versi son cos alla carlona, come i vestiti!... -
Il signor Wrenn s'arrest.
Un'altra voce:
- E l'estetica assenza di sviluppo delle sue gambe! Sembra ai bei giorni antichi del ciclismo, quando tutti i commessi di sartoria uscivano alle feste grosse.... Non lo conosco, ma m'immagino sia qualche illustratore da due soldi.
- Magari quello ha salde opinioni sulle banane fritte e pranza con un fagiolo saut. Oh, Aengusmere! Ombre di Aengus!
- Niente affatto. Quando han l'aspetto cos pacifico, son sempre gente che odia i capitalisti come un militante odia un ministro di gabinetto. Probabilmente pranza con l'orecchio sinistro di un milionario sud-africano, tutte le sere, prima di far l'esercizio alle barricate.... Guardate l, invece; quello  un artista davvero, che attraversa il prato. Si capisce che  un vero artista perch  vestito come uno sterratore e.... - 
Il signor Wrenn andava via, attraversando la stanza comune, certissimo che tutti lo sbirciassero con sollazzo. Ed era troppo tardi per mutar d'abito. Eran gi le sei.
Serr le mascelle e ricord che aveva progettato di nascondere la "lettera da parte del duca" nel tovagliolo d'Istra, ch la sorpresa potesse esser maggiore. Si sedette a tavola. Cacci la lettera nelle pieghe del tovagliolo. Spost il vaso delle orchidee pi verso il centro del tavolo e, il tavolo, pi vicino alla finestra spalancata che dava sul verde. Si maltratt perch non era capace di trovar altro da mutare. Dimentic il suo abito, e fu felice.
Alle sei e un quarto chiam un ragazzo e lo mand su con un messaggio, che il signor Wrenn attendeva e che il t era pronto.
Il ragazzo ritorn borbottando:
- La signorina Nash ha lasciato questo biglietto per voi, signore, dice la credenziera. -
Il signor Wrenn apr febbrilmente la lettera verde-bianca del Caravanserraglio. Forse anche Istra si stava abbigliando per il ricevimento! Am in quell'istante tutte le "ciorprese". E lesse:
"Caro Topolino, mi rincresce pi di quel che posso esprimere, ma, sapete, vi ho avvertito che la cattiva Istra era una donna capricciosa, e proprio ora un capriccio mi obbliga a fuggirmene a Parigi, il che faccio col treno delle 5,17. Non vi dico addio - odio gli addii, son cos stupidi, non vi pare? - Scrivetemi qualche volta, meglio indirizzando alla Comp. Espressi Amer., Parigi, perch non so ancora bene dove star. E fate il favore di non cercarmi a Parigi, perch  sempre meglio finire una relazione, senza spiegazioni, vero? Siete stato gentilissimo con me e vi mander qualche buona formula d'idee, volete?
I. N.".
Il signor Wrenn and alla cassa del Caravanserraglio, come cieco e con calma. Pag il conto e trov che gli restavano solo cinquanta dollari. Non pot decidersi a consumare lui il t con carne che attendeva. C'era, per Londra, un treno alle sette e quattordici. Lo prese. Intanto mand un cablogramma alla propria banca a Nuova York per centocinquanta dollari. Per impedirsi di pensare, sul treno, discorse, con gravit e cortesia, con un vecchietto, intorno ai bei giorni dell'Inghilterra, quando la gente giocava agli anelli. Continu a pensare e a ripensare, sul motivo dato dal rimbombo dei vagoni: "Amici.... debbo farmi degli amici, ora che so quel che sono....  buffo come certa gente non si fa amici. Non bisogna che me ne dimentichi. Debbo farmene un mucchio a Nuova York. Imparare a farmeli".
Giunse nella sua camera in Piazza Tavistock verso le undici e cerc di pensare per il resto della notte quanto profondamente sentisse la mancanza di Morton della nave-bestiame, ora che.... ora che non aveva pi un amico in tutto il mondo ostile.
In un ristorante londinese, il signor Wrenn discorreva con un americano dai baffetti ridotti, modi vivaci, spilla da Cavalier di Pizia, e intelligenza data alla caccia delle anatre, alla vendita dei coltelli e ai sigari.
- Basta coll'Inghilterra per me - sbott l'americano, con buon umore. - Sto per andarmene da questo buco di nebbia e tornare alla Terra di Dio appena posso. Ho bisogno di vedere che cosa succede al negozio e di sedermi avanti a un piatto di torta di mele. Son bell'e stufo di t con marmellata. Ma, non piglierei questo stupido paese neanche in regalo. Nossignore! Sono per la Terra Promessa - Sleepy Eye, Contea Brown, Minnesota. - Potete dirlo!
- Non vi va molto, allora, l'Inghilterra? - ragion accuratamente il signor Wrenn.
- Andarmi? Andarmi questo buco pieno di gente e tutto bagnato, dove non sanno parlare inglese e hanno monete impossibili...? Ah,  un gran bel sistema metrico quello che hanno gi in Francia, ma per qui.... non sanno neanche se Kansas City  nel Kansas o nel Missouri o in tutti e due.... - "Bene come la pioggia" -  quel che un tale mi ha detto invece di "benissimo"! Avete mai sentito stupidaggini compagne?... E t a colazione! Non fa per me! Nossignore! Piglio il primo piroscafo!
Con una gigantesca fumata di disgusto, l'uomo di Sleepy Eye, usc fuori, tintinnando le chiavi nella tasca dei pantaloni, inalberando il sigaro e guardando come se il ristorante fosse suo.
Il signor Wrenn lo immagin a salutare la Torre Singer da un piroscafo entrante e desider di vedere la Torre.
- Cribbio! Lo faccio!
S'alz e da quel tavolo, al pianterreno di un ristorante londinese, fugg in America.
Si precipit su per le scale, dimenandosi irrequieto mentre la cassiera gli dava il resto, corse a un omnibus, si dibatt nella sua camera, cacci la roba nella valigia, annunzi a quest'ultima che tornavano a casa, e scapp alla Stazione Nord-Occidentale. Passeggi nervosamente su e gi finch non part il treno per Liverpool. "E se Istra volesse far la pace e ritornasse a Londra?" fu il terribile pensiero che lo azzann. Si precipit nella sala d'aspetto  le scrisse, su una cartolina-ricordo che rappresentava l'Abbazia: "Richiamato in America - scriver. Indirizzate a Compagnia Souvenirs, Ventottesima Via". Ma non impost.
Una volta seduto in uno scompartimento di terza classe, col treno che si muoveva, gli parve d'esser gi molto pi vicino all'America e canterellando, con gran disturbo di una signora dai riccioli, progett il suo nuovo grande lavoro - farsi degli amici; la scoperta, un giorno o l'altro, se Istra non lo piantava, di "qualcuno da ritrovare in casa alla sera". Non c'era fine alle "societ, alle logge, eccetera" a cui si sarebbe iscritto appena arrivato.
A Liverpool si ferm di botto a una cassetta postale e imbuc la cartolina per Istra. Questo fin ogni discussione. Naturalmente, dopo ci egli doveva tornare in America.
E s'imbarc pieno di giubilo, un mese e diciassette giorni dopo che aveva lasciato Portland.
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CAPITOLO 12.
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SCOPRE L'AMERICA.
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Nella sua bianca cabina di terza stava steso il signor Wrenn, con un fascio di cartaccia sulle ginocchia rialzate e un misero cuscinetto piegato sotto la testa, intento a scrivere saggi di lettere commerciali da presentare alla Compagnia di Souvenirs e di Novit d'Arte, interrompendo a tratti il suo lavoro per fare aggiunte alla lista dei libri che, a cominciare da cinque minuti circa dopo lo sbarco a Nuova York, egli avrebbe conosciuto a fondo. Si ferm imbarazzato a Maria Corelli. A Morton piaceva tanto la signorina Corelli; ma sarebbero andate le opere di costei a Istra Nash?
Aveva lavorato per parecchie ore intorno a una lettera per Istra, in cui evitava di parlare di argomenti cos sconvenienti come terze classi e immigranti. Era riconoscente, le diceva, per "tutto quello che mi avete insegnato" e aveva pensato che Aengusmere fosse un bel posto, quantunque ora comprendesse "che cosa volevate dire a proposito di quella gente interessante" e il suo indirizzo a Nuova York sarebbe stato la Compagnia di Souvenirs.
Stracci le molte pagine che ripetevano quell'antichissimo e malinconioso grido dell'innamorato che echeggi tra i deodar; dalle navi vichinghe e dai cortili di Provenza, sotto la luna, il grido che sempre risuon intorno al signor Wrenn mentre passeggiava sul ponte: "Vi desidero tanto; ho un bisogno infinito di voi; mi sento cos sperduto di voi, mio amore". Poich n l'aureo Aucassin, n il magro Dante espressero quel grido nei loro pensieri pi chiaramente e pi nobilmente del signor Guglielmo Wrenn, il nostro signor Wrenn.
Un maggiordomo di terza con baffi molto scadenti e occhi bruni da cane da fermo venne dondolando gi per le scale, ogni passo simile a un nervoso colpo di matita su un tavolo, e guard oltre la sponda della cuccetta del signor Wrenn. Egli amava il signor Wrenn che si dimostrava uno studioso, leggendo veri libri rilegati - una storia inglese e una copia in seconda mano delle Dimore degli Scrittori Inglesi Storici, acquistata a Liverpool - e che stava ad ascoltar volentieri il maggiordomo nel racconto, a serie, di come sua moglie, la signora Wargle, spudoratamente se la intendesse con Foddle, il venditore di carne equina, quando lui era via, e, quando ritornava, gli preparasse polmoni e fegati che, senza alcun dubbio, le vendeva il suddetto macellaio. Egli ora fissava con uno sguardo innamorato e inumidito le dotte occupazioni del signor Wrenn e gli annunci con un bisbiglio:
- Hanno avvistato terra.
- Terra?
- Ma s.
Il signor Wrenn scatt con tanta energia che picchi la testa al soffitto. Cacci le carte sotto il cuscino colla destra e la sinistra cercava la sponda della cuccetta. - Terra! - url ai compagni insonnoliti, volteggiando gi.
Il ponte di passeggio della terza, dalle pareti in ferro, dal pavimento nero, e che terminava, da una parte, in approcci di ferro al focone e dall'altra, in soprastrutture in ferro a un boccaporto, era come un corridoio di reparto-macchine, torvo, fosco e lucido d'olio, cos serrato, cos esageratamente coperto, che il lato verso il mare pareva semplicemente una lunga finestra di fabbrica. Ma lui l'amava e, eccetto quando s'era vergognosamente ricordato dei libri che aveva da leggere, s'era indugiato sul ponte, adorando l'ingenuo vestire sgargiante degli immigranti e il cupo distendersi glorioso del mare.
Ora, l lontano, c'era un'ombratura azzurra, tracciata da una magica matita; la terra, la sua terra, dove egli sarebbe diventato il compagno diletto di tutti gli amici le cui figure vedeva nelle creste bianche d'ondate che gli balenavano innanzi.
Canterellando, scese solenne allo spaccio, dove vendevano poca birra e meno tabacco, a comprare un'altra libbra di dolciumi per la prole degli ebrei russi.
I bambini sapevano che lui arrivava. - Canaglie prosperose - ridacchi il signor Wrenn dentro di s, toccando le loro guance fosche e facendo finta di spaventarsi quand'essi picchiavan molli pugni contro il fianco di ferro della nave o si rotolavano non sorvegliati negli ombrinali. Le madri, coperte di scialli, lo conoscevano, anch'esse, e mentre lui distribuiva timidamente i dolci, la cicalante e maestosa fila di anziani ebrei accennava colle barbe, come una foresta primitiva nella brezza, pronunciando parole di benedizione, in una lingua ignota.
Egli sorrideva in cambio, e faceva gesti, e gridava: - Terra! Terra! - con varie intonazioni, per farlo parere straniero.
Ma si ritrasse in solitudine per il momento sacro dell'apparizione della Terra Promessa, che stava un'altra volta scoprendo - la spiaggia dell'Isola Lunga; i parapetti erbosi di Forte Wadsworth; e la gran catasta dei grattacieli nuovaiorchesi, dritti, nella nebbia, come un'enorme foresta abbruciata.
- L'edificio Woolworth.... la Torre Singer.... l'edificio Butterick, - mormorava, mentre s'avanzavano allo scalo. - Questo val qualcosa.... Ecco; s, per Dio, proprio l tra la Torre del Metropolitan e il Times.... l'ufficio della vecchia cara Compagnia di Souvenirs.
Osteria! - Un dollaro per Albany - .....quello  un cartello.... il vecchio buon dollaro! All'inferno coi loro scellini. La patria!... Dio buono! l  dove andavo a girare sul molo!.... Dio mio! sta bene la vecchia.
E tutto questo era per lui, da conquistare, per amor dell'amicizia.
And a un albergo. Dacch doveva naturalmente tornare in casa Zapp, egli non desiderava, incontrandosi con questi amici vecchi, di rovinare la sua prima giornata. No, era pi allegro starsene alla finestra del suo modesto albergo sul Settimo Corso, osservando la "vecchia buona folla americana" - tedeschi, irlandesi, italiani ed ebrei. And al Nickelorion e afferr la mano al bigliettaio, l'Uomo dai Bottoni d'Ottone, dando fuori: - Come la va? Come va, eh, il locale?... Son stato via due mesi.
- Sempre allegri! Stato via, uh? Be', fa piacere tornare alla vecchia, per? Albergo di villeggiatura?
- Come?
- S, siete il cameriere di Pat Maloney, voi, no?
Il mattino dopo, il signor Wrenn si obblig ad andare alla Compagnia di Souvenirs e di Novit d'Arte. Voleva ricevere le punzecchiate, per esser stato via cos poco, al pi presto possibile. La ragazza d'ufficio, che indirizzava circolari, parve sorpresa quand'egli usc dall'ascensore e arross colla sua solita timida gratitudine per gli uomini dell'ufficio che le permettevan d'esistere e di guadagnare sei dollari la settimana.
Poi, nell'entrata, si precipit Rabin, uno dei commessi viaggiatori.
- Oh, salute, Wrenn! Stavo a pensare se eravate voi. Cos presto? Credevo andaste in Europa.
- Arrivo adesso. Non resistevo pi via da voi, vecchio mio!
- Avrete imparato a rispondere come si deve, nel Vecchio Mondo, eh? Sarete ancora con noi? Bene, torner subito a vedervi. Son contento che siate tornato.
Il signor Wrenn non si commosse follemente alla vista di Rabin; pure, il viaggiatore faceva parte della vecchia cara Compagnia di Souvenirs, il solo posto al mondo in cui egli potesse interamente aver fiducia, il solo dove sempre avessero bisogno di lui.
Aveva guardato con aria assente i tavoli di campioni, osservando le ultime novit. La ragazza d'ufficio, parlandogli soavemente, ma come a un estraneo, chiese:
- Chi volevate vedere, signor Wrenn?
- Perbacco! il signor Guilfogle.
- Ha da fare, ma se volete sedervi credo che vi potr ricevere tra qualche minuto.
Il signor Wrenn si sent il figliol prodigo, ma senza vitelli in vista, a dover attendere al banco dei visitatori, ma fu scosso da leggeri risolini nervosi di gioia, al pensiero della deliziosa sorpresa che il signor Mortimer R. Guilfogle, direttore dell'ufficio, avrebbe provato. Stette attento per Carletto Carpenter. Se Carletto non attraversava l'entrata, sarebbe andato lui nella stanza della contabilit, e.... "parlate della sorpresa....".
- Il signor Guilfogle vi ricever subito - disse la ragazza.
Mentre lui entrava in direzione, il signor Guilfogle ci tenne molto ad alzar gli occhi con affaccendata meraviglia.
- Ebbene, ebbene, Wrenn! Tornato cos presto? Pensavo che sareste stato via parecchio.
- Non riuscivo a star lontano dall'ufficio, signor Guilfogle - con un sorriso impacciato.
- Fatto buon viaggio?
- Oh, una bellezza.
- Come mai siete tornato cos presto?
- Sentivo il bisogno.... signor Guilfogle, sentivo davvero il bisogno di tornare all'ufficio. Son contentissimo di rivederlo.
- E io son contento di veder voi. E dove siete stato? Ho ricevuto la cartolina che mi mandaste da Chesterton col paesaggio della vecchia chiesa.
- Ecco, sono stato a Liverpool, a Oxford a Londra e.... s.... a Kew, a Ealing e altrove e.... E ho camminato attraverso l'Essex e il Suffolk.... tutto.... a piedi.... Aengusmere e l intorno.
- Un momento. (Ebbene, Rabin, cosa c'? Ma sicuro. Ve l'ho gi detto almeno cinque volte. S, ho detto....  per questo che ho fatto fare i campioni. Vi vorrei un po' pi attento, perbacco!) Siete stato a Londra, avete detto, Wrenn? E avete notato qualche novit, da copiare?
- No, credo di no, signor Guilfogle. Mi rincresce molto. Ho girato cercando, ma non ho visto nulla che potessimo usare. Voglio dire, non ho trovato nulla che neanche s'avvicinasse al nostro genere. Sono indietro parecchio quegli inglesi.
- Niente. E ben, che progetti avete, ora?
- Ma.... uh.... avevo in mente.... Sul serio, signor Guilfogle, vorrei tornare al mio impiego di una volta. Ricordate.... ci si sarebbe aggiustati cos....
- Ho paura che non se ne possa far niente ora, Wrenn. Niente. Naturalmente non posso assicurarvi nulla, e voi bisogna che vi manteniate a contatto con noi, ma per ora ne abbiamo fin troppi. Jake se la cava meglio che non credessi. Impara....
Neanche una delle parole intorno all'eccellenza di Jake, sent il signor Wrenn.
Non riavere l'impiego? S'abbandon sulla sedia e balbett
- Dio buono! Non pensavo a questo. Facevo affidamento sulla Compagnia di Souvenirs, signor Guilfogle.
- Eh, sapete che vi ho detto che vi giudicavo uno stupido a andarvene. Ve ne avevo sconsigliato.
Timidamente, egli annu, lamentandosi:
- S, s, avete ragione: so benissimo. Ma.... uh....  che....
- Mi dispiace, Wrenn. Pure,  cos che van le cose negli affari. Se uno va a spasso.... Una pietra che si muove, non fa muschio. Be', allegro! Forse potr esserci qualcosa da fare in....
- Tr-r-r-r-, - disse il telefono.
Il signor Guilfogle osserv dentro di esso:
- Pronto! S, son io. E chi credevate che fosse? Il gatto? Uh. Certo. No. S, probabilmente domani. Va bene. Arrivederci.
Poi diede un'occhiata all'orologio e una su al signor Wrenn, con impazienza.
- Cos, signor Guilfogle, dite che ci sar.... quando sar probabile che ci sia un posto?
- Adesso, come posso dirlo, ragazzo mio? Cercheremo di prendervi se possiamo.... non siete un cattivo impiegato; o, almeno, non sareste un cattivo impiegato, se foste un po' pi attento. A proposito, comprenderete certo che se dobbiamo cercare di assumervi, ci coster molta fatica e vorremmo che voi intanto non andaste in giro a corteggiare altre ditte, in cerca d'impiego. Lo capite questo?
- Oh certo, signore.
- Bene allora. Apprezziamo molto il vostro servizio, ma certamente voi non potete sperare che noi si licenzi qualcuno del corpo presente proprio perch a voi vien l'idea di tornare in qualunque momento vi fa comodo.... Andarsene in Europa, abbandonando un buon impiego!.... Non siete passato sul Continente, vero?
- No. Io....
- S, s. Oh, a proposito, come si mangia a Londra? Meno caro di qui? Mia moglie mi diceva stamattina che bisogner piantar l di mangiare se il costo della vita continua a salire.
- S,  abbastanza a meno. Si trova del buon t a quattro e sei cents la tazza. Anche gli abiti son pi a buon prezzo. Ma non mi piacciono molto gli inglesi, quantunque ci siano ogni sorta di posti caratteristici con un vero colore locale... Be', signor Guilfogle, voi sapete che ho ereditato qualcosa e un po' posso aspettare e voi cercate di tenermi presente per un posto se uno....
- Non vi ho detto che far cos?
- S, ma....
- Tornate qua a vedermi fra una settimana. E lasciate il vostro indirizzo a Rosie. Non so, per, se in principio potremo pagarvi lo stesso salario, anche se ci riesce di assumervi - la stagione  stata molto fiacca. Ma far quel che posso per voi. Venite a vedermi entro circa una settimana. Buon giorno.
Rabin, il viaggiatore, attese al varco il signor Wrenn nel corridoio.
- Sembrate abbattuto, Wrenn. Vi  saltato addosso, il vecchio Goglefogle? Avrei dovuto dirvelo prima. Me ne son dimenticato. Vecchio farabutto, non ha fatto che pensare come darvi la coltellata. Son quasi due settimane, io e lui siamo andati a prendere un cocktail da Mouquin. Sapete come si sbottona dopo un paio di cicchetti. Be', parlava di.... Io dicevo che voi siete una brava persona e che speravo vi divertiste - e lui dice: "S, s, dice,  una brava persona, ma certo mi ha dato il coltello dal manico con questo viaggio. L'ho in mano bene" dice. "Ho in mente che torner in tre o quattro mesi" dice. "E voi credete che verr da noi e riavr il suo posto? Neanche per sogno. Lo terr sulla corda un mese prima di rendergli l'impiego e allora state a vedere, Rabin" dice "vedrete che sar contentissimo di tornare a lavorare a meno di quel che prendeva e sar abbastanza avvertito, dopo ci, di non ritentare questo scherzo di piantar l'impiego. Ed il viaggio gli far bene, a ogni modo - lavorer meglio - vacanza a sue spese - un risparmio per noi. Ve lo dico io, Rabin" dice "se qualcuno di voi, ragazzi, crede di fargliela alla compagnia o a me, non ha che da provare, ecco tutto". Sicuro, questo  ci che quel vecchio farabutto mi ha detto. Dovete stare attento.
- Oh, se star! statene certo....
- Ha gi cominciato in qualche modo 'sta storia?
- Eh, su per gi. Be', grazie, vi son molto riconoscente.
- Dite, per amor di Dio, che non lo sappia che ve l'ho detto.
- No, no, state sicuro.
Si lasciarono. Avido, com'era, del gran momento di rivedere il collega Carletto Carpenter, il signor Wrenn and adagino verso la stanza della contabilit, tutto triste, preparandosi a raccontare a Carletto della malvagit di Guilfogle.
Il capo-contabile scosse il capo alla domanda del signor Wrenn.
- Carletto non  pi qui.
- No?
- No. Ha passato i limiti. S' messo a bere come un dannato, e un mattino, saranno tre settimane, che aveva una sbronza spettacolosa del giorno prima, ha detto a Guilfogle tutto ci che aveva in corpo e cos, naturalmente, Guilfogle l'ha spedito.
- Oh, ma, accidenti! Dite un po', non sapete il suo indirizzo?
- .....Centodiciottesima Est.... Son contento di rivedervi, Wrenn. Non mi aspettavo di vedervi tornare cos presto, ma sempre contento, lo stesso, di vedervi. Sarete ancora qui?
- Non so bene - disse il signor Wrenn, cupamente, poi strinse con calore la mano al contabile per mostrargli che non c'era nulla di personale nella sua sostenutezza.
Per quasi cento isolati il signor Wrenn guard brutto un manifesto di "Farina di Meliga" nell'Aerea del Terzo Corso, senza in realt vederlo.... Tornerebbe nemmeno alla Compagnia di Souvenirs?
S. Tornerebbe. Era il modo migliore di cominciare a farsi amici. Ma "sospenderebbe l'amico Guilfogle" si assicur, con un irrigidimento della mascella simile a quelli del grande Bill Wrenn. Conosceva i piani di Guilfogle ora e mostrerebbe a quel signore che sapeva combattere. Prenderebbe il salario pi basso e farebbe finta di esser spaventato, ma quando gli capitasse l'occasione....
Non proclam nemmeno a se stesso quale terribile cosa avrebbe fatto, ma lasciando l'Aerea, disse e ridisse, agitando il pugno serrato, nella tasca della giacca
- Quando arriver l'occasione... quando arriver....
La casa d'affitto dove viveva Carletto Carpenter era una delle cento costruzioni in mattoni compressi, tutte in apparenza tirate sulla medesima forma. Era piena degli odori del bucato fumante e del pesce fritto. Illanguidito dal caldo, il signor Wrenn strisci su per un'eternit di scalini di ferro e buss tre volte alla porta di Carletto. Nessuna risposta. Si trascin gi di nuovo e and a cercare la portinaia che lasci di osservare un carro di ghiaccio nella via per dirgli:
- Credo che lo troverete addormentato, signore. Sta l in letto ubriaco quasi tutto il giorno. La moglie l'ha piantato. Il padron di casa gli notificher lo sfratto alla fine d'agosto. Fa caldo, signore. Siete un creditore? Son quasi sempre i creditori che....
- S, fa caldo.
Con modi superiori, e pure intimamente disperato, il signor Wrenn suon il campanello dal pianterreno tanto che bastasse a svegliar Carletto, palpitando rifece le scale interminabili e prese a calci l'uscio, finch la voce di Carletto non balbett dall'interno:
- Chi c'?
- Son io, Carletto. Wrenn.
- Siete in Europa, voi. Non me la fate. Filate di l. -
Tre altre porte delle stesso pianerottolo eran ora socchiuse e riempite delle teste di sudice donne incuriosite.
L'odor di bucato era pi denso nell'oscurit. Il signor Wrenn si sent urtare e poi infuriare da questa curiosit e di nuovo richiese:
- Lasciatemi entrare, vi dico.
- Vi dico che non siete voi. Vi conosco!
Il volto pallido di Carletto Carpenter sbirci fuori. I suoi capelli arruffati erano incollati alla fronte dal sudore, gli occhi rossi e vagamente imbambolati. Aveva i vestiti spiegazzati in malo modo. Portava una camicia senza colletto con un davanti pieghettato, di un rosa virulento, e i polsini luridi e flaccidi.
-  proprio Wrenn. Dentro. Presto, dentro. C' sempre dei creditori qui attorno. Ma non mi pigliano. State sicuro.
Chiuse la porta e cammin malfermo in fretta gi per il lungo e tetro corridoio dell'"appartamento", cercando evidentemente di andar dritto. La stanza principale esalante e soffocante, al fondo del corridoio, era terribile come gli occhi di Carletto. Dappertutto ronzavano mosche. Il tavolo di quercia che, un tempo Carletto colla sposa avevan trascorso quattro ore felici a scegliere, era cosparso di mezza dozzina di bottiglie vuote di whisky, di colletti, di giornali laceri con notizie sensazionali, di piatti e tazze sporchi. La tovaglia economica di broccato, che un tempo una sposa s'era fatto una festa di ricamare a rose rosse e verdi, era mezza pendente e trascinata sul pavimento tra le cicche delle sigarette, la cenere del tabacco, e le pelli di lardo che coprivano il tappeto verde e giallo.
Tanto vide il signor Wrenn. Poi si pose al difficile cmpito di ascoltare Carletto, che borbottava:
- Tornato presto, eh, vecchio Wrenn? Venuto a vedermi, eh? Siete il mio amico, voi, eh? Che sbronza che ho, io, neh? Non ve ne importa mica, eh, vecchio Wrenn?
Il signor Wrenn lo fiss debolmente, ma soltanto per un minuto. Forse era la sua esperienza sulla nave-bestiame che ora lo faceva affrontar direttamente una ubriachezza che tre mesi prima gli avrebbe fatto schifo; o forse era la sua abitudine a stare con una Istra stanca.
- Su, adesso, Carletto, dovete tirarvi su - disse piano.
- Va be'.
- Cos' stato? Com' che vi siete ridotto cos?
-  scappata mia moglie. Io bevevo. Voi credete che io sia ubriaco, no? Macch.  scappata da sua sorella - non ha mai potuto vedermi. Mi ha preso i soldi alla cassa di risparmio - trecento; tutto quel che avevo, meno cinquanta dollari. Ma la metter a posto. L'uccider. Mi son messo a bere un po'. Goglefogle mi ha licenziato. Non fa niente. Voglio solo da bere. Non lasciate che i giovani bevano! Andate gi, bravo, e prendetemi un litro. Ho finito adesso il litro. Ne ho bisogno.... muoio di sete. Andate....
- Andr a prendervi un bicchiere, Carletto.... uno solo, capito?... se mi promettete che dopo vi rimetterete a posto, come vi dir io.
- Va be'.
Il signor Wrenn s'affrett fuori con una bottiglia di whisky, borbottando, febbrilmente: "Dio buono! Bisogna che lo salvi".
Ritornando, ne vers un bicchiere, come se fosse stata medicina per un paziente ostinato e disse, carezzevole:
- Ora prenderemo un bagno freddo, neh? puliti, e testa a posto. Poi, si parler di un impiego, capito?
- Ma.... io non lo voglio un bagno. Dite, mi sento meglio ora. Andiamo fuori a bere un gotto. Datemi la bottiglia. Dove l'avete messa?
Il signor Wrenn and nella stanza da bagno, apr il rubinetto dell'acqua fredda, ritorn e spogli Carletto, che resisteva e rideva e poggiava tutto il suo peso inerte sulla spalla del signor Wrenn. Quantunque, in condizioni normali, Carletto avesse potuto picchiare tre signori Wrenn, egli venne spinto nella stanza e cacciato nella vasca.
Subito cominci a sguazzare, buttando su l'acqua a manate e cantando. L'acqua si riversava sui fianchi della vasca. Il signor Wrenn cerc di tenerlo fermo, ma le spalle bagnate e lisce gli scivolavano sotto come un piatto bagnato. Fieramente seccato, chiuse l'acqua e sbatt l'uscio della stanza.
Nella camera da letto trov un abito da inverno non malconcio e una camicia pulita. Appese la giacca nel salotto, la copr con un giornale, trasse la scopa di sotto al tavolo e si accinse a spazzare.
Il disordine era cos vasto che egli fece una delle inevitabili scoperte di ogni massaia e ammise a se stesso che "non sapeva da che parte cominciare". Incespicando, port una pesante pila di piatti dal tavolo di centro alla cucina, scosse, batte e pieg la tovaglia, mise le sedie sul tavolo e cominci a scopare.
Alla porta una risplendente figura nuda e stillante comparve, urlando:
- Ohi! Cosa credete di fare? Lasciate stare!
- Scopo soltanto, Carletto - fu la risposta, insieme al "tuff, tuff, tuff" ininterrotto della scopa.
- Lasciate stare, ho detto. Di chi  questa casa?
- Andate, andate nella vasca, Carletto.
- Dite un po', credete di comandarmi? Finitela o che vi butto fuori. Tengo la casa come mi pare, io.
Bill Wrenn, il guardiano di bestiame, gli salt addosso, lo batt colla scopa, lo respinse nella vasca e poi attese. Rideva. Era tutto un bello scherzo; l'amico Carletto e lui giocavano a un bel gioco. Carletto pure si mise a ridere e sguazz ancora. Poi cominci a piangere e disse che l'acqua era fredda e che il suo unico amico ora lo abbandonava.
- Oh, mllala! - gli grid Bill Wrenn e spazz il pavimento della stanza da bagno.
Carletto cess di sbatacchiar l'acqua per ghignare:
- L'angeletto custode, eh? Vi immaginate di far chi sa che bene? Venite qua a seccarmi. Quando non sto in piedi. Esercito della Salvezza. Voi.... oh, filate voi!... - Bill Wrenn continuava a scopare. - Fuori, voi....
C'era abbastanza energia nella voce di Carletto per indicare che la sbornia gli stava passando. Bill Wrenn lo cacci sotto ancora una volta, tanto profondamente che si ridusse i polsini tutti flaccidi. Lo tir poi fuori, l'aiut a asciugarsi e lo condusse a letto.
Usc a comperare tovaglioli, sapone, polvere da bucato e colletti della misura di Carletto, che era un pollice di pi della sua. Termin di scopare, di spolverare e di lavare i piatti - tutti. Il signor Wrenn - che aveva imparato a consolare Istra - se la god davvero. Il suo senso dell'ordine gli diede un piacere a vedere un piatto ingiallito da un uovo disseccato risplendere come d'iride e lampeggiare d'una smagliante bianchezza; o a vedere un angolo, pieno di polvere e di foglie di tabacco, ridiventare un "bell'angolo a posto e pulito collo zoccolo smagliante, accidenti! proprio come se fosse nuovo".
Un droghiere in furore gli si present con una nota di quindici dollari. Il signor Wrenn ascolt con aria blanda tutte le minacce fino all'ultima, immaginandosi che quella fosse casa sua e l'onor d'essa il suo onore. Pag all'uomo in acconto otto dollari e lo conged altezzosamente. Poi si sedette ad aspettar Carletto, leggendo quasi sempre un giornale, ma alzandosi infuriato ogni tanto a inseguir mosche sperdute, incespicando sulle sedie e tirando sventole assassine col giornale piegato.
Quando Carletto si risvegli, tre ore dopo, limpido di mente, ma non altrettanto limpido in fatto di palato, il signor Wrenn gli diede un whisky molto ridotto insieme a una notevole quantit di caff, di pane abbrustolito e di lardo. Il pane abbrustolito non era cattivo.
- Ora, Carletto, - disse allegro - la "ciucca"  passata, no, socio?
- Di', ma mi avete trattato troppo bene, vecchio mio.... Accidenti! Come avete scopato! Come.... ero molto sbronzo?
- Senza scherzi, facevate paura. Ma adesso vi rimetterete, no?
- Oh, non c' da meravigliarsi che l'avessi cos secca, Wrenn. Sono stato all'Amusieren Rathskeller fino alle quattro stamattina e poi ho preso un paio di bicchierini, prima di colazione e poi non ho pi fatto colazione. Ma, di', socio, l'ho fatta andare, stanotte. C'era una biondina ossigenata che....
- Be', adesso, state attento, Carpenter; ascoltatemi. Siete a posto, ora. Avete provato a cercare un altro impiego?
- Sicuro che ho provato. Ma mi  andato gi il coraggio. Non mi pareva di aver pi un amico.
- E ben avete....
- Ma adesso credo di averlo, vecchio Wrennski.
- Sentite, Carletto, voi sapete che non mi piace tirar fuori l'Associazione di Carit o parlare come se fossi un predicatore. Ma vi sono cos affezionato che voglio che vi rimettiate a posto e troviate lavoro. Voglio, sul serio, Carletto. Siete in bolletta?
- Son l. Dieci dollari ancora a mio nome.... Ma mi tirer su, vecchio mio. So che non siete un predicatore. Certo che, se mi venite intorno con un'aria da uomo superiore, io bisogna che esca subito e mi sbronzi per amor dei princip.... S.... cercher di trovare un impiego.
- Ecco dieci dollari. Pigliateli, fate il favore.... s.... il favore, Carletto.
- Va be', sempre a vostra disposizione.
- Cos'avete in vista in fatto d'impieghi?
- C' un'occasione a servir di notte in un piccolo albergo dove son stato cameriere molto tempo fa. Il cameriere notturno deve finire, ma non so precisamente quando.... probabilmente fra una o due settimane.
- Be', stateci attento. E fatemi il piacere di venirmi a trovare - lo stesso posto - Sedicesima Via Ovest.
- Ma, a proposito, c' quella vecchia pischerla che ha il malumore interno, no? Come si chiama? Non le vado mica, io.
- La signora Zapp? Oh.... pu crepare. Pu dir tutto quello che vuole. Ho intenzione di ricevere chi voglio.
- Bene allora. Raccontatemi un po' qualcosa del viaggio.
- Oh, mi son divertito. Un mucchio di gente simpatica sulla nave-bestiame. Sapete, ho traversato l'Atlantico su una nave-bestiame. Un socio chiamato Morton.... simpaticissimo. Carletto, avreste dovuto vedermi cameriere dei vitelli. A dare il fieno. Ma, se era bello il mare! ogni razza di colori. Sporco come tutto, per, sulla nave.
- Lavoro pesante?
- Uh.... abbastanza. No, neanche tanto.
- Cos'avete visto in Inghilterra?
- Un'infinit di posti differenti. Dite, ho veduto vaudevilles magnifici a Liverpool insieme a Morton -  un uomo in gamba; lavora per la Pennsylvania, qui in citt. Bisogna che lo cerchi. Dite, vorrei che noi avessimo un'agenzia per cuscini di sof da convitto e bandiere e souvenirs a Oxford. C' un mucchio di universit, l, tutte nella stessa citt. Vi ho incontrato un professore che veniva da qualche universit americana.... ha noleggiato un'automobile e mi ha portato a una vera locanda antica....
- Bello!
- .....come se ne trovano leggendo; la sabbia sul pavimento!
- Stato a Londra?
- Altroch. Dio, che citt grande! Quell'Abbazia di Westminster, un posto magnifico. Ci son stato due volte. Una quantit di tombe di re e d'altra gente. E ho veduto un arcivescovo, colle ghette indosso! Ma mi sentivo solo. Ho pensato a voi molte volte. Avrei voluto uscirvi insieme a prendere una birra. Magari, attaccare un paio di belle ragazze.
- Ah, porcellone!... Dite un po', non siete passato dalla gaia Par?
- No..... Be', sar meglio che me ne vada, ora. Bisogna che traslochi.... sono all'albergo. Verrete gi a vedermi stanotte, no?
- E cos avete pensato a me, eh? S, s.... certo, socio. Scender stanotte. E mi metter subito dietro a quell'impiego.
 dubbio se il signor Wrenn sarebbe mai ritornato dagli Zapp, se non avesse promesso di trovarsi l con Carletto. Persino mentre stava portando la valigia gi per la Sedicesima Ovest, arrostendo a gradi nel sole, si sentiva il desiderio di precipitarsi da Carletto e dirgli di venire invece all'albergo.
Lee Teresa, che occupava quella giornata con un mal di testa, venne alla scampanellata e balbett:
- Be'! E cos siete voi?
- Mi par di s.
- Come, cos presto? Ma se non siete stato via pi di un mese e mezzo!
Guardatevi, o figlia dell'orgoglio meridionale! Il piccolo yankee considera le vostre turgide curve e i vostri occhi vuoti con ribellione, quantunque dica, e anche con tanta docilit:
- S, credo sia, su per gi, un mese e mezzo, signorina Teresa.
- Ebbene, lo sapevo che non sareste stato capace di resistere lontano da noi. M'immagino che rivorrete la camera. Mamma, c' tornato il signor Wrenn.... il signor Wrenn! Mamma!
- Oh-h-h-h - suon la voce di Goaty Zapp, con un diabolico disdegno, dal basso. -  tornato il signor Wrenn. Oh, oh! Non poteva resistere.  proprio da yankee questo!
Un ceffone, un lamento e poi l'elefantina lentezza della signora Zapp sulle scale, dal pianterreno. Apparve, abbottonandosi il colletto e sorridendo quasi gradevolmente, poich il signor Wrenn le dispiaceva meno di qualunque altro suo inquilino.
- Gi di ritorno, signor Wrenn? Ma se dico io! Stavo appunto ieri dicendo a Lee Teresa che ero sicura che avreste sentito il desiderio di trovarvi con noi. Non volete entrare?
Egli fiancheggi nel salotto con un:
- Come va la sciatica, signora Zapp?
- Non mi sento troppo bene.
- Ancor libera la mia stanza?
Esaminava il salotto privo d'aria, piuttosto severamente, e i suoi modi bruschi non piacquero al capo della casa Zapp, che osserv in tono funereo:
- Finora s, signor Wrenn, ma sono incerta. C' stato un signore a vederla solo ieri e ha detto che sarebbe stato permanente, lui, se l'avesse presa. Dico io, signor Wrenn, non mi fa certo piacere che gli inquilini se ne vadano, senza neanche avvertirmi.
Lee Teresa la guard brutto.
Il signor Wrenn replic:
- Io v'ho avvertita.
- Lo so, ma.... credo che ve la lascer, ma dovr chiedervi quattro e cinquanta la settimana, invece di quattro dollari. Van cos alto i prezzi, dico io, dicevo appunto a Lee Teresa che non so quel che faremo se il Padreterno non s'interessa di noi. E poi, signor Wrenn, vorrei che non rientraste cos tardi la notte. Ma credo che vi potr accomodare.
-  un gran favore, davvero, signora Zapp.
Il signor Wrenn era pericolosamente cortese. Che la nobilt stesse in guardia al portamento deciso del yankee.
- S, ma....
Fu il nostro eroe, il pazzo dei sette e dei settanta mari, il nostro rivoluzionario amico d'Istra, che balz deciso dai ponti incrostati di sale del suo faticoso vapore al rinchiuso salotto e dichiar, tranquillamente, ma irremovibilmente - quasi irremovibilmente:
- Be', allora, credo che far meglio a non prenderla affatto.
- E cos questo  il modo con cui ci trattate - rugg la signora Zapp. - Ve ne andate, ci lasciate con una camera vuota e.... Oh! povero straccio d'uomo.... voi....
- Mamma! State zitta e s-s-scendete! - sibil Teresa. - Su.
La signora Zapp barcoll, andando via, regalmente. Lee Teresa parl al signor Wrenn:
- Mamma non sta niente bene, oggi. Mi dispiace delle parole che ha detto. Tornerete, no? - Ella mostr tutti i denti in un sorriso schietto e, nella sua ansiet, trov il modo di toccargli il cuore. - Ricordate, avete promesso di tornare.
- S, torner, ma....
Bill Wrenn scompariva, uno spettro impaurito. Il "ma" era solo il suo ultimo riflesso e di questo Teresa non s'occup, cinguettando affaccendata:
- Lo sapevo che mi avreste compresa. Vado subito su a veder la camera e mettervi le lenzuola nuove. -
Un mese, un torrido mese nuovaiorchese, trascorse prima che l'imperiale signor Guilfogle gli rendesse l'Impiego e, anche allora, a diciassette dollari e mezzo la settimana, invece degli antichi diciannove dollari. Il signor Wrenn rifiut, con pretesti, di uscire col direttore a bere un bicchierino e gli regal venti idee di nuove novit e di lettere circolari. Rimise in ordine i metodi disordinati di Jake, il cucciolo, e due giorni dopo era al lavoro come se mai in vita sua egli fosse stato pi lontano, dalla Compagnia di Souvenirs, di Newark, Nuova Jersey.
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CAPITOLO 13.
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 IL "NOSTRO SIGNOR WRENN".
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"CARA ISTRA,
"Sono di ritorno a Nuova York in buona salute e spero che questa mia vi trovi nelle stesse condizioni. Avrei voluto scrivervi gi da molto tempo, ma non ci sono state molte novit, di qualsiasi genere e cos non vi ho scritto. Ma ora lavoro di nuovo per la Compagnia di Souvenirs. Spero che vi divertiate a Parigi; dev'essere una citt molto bella e spesso ho sentito il desiderio di esserci, un giorno forse vi andr. Io (cancellature varie, qui) ho letto parecchi libri da quando son tornato e credo che ora far progressi. Mi avete dette tante cose intorno ai libri e a tutto il resto e vi ringrazio molto. Concludendo, sono il vostro devotissimo
GUGLIELMO WRENN".
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Non c'era null'altro che lui potesse dire. Ma c'era una quantit spaventosa di cose che poteva pensare, mentre s'accoccolava presso la finestra che dava nella Sedicesima Via Ovest, il cui color grigio non era mutato nei secoli ch'egli aveva trascorso camminando per l'Inghilterra. Ricord il suo sorriso - e gemette: "Oh, desidero tanto vederla". Lo slancio coraggioso di lei attraverso la pioggia - e di nuovo quel gemito.
Alla fine s'insult: "E perch non fai qualcosa che le piaccia, e stai l seduto a piagnucolare come un grullo?".
Lavor al suo progetto di "portare il Sud in contatto" - in contatto colla Compagnia di Souvenirs. Una, due volte balz dallo scrittorio, nella stanza soffocante, quando la presenza d'Istra ritornava e gli si metteva irresistibilmente accanto alla sedia. Ma lavor.
I viaggiatori della Compagnia di Souvenirs non eran riusciti a ottenere dal Sud gli affari che la compagnia meritava, se il diritto e la giustizia dovevan trionfare. Sul piroscafo di ritorno, il signor Wrenn aveva concepito l'idea che un Calamaio Dixieland colle bandiere della Confederazione e dell'Unione drappeggiate in aggraziata ghisa, sarebbero state un magnifico regalo con cui attrarre l'attenzione del commercio meridionale. Al calamaio doveva far sguito una serie di lettere, spedite alla minima provocazione, un'ordinazione o una replica, coll'accorto augurio che le varie saluti del Mezzogiorno fossero buone e la stagione di base-ball importante; il tutto per assicurare una buona accoglienza ai viaggiatori sulla pista del Sud.
Egli compose le lettere; egli abbozz il calamaio; egli trov il coraggio di parlarne al direttore dell'ufficio... Per dimenticare l'amore e l'amata, c' di quelli che hanno fatto ascensioni in aeroplano e sconfitto trib in Africa. Per dimenticare l'amore un signor Wrenn, nuovo indaffarato, assorbitissimo e pi che mai "nostro", si cacci nell'ufficio del signor Guilfogle, sbatt i fogli sullo scrittoio e dichiar:
- Ecco quel piano per interessare il Sud, di cui vi parlavo. Davvero, vorrei molto provarlo. Mi occorrerebbe per ci un po' del tempo di una stenografa.
- Be', sapete che le nostre stenografe sono sempre occupatissime. Ma lasciate qui da me il vostro progetto. Gli dar un'occhiata - disse il signor Guilfogle.
Quello stesso pomeriggio, il direttore approv entusiasticamente il progetto. Approvare entusiasticamente  una frase tecnica d'ufficio per il dire uggiosamente:
- Ebbene, non credo che, comunque, sarebbe male tentare, ma, per amor di Dio, andate adagio e fatemi vedere tutte le lettere che spedite.
Cos il signor Wrenn dett una lettera per ciascuno dei loro negozianti del Sud, mandandogli un Calamaio Dixieland e informandosi del raccolto.
Aveva una stenografa, una giovane efficiente e intollerante, che metteva gi le sue parole zoppicanti, come se queste fossero saggi di cattivo inglese che lei volesse mostrare alle amiche; e aspettava sempre la parola seguente con cinica gioia.
- Per Dio! - ringhiava Bill Wrenn, il bovaro. - Le mostrer che son io che comando. Le mostrer che le cose stanno un po' diverso.
Ma dettava con tanta applicazione ed era cos caldo sui risultati che dimentic le arie di aristocratico martirio che la ragazza si dava.
Tenne dietro ai risultati del base-ball nel Sud, sui giornali. Piombava su ogni viaggiatore della pista del Sud, all'entrata, e voleva sapere delle idee religiose e politiche dei negozianti del suo distretto. Dimentic persino di preoccuparsi del prossimo aumento di salario e trov che era molto pi eccitante precipitarsi all'ufficio per una lettera d'importanza, subito dopo un pasto veloce, che non tener dietro al tempo per assicurarsi di non rimetterci neanche un minuto dell'ora del pranzo.
Quando venne l'ottobre - un ottobre da vagabondi, colle foglie risplendenti sulle Palizzate e i saloni cinematografici del Sesto Corso di nuovo freschi e allegri - il signor Wrenn si fermava fino a tardi, sotto le luci a vapore di mercurio, a far schede incrociate dei negozianti meridionali - le loro manie e i pregiudiz - fischiettando al lavoro, fermandosi a tratti a dar manate allo scrittoio e a mormorare: "Per Dio! Li tengo.... li tengo".
Raramente pensava a Istra, finch non era di nuovo fuori, in strada, orgoglioso d'aver lavorato tanto che gli facevano male gli occhi. In realt, i dispiaceri maggiori quei giorni li sentiva quando il signor Guilfogle non voleva "lasciarlo attuare un'idea".
Il loro primo combattimento fu a proposito del firmar personalmente il signor Wrenn le lettere; poich le lettere, pensava il direttore, erano altrettanto nostre quanto il signor Wrenn e dovevano venir firmate dalla ditta. Dopo qualche difficolt il signor Wrenn lo persuase che uno dei modi migliori di ottenere una lettera che fosse personale, era di farla personale. Quasi si insultarono prima che al signor Wrenn venisse permesso di adoperare il proprio discernimento.
Ma non  affatto certo che il signor Guilfogle dovesse cedere. A che cosa serve un direttore se i suoi subordinati usano il discernimento?
La battaglia seguente il signor Wrenn la perse. Aveva chiesto una vacanza mensile per la sua stenografa. Il signor Guilfogle gli fece notare che costei si sarebbe soltanto sentita peggio dopo una vacanza, che ci l'avrebbe resa insoddisfatta e che era insomma un favore tenerle la mente occupata. Tuttavia, al signor Wrenn venne concessa una nuova macchina da scrivere, e in modo che mise in chiaro il fatto che la Compagnia di Souvenirs era piena di forse troppa condiscendenza, a permettere, come faceva, a un impiegato di soddisfare i propr egoistici e testardi desideri.
Non si pu dar fiducia a questi impiegati. Il signor Wrenn s'assorbiva tanto nel lavoro che non dava nemmeno segno di accorgersi che era un favore quando il signor Guilfogle gli permetteva di far ricalcare le lettere per i negozianti con carta copiativa, invece che sporcarle col foglio bagnato di un copialettere. Il direttore accondiscese alla domanda, ma si mostr giustamente indignato ai modi bruschi del briccone, al che il nostro fracassoso rivoluzionario, il nostro amico di anarchici e di artisti dai capelli rossi, chiese un "aumento" e disse che non gli importava un cavolo se le (qualificate) lettere nemmeno partivano. La bont dei superiori! Poich, il signor Guilfogle chiese scusa e aument lo stipendio del pazzo da diciassette dollari e mezzo la settimana ai suoi antichi diciannove dollari. (Questi s'aspettava diciotto dollari; ne aveva chiesti ventidue e mezzo; sul mercato valeva da venticinque a trenta dollari; mentre il profitto che la Compagnia di Souvenirs ricavava dal suo lavoro era di almeno sessanta, detratto qualunque stipendio lui prendesse).
E non soltanto questo. Il signor Guilfogle lo batt sulla spalla e gli disse:
- Bel lavoro, vecchio mio. Bello. Bello. Solo, non voglio che arrischiate troppo.
Quella sera il signor Wrenn lavor fino alle otto.
Dopo l'aumento di stipendio, egli si poteva prendere il lusso di andare a teatro, dato che non aveva da risparmiare denaro per i viaggi. Scriveva piccole lettere a Istra e leggeva i libri che gli pareva ella avrebbe approvato - un Baedeker di Parigi e il secondo volume di Guerra e Pace di Tolstoi, che aveva comprato per cinque cents a un bancherottolo, d'occasione. S'interess di storia francese e inglese, in edizioni popolari e inaccurate, e raccolse ogni specie di aneddoti a pi di pagina intorno a Guy Fawkes, alle candele di giunco e al diritto divino dei re. E pensava quasi tutte le notti come farsi gli amici, il che - sempre come prima - intendeva fare appena Qualcuno arrivasse.
Il giorno che uno dei negozianti del Sud gli scrisse di suo figlio - "un bravo giovane, signore - ha tutte le probabilit di diventare maresciallo nella polizia di Atlanta" - gli occhi del signor Wrenn s'inumidirono. Ecco gi un amico. Sicuro. Egli si farebbe degli amici. Poi ci fu lo storpio dell'Emporio di giornali e Souvenirs all'angolo del Senato a Austin, Texas. Il signor Wrenn prese due calamai Dixieland extra e uno stendardo di foot-ball di Yale e li mand allo storpio per i suoi fratelli, che erano al Collegio di Agricoltura.
Le ordinazioni - s, aumentavano. I viaggiatori del Sud lo conducevano a pranzo talvolta. Ma egli era timido con loro. La sapevano cos lunga e avevano tante storie scompartimento-fumatori, da contare! Egli non aveva ancora trovato gli amici che desiderava.
Il ristorante Miggleton, nella Quarantaduesima Via, fu una scoperta romantica. Quantunque ci fossero i "prezzi popolari" - omelette semplice a quindici cents - il ristorante aveva luci rosse e verdi, a braccio, tavoli tipo missione e musica suonata da un pianista che pareva un passero e da un violinista. Il signor Wrenn non sent mai proprio, la musica, ma, mentre questa tremolava, egli apprezzava pi beatamente le vignette umoristiche di Harry dal Cappello Duro nel Giornale, che lui appoggiava sempre alla bottiglia dell'acqua. (Ci non gli diede mai disturbo; egli non aveva convinzioni in fatto di insalate). Soleva poi posare il giornale per guardar fuori della finestra all'insegna luminosa della Compagnia delle Migliorie per i Giornidozio, mostrante giardini di paradiso pagabili a rate, e sognava - oib, egli non aveva la menoma idea di che cosa sognare - qualcosa di lontano e che deliziosamente promettesse di diventare pi intimo. Una volta o due s'accorse di contemplare la ragazza bruno chiara che "lo avrebbe atteso in casa" e che in una dimora suburbana Giornidozio suonerebbe appunto musica simile per lui e per gli amici che vivrebbero vicino. Ella sarebbe intelligente come Istra ma "oh, pi da poterle uscire insieme in bei posti....". Spesso da quella musica, gli nascevano buone idee per le lettere del Sud, e doveva segnarsele sul retro delle buste.
E viene finalmente lo storico incidente della scatola dei cerini.
Quella sera dell'ottobre del 1910 egli pranz presto al Miggleton. Il fisso a trenta cents era perfetto. La semolina di granturco era, com'egli si spinse a dichiarare alla cameriera, "semplicemente straordinaria"; e l'insalata Waldorf aveva due noci intiere solo nella sua porzione.
L'uomo grasso dal gil bianco, che il signor Wrenn aveva spesso visto pranzare in quello stesso angolo del ristorante, gli sorrise, disse sedendogli di fronte:
- Bella sera - e lisci i due lucidi capelli che decoravan la fronte della sua testa quasi calva.
Il concerto includeva un pot-pourri di ariette dalla Vedova Allegra, che fece battere i piedi al signor Wrenn. Nel frattempo egli era tutto conscio di esser riuscito a strappare all'Emporio d'Angolo di Novit e Cancellerie di Seattle, un'ordinazione di cinquecento dollari come risultato delle sue lettere.
Il Giornale conteneva un saggio di fondo sull'"Amicizia" che sarebbe stato, ed era, un merito per Cicerone.
Depose il foglio, agit la grossa tazza di caff e fiss i bottoni in madreperla del gil dell'uomo grasso, che stava ingurgitando allora il brodo, di fronte a lui. "Mamma mia!" pensava "l'amicizia! Non ho nemmeno cominciato a farmi tutti quegli amici che volevo. Nulla ho fatto. Oh, ma lo far, bisogna assolutamente!".
- Bella notte - disse l'uomo grasso.
- Uh.... davvero - acconsent brillantemente il signor Wrenn. - Vero tempo da estate indiana.
- Proprio. Ho voglia di fare una passeggiata sul Corso del Lungofiume - credo che la far.
- Vorrei averne il tempo. Ma bisogna che ritorni in negozio - una tabaccheria. Son di turno, tre volte la settimana.
- Gi. Vi ho veduto qui quasi tutte le volte che ho cenato presto - disse, come facendo le fusa, il signor Wrenn.
- S. Le altre volte mangio alla pensione.
Silenzio. Ma il signor Wrenn lottava per trovar cose da dire, mezzi di approccio, per l'occasione di far conoscenza con una persona nuova, per tutti i modi umani d'amicizia che aveva desiderato nelle notti di solitudine.
- Chiss quando avran finito la Grande Centrale? - domand l'uomo grasso.
- M'immagino che ci vorr un bel po' d'anni - disse il signor Wrenn, discorsivamente.
- Gi. Credo anch'io.
Silenzio.
Il signor Wrenn sedeva tentando di pensare a qualcos'altro da dire. Gli uomini solitari nei ristoranti di citt senz'altro non fanno conoscenza. Pure gli riusc di osservare, nel modo pi cordiale:
- Sar un grande edificio.
Silenzio.
Poi, l'uomo grasso continu:
- Chiss cosa far Wolgast nell'incontro? Non credo che possa resistere.
Wolgast era, al signor Wrenn parve di ricordare, un boxeur. Annu vagamente
- Gi,  molto difficile.
- Andate alla riunione aviatoria? - domand l'uomo grasso.
- No, ma mi piacerebbe. Dio buono! Ci dev'essere un.... un bel rischio in quelle cose, no?
- Ostia, se c'. Il primo apparecchio che ho visto, per.... stavo scendendo dal treno a Parco Belmont e c'era un aeroplano in aria, che pareva uno di quei grossi scarabei meccanici che certi individui vendono per la strada, che ronzasse l, in alto. Sono stato come deluso. Ma, credete? Era quel J. A. D. McCurdy, in un biplano Curtiss - mi pare - e per Dio! si  messo a girare, a correre, a saltare che io credevo di perdere il cappello, tant'ero eccitato. E, credete? dopo ho visto McCurdy in persona, vicino a uno degli.... degli hangars.... un bel giovane, non passava i ventotto o i trenta, della corporatura di un corridore. E poi ho veduto Ralph Johnstone e Arch Hoxey....
- Dio buono! - respir il signor Wrenn.
- .....tuffarsi e fare il.... come si chiama?... il rotolo di salsiccia olandese o cos. Ho urlato da perder la testa.
- Oh, dev'esser stato magnifico vederli e ancora, cos da vicino.
- Ostia.... se era bello!
Non pareva che ci fossero altre questioni da risolvere. Il signor Wrenn ripieg lentamente il giornale, insegu il conto sotto tre piatti e il men nel suo nascondiglio dietro la salsa e lasci il tavolino con un penoso:
- Buona notte.
Allo scrittoio della cassiera, una bionda ornamentale, egli mise un cent nella macchina che gentilmente lascia cadere scatole di fiammiferi. Ma questa volta non caddero scatole bench lui tirasse la leva rumorosamente.
-  guasta? - domand la cassiera. - Ecco due scatole di fiammiferi. Mi pare che le abbiate guadagnate.
- Bello, bello, bello, bello! - risuon la voce dell'amico, l'uomo grasso, che stava allo scrittoio pagando il proprio conto. -  comodo, no? Due scatole per un cent! Sbanchiamo il ristorante. - Rialzando la testa, egli inser accuratamente un cent nel taglio e sbatacchi la leva, voltandosi a ghignare al signor Wrenn, che gli rese il sorriso, mentre la macchina non funzionava.
- Lasciate provare me - cant il signor Wrenn e diede un colpo di leva coll'entusiasmo del camerata.
- Niente, niente, signora - gracchi l'uomo grasso alla cassiera. - Mi par che mi vengano due scatole, anche a me, no? E io sono in una tabaccheria. Non c' male, eh, per sbancare i concorrenti? Oh, oh!
La cassiera gli porse due scatole con un sorriso imbarazzato e l'uomo grasso batt gioiosamente sulla spalla del signor Wrenn.
-  il mio turno! - disse un giovanotto, con un morbido cappello verde e un vestito bruno chiaro. Costui aveva guardato coll'improvvisa amicizia che accomuna una folla raccolta da un incidente.
Il signor Wrenn era raggiante.
- No, no,  il mio - disse. - L'ho inventato io, questo gioco.
Non si era mai distinto cos in una folla. Era un Bill Wrenn fornito della raffinatezza cosmopolita di un commesso di negozio. Stava accanto all'uomo grasso come un amico di qualit, una persona da pigliarsi tutta sul serio.
 vero per, che egli non aggiunse, al suo trionfo spirituale, il trionfo di ottenere ancora due scatole di fiammiferi, poich la cassiera esclam:
- No, davvero,  il mio turno! - e sollev la macchina dei fiammiferi a un alto scaffale che le stava dietro. Ma il signor Wrenn usc dal ristorante col suo vecchio amico, l'uomo grasso, dicendogli proprio come farebbe un uomo spiritoso:
- Mi pare proprio che sian stati truffati, eh?
- Gi - ridacchi l'uomo grasso.
- Andate al negozio?
- S.... certo.... non volete venir gi un pezzo?
- S, ci starei. Da che parte ?
- Quarto Corso e Ventottesima.
- Vengo gi con voi.
- Bene!
E l'uomo grasso pareva sincero. Egli confid al signor Wrenn che la pesca era una cosa elegante a Trulen, Nuova Jersey; che lui era un accidente a gettar mosche per pescare; che lui desiderava tanto andare a Trulen a pescare colle mosche, ma ne era impedito dal direttore della tabaccheria; che il direttore era una vecchia carogna; che il suo nome era Tom Poppins; che il negozio aveva una finissima marca nuova di sigari Manila, conservati in un nuovo elegante humidor comprato dietro suo consiglio; che uno dei giovani impiegati nel negozio s'era portato bene nella Maratona Corretta; che i Cuccioli avevano avuto quest'anno un'ottima squadra; che lui sarebbe felice di offrire al signor.... signor Wrenn, eh?.... uno di quei sigari Manila.... erano anche molto grossi; e finalmente che lui non aveva mai "riso tanto nella settimana dei tre gioved" come del modo che avevano truffato il Miggleton di quei fiammiferi.
Tutto questo col fare facile, affezionato e leggermente malinconico degli uomini grassi. Gli occhi grossi e tondi e socievolmente infantili del signor Poppins non erano mai sarcastici. Egli era il tipo d'uomo che in mezz'ora si fa vecchi amici di tutta la folla di un Pullman-fumatori. In contraccambio, il signor Wrenn non si fece timido; accenn alle sue pi vitali ambizioni e a un certo numero dei suoi dispiaceri e, quando giunsero al negozio, non solo accett pieno di calma uno dei "finissimi nuovi sigari Manila", ma persino lo accese, annusando e starnutendo.
E quando lasci il negozio sapeva che l'et dell'oro era cominciata. Egli aveva un amico!
Doveva vedere Tom Poppins il prossimo gioved al Miggleton. E ora avrebbe ritrovato Morton! Rise cos forte che il civico della Trentaquattresima Via apparve imbarazzato e si tast di nascosto per scoprire se nell'uniforme c'era qualcosa che non andasse. Ora, stasera, il signor Wrenn cercherebbe di mettersi sulla pista di Morton. Be', magari non quella sera - gli uffici della Pennsylvania non sarebbero aperti, ma comunque, qualche giorno nella settimana.
Due notti dopo, mentre attendeva Tom Poppins al Miggleton, egli si fustig col pensiero che non aveva ancora cominciato a cercar Morton; il buon vecchio Morton della nave-bestiame. Ma ci venne scordato nella meraviglia al resoconto che Tom Poppins fece della pensione della signora Arty, un posto "dove tutti vanno d'accordo, l'uno coll'altro".
- Non avete mai mangiato in pensione, eh? - disse Tom. - Certo che la massima parte son servite molto male. E c' tutta gente malinconica. Ma quella della signora Arty  quasi tanto simile a una casa quanto possiam sperare in genere noi, poveri scapoli. E gente simpatica. Se la signora Arty - signora R. T. Ferrard si chiama, ma noi la chiamiamo sempre signora Arty dalle sue iniziali - se non le andate a genio, non le importa di farVi sapere che non vi prender a nessun costo; ma, se vi prende,  capace di pensare ai buchi nelle vostre calze come se fossero di suo marito. Tutti i pensionanti si raccolgono nel salotto quando arrivano, a qualunque ora - fino alla mezza e discorrono, ridono, la fanno andare, giocano a Cinquecento. Come in casa! La signora Arty  quasi grassa come me, ma sa essere molto svelta se c' qualcosa che possa far per voi. E gente simpatica, anche - eccetto quel Teddem -  uno di 'sti attori-comparse che son sempre disoccupati; credo che la signora Arty cominci ad esserne malcontenta. Dite, Wrenn - mi sembrate un uomo di compagnia - perch non venite a far conoscenza coi pensionanti? Magari vi piacerebbe, poi, di trasferirvi l, una volta o l'altra. Mi dicevate che tipo meschino  la vostra padrona di casa. Lasciate stare, venite a pranzo. Offro io. Siete libero luned sera?
- S-s.
- Venite allora, dunque.... Trentesima Est.
- Dio buono, mi piacerebbe!
- E ben, perch no, allora? Trovatevi l per le sei. Domandate di me. Luned. Luned, mercoled e venerd son libero dal servizio notturno in negozio. Venite; vedrete se vi piace il posto.
- Perdncioli, verr! - e il signor Wrenn batt la palma sul tavolo, amicalmente.
"Finalmente, egli si disse, l'aveva finita, finita del tutto di bighellonare, senza mai far conoscenze". Era stanco degli Zapp. Non avevan nulla d'interessante, gli Zapp. Sarebbe andato dalla signora Arty ed ora.... avrebbe ritrovato Morton. Il mattino seguente, meravigliandosi di non aver pensato prima a una cosa tanto facile, telefon agli uffici della Ferrovia della Pennsylvania, chiese di Morton e, nello spazio di mezzo minuto, ud:
- Uh? Sono Harry Morton.
- Pronto, signor Morton. Scommetto che non vi immaginate chi .
- Credo che abbiate ragione....
- E chi credete che....
- Giacomo?
- Niente.
- Lo zio Enrico?
- Macch. - Il signor Wrenn si sent derelitto a trovarsi tanto completamente fuori del mondo di Morton da non venir neppur ricordato. Si affrett a reclamare un posto in quel mondo:
- Oh, signor Morton, dubito se abbiate mai sentito parlare di una nave-bestiame Meriam?
- Io.... Cribbio, siete voi, Bill Wrenn?
- Proprio.
- Bene, bene! Dove siete? Quando siete tornato?
- Oh,  da molto poco, Morty. Ho cercato di ritrovarvi.... son stato l per telefonare due volte. Sono nel mio ufficio, la Compagnia di Souvenirs, ora. L'antico lavoro. Dite un po', vorrei vedervi.
- E io no, vecchio Bill?
- Avete appuntamenti per stasera a cena, Morty?
- N-no. Non mi pare di aver nulla da fare.
La voce di Morton pareva echeggiare un dubbio. Il signor Wrenn pens che Morton doveva essere un tipo di societ; e fece il suo invito molto cortesemente.
- Be', allora, vecchio mio, sarei felice se poteste venir voi a cenare con me. Non potete venire a trovarmi, Morty?
- S-s. Credo di s. S, verr. Dove vi trover?
- Vi va l'angolo della Ventottesima e del Sesto Corso?
- Va benissimo, Bill. Verso le sei?
- Ottimo. Sar beato di rivedervi, vecchio Morty.
- E io, no? Arrivederci.
Guardando attraverso il tavolo al Miggleton, il signor Wrenn vide, nel tozzo corpo famigliare e nella grossa faccia del Morton della nave-bestiame, uno straniero, leggermente a disagio e molto quieto, con abiti che non avevan nulla a che fare colle navi-bestiame - una cravatta cremisi con una spilla a ferro di cavallo di "diamanti brasiliani", e un lucido vestito marrone, comprato fatto, coi polsini decorativamente ripiegati e i risvolti alle tasche.
Morton non diceva nulla delle sue peregrinazioni, dopo la separazione a Liverpool, tranne:
- Oh, ho vagabondato.... Var posti.... Caldo, di notte. In questa stagione. - Spieg tre volte - Avevo una certa paura che vi sareste offeso per il modo che vi lasciai;  il motivo per cui non vi ho mai cercato.
Tre volte il signor Wrenn dichiar che non si era affatto "offeso" e poi cess di tentar di farsi capire.
Il dialogo intristiva. Tutti e due giocherellarono un po' coi loro coltelli. Morton costru una serie di triangoli cogli stuzzicadenti, mentre faceva mostra di prestare una silenziosa attenzione alla versione pianistica di "Morettino, Piccolino, Tesorino di Mammina" e, in quel mentre, il signor Wrenn guardava fuori della finestra come se si attendesse da un momento all'altro che l'edificio dirimpetto pigliasse fuoco. Quando ciascuno dei due scopriva qualcosa da dire, allora si mettevano a parlare con vergognosa fretta e ciascuno accettava febbrilmente qualunque opinione l'altro avanzasse.
Il signor Wrenn si sorprese a pensare che Morton non aveva nulla di molto nuovo da dire, il che gli fece sentir di essere tanto sleale che sbott fuori, diffondendosi:
- Ebbene, su, ora, vecchio mio; voglio proprio sentire tutto ci che avete fatto lasciando Liverpool.
- Non....
- Be'....
- Non sono mai stato via da Liverpool! Ho lavorato in un ristorante.... Ma la prossima volta...! Andr difilato a Costantinopoli! - esplose Morton. - E ho veduto molti usi e costumi inglesi a Liverpool.
Il signor Wrenn parl a lungo e rapidamente della squadra mondiale di base-ball e dei vantaggi delle scarpe Regal sulle Walkover.
Cerc di pensare cosa potevano fare. Di botto:
- Dite, Morty, ho trovato un simpaticissimo tipo, qui, in una tabaccheria. Andiamo a cercarlo.
- Andiamo.
Tom Poppins fu molto cordiale con loro. Tir sgabelli in tela scura fuori della profumata stanza, dove si facevano i sigari e tutti e tre s'accoccolarono nel retrobottega, mentre Tom cicalava delle corse di Jaurez, di Taft, di avvolgi-sigari e di ebrei.
Morton venne spinto a raccontare l'ormai stagionata storia del giudice e del moretto. Egli fu allegro e rise molto e disse sovente:
- Questa  buona! - per complimento generale. Ma continu a dare occhiate all'orologio nella nicchia del muro, sopra il refrigerante dell'acqua. Alle dieci in punto, s'alz vergognosamente, esit e mormor:
- Be', credo che dovr andarmene.
E il signor Wrenn:
- Oh, Morty! Cos presto?
E Tom:
- Cos' 'sta fretta?
- Debbo correre fino a Jersey City. - Morton fu cordiale, ma non convinceva.
- Dite.... uh.... Morton - disse Tom, cortese in volto, colla testa calva lucida sotto i due ciuffetti, alzandosi: - Wrenn verr a pranzo luned alla mia pensione. Se veniste anche voi.  un bel posto.... la signora Arty....  la padrona....  una meraviglia. Ci sar presto una camera vuota.... magari potreste aggiustarvi a prenderla, no? Intendiamoci, non me ne vien nulla a me, ma tutti facciamo quel che possiamo per la si....
- No, no! - disse Morton. - Mi rincresce. Ma non posso. Sto con mio cognato.... mi costa solo la met di quel che verrebbe.... non vado molto in giro qui in citt.... Ho intenzione di risparmiare molto per un lungo viaggio. Fino a Pietroburgo, difilato!.... Ma mi son divertito, stanotte.
- Son contento. Bell'avventura, la vostra, sulla nave-bestiame - disse Tom.
Morton tir innanzi, per proteggersi, un po' acidamente:
- Voi, gente, andate molto a divertirvi, no?.... Io non posso permettermi il lusso.... Be', buona notte. Fortunatissimo di avervi conosciuto, signor Poppins. Buona notte, vecchio Wr....
- Andate al ferry-boat? Per Jersey? Faccio due passi con voi - disse quest'ultimo.
La passeggiata fu tranquilla e, per il signor Wrenn, tragicamente triste. Egli vide Morton (presumibilmente) compiere tutti i viaggi che lui aveva progettato un tempo. Sent che, facendosi la sua nuova gran cerchia d'amici, egli perdeva tutto il selvaggio amor delle avventure di Bill Wrenn. E si lasciavano, col suo primo amico.
All'imbarco del ferry, Morton pronunci il suo: "Be', saluti, vecchio mio" con un'affettuosit che voleva dir la fine.
Il signor Wrenn scapp indietro al negozio di Tom Poppins. Per la strada si vergogn di trovar sollievo nella separazione con Morton. La tabaccheria era chiusa.
A casa, la signora Zapp lo attendeva al varco per l'affitto (scaduto da un giorno) e il signor Wrenn fu molto brusco. Ci fu per tener lontano il "Dio buono, che vita dannata!" con che in camera espresse la desolazione della sua solitudine.
Il fantasma di Morton, defunto e dimenticato, gli fu accanto tutto il giorno seguente, finch egli non giunse a casa e incredibilmente trov, sul sobrio portamantello Zapp in noce nero, una lettera da Parigi, in una grigia busta d'aspetto straniero, e, sopra, lo scarabocchio, nero intenso, di Istra.
Rimand la delizia di aprir la lettera, fin dopo compiuti i riti di lavarsi i denti, infilarsi le pantofole e sprimacciare il cuscino della sedia a dondolo. Palpitando per la gioia prossima, guard, fuori della finestra, una figura gigantesca e gloriosa di Istra - la ridente Istra della colazione al campo - che torreggiava dalla strada sottostante. Sospir pieno di gioia e lesse:
"Caro Topolino, solo una parola perch sappiate che non vi ho dimenticato e sono davvero molto contenta di ricever vostre lettere. Non ho molto da scrivervi. Son terribilmente occupata dal lavoro e da stupide riunioni. Siete un'anima cara e spero che continuerete a scrivermi. Ho fretta.
I. N.".
"Scriver di pi la prossima volta".
Giunse cos presto al fondo. Istra se n'era di nuovo fuggita.
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CAPITOLO 14.
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ENTRA IN SOCIET.
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L'Inghilterra, con tutta la sua Istreria, non diede forse al signor Wrenn, per la sua collezione, un'emozione pi forte di quella che egli ricevette la sera di novembre quando vide il candido ingresso della signora A. R. Ferrard, lungo una decorosa fila di case della Tredicesima Via, presso il Corso Lexington.
 un isolato dove i cittadini sentono un civico orgoglio. Non c' la minima probabilit che un giornale rimanga buttato sull'asfalto - qualche custode, dai baffi frequentemente ritoccati, gli si precipita sopra nello spazio di un'ora. E la vista di vestiboli dal pavimento in lastre di marmo, alternate bianche e nere, e strofinate non da padrone di casa, ma da cameriere, non produce nessun timor sacro. Alle finestre del pianterreno ci son tendine svizzere a puntini e, ai primi piani, tendine in punto irlandese. Ci sono due etichette d'ottone lucido in un tratto di meno di otto case. Chiaramente, non  questo un quartiere dove i bambini riempiano la strada di strilli e di bastoncini.
Talvolta un'automobile pubblica s'accosta a qualche porta senza che una folla di ragazzotti faccia cerchio e non di rado si vedono giovanotti in abito da sera condurre a spasso signorine vestite di attillati abiti neri, con leggeri scialli buttati sul capo.
La confraternita d'un collegio del Medio Ovest tiene un circolo in quest'isolato e quattro delle case sono private - una di esse appartiene a un ispettore di polizia ed un'altra a un direttore di scuola, che porta le ghette.
 un isolato soddisfatto di s, altrettanto differente dal distretto degli Zapp, dove le padrone, vestite di gingham, vengon fuori a litigare coi merciaioli ambulanti, quanto il distretto degli Zapp differisce dal Ghetto.
La casa della signora Arty Ferrard  una povera parente della maggior parte di queste residenze. La ringhiera nera dell'area-way  rotta e la griglia della porta al pianterreno, tutta rugginosa. Ma alle finestre vi son tendine in chintz, disegnate in rosso e bianco, col biscu di una signora nuda nel mezzo; l'uscio  d'un bianco immacolato, con un'impugnatura di campanello in ottone lucido.
Il signor Wrenn tir quest'impugnatura con una educata vivacit che, lui sperava, avrebbe celato il suo nervosismo e la sua gioia, di cenar fuori. Poich egli era uno dei solitari di Nuova York. Aveva cenato fuori quattro volte in otto anni.
La donna sui trentacinque o trentotto che gli venne ad aprire era molto grassa, due terzi della signora Zapp, ma aveva gli occhi giovani. La bocca era piccola, arcuata e tremolante in un sorriso.
- Parlo col signor Wrenn, vero? - ella gorgogli appoggiandosi allo stipite, allegra, in apparenza indolente. - Sono la signora Ferrard. Il signor Poppins mi disse che sareste venuto e disse che siete una distintissima persona ed io ho voluto accertarmene e darvi il benvenuto. Entrate pure.
La sua indolenza divent energia quando ella infil il corridoio alla volta del grand'uscio a due battenti, a sinistra e lo spalanc, rivelando al signor Wrenn una scena di splendore e di festivit notturna.
Parecchie persone (sembravano dozzine, nella loro vivacit) stavan cantando e strillando alla musica di un pianoforte, in mezzo a una generale rossezza e splendidezza di mobili - tappezzeria rossa e tappeto rosso usato e un alto soffitto modellato a circoli tinti in rosa. Animavan le pareti quadri a mano di vecchi mulini e di signore pensose dinanzi a tramonti color salmone e una scena, particolarmente a mano, natalizia, con neve fatta di madreperla incastonata. Su un tavolo di centro, in quercia dai riflessi d'oro, stava una grossa lampada con un paralume in mosaico e attraverso le sue mescolate particole di vetro verde, rosso e perlato, infieriva lo splendore di una reticella a gas.
La stanza era ripiena di sedie in morbida felpa e in cuoio-imitazione, di tavolini e di mensole, un divano e uno "scrittoio per signora". Vasi verdi, rossi e gialli adorni di figure di giovani amanti affollavano il sommo di un piano all'altra estremit della stanza e la lucida cappa in marmo nero, del camino. Il gas acceso gareggiava, col fuoco del camino, in vigore, splendore ed eccitazione. La profusione dei mobili era come un tumulto; la rossezza, la "quercezza" e la lucidezza dei mobili era una vertiginosa attivit; e tutto era sovrabbondantemente magnificato dalle risa e dai canti che si facevano intorno al pianoforte.
Tom Poppins si drizz da un divano di cuoio spaventosamente rosso e nuovo e il signor Wrenn venne presentato alle cinque persone sconosciute della camera, con stupefacente sveltezza. Pareva che fossero cinquanta volte cinque irraggiungibili e magnifici stranieri da cui lui volesse fuggire. Tra tutti costoro egli fu certo soltanto di due - una signorina Nuccia tal dei tali e ci che suon come Orazio Hood Tem (era Teddem).
Desider di aver udito il secondo nome della signorina Nuccia (che, a cena, si pales essere Croubel), poich egli fu istantaneamente preso dalla dolcezza di lei che sorrideva, tendendogli una mano ben fatta, e diceva:
- Fortunatissima di conoscervi, signor Wrenn.
Ella ritorn nella parte anteriore della stanza e continu a parlare di calze a una zitella sparuta, ma il signor Wrenn sentiva che l'aveva conosciuta a lungo e con tanta intimit con quant'era possibile conoscere una giovane cos interessante.
Nuccia Croubel gli dava l'impressione di una grazia delicata, un genere superiore di grazia, simile a quella della figlia della Gran Casa Bianca sulla Collina, la casa del Possidente, a Parthenon; sebbene ella non fosse smodatamente graziosa. In verit, aveva la bocca troppo grande, e i capelli d'un bruno piuttosto ordinario. Ma il suo volto si mutava sempre per emozioni di gentilezza e di vita. La sua pelle, era perfetta; le fattezze belle, piuttosto greche; il sorriso, rapido eppure sensibile. Era di parecchi pollici pi bassa del signor Wrenn e tutta curve. La sua giacchetta di seta bianca scendeva teneramente per l'adorabile e liscia morbidezza delle spalle giovani. Un'elegante cintura in vernice le circondava la vita flessibile. Sottili calze nere di lille mostravano un piedino modestamente arcuato in una scarpetta nera.
Sembrava ch'ella fosse stata allevata per l'azione; sveglia, fiduciosa, rispettosa di s, pronta a farsi lei tutto, tutto; e pure pareva invincibilmente aggraziata, invincibilmente buona e confidente, e persino un po' timida.
Nuccia Croubel aveva ventiquattro o venticinque anni, pi vecchia negli affari e pi giovane, molto, in amore. Era nata ad Upton's Grove, Pennsylvania. Laggi, per diciotto anni, ella aveva giocato semplici giochi alle riunioni, aveva nascosti i bigliettini coi quali i ragazzi la invitavano a far gite a Baptist Beach. aveva letto molto Walter Scott e, occasionalmente, insegnato nella scuola domenicale. I suoi genitori morirono, quand'ella stava cominciando il quarto anno nella scuola media, ed ella venne a Nuova York a lavorare nell'emporio di giocattoli di Wanamacy per sei dollari la settimana durante l'affollamento delle feste. La sua pazienza con vecchi compratori nervosi e i suoi grossi totali di vendite le avevano guadagnato un posto permanente in quel negozio.
Era salita all'elevata posizione di seconda aiuto-compratrice nel reparto biancheria, a quattordici dollari e ottanta cents la settimana. E questa  tutta la sua storia, tranne il fatto che ella frequentava quasi ogni domenica una chiesa presbiteriana. La sola persona che ella odiava era Orazio Hood Teddem, quell'attore da pochi soldi che suonava il piano quando entr il signor Wrenn.
Proprio in quel momento Orazio stava suonando un ragtime con stupefacente rapidit, battendo il piede e volgendo il capo per sogghignare agli altri.
La signora Arty condusse il suo gregge chiacchierante nella sala da pranzo al pianterreno, la quale sala aveva la tappezzeria rosa e un tavolino gigantesco. Il signor Wrenn venne collocato tra la signora Arty e Nuccia Croubel. Dalla nebbia dell'estraneit usc allora la personalit della signorina Maria Proudfoot, una vispa ma pia zitella sui quaranta, che faceva sottocoppe per il Gruppo Femminile di Carit e aveva una rendita famigliare di duecento dollari l'anno. Alla destra del piatto in vetro rosso dei sottaceti, c'erano i maturi coniugi Ebbitt. - Signor Samuele Ebbitt, e anche la signora Ebbitt. Il signor Ebbitt era venuto da Hartford cinque anni prima, ma sembrava sempre che ne fosse arrivato allora. Era in un ufficio di case e terreni; grigio, irritabile, insofferentemente onesto e dedito ai reumatismi e ai giornali. La signora Ebbitt era dedita solo al signor Ebbitt.
Attraverso la tavola, si sentiva la presenza di Giacomo T. Duncan, che aveva l'aspetto di un dignitoso e rosso-baffuto soprintendente in una scuola domenicale, ma che viaggiava per una ditta d'abiti e mantelli, arrischiava molto a poker e a solo whist ed era stimato per la sua schiena dritta e la sua conoscenza di treni.
Il che  tutto.
Appena la signora Arty ebbe diretto Annetta, la cameriera timida, nel servire la minestra di verdura e l'ebbe indotta a portare un tovagliolo al signor Wrenn, ella prese il comando della conversazione, una delizia che non si sarebbe mai fidata di lasciare agli sforzi, da dilettanti, del suo gregge.
Il signor Poppins, disse, aveva parlato di presentare un amico del signor Wrenn; il signor Morton, vero? Una persona molto distinta, aveva sentito.
Era vero che il signor Wrenn e il signor Morton avevano fatto la traversata dell'Atlantico su una nave-bestiame? Proprio vero?
- Oh, che interessante! - aggiunse la bella Nuccia Croubel, accanto al signor Wrenn, coi giovani occhi pieni di un'ammirazione che lo fecero palpitare e impacciarsi, deglutendo il brodo. Fu poi confuso, sentendo il vecchio Samuele Ebbitt precisare:
- Uh-h-h-h..... nel 18.... uh..... 1872 la nave Prissie.... no, era nel 1873; no, dev'essere stato nel '72....
- Era nel 1872, pap - disse la signora Ebbitt.
- Nel 1873. Ero su una nave costiera, giovanotto. Ma non avevamo bestiame. - Il signor Ebbitt esamin foscamente Orazio Hood Teddem, fece scattare la custodia degli occhiali, chiudendola, e ricadde a mangiare, come se avesse risolto tutte queste sciocchezze.
In mezzo a occasionali interruzioni spiritose dell'attore, il signor Wrenn raccont del lancio del fieno, dello spirito di Morton e della malvagit di Satana, il sorvegliante.
- Ma non ci avete raccontato le vostre prove di coraggio! - tub la signora Arty. Si rivolse a Nuccia Croubel: - Scommetto che era di molto sangue freddo. Non credete, Nuccia?
- Certa ne sono. - La voce di Nuccia fu come un flauto.
Il signor Wrenn pens che c'era solo una cosa al mondo che lui sentiva il bisogno di fare; persuadere la signorina Nuccia Croubel che (quantunque lui fosse un solido uomo d'affari, proprio cos, e onorato) egli era uno di sangue freddo, uno che aveva scelto, andando in giro per 'sto mondo cos immenso, i luoghi pi pericolosi e nave-bestiamici. Cerc di trovar qualcosa di modesto e pur impressivo, da dire, mentre Tom discuteva colla signorina Maria Proudfoot, la zitella rispettabile, intorno alla moralit di dare ad altri le contromarche.
Mentre stava terminando la crostata fluttuante, il signor Wrenn riusc a dire:
- Siete di Nuova York, signorina Croubel? - e ascolt il racconto di riunioni in slitta a Upton's Grove, Pennsylvania. Egli era assolutamente felice.
-  come entrare in casa - pensava. - E sono gente come si deve per averli in casa.... adesso che li distinguo. Dio buono! La signorina Croubel  una meraviglia. E intelligente.... dinci!
Aveva una spaventata speranza di riuscir, dopo cena, a parlare in un angolo con Nuccia, ma Tom Poppins confabul con Orazio Hood Teddem e chiam in disparte il signor Wrenn. Teddem aveva lavorato in una compagnia cinematografica per una settimana e aveva tre biglietti di favore per il famoso Salone Cinematografico Waldorf.
Il signor Wrenn aveva sanguinariamente disapprovato le effeminate osservazioni di Orazio Hood, quali "Ih! ih!" e "Ah, bricconcello" ma, quando sent che questo rammollito aveva partecipato della gloria di far film, usc orgogliosamente in compagnia sua e di Tom. Non ebbe opportunit di parlare, colla signora Arty, a proposito della camera che si sarebbe fatta libera.
Desider che Carletto Carpenter o gli Zapp potessero vederlo seder proprio vicino a un attore che miracolosamente appariva sullo schermo innanzi a loro, mentre lui gli domandava come si fanno i film, con tanta famigliarit come se si fossero sempre conosciuti.
Sent il bisogno di far qualcosa per onorare i suoi amici, oltre che condurli a bere un bicchierino. Li invit nella sua camera e quelli vennero.
Teddem era stupendamente in forma; faceva con tanta amabilit il verso a tutti quelli che vedevano che Tom Poppins s'accorse che l'attore voleva chieder dei soldi. In coro, cantarono sottovoce, teneramente, la canzone popolare della stagione: - "Qualunque Ragazzina Che  una Bella Ragazzina  la Vera Ragazzina Che ci Vuol per Me" - mentre saltellavano su per i tenebrosi gradini degli Zapp. Entrando, Poppins e Teddem presero pose plastiche sulla scala interna e cantarono forte.
Il signor Wrenn era terribilmente conscio della signora Zapp, in basso. Stette ad ascoltare mentre conduceva su quegli altri e accendeva il gas. Ma Teddem imit talmente bene il Colonnello Roosevelt, con due bicchieri per occhiali e una piccola spazzola da capelli per baffi, che il signor Wrenn fu costretto a esclamare contorcendosi:
- Dite, io esco un momento a prendere un po' di birra. O preferite qualcos'altro? Un po' di panini al formaggio? Eh?
- Buon'idea - dissero Tom e Teddem insieme.
Il signor Wrenn non compr soltanto, ricoprendolo con un giornale, un gran mazzo di bottiglie di birra e di panini imbottiti al formaggio svizzero, ma anche una scatoletta di caviale e di gallette salate. In camera, distese sul cassettone un asciugamano pulito, poi due asciugamani puliti e dispose il festino con due bicchieri e un bacino della barba, come recipienti da bere.
Orazio Hood Teddem, che spalmava caviale su un panino e cantava ad alta voce il suo capolavoro "Ma guarda un po'" s'arrest di botto e fiss gli occhi stupefatti all'uscio.
Il signor Wrenn si volse in fretta. La luce cadeva - come sopra una rupe di polverosa roccia grigia - sulla signora Zapp, nell'uscio spalancato, immensa nella sua vestaglia grigia senza cintura, colle braccia ripiegate ed il volto burrascoso, muta.
- Signor Wrenn - ella cominciava, con un tono acuto che prometteva di scoppiare in furore.
Ma stavolta ella parlava all'avventuriero formidabile, a Bill Wrenn. Egli doveva proteggere i suoi amici. Balz in piedi e le venne incontro.
Disse, pacatamente:
- Non vi ho sentita bussare, signora Zapp.
- Io non ho bussato e voglio che....
- Allora, fate il favore di bussare, a meno che desideriate che io ve lo dica.
Egli tremava. La sua voce era stridula.
Dal corridoio sottostante Teresa chiam:
- Mamma, mamma, vieni gi. Mamma!
Ma la signora Zapp era troppo ben lanciata.
- Se credete che io voglia sopportare un fannullone, una gatta morta, un ubriacone che tien sveglio tutto il quartiere e siamo quasi a mezzanotte....
In quel momento, il signor Guglielmo Wrenn vide e sent la cosa pi stupefacente della sua vita e divenne lo schiavo eterno di Tom Poppins.
La faccia larga di Tom s'indur, la sua voce si fece da uomo d'affari. Egli grid alla signora Zapp:
- Filate o vi arresto. Il fatto  che voi, brutta strega, non sapete apprezzare un individuo distinto e tranquillo come Wrenn e cercate di spadroneggiarlo, e lui  restato degli anni. Fuori, o vi butto io. Non sono un agnello e non ho intenzione di sopportare nessuna delle vostre smorfie. Fuori di qui. Questa camera non  vostra; l'ha affittata - ha pagato l'affitto - questa stanza  sua. Fuori!
Tom Poppins lavorava di suo genio in una tabaccheria ed era abituato a rimbeccare ubriachi alti sei piedi. Una voce tremenda, ed era adiposamente irremovibile; non s'accorgeva nemmeno del fatto che la signora Zapp era ancora l "muta, colle pupille sbarrate".
Ma ecco un'alleata alla derelitta signora. Quando Teresa dal corridoio, ud Tom, comprese che il signor Wrenn non sarebbe pi restato. Si precipit su per le scale e strill al di sopra della spalla di sua madre:
- Vi mettete a dare addosso a una donna, ubriaconi.... mascalzoni, siete.... Vi far arrestare appena....
- Adagio, signora - disse Tom, con maniera. - Sono in borghese, io, un poliziotto. - Il vocione ronzava ora come quello di un cucciolo di tigre. - Non vorrei arrestarvi, ma sar costretto, se non ve ne andate e chiudete quella porta. O, se volete, scendete a chiamare il civico dell'isolato. Vi arrester lui per.... per infrazione all'articolo 2762 del Codice Penale! Violazione e grassazione - ecco dove siete!
A disagio, spaventata e poi inorridita, la signora Zapp si gir laboriosamente e sbatt l'uscio.
Malgrado si sentisse male, colpevole e sfrattato, il signor Wrenn balbett con un tentativo di dignit:
- Mi rincresce infinitamente che si sia cacciata in mezzo, mentre c'eravate voi. Non so come scusarmi....
- Non pensateci pi, vecchio mio - esplose la voce da basso di Tom. - Venite, andiamo dalla signora Arty.
- Ma, accidenti! manca un quarto alle undici.
- Niente paura. Possiamo arrivar l anche un po' pi tardi e la signora Arty sta su a giocare alle carte fin dopo mezzanotte.
- Dio buono! - esclam sottovoce il signor Wrenn, tutto allarmato, mentre entravano rumorosamente dalla signora Arty, sebbene il rumore non lo facesse lui.
L'uscio del salotto era aperto. La larga schiena della signora Arty era innanzi a loro ed ella stava annunciando a Giacomo T. Duncan e alla signorina Proudfoot, coi quali giocavano in tre a Cinquecento:
- Vada, chiedo sette su cuori, se voi mettete su tanta cresta. - Guard indietro, accenn e disse: - Venite, ragazzi. - Poi raccolse la matta e scart, con rapidi strattoni.
Il signor Wrenn, atterrito, sentendosi come un uomo di terra, naufrago, paragonava sfavorevolmente questa donna, che giocava e fumava, all'intensa rispettabilit della sua cara patronessa perduta, la signora Zapp. Stette seduto penosamente finch il giro non fu finito, sentendosi come tollerato. E Nuccia Croubel non si vedeva da nessuna parte.
Improvvisamente la signora Arty disse:
- Vorreste dare un'occhiata a quella camera ora, signor Wrenn, se non erro?
- S.... uh.... magari.... volentieri.
- Venite, ragazzo - ella disse, con finta severit. - Tom, prendete il mio posto nel gioco e che non senta poi che avete chiesto dieci su una mano liscia senza jolly. - Condusse il signor Wrenn al portamantello con divano nell'entrata. - La stanza al terzo piano sar libera tra due settimane, signor Wrenn. Possiamo salire a vederla, adesso, se avete voglia. L'inquilino attuale lavora di notte - , come chi dicesse, capo-cameriere al Rector o qualcosa di simile, e sta fuori fino alle tre o alle quattro. Venite.
Quando egli vide quella camera al terzo piano, la camera che le distinte persone della pensione volevano davvero che lui prendesse, egli si sent come uno appena fidanzato. Era tutta in verde tenero - stuoie verde prato, pareti verde chiaro, sedie in vimini bianchi con cuscini verdi; il letto, un divano con una coperta in tela, e quattro cuscini da sof. Prov l'impressione di essere ospite in qualche Casa del Quinto Corso.
-  un po' semplice, - disse la signora Arty in tono di dubbio. - Il mobilio  un po' semplice. Ma quel capo-cameriere - la camera  stata ammobiliata per un suo amico - dice che la preferisce a qualunque altra della casa.  comoda, e riceve molto sole e....
- La prendo.... E quant', scusate, colla pensione?
Ella rispose con un tono di pigliala o lasciala:
- Undici e mezzo, la settimana.
Era una stravaganza spaventosa; quasi come sposare una donna malata, avendo uno stipendio di dieci dollari la settimana, pens; diciannove meno undici e cinquanta gli lasciava sette dollari e mezzo per vestirsi, risparmiare e tutto il resto, ma....
- La prendo - disse in fretta. Era atterrito di se stesso, ma felice, felice. Sarebbe vissuto in questo paradiso; sarebbe stato lontano da quella Zapp; e Nuccia Croubel.... Che fosse fidanzata a qualcuno? pens.
La signora Arty diceva:
- Prima, per debbo farvi alcune domande. Sedetevi, prego. - E mentre entrava cigolando in una delle sedie di vimini, ella si mut improvvisamente da giocatrice di carte, fumatrice e canzonatrice, in una donna dignitosa, riservata e imperiosa. - Signor Wrenn, dovete capire, a questo piano ci sta la signorina Proudfoot e la signorina Croubel. La signorina Proudfoot sa guardarsi, ma Nuccia  una creatura cos ingenua....  come se fosse mia figlia. E la sola a cui abbia mai concesso una retta ridotta.... e vi giuro che non la concederei a nessun altro!.... Voi.... uh.... voi bevete, voglio dire, bevete molto?
Nuccia a quel piano! Vicino a lui! Subito! Bisognava che la prendesse quella camera. Si sforz di parlar direttamente.
- So quel che intendete dire, signora Ferrard. No, non bevo molto.... quasi nulla; un bicchiere di birra ogni tanto; talvolta non ci arrivo neanche in una settimana. E non gioco e.... cerco di comportarmi.... bene e.... e tutto come va.
- Bene.
- Lavoro alla Compagnia di Souvenirs e di Novit d'Arte nella Ventottesima Via. Se volete sentir da loro, credo che il direttore mi vorr dare una buona raccomandazione.
- Non credo che ne avr bisogno, signor Wrenn.  il mio mestiere scoprir che bestie sono gli uomini, solo a parlar loro insieme. - Ella s'alz, sorrise, e cacci innanzi la mano. - Sarete gentile con Nuccia, vero? Sto per mandar via quel Teddem - non diteglielo, ma lo far - perch si prende con lei troppe libert.
- S!
Poi, improvvisamente, ella scoppi a ridere e sbott fuori:
- Dite,  stato un lavoro difficile! Non vi ripugna dover fare la persona seria? Torniamo gi e mander Tom o Duncan a pigliarci un boccale di birra per darvi il benvenuto nel nostro gruppo.... Scommetto che avete le calze malissimo rammendate. Ve le porter via e dar loro un'occhiata, quando vi avr ingabbiato qui dentro.... Ma state tranquillo, che non vi legger le letterine! Ora scendiamo vicino al fuoco, dove si sta meglio.
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CAPITOLO 15.
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STUDIA IL GIOCO DEL CINQUECENTO, LE BUONE MANIERE E MOTTI PIENI DI BRIO PER L'UFFICIO.
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Su un divano di cuoio rosso lucido con bottoni neri lucidi e rigide frange pure di cuoio rosso lucido, il signor Guglielmo Wrenn sedeva ben eretto e faceva molte confidenze alla signorina Nuccia Croubel, che stava raggomitolata tra i cuscini di satin, colle sottane tirate accuratamente attorno alle caviglie. Da due settimane egli abitava ora dalla signora Arty. Portava una cravatta nuova bl-chiaro ed aveva i calzoni stirati come lastre d'acciaio.
- S, credo proprio che siate fidanzata con qualcuno, signorina Nuccia e che ci lascerete per andarvene.... andarvene a quel maledetto Upton's Grove o chiss dove.
- Vi dico che non sono fidanzata. Ve l'ho detto gi tanto. Chi vorrebbe sposarmi? Finitela di pigliarmi in giro.... siete troppo vile; bisogner proprio che mi faccia proteggere da Tom!
- Ma certo che siete fidanzata.
- Vi dico di no.
- Vi dico di s.
- Vi dico di no. Chi vorrebbe sposare questa povera diavola?
- Chi? Ma chiunque, senza dubbio.
- Finitela di pigliarmi in giro.... E, poi, voi parlate probabilmente con una ventina di ragazze.
- Macch. Se vi dico, che non ho mai conosciuto, forse, pi di due ragazze, nella mia vita. Una fu appunto una ragazza colla quale andai a teatro due o tre volte.... la figlia della padrona di casa che avevo prima di venir qua.
Se non fate un po' di corte alla figlia del padrone,
non avrete mai due fette della torta!
cit Nuccia, fuori della cassaforte della letteratura.
- Ecco. Proprio. Ma scommetto....
- E chi  stata la seconda?
- Oh! Era.... era un'artista. Mi piaceva.... molto. Ma era.... uh, troppo intellettuale. Dio buono! se.... ma....
Un silenzio di comprensione, che Nuccia ruppe dicendo:
- S, son gente buffa. Gli artisti.... Avete la lezione di Cinquecento stanotte? La vostra primissima?
- Mi par bene. Dite un po', assomiglia molto a questo bridge-whist? Signorina Nuccia, perch lo chiamano Cinquecento?
-  il punto che bisogna fare per uscire di gioco. No, non credo assomigli molto al bridge: quantunque, a dir la verit, io non abbia mai giocato a bridge. Per, dev'essere un gioco carino!
- Oh, credo che probabilmente lo sapreste giocare. Sapete far di tutto voi. Sul serio, non ho mai trovato nessuno come voi.
- Be', adesso basta, signor Wrenn. Io so di essere una.... com' che il signor Teddem usava chiamarmi? Una "morfella". Ma....
- Signorina Nuccia! Voi non siete una "morfella"!
- Ebbene....
- E nemmeno una smorfiella. Siete un.... aspettate.... un'antilope.
- Macch! Nemmeno, se riesco a contorcere il naso come un coniglio. D'altra parte, sembra che parliamo di meloni cantaloupe. Ma, comunque, il capo-reparto ha detto oggi che sono pazza.
- L'avessi sentito io....
- Lo picchiereste per me? - Ella coccol un cuscino e sorrise riconoscente. I suoi grandi occhi parevano riempirsi di luce.
Il signor Wrenn si sorprese a desiderare di baciarle la morbidezza della spalla, ma disse soltanto:
- Non sono uno che mi piaccia molto litigare, ma mi proverei a fare un bel lavorino per quel tale.
- Ditemi, ditemi, avete mai avuto combattimenti? Quand'eravate ragazzo? Eravate un ragazzo tanto cattivo?
- Mai da ragazzo, ma.... be'.... ho combattuto un paio di volte sulla nave-bestiame e in Inghilterra. Nessuna delle due  stata gran cosa, per, debbo dire. Ero spaventatissimo!
- Non ci credo!
- Ve lo assicuro.
- Non credo che foste spaventato. Siete troppo serio, voi.
- Io, signorina Nuccia? Ma se sono un burlone tal'e quale.
- Finitela di rider voi stesso. Mi piacete quando fate sul serio.... come quando avete veduta quella bella nevicata, la notte scorsa.... Non pare anche a voi, che  triste dover perdere tanti begli spettacoli qui in citt.... ci sono soltanto i giardini, ed anche l non ci sono uccelli, veri uccelli selvatici, come ce n'era sempre nella Pennsylvania.
- Davvero! Non  triste? - Il signor Wrenn si tir pi vicino e apparve simpatizzante.
- Temo di diventar lacrimogena. La signorina Hartenstein....  nel mio reparto.... riderebbe di me.... Ma io li amo, gli uccelli, gli scoiattoli, i salici e tutte queste cose. D'estate mi piace andare in gita all'Isola Staten o camminare per il Parco Van Cortlandt.
- Verreste a fare una gita con me qualche volta, la prossima primavera? - E frettolosamente: - Voglio dire, colla signorina Proudfoot, colla signora Arty e con me?
- Mi piacerebbe, molto. - Ella fu sostenuta ma fiduciosa, in questo. - Dite, signor Wrenn; avete mai camminato lungo le Palizzate fino a Englewood?  cos delizioso l.... i boschi e il fiume e tutti quei rimorchiatorini buffi che fumano, lontano. lontano, gi.... io starei l, sulle rocce, ore e ore, soltanto a sognare e sognare. Dopo che ho trascorsa l la domenica - ella sognava in quel momento, egli si accorse, ed il cuore gli si intener appassionatamente per lei - non m'importa pi nulla di dover tornare al negozio il luned mattina.... Ci siete stato laggi, vero?
- Io? Ma io credo di essere stato quello che le ha scoperte le Palizzate!... S,  davvero meraviglioso l!
- Oh, siete voi? Ho letto qualcosa al riguardo nella storia americana!.... Ma, parlando sul serio, signor Wrenn, lo credo che vi piacciano le passeggiate e queste cose - non come quel Teddem o come il signor Duncan - voglion sempre stare in citt, loro - o persino Tom, quantunque lui sia un vecchio caro.
Il signor Wrenn parve geloso, di una piccola scottante gelosia. Ella s'affrett a dire:
- Naturalmente, ci  simpatico come un fratello maggiore. A tutti, noi.
Era dolce a tutti e due, per lei dirlo e per lui ascoltare, che n Tom n alcun altro possedeva il suo cuore. Le loro occhiate timide furono come un allungarsi delle mani in teneri contatti, quand'ella confid:
- Lui e la signora Arty combinano le gite e quando siamo fuori, alle Palizzate, lui mi dice - sapete, qualche volta mi fa quasi pensare che sia un po' addormentato, quantunque a me paia che se ne sgattaioli soltanto sotto un albero a parlare colla signora Arty o a leggere una rivista - ma, come dicevo, lui mi dice sempre: "Dunque, sorellina, credo vogliate andare in giro a fantasticare per vostro conto - non vi va di parlare con un vecchio orso brontolone come me. Ebbene, ne son contentissimo. Ho voglia di dormire, io. Non ho nessuna voglia di farmi seccare da voi e dalle vostre chiacchierate interminabili. Andatevene!". Credo dica questo appunto perch sa che io non me ne andrei via da sola, se non paresse conveniente anche a loro.
Ascoltando il vivace sforzo di lei d'imitare il basso profondo di Tom, il signor Wrenn rise, si batt il ginocchio e le diede ragione:
- S, Tom  un ottimo compagno, davvero.... Piace anche a me andarmene per mio conto in qualche posto. Mi piace girare per i luoghi e raccontare a me stesso le pi stupide storielle intorno a loro; son come un ragazzino, per questo.
- E voi leggete tanto, signor Wrenn! Dio mio! Ditemi, avete mai letto nulla di Harold Bell Wright o di Myrtle Reed, signor Wrenn? Scrivono racconti cos deliziosi!
Non li aveva letti, il signor Wrenn, ma espresse subito l'incrollabile risoluzione di farlo e senza perder tempo. Ella continu:
- La signora Arty mi diceva che avete una vera biblioteca.... quasi cento volumi e.... Vi dispiace? Sono entrata in camera vostra e vi ho dato un'occhiata.
- Affatto, non mi dispiace! E, se ce n' qualcuno che volete prendere, in qualunque momento, signorina Nuccia, io sar felicissimo di imprestarvelo.... Ma, perbacco! Se non ne ho quasi nessuno!
-  per questo che non avete mai perduto il tempo a imparare il Cinquecento e il resto, vero? Perch avete sempre avuto da fare a leggere e a leggere?
- S, abbastanza - il signor Wrenn si fece modesto.
- Non siete sempre stato molto.... oh, non avete avuto sempre molta fantasia, voi?
Ella pareva davvero interessarsi.
Il signor Wrenn se ne sent febbrilmente sicuro e dichiar:
- S, credo bene.... E ho sempre desiderato di viaggiar moltissimo.
- Come me! Non  una cosa meravigliosa girare e veder luoghi nuovi!
- Davvero! - respir lui. - Era magnifico stare in Inghilterra.... sebbene l la gente sia, in certo modo, un po' fredda. Anche quando sono a uno scalo qui, a Nuova York, io mi sento come se fossi lontano, in Cina o altrove. Mi piacerebbe veder la Cina. E l'India.... Dio buono! quando ascolto le ondate laggi, a Coney Island o in qualche luogo.... voi sapete che suono hanno le onde quando giungono. Ebbene, qualche volta mi par quasi che parlino a qualcuno - sapete - di bastimenti. E, dite! conoscete le pecorelle... non sembra proprio che le onde vi faccian segno...? vi chiamano che scendiate e fuggiate con loro.... verso la Cina, lontano, per il mondo.
- Ma, signor Wrenn, voi siete un poeta bell'e fatto!
Egli apparve dubitoso.
- Davvero, non vi voglio canzonare; voi siete un poeta. E penso che  bello che..... Il signor Teddem diceva che nessuno  poeta o gi di l, se non beve da matto e.... uh.... se si comporta bene e se lavora. Ma voi non siete cos, vero?
Egli apparve sostenuto e mormor, sinceramente:
- Almeno, cerco di non esserlo.
- Ma io ho intenzione di farvi andare in chiesa. Voi diventerete socialista o qualcosa di simile se vi mettete a fare troppo il poeta e non....
- Signorina Nuccia, scusate, posso venire in chiesa con voi?
- Ma....
- Domenica ventura?
- Ma s, mi farebbe molto piacere. Siete presbiteriano, per?
- Mah.... uh.... credo che sono una specie di congregazionalista; ma, tuttavia, si assomiglian tanto, tutti.
- S, davvero si assomigliano. E, d'altra parte, che cosa importa, dal momento che tutti crediamo nella stessa cosa e cerchiamo di comportarci bene; e qualche volta  molto difficile, quando si  poveri e pare che....
- Pare.... che cosa? - insist il signor Wrenn.
- Oh, nulla.... Povero voi, dovrete alzarvi maledettamente presto domenica mattina, se vorrete venire con me. La mia chiesa comincia alle dieci e mezzo.
- Oh, mi alzerei alle cinque per venire con voi.
- Stupido! Adesso volete proprio pigliarmi in giro, volete; perch voi, uomini, non l'amate la chiesa fino a questo punto, io lo so. Voi, uomini, siete veramente poltroni la domenica mattina e non volete che starvene seduti a leggere il giornale e lasciar noi, povere donne.... Ma, per favore, raccontatemi ancora delle vostre letture e di tutte quelle cose.
- Ebbene, io sar bell'e pronto a venire, alle nove e mezzo.... Non so; non ho mica letto molto io. Ma mi piacerebbe viaggiare e.... Dite, non sarebbe meraviglioso..... mi pare di diventare un bambino a parlarne; naturalmente bisogna che uno pensi agli affari, ma sarebbe meraviglioso.... Dite, c'era un uomo in Europa con.... un..... un amico e tutti e due sapevano un mucchio di storia.... tutti e due sapevano un mucchio di cose intorno a Guy Fawkes ( quel tipo che ha tentato di far saltare il Parlamento Inglese), e allora, quando furono a Londra, potevano quasi immaginarsi di vederlo e di girare insieme a visitare la finestra di Shelley....  stato un poeta ad Oxford.... Oh, sarebbe meraviglioso con un.... con un amico.
- Davvero.... Io volevo impiegarmi nel reparto libri, una volta.  cos bello essere....
- Siete pronto per la partita? - mugg Tom Poppins dall'entrata in basso. - Pronto il collega.... e voi, Wrenn?
Tom doveva iniziare il signor Wrenn al gioco, giocando con lui contro la signora Arty e la signorina Maria Proudfoot.
La signora Arty espresse la gioia della circostanza, pronunciando dalla soglia dell'uscio il vecchio detto consacrato:
- Ebbene, le signore contro gli uomini, eh?
Un grugnito collettivo, che si potrebbe rendere cos: "Hummmhm!", approv.
- Sono un'ottima suffragetta - ella aggiunse. - Fate attenzione, Maria, come faremo a pezzi i maschi.
- Come se fossero dei vetri? Vediamo.... facciamo.... i quattro rossi e i cinque neri? - osserv Tom, preparando il mazzo delle carte.
- Lo farei proprio. Mi d tanto ai nervi - continuava la signora Arty - pensare a quei vecchi barbogi che gli uomini portano candidati, quando sanno benissimo che sono idioti solenni! Mi andrebbe proprio uscire e votare come una disperata.
- S, ma io credo che il posto della donna sia in casa - disse altezzosamente la signorina Proudfoot, decisa, mettendo via un tovagliolino che stava terminando per il Gruppo Femminile e dandosi due o tre ritocchi ai capelli.
Si disposero intorno al tavolo di centro, che luceva, splendeva e scintillava dei riflessi dorati della quercia. La signorina Proudfoot mischi le carte austeramente. Il signor Wrenn sedeva cheto e atterrito come un professore ridotto, da un naufragio, su di una zattera, con due giocatori e un giornalista. Nuccia gli sorrideva a incoraggiarlo dal divano, dove aveva cominciato il suo ricamo - un grosso sotto-lampada natalizio per la moglie del pastore presbiteriano di Upton's Grove.
- Non vi piacerebbe che il vostro caro amico Orazio Hood Teddem fosse qui a giocare con voi? - osserv Tom.
- No, non mi piacerebbe - dichiar la signora Arty. - Per, aveva una cosa, Orazio. Che non ho mai avuto bisogno di andare a vedere il suo conto, per sapere quanto mi doveva. Cessava di chiamarmi "il mio caro Ranuncolo" quando arrivava a dieci dollari, e, quando me ne doveva venti, cessava persino di sbattere l'uscio d'entrata. Oh, signor Wrenn, vi ho mai raccontato della volta che gli ho chiesto se voleva che Annetta gli ripulisse...
- Geltrude!... - protest la signorina Proudfoot, mentre Nuccia, dal divano, osservava meccanicamente. - Quella storia!.... - ma la signora Arty se la rideva grassa grassa e continu:
- Gli ho chiesto se voleva che Annetta gli ripulisse la camicia da notte quando gli puliva la camera. Il giorno dopo, l'aveva cambiata.
- Tocca a voi, signor Poppins - disse la signorina Proudfoot, severamente.
- Prima, voglio spiegare a Wrenn come si gioca. Vedete, Wrenn, questo  lo specchietto. Noi giochiamo secondo il sistema Avondale..., dovete sapere.
- S - disse timidamente il signor Wrenn....
Aveva sentito una volta parlar di Carbondale - nella Nuova Jersey o in Pennsylvania o altrove - ma non pareva che questo gli giovasse molto.
- Ecco, vedete, voi o ci state o vi ritirate - continu Tom. - Pi o meno, secondo. C' il jolly, poi il fante di mano, poi l'altro, poi l'asse.... Poi.... ecco; chi chiede alto prende il gatto... la matta, diciamo.... e scarta. Dieci giri si fanno. C' il seme come a briscola, naturalmente. Ecco tutto.... a ogni modo, un'idea ce l'avete, ora. Chiedo sei senza seme.
Mentre Tom Poppins finiva queste istruzioni, fatte in quel modo rapido del giocatore di carte, che sembra dire "e non fatemi pi domande stupide", il signor Wrenn si sentiva soffocare. Allung il collo, cercando di allargarsi il colletto inamidato. E cos, dunque, egli era un fallito, era ormai un reietto della societ.
E cos, dunque, egli non poteva imparare il Cinquecento! E pensare che aveva sentito tanto orgoglio perch sapeva distinguere una carta dall'altra alla perfezione, avendo lui giocato una quantit di mani di poker a due con Tim, sulla nave-bestiame. Ma che cosa diavolo voleva dire "Il fante di mano.... il gatto.... la briscola"?
E fallire con Nuccia che lo osservava! Egli diede un altro strattone al colletto.
Queste cose pensava, mentre la signora Arty e Tom tenevano il seguente brillante ma enigmatico dialogo di societ:
Signora Arty: Be' non so.
Tom: Non  insuccesso, ma un delitto, chieder basso, cara mia.
Signora Arty: Maria, debbo fare....
Tom: Ohi! Non si parla attraverso il tavolo!
Signora Arty: Uhm.... aspettate.
Tom: Chiedete, chiedete! Un piccolo sette su cuori?
Signora Arty: Proprio cos, chieder sette su cuori, bello mio!
Tom: Oh, come ve le suoneremo!... E voi, Wrenn?
Dietro al signor Wrenn, Nuccia Croubel gli sussurr:
- Chiedete sette senza seme. Prendete il jolly.
Il dito delicato di lei, dall'unghia scintillante, indicava una carta tra le altre, bizzarra.
- Sette senza seme - egli borbott.
- Otto-cuori - scatt secca la signorina Proudfoot.
Nuccia tir una sedia dietro al signor Wrenn. Egli ascoltava le sue spiegazioni carezzevoli col disperato rispetto e affetto che un subalterno novizio pu prestare a un generale, durante una battaglia.
Tom e lui vinsero la mano. Egli gett uno sguardo a Nuccia con terrore, poi strinse le nuove carte, spaventato, colle tempie ronzanti, sbarrando gli occhi come se in esse si potesse nascondere uno di quei malvagi ingannatori contro cui Nuccia lo aveva allora messo in guardia - un fante fuori mano.
- Buono! Picche.... vedete - disse Nuccia.
Quindici minuti dopo, il signor Wrenn s'accorse che Tom sperava che lui giocasse un fiori. Ne gett uno e tutta la tavolata disse:
- Ma bravo. Benissimo!
Sent un leggero colpo sulla spalla e arross, come un tramonto, sbirciando indietro, Nuccia.
Il signor Wrenn, brillante di societ, continuava nel frattempo ad essere il nostro signor Wrenn della Compagnia di Souvenirs.
In verit, attualmente egli aveva intenzione di continuare a pigliar sul serio l'Impiego fino al pi nebulosamente lontano futuro, quel futuro che tutti attendiamo, "quando capiter qualcosa". Il suo amoreggiamento coi negozianti del Sud mostrava tali risultati che, in lui, l'interesse per qualunque carta ci fosse sul suo scrittoio era diventato fede nella divina necessit dell'Impiego, inteso come un tutto. Non pi ora, come una volta, egli teneva le lettere personali nel cassetto, pronto sempre per un'improvvisa partenza alla volta di Vienna o del Kamchatka. E, inoltre, desiderava ora di guadagnar molto pi denaro per la sua nuova carriera di splendori. Il signor Guilfogle gli aveva assicurato che ci potevan essere possibilit in futuro - gli affari prosperavano, due nuovi commessi viaggiatori e un piazzista erano entrati nel personale e, mentre prima la loro ditta era soltanto stata di rivendita, ora facevan stampar per proprio conto i loro Motti Allegri in Cartone, che avevano un grande successo sul mercato.
Per mezzo dell'amico Rabin, viaggiatore, il signor Wrenn fece pi stretta conoscenza con due grandi uomini - il signor L. J. Glover, l'agente degli acquisti della Compagnia di Souvenirs, e Giovanni Hensen, il capo della manifattura-motti, assunto allora. Egli "voleva tenersi al corrente in tutti i var campi degli affari, per poter riuscir bene dappertutto"; e da questi uomini impar i preziosi segreti del commercio, con cui i mercati producono la prosperit per tutti: come far sedere un agente di vendita di fronte alla luce, in modo che voi possiate veder la sua faccia meglio che non lui la vostra. E quanto tempo prima telefonare al tipografo che "dobbiamo assolutamente vedere le bozze, quest'oggi; che cosa  successo? Avete voglia di perdere le nostre ordinazioni?". Impar anche qualcosa intorno alle varie specie di cartone e di vetro da calamaio, quantunque queste cose fossero, naturalmente, soltanto argomento di conoscenza e non di brillante tattica commerciale e molto meno importante di ci che Tom Poppins e Rabin definivano "saper fare un discorso svelto e robusto".
- Dite, ma voi diventate gioviale in questi ultimi tempi - un vero re, in societ, - Rabin gli comunic.
La risposta di Wrenn fu in se stessa una prova della profondit dell'osservazione di Rabin:
- Ma certo - voglio chiedervi in prestito dei soldi. Debbo far colpo, no?
Alcune ore dopo questa lode arriv la seconda lettera di Istra.
"Caro Topolino,
"Son contentissima di sentire della straordinaria pensione. S, mi piacerebbe sentirvi raccontare delle persone che ci sono. E leggete la storia? Bene. Io comincio a nausearmi di Parigi e, un giorno o l'altro, fermo un bevitore d'assenzio sul boulevard e gli d quattro schiaffi per mostrargli che sono una robusta americana dell'Ovest, di quelle da cinematografo; e poi salto in sella e inseguo il bandito. Lavoro come un cane, ma a che cosa serve? Cio, a meno che uno riesca bene, come son lieta di sentire che fate voi. Mio caro, continuate. Sapete che io voglio che siate reale, qualunque cosa facciate. Non volevo farvi la predica, ma sapete che odio la gente che non  reale - questo  il motivo perch non vado troppo a genio a me stessa.
Au rcrire
I. N."
Dopo aver letto la lettera tre volte, egli fu molto scandalizzato e si consider un traditore, poich s'accorse di far solo finta di esser commosso di gioia alla lettura.... Pareva cos lontana da lui quella lettera. "Genio".... "au rcrire". Cosa voleva dunque dire? Ed Istra, sempre cos insoddisfatta. "Che cosa farebbe se dovesse essere sempre al lavoro come Nuccia?... Oh, Istra  meravigliosa. Ma.... Dio buono!... non capisco....".
E, quando colui che  stato gagliardamente innamorato, dice "Ma... Dio buono!... non capisco" l'amore se ne fugge atterrito.
Torn a casa, pensieroso.
Dopo cena disse bruscamente a Nuccia:
- Ho ricevuto oggi una lettera da Parigi.
- Davvero? Chi  colei?
- G-g-g-g....
- Oh,  sempre una colei.
- Be'.... uh....  una ragazza. Avevo cominciato a parlarvene, un giorno.  un'artista, e abbiam fatto una volta insieme una gran camminata in campagna. L'ho incontrata.... abitava dove abitavo io, a Londra. Ma.... Dio buono! non so;  cos maledettamente letterata.  una persona distinta.... Credete che vi piacerebbe una ragazza cos?
- Pu darsi di s.
- E se fosse un uomo?
- Oh, s, allora. Gli artisti sono cos romantici.
- Ma non lavorano neanche la met del tempo - disse lui, gelosamente.
- Gi, questo s.
La mano del signor Wrenn s'avanz nascostamente, costeggiando con astuzia un cuscino, a toccare la sua - che ella ritrasse, ridendo:
- Ohilal! Andate a prender la mano alla vostra artista!
- Oh, signorina Nuccia, dopo che ve ne ho parlato io stesso!
- Oh, sicuro.
Ella fu contrita e giocarono a Cinquecento tutta la sera, animatamente.
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CAPITOLO 16.
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DIVENTA LEGGERMENTE RELIGIOSO E ALTAMENTE LETTERATO.
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L'eroe del vaudeville in un atto al Victoria-Hammerstein, quella sera di dicembre, era - pareva - un ricco proprietario giovane di miniere, travestito. Egli lavorava per l'"impresario di miniere false" poich amava la figlia dell'impresario d'un amore che superava ogni comprensione, tranne quella delle ragazze della galleria. Quando le autorit postali stavano per fare arrestare l'impresario, il nostro giovane eroe lo salvava passandogli una miniera vera e il conseguente bacio della figlia poneva termine alla sospensione con cui il signor Wrenn e Nuccia, la signora Arty e Tom avevano seguito la commedia dalla sesta fila dei numerati.
Traendo un sospiro di felicit, Nuccia esclam al gruppo:
- Non era bello? Mi ha tanto commossa! Non era simpatico quel giovane minatore?
- Bellissimo - disse il signor Wrenn. - E accidenti! quella scena dell'ufficio - colla cassaforte e tutto - proprio come essere in un ufficio vero. Ma, per, in un ufficio simile non terrebbero un copialettere; questi impresari di miniere false spediscono lettere cos ben fatte; userebbero il ricalco per non sporcare tutto il foglio.
-  vero, ostia! - e Tom alz e abbass il mento verso la spalla destra, approvando.
Nuccia esclam:
- Eh gi, userebbero il ricalco. - Mentre la signora Arty, non sapendo cosa fosse un copialettere, si mostrava altamente encomiastica, e diceva niente del tutto.
Durante lo spettacolo cinematografico che segu, il signor Wrenn sentiva orgogliosamente di venir preso sul serio, quantunque conoscesse quelle persone da soltanto poco pi di un mese. Mantenne il suo vantaggio discorsivo conducendo il coro a domandarsi "a quale dei due attori era sposata l'eroina?" e "quanto prendevano la settimana a lavorare in quel film?" Fu Tom che li invit tutti al Miggleton a prendere il t e le ostriche fredde. Il signor Wrenn stette zitto per un po'. Ma mentre scarpicciavano i fiumiciattoli delle rotaie intersecanti un passaggio melmoso, il signor Wrenn riconquist il vantaggio dicendo forte:
- Dite, non vi pare che quella commedia sarebbe stata pi bella se l'impresario avesse avuto un'antipatia speciale per il giovane minatore e avesse dovuto ricredersi quando il minatore lo salva?
- Ma... certo che lo sarebbe! - Nuccia gli disse raggiante.
- Non mi stupirei - annu Tom, scalciando via il paciocco decembrino e battendo la spalla di Wrenn.
- Ebbene, sentite - disse il signor Wrenn, mentre lasciavano Broadway, che colla sua folla preannunciava l'avvicinarsi del Natale, e camminavano verso il lato pi tranquillo della Quarantaduesima Via, - perch non potrebbe essere una bella commedia questa: c' un tale vecchio straricco;  il presidente di una associazione ferroviaria o comunque di qualcosa, chiaro? Costui ha un segretario nell'ufficio.... sul palcoscenico, lo vedete? La scena  l'ufficio. Ecco che la figlia di costui - del riccone - entra e dice che ha sposato un uomo senza un soldo e non ne vuol dire il nome, ma ha bisogno di denaro dal pap. Voi capite, il pap progettava di maritarla a un marchese o a qualche nobile e gli secca quanto mai e non vuol sentir nulla e le dice delle terribili insolenze. Naturalmente, non dice parole volgari, soltanto  seccatissimo; e lei gli chiede se lui non ha sposato la mamma quando era un giovane senza un soldo; ma lui non ascolta. Allora s'intromette il segretario - che secondo me deve star fin qui in penombra - e, capite? lui era il marito della figlia e racconta al vecchio spilorcio che ha in mano certe sue carte che mostrano come il vecchio abbia fatte porcherie! - maneggi.... sottrazioni e altro,  chiaro! - e il segretario ha intenzione di far comparire queste cose sui giornali se il vecchio non cede e li perdona; e cos naturalmente il presidente  costretto a perdonarli, eh?
- Come dite? che il segretario era il marito della figlia e sentiva tutto ci che il presidente diceva? - palpit Nuccia, fermandosi dinanzi al Miggleton, nella luce che veniva dalla vetrina piena di ostriche.
- S e sentiva tutto.
- Mi pare proprio una trovata bella - dichiar Nuccia, mentre entravano nel ristorante.
Sebbene il suo artificio di dignit e persino di contegno fosse, come sempre, evidente, ella pareva sottilmente inebbriata dal genio di lui.
- Ma lo sapete che  un'idea spettacolosa la vostra, Wrenn? - esclam Tom, al tavolo, sollevando galantemente i mantelli delle signore.
- Davvero - aggiunse la signora Arty.
- Perch non la scrivete questa commedia? - domand Nuccia.
- Ah.... non sarei capace!
- Macch, ne sareste capacissimo, Bill, - insist Tom. - Subito; dovreste scriverla. (Ohi, cameriere! quattro al burro con caff!). Dovreste scriverla. Ma se  una cosa stupefacente, farebbe un fracasso del diav.... Chiedo scusa alle signore. Farebbe un successone. Ci guadagnereste un mucchio di soldi.
Il rinnovato calore, sul pavimento a mattonelle rosse, dei loro piedi bagnati, l'odore delle ostriche fritte, il frastuono di "Qualunque Ragazzina" al piano, tutto questo aggiunse colore all'istante della grande risoluzione del signor Wrenn. I quattro si guardarono eccitatamente. Le palpebre del signor Wrenn batterono. Tom abbass la mano sul tavolo con un soffocato "ciac!" e dichiar:
- Davvero, ci potrebbe essere un pozzo di denari in questo. Ho sentito che Harry Smith - scrive le parole per queste operette - guadagna tutta una zecca di soldi.
- Il signor Poppins dovrebbe aiutarvi.... ha vedute tante commedie, lui - sugger ansiosamente la signora Arty.
- Questa  una buona idea - disse il signor Wrenn.
Era ormai, in apparenza, fissato ch'egli dovesse scrivere quel lavoro. Ora discutevano particolari importanti. E cos, quando Nuccia esclam:
- Credo proprio che sia un'ottima idea; lo sapevo io che avevate molta immaginazione. - Tom la interruppe con:
- No, voi dovete scriverla, Bill. Vi aiuter quanto posso, naturalmente.... Questo dovreste fare: andare a prender Teddem.... ha molta esperienza di teatro; vi potrebbe esser utile per presentarvi ai direttori. Poich qui sta il difficile - voi potete scriverla, va bene, ma dovreste arrivar dopo l dentro, e Teddem.... Ma dite, sul serio, dovete scriverla, Bill. Potreste ricavarne molti soldi.
- Oh, moltissimi! - replic Nuccia.
- Ho sentito di un tale - continuava Tom - un tale chiamato 'Genio Wolf, mi pare che fosse - era cos in bolletta che dormiva al Parco Bryant, ebbene quello ha ricavato centomila dollari dalla sua prima commedia - o no, aspettate; cos: l'ha venduta subito per diecimila - qualcosa di simile, ad ogni modo. L'ho saputo direttamente da uno che l'ha conosciuto.
- Per, uno scrittore dovrebbe andare all'universit e a tutte queste cose. - Il signor Wrenn parlava come desideroso che la sua obiezione venisse tolta subito di mezzo. Il che venne fatto con un universale:
- Oh, storie!
Masticando ostriche rivestite di farina bruna, ciascun pezzo delle quali era un titillamento di piacere, ascoltando lodare il proprio genio e sentendosi chiamare Bill tre volte in un quarto d'ora, il signor Wrenn era beato. Chiese al cameriere un po' di carta, e, mentre i quattro discutevano caldamente cose che "sarebbe stato bello far fare alla figlia del presidente", lui tracci un elenco dei personaggi su un foglio di carta, che conserva tuttora. Esso  intestato "Miggleton. Diramazione della Quarantaduesima Via". E in fondo si vedono numerose scribacchiature del nome Nuccia.
- Ho in mente di metter nome "Nuccia" all'eroina, - egli disse meditabondo.
Nuccia Croubel arross. La signora Arty e Tom si scambiarono un'occhiata. Il signor Wrenn comprese che quantunque in una circostanza di trionfo in societ, egli aveva fatto una gaffe.
Disse in fretta:
- Mi  sempre piaciuto questo nome. A.... avevo una zia che si chiamava cos!
- Oh.... - cominc Nuccia.
- Mi ha trattato cos bene da bambino quella donna - aggiunse il signor Wrenn, cercando di ricordare se era male mentire in tali frangenti.
- Oh,  un nome orribile - dichiar Nuccia. - Perch non glie ne mettete uno carino, come Avellana o.... o.... Dolores.
- Niente affatto; Nuccia  un nome elegante - un nome elegante.
Cammin con Nuccia, dietro gli altri, per la Quarantaduesima Via. Agli occhi degli estranei egli era un piccolo rispettabilissimo impiegato, leggermente curvo, con un educato paio di baffi e colla dignit che nasce dalla conoscenza discreta di un piccolo mondo; vestito d'un soprabito troppo leggero per l'inverno; un uomo che si scostava troppo premurosamente ai passanti, guidava la bella ragazza, che gli stava al fianco nei punti liberi con tocchi diffidenti al gomito, ed era troppo miseramente occupato per dare un'occhiata fuori della folla a osservare il poeta o il re di passaggio o il ferrigno cielo notturno. Egli era una particella della vita serotina della via, altrettanto indistinguibile quanto uno qualunque della fila dei tram che irrompevano in mezzo alla neve bagnata. Eppure era il cavalleresco barone della pi grande dama di tutto il regno; era uno scrittore di societ, e un uomo di grande ricchezza e potenza future sopra l'umanit.
- Ohi, faremo il pi spettacoloso pranzo che abbiate mai visto, se riesco in questa commedia - egli diceva. - Ci verrete voi, signorina Nuccia?
- Altro che verr! Spero che non mi lascerete fuori! Non c'ero forse io, quando....
- Altro che c'eravate! Oh, terremo un vero banchetto all'Astor - carciofini e tartufi e tutte 'ste cose.... Sareste.... sareste contenta se vendessi la commedia?
- Ma certo che sarei contenta, sciocchino!
- Comprerei l'azienda e farei Rabin direttore - la Compagnia di Souvenirs.
E cos venne a raccontare tutti i segreti dell'Impiego e fu rapito lui stesso della facilit con cui ella "comprese il vecchio Goglefogle".
I suoi preparativi per scrivere la commedia furono laboriosissimi.
Passeggi per la stanza di Tom fino alla mezza, consultandosi con lui se era il caso di pensare alla messa in scena; e fumando sigarette, in posa sui braccioli delle seggiole. Il mattino dopo, in ufficio, fece molti disegni della messa in scena su mezzi fogli inservibili. A mezzogiorno telefon a Tom intorno a questo problema: ci dovevan essere uno o due scrittoi sulla scena?
Salt il pasto serale dalla signora Arty, cenando con letteraria pensosit all'Armeno, poich aveva sottili problemi da meditare. Compr per un dollaro una penna stilografica che aveva grosse guarnizioni come d'oro e una punta che raschiava piuttosto. Compr una scatola di fogli di carta, di un formato abbastanza ampio. E stringendo teneramente sotto il braccio i suoi arnesi letterari si rec a quattro tra cinematografi e teatri da vaudeville. Alle undici aveva vedute altre tre commedie in un atto e una commediola drammatica.
Giunto a casa pass furtivo innanzi alla porta del salotto.
La sua camera era quieta. La luce sulle pareti delicatamente verdi era come quella nel covo di un vero scrittore, ne era certo. Prov felicemente la penna stilografica scrivendo Nuccia e Guglielmo Wrenn su un pezzetto di carta da involti (la quale bruci poi, sentendosi colpevole, in un portacenere); si lav la faccia con acqua che per rinfrescare lasci scorrere per un minuto; sed al tavolo con un grugnito di soddisfazione; ritorn a lavarsi le mani; butt via fieramente quegli impacci borghesi ch'eran la giacca e il colletto; torn a sedersi; s'alz per aggiustare un quadro; riprese la penna; la depose, e giubil tutto al pensiero che Nuccia gli dormiva l vicino, colla guancia squisita poggiata forse, come seta, contro il braccio, ed i candidi sogni....
Improvvisamente rugg contro se stesso, "Al lavoro, insomma!" Raccolse la penna e scrisse:
...
.
...
LA FIGLIA DEL MILIONARIO.
Commediola drammatica in un atto.
di
GUGLIELMO WRENN.
Personaggi.
Giovanni Warrington, presidente di una compagnia ferroviaria; ricchissimo.
Nuccia Warrington, figlia del signor Warrington.
Reginald Thorne, segretario del presidente.
...
.
...
Era pieno di gioia. La penna gemeva a tutta velocit, spargendo una spruzzaglia di minute gocciole d'inchiostro.
Scena: Un Ufficio. Molto lussuoso. Siedono il Sig. Warrington e il Sig. Thorne. Entra la Signorina Warrigton e dice:
Il signor Wrenn si ferm. Pens. Si tenne il capo. And alla brocca d'acqua che era nella camera e s'immoll i capelli. Si distese nel letto, colla pancia all'aria, lisciandosi lentamente e gravemente i baffi. Cinquanta minuti dopo usc in un gemito portentoso e and a dormire.
Non era riuscito a trovare che cosa la signorina Warrington potesse dire oltre a "Sono venuta per annunziarvi che sono sposata, babbo" e ci non pareva precisamente l'ideale; come inizio, almeno.
A cena, il giorno dopo - sabato - Tom era piuttosto incline a fare allusioni al "nostro autore" e ad osservare:
- S, so dov'era qualcuno la notte passata, ma non voglio dir nulla. Oh, 'sti scrittori, non c' nessuno che li tiene.
Il signor Wrenn che aveva persino tollerato le canzonature di Tim, il cappellaio, "non intendeva che nessuno lo pigliasse in giro - assolutamente nessuno, quando Nuccia era presente", e chiese un bicchier d'acqua coll'aria di un assistente di Havard costretto a mangiare in un vagone-ristorante e battuto sulla spalla dal cuoco.
Nuccia lo ammans.
- Va bene la commedia, vero?
Quando egli ebbe ammesso, con un'aria di disinteressata grandezza di cui si vergogn subito, che si era gi messo "sul serio" al lavoro, che aveva gi studiato quattro altri spettacoli e cominciata la stesura vera e propria, tutti apparvero atterriti dall'ammirazione e gli fecero svariate domande.
Alle nove e mezzo, quella sera, egli si pettin e spazzol in modo che aderissero al capo i capelli, che per un'ora e mezzo aveva continuato a scompigliare irosamente, scese per il corridoio alla camera di Nuccia e buss dicendo: -  il signor Wrenn. Posso venirvi a chiedere una cosa riguardo la commedia?
- Scusate un momento - la sent dire.
Attese palpitando leggermente, colle labbra socchiuse. Sarebbe stata la prima volta ch'egli avrebbe mai veduta la camera di Nuccia. Ella socchiuse l'uscio, con un sorriso timido, schivo, e teneva raccolta la vestaglia di un pallido azzurro. Questo azzurro faceva una macchia d'un modesto splendore sulla bianchezza della camera - il cassettone bianco, ornato di programmi di balli e d'una bandiera gialla della Scuola Media d'Upton's Grove, una piccola sedia a dondolo bianca, una stuoia d'un giallo pallido, la tappezzeria bianca e argentata e il barlume di un lettino soffice e candido.
Il signor Wrenn si sent le vertigini dall'esaltazione di quella purit, ma riusc a dire:
- Son come impigliato nella prima parte della commedia, signorina Nuccia. Vorreste dirmi voi come credete che l'eroina debba parlare al babbo. Deve chiamarlo "pap" o "signore"; come pare a voi?
- Mah.... lasciate che ci pensi....
- Ci son cose tanto difficili in quest'alta societ....
- Gi, gi. Mah, io direi che lei deve dire "signore". Pu darsi.... oh, com' che ho sentito in un lavoro all'Accademia della Musica? "Padre.. sono tornata da voi!".
- Ohhh! Questa  una bella frase! Incamminer bene il pubblico, fin dall'inizio.... Ve l'avevo detto che mi sareste stata utilissima.
- Son molto contenta di avervi potuto aiutare, - ella disse, con seriet - proprio contenta, ma.... Buona notte.... e buona fortuna colla commedia. Buona notte!
- Buona notte. Mille grazie, signorina Nuccia. Alla chiesa domani mattina, ricordatevi! Buona notte.
- Buona notte.
Siccome  risaputo che tutti i commediografi lavorano con teatrini dinanzi come modelli, il signor Wrenn corse a scovare una bella scatola di cartone ancora intiera entro la quale gli era recentemente arrivata una sveglia da novantotto cents.
Usc a cercare un po' di colla e tre piccoli turaccioli. Montando il palcoscenico di cartone, incoll una scatoletta da pillole e una da cerini sul pavimento - la parete della scatola che era sempre stata tale fin'allora - ed ecco che c'erano gli scrittoi di mogano. Piant tre cerini nei turaccioli e contempl i tre graziosissimi attori, graziosi, almeno, in quanto turaccioli. C'era del fascino a farli entrare attraverso fori fatti nel retro della scatola, a farli saltellare al loro scrittoio e pronunziare appassionati discorsi, che avrebbero strappato le lacrime a qualunque pubblico; discorsi a proposito dei quali egli conosceva tutto tranne le parole; particolare intorno a cui era ancora all'oscuro dopo una mezz'ora di giocherellamento colle marionette.
Prima di ritirarsi disperato a letto quella notte del sabato, egli aveva aggiunto al manoscritto:
il signor Thorne dice: Ecco le carte, signore. Da quel gran presidente delle ferrovie che siete, dovreste....
Il resto della frase avrebbe dovuto venir integrato pi tardi. Come diavolo poteva fare per informare il pubblico della reale grandezza del suo presidente?
(Entra la figlia, signorina Nuccia).
Signorina Nuccia - Padre, son tornata da voi, signore.
Sig. Warrington - Figlia mia!
Nuccia - Padre, ho qualcosa da dirvi, qualcosa....
La colazione presso la signora Arty era sempre un'ispirazione. In contrasto col solitario e misero pasto alla Latteria dell'Uomo che si fa una Strada, al tempo degli Zapp, egli sedeva vicino a una Nuccia vestita elegantemente, rinfrescato ed entusiasmato da un sonno di nove ore. Questo per i giorni comuni. Ma la domenica mattina - un paradiso! La stufa a petrolio scaldava e ronzava come un grosso gattone di metallo; abbrustoliva loro le gambe in un benessere di sogno, mentre essi si rimpinzavano metodicamente di fette di pane, di panini e di caff. Nuccia e il signor Wrenn si sentivano sempre gentilescamente superiori a Tom Poppins che aveva l'abitudine di dormir fino a tardi, mentre loro parlavano della gioia di non dover andare all'ufficio, del Natale che si avvicinava e della superiorit di Upton's Grove e di Parthenon.
Quel mattino doveva essere la prima volta che il signor Wrenn andrebbe in chiesa con Nuccia. Quell'altra domenica che avevan stabilito d'andare, il signor Wrenn aveva invece passata la mattinata in irreligiosa eccitazione ai Gabinetti Odontoiatrici di Chelsea con un giovanotto in giacchetta bianca.
E questa era anche la prima volta che lui assisteva a un servizio divino, in nove anni, eccetto la messa a S. Patrizio, da lui considerato non come chiesa, ma come bellezza. Si sentiva terribilmente convertito, incamminato su nuovi sentieri di virt e di azioni degne. Pens di sfuggita a quegli scapoli derelitti, Morton e Mittyford, dottore in belle lettere. Quelli non sapevano proprio che cosa volesse dire, per un uomo, accompagnare in chiesa una ragazza come la signorina Nuccia, egli medit, mentre tornava, dopo colazione, a spazzolarsi i capelli.
Cammin alteramente al fianco di lei e bad molto che entrassero in chiesa con distinzione, come se fosse uno di quella congregazione di gente per bene e ben lavata. Giunse persino a inchinarsi a un giovane portinaio dagli occhiali montati in oro, ripulito e spazzolato che faceva quasi pena. E pens con disdegno ai giorni delle insalate, quando s'inchinava all'Uomo dei Bottoni, al Nickelorion.
L'interno della chiesa era altrettanto piacevole quanto il pane abbrustolito con marmellata della domenica mattina - un mezzo isolato di tappeto rosso per le navate; lucidi banchi di quercia durissima; finestre dai vetri sfarzosamente colorati; un educato scricchiolo prodotto dai migliori busti da signora e dai petti inamidati dei signori e un odore della miglior acqua di Colonia e di naftalina.
Mancavano soltanto sei giorni a Natale. Il cuore del signor Wrenn era un giardino fiorito, i suoi occhi eran bagnati ed egli guard teneramente Nuccia, quando vide l'agrifoglio, l'edera, i gelati motti natalizi "Pace sulla Terra, Buona Volont agli Uomini" e tutto il resto, che rallegravano gli intervalli tra le finestre.
Natale.... un focolare felice.... risate.... Da quando, ragazzo, egli aveva seguiti i festeggiamenti per l'occasione alla scuola domenicale della Vecchia Chiesa, in Parthenon, e ricevuti dolciumi variopinti in un pulito sacchetto, le sue vacanze eran state celebrate coll'acquisto del dolce e con solitarie cene natalizie di grandi ristoranti popolari, dove non c'era nessuno ad augurargli "Buon Natale" eccetto il cameriere che lui non avrebbe probabilmente mai pi riveduto n desiderava pi rivedere.
Ma il Natale di quest'anno! - egli stup improvvisamente se stesso e Nuccia, allungando con ardore la mano e toccandole la manica colle dita tentanti come un bambino confortato dei terrori notturni.
Durante la predica, egli ebbe un'idea. Cos'era che Nuccia gli aveva detto a proposito di "Peter Pan"? Ah, s; qualcuno in questo lavoro aveva detto: "Credete voi nelle fate?". Non sarebbe stato magnifico far dire dalla figlia del milionario al padre: "Credete voi nell'amore?".
- Dio buono, io credo nell'amore! - anel a se stesso, mentre sentiva il braccio di Nuccia toccare il suo, inconsciamente.
Tom Poppins ricev, in quel pomeriggio, Orazio Hood Teddem per bere insieme un poncino caldo. Orazio pareva molto bambino, molto fiducioso e tolse a prestito dal signor Wrenn cinque dollari, quasi senza fatica, tanto intento era quest'ultimo ad imparare da Orazio come si fa a vendere una commedia. Conoscere l'indirizzo della ditta Wendelbaum & Schirtz, sensali di teatro, posta in un teatro di Broadway, pareva quasi come conoscere un direttore di Broadway.
Quando Orazio se ne fu andato, Tom espresse una idea che aveva concepito laboriosamente durante il turno meridiano domenicale alla tabaccheria.
- Perch non ci mettiamo in tre.... ecco, io, voi e la signora Arty.... a dire la commedia come se la rappresentassimo?
Impose entusiasticamente questo progetto al signor Wrenn. Si precipit gi dalle scale e riport al primo piano la signora Arty. Scorrazz per la stanza, vociando istruzioni. Trascin fuori il suo cassettone a servir da scrittoio per il presidente delle ferrovie e un tavolo per il segretario e, dopo una qualche meditazione e molto fregarsi del mento, trasform, con due btte ed un tonfo la sua dura, verde sedia Morris in una cassaforte.
La commedia cominciava. Il signor T. Poppins, nella parte del presidente, entr con una severa espressione astratta in volto, gett un "Buon giorno, Thorne", a Wrenn, suo segretario, e si toglieva i guanti. (Il signor Wrenn not i guanti, erano una pennellata).
Il signor Wrenn si avvicin diffidente, senza espressione in faccia, per timore che la signora Arty ridesse.
- Ecco....
- Dite un po', quale credete che sarebbe un bel modo di far dire al segretario che l'altro  il presidente? Andrebbe questo: "Il vice-presidente delle ferrovie desidererebbe che voi, come presidente, firmaste questo"?
- Va benissimo, - esclam la signora Arty, il cui abito di satin era accuratamente disteso sulle ginocchia rigonfie, mentr'ella sedeva sulla sedia a dondolo di quercia come un gaio monumento in bronzo della rispettabilit domenicale. - Ma non vi pare che dovrebbe dire: "Quando vi faccia comodo, signore"?
- Dio buono, questo  bellissimo!
La commedia era cominciata.
Fin alle sette. Il signor Wrenn spese soltanto quindici minuti nella cena domenicale, e scrisse fino all'una del mattino, terminando la prima stesura del manoscritto.
La revisione ne fu deliziosa, poich richiese parecchie interviste con Nuccia, seduti tutti e due al tavolo del salotto, colle spalle che confidenzialmente si toccavano. Erano anche pi intimi per il fatto che Tom aveva invitato il signor Wrenn, Nuccia e la signora Arty al Gran Ballo della Vigilia di Natale dell'Unione dei Sigarai, al Salone Melpomene.
Nuccia chiese al signor Wrenn quasi altrettanto premurosamente che alla signora Arty, se doveva indossare il suo nuovo casimir bianco o la seta cinese color rosa, pi antica.
Due giorni prima di Natale, egli consegn timidamente il lavoro, per farlo dattilografare a un'altezzosa stenografa pubblica che assomigliava a Lee Teresa Zapp. Costei gli fece in faccia uno sbadiglio quando lui la preg di voler aver cura del manoscritto. E la copia della commedia, gloriosamente legata in rosa e dattilografata a sottolineature rosse, venne spedita ai signori Wendelbaum & Schirtz, sensali di teatro, alle 18 e 15, la Vigilia di Natale.
I quattro camminavano per il Sesto Corso diretti al Ballo dei Sigarai. Andavano in fila indiana attraverso la folla natalizia che girava per i negozi, e spesso e rumorosamente si fermavano dinanzi alle baracche, commoventi di lustrini e di orsacchiotti. Risero tutti di un largo riso da matti quando Tom Poppins s'avanz saltellando e compr per sette cents una bamboletta rosa di biscu, che si appunt al risvolto del soprabito di lana. Bevvero cioccolato caldo alla Pasticceria dell'Olimpo, mostrando l'uno all'altro di tremare dal freddo.
E fu qui che Nuccia si alz e diede con qualche tocco una migliore disposizione alla cravatta azzurro pallido del signor Wrenn. Nei capelli di lei c'era il profumo ch'egli era giunto a identificare come suo. E colla pelliccia bianca ella gli prem il soprabito.
I sigarai, di cui sette erano in marsina e due in smoking, stavano gi ballando sul pavimento incerato del Salone Melpomene quando giunsero loro. Un'orchestra completa stava picchiando e raschiando per ridursi a un isterismo d'allegria, sulla pedana sotto la rossa galleria decorata di stucchi ed al bar, dietro la galleria c'era uno spirito diffuso di birra e di baldoria notturne.
Il signor Wrenn pass imbarazzato accanto a grandi gruppi di belle ragazze. Si sentiva molto leggero e malsicuro nelle sue nuove scarpette brunite ora che si era tolte le galoches e che provava il pavimento scivoloso. Tent disperatamente di non mettersi troppo in vista coll'uso del fazzoletto, a dispetto di un raffreddore.
Non fu fino alla scelta delle ballerine per il prossimo giro, quando Tom Poppins stette al fianco di Nuccia, ondulando tutti e due un po' le braccia e battendo un po' i piedi, che il signor Wrenn afferr interamente il fatto che non sapeva ballare.
Aveva detto casualmente agli altri, una settimana prima, di conoscere soltanto i semplici passi che alle riunioni in Parthenon aveva imparato bambino. Ma quelli lo avevano rassicurato:
- Andate l.... vi insegneremo noi a ballare quella sera.... non sar niente.... E d'altronde vi daremo qualche lezione, prima di andarci. -
Il comporre e il Cinquecento gli avevano poi impedito di pigliar le lezioni. E cos egli sedeva ora atterrito, all'inizio di un two-step, osservando quelle che gli parevano migliaia di giovanotti e di pulzelle scintillanti, turbinare agilmente in un viaggio complicatissimo, sorpassarsi l'un l'altro in un modo che - ne era certo - lui non avrebbe mai saputo imitare. L'orchestra si struggeva in una musica ricca e fluente come cioccolato al latte, e, ad ascoltarla, lui si sentiva intensamente abbandonato da Nuccia, malgrado questa fosse soltanto dall'altra parte della stanza.
Immediatamente Tom Poppins present Nuccia a un facezioso rivenditore di sigari, che la present a tre degli elegantoni in marsina, mentre Tom conduceva fuori la signora Arty. Il signor Wrenn, seduto in una fila di persone che non avevano il minimo interesse per i suoi crucci, lanci uno sguardo accigliato attraverso la sala e desider, oh, tanto amaramente! di fuggirsene a casa. Nuccia lo raggiunse raggiante, ridente, con individui in baffi neri e panciotti di perla, e lo present a costoro, ma lui li guard con disapprovazione e sempre ella gli era di nuovo portata via per ballare.
La ragazza scov e present, speranzosa, al signor Wrenn una di Yonkers che faceva la "tappezzeria" e non aveva mai sentito parlare di Tom Poppins o di aeroplani o d'Oxford o di tutti gli altri argomenti di cui il signor Wrenn tentava penosamente di parlare, mentre osservava Nuccia danzare e sorridere ai ballerini. Presto i due rimasero in silenzio. La "tappezzeria" chiese scusa e torn dalla mamma di Yonkers.
Il signor Wrenn sedette contristato, pieno d'odio per gli amici che lo avevano portato l, pieno d'odio per la dolcezza di Nuccia Croubel, e diceva entro di s: "Ma.... certo.... lei balla con tutti quegli uomini.... io sono soltanto lo stupido che le parla quando  stanca, e che cerca di divertirla".
E non rispose quando Tom venne a raccontargli una barzelletta nuova sentita allora nel bar.
Una volta Nuccia gli approd vicino e, tutta effervescente, insist che uscisse nella sala e cercasse d'imparare a ballare. Egli s'illumin, ma osserv timidamente:
- Ma no, credo sia meglio di no.
Proprio allora il rivenditore di sigari dai baffi pi neri e dal panciotto pi perlato che ci fossero, venne a pregarla d'un giro ed ella si dilegu, dicendo soltanto:
- Su, con coraggio, adesso. Vi voglio far ballare.
Nell'intervallo la vide traversare la sala coll'odioso rivenditore, sottilissima nel suo aderente e gaio casimir bianco nuovo, maneggiando il ventaglio e parlottando con felice rapidit. Si sedette accanto a lui. Egli non disse nulla; guardava sempre il pavimento lucido. Nuccia lo sbirci curiosa diverse volte e picchiett leggermente col ventaglio sul bordo della sedia.
Sospir un poco. Con cautela, ma molto per caso, ella disse:
- Non volete condurmi a pigliare un rinfresco, signor Wrenn?
- Ecco.... io servo soltanto a pagarle i rinfreschi, io! - disse a se stesso.
Povero signor Wrenn; egli non era andato abbastanza a riunioni in Parthenon e a nessuna in Nuova York. Soltanto a quasi quarant'anni, imparava la tetra malinconia, la rustichezza e la nera gelosia dell'innamorato..... Le disse:
- Perch non siete uscita con quel tale dai baffi neri? - Egli guardava ancora dritto innanzi a s.
Nuccia aveva gli occhi rossi, una lacrima spuntava.
- Ma, Billy.... - fu tutta la sua risposta.
Egli si afferr le mani per impedirsi di scoppiare in tutte le lacrime disperate che gli salivano agli occhi. Ma non disse nulla.
- Billy, che cosa....
Si volse rapidamente verso di lei; la sua mano tocc le sue leggermente.
- Oh, sono un asino - disse, in fretta, a bassa voce, con un tono che tremava alle orecchie di Nuccia in mezzo alle risate di un gruppo l vicino. - Non volevo dire.... ma ero.... mi sentivo cos goffo.... non sapendo ballare. Oh, Nuccia, mi dispiace tanto. Voi sapete che io non volevo dire.... Ma su! Andiamo a prendere qualcosa da mangiare!
Consumando gelati, piccoli dolci, ciambelle e panini di pollo al banco dei rinfreschi, essi furono molto intimi, consci della presenza degli altri. Tom e la signora Arty li raggiunsero. Tom fece accendere a Nuccia la sua prima sigaretta. Il signor Wrenn ammirava il modo timoroso con cui, traendo piccolissimi soffi, ella continuava a consumare la sigaretta con leggere smorfie e contorcimenti del naso e finti starnuti, ma sent un'elevatissima gioia quando la fumatrice butt via, un minuto dopo, la sigaretta, colla dichiarazione che non avrebbe mai pi fumato e che l'avrebbe fatta piantare anche a tutti e tre i suoi compagni, "ora che sapeva come fosse orribile e irritante, cos!".
Con quella che a lui parve un'acuta sottigliezza, il signor Wrenn la condusse al bar e questi due ragazzi, dinanzi a due bicchieri di gasosa mostravan cos chiaramente il loro amore impacciato e innocente che la signora Arty e Tom sgattaiolaron via. Nuccia mand a monte un ballo che aveva promesso a un sigaraio e si diresse verso casa col signor Wrenn.
- Non prendiamo il tram.... Ho bisogno di un po' d'aria libera dopo quel posto soffocante - ella disse. - Ma era bello.... Camminiamo per il Quinto Corso.
- Ottimamente.... Siete stanca, Nuccia?
- Un poco.
Gli parve che la voce fosse un tantino indifferente.
- Nuccia.... vi chiedo scusa.... non ho avuto davvero modo di dirvi l dentro quanto mi rincrescesse di avervi parlato cos. Dio buono!  stato forte da parte mia.... ma sentivo..... non sapevo ballare, e.... oh.... -
Nessuna risposta.
- E vi  rincresciuto, vero?
- Ecco, non mi  parso che voi foste proprio molto gentile a quel proposito.... dopo che io avevo tentato tanto di farvi divertire....
- Oh, Nuccia, mi rincresce proprio....
C'era una tragedia nella sua voce. Le spalle, che lui si sforzava sempre, quando camminava con lei, di tener dritte come se fossero in una morsa, gli cascavano.
Ella gli tocc un guanto.
- Lasciate stare, Billy;  tutto passato, ora. Comprendo. Dimentichiamo....
- Oh, siete troppo buona voi con me!
Silenzio.
Mentre attraversavano la Ventitreesima nel Quinto Corso ella gli prese il braccio. Lui le serr la mano. Di botto, il mondo fu tutto giovane, bello, meraviglioso. Era la prima volta in vita sua che lui aveva mai camminato cos, col braccio d'una ragazza che gli piaceva, stretto al suo. Diede uno sguardo all'ordinaria pelliccia bianca di lei. Fiocchi di neve, tremolanti sulla pelliccia, parevan polvere di diamanti, alla luce di un lampione che mostrava altrettanto bene un posticino dove il colletto era stato strappato e rappezzato, pur con tanta cura. E allora, in un milionesimo di secondo, colui che era stato l'errante per le solitarie plaghe grige del cuore di un uomo disincantato, conobbe la piet dell'amore, tutta la sua emozione, e l'interesse infinito per la persona amata, che di un commesso arrugginito fa un uomo. Lev un viso d'adorazione verso l'annebbiata meraviglia degli alberi spogli, che colla cesellatura dei rami riempivano Piazza Madison; verso la Torre Metropolitana, col suo slancio immenso verso il cielo arrossato nella notte invernale della citt. Tutti questi misteri egli seppe e cant. E ci che disse fu:
- Accidenti, quegli alberi sembrano pittura... La Torre quasi svanisce. No?
- S,  bello - ella disse dubitosa, ma stringendogli il braccio.
Poi parlarono come un ruscello d'estate, stabilendo che lui avrebbe comprato un ramo natalizio di sempreverde, che ella avrebbe portato di nascosto a colazione il mattino di Natale. E attraverso il cicaleccio persisteva la nuova intimit nata nella sofferenza del loro malinteso.
Il 10 gennaio, la copia della "Figlia del Milionario" venne rispedita dai sensali teatrali Wendelbaum & Schirtz accompagnata da questa lettera
"EGREGIO SIGNORE,
Ci dispiace dovervi dire che la commedia non ci serve. Accludiamo il resoconto del nostro lettore sulla medesima. E uniamo nota di dieci dollari come tariffa di lettura, che vorrete gentilmente inviarci il pi presto possibile".
Era nel corridoio della signora Arty poco prima di cena. Rilesse la lettera e lentamente apr il resoconto del lettore, che comunicava:
"La Figlia del Milionario. Commedia in un atto. Impossibile. Dilettantesca all'estremo. Dialogo che sembra parodia di Laura Jean Libbey. Cestino".
Nuccia stava scendendo dalla scala. Egli le tese la lettera e il resoconto, poi tent di serrare le mascelle. La ragazza lesse. Una mano scivol nella sua. Egli and in fretta al pianterreno e riusc a leggere la lettera - ma non il resoconto - a tutti. Bruci il manoscritto della commedia prima di andare a letto. Il mattino dopo si cacci nell'Impiego come non aveva fatto mai. Era tetramente sicuro che non si sarebbe mai pi liberato dell'Impiego. Ma pensava a Nuccia un centinaio di volte al giorno e sperava che una volta o l'altra, qualche notte di primavera dalla luna bruciante, avrebbe osato la grande avventura di baciarla. Istra.... Teoreticamente, la ricordava ancora come una grande esperienza. Ma che corpi nebulosi sono queste teorie!
Il lento, ma assolutamente accurato giocatore di Cinquecento, signor Guglielmo Wrenn - noto come Billy, - gett una occhiata trionfale alla signorina Proudfoot, che era la sua compagna contro la signora Arty e Giacomo T. Duncan, commesso viaggiatore, in quella notte del tardo febbraio. La sua era l'ultima giocata nella mano decisiva della buona. Gli altri attendevano rispettosamente. Fiduciosamente egli chiese:
- Nove su carte lisce.
- In nome del Cielo, Bill! - esclam Giacomo T. Duncan.
- Ci arrivo.
E ci arriv. Si alz vincitore. Non c'era, nel suo fare, impaccio, bens tutta la raffinatezza sociale della pensione Arty, invece, al suo estremo, quando attravers la stanza verso la sedia della signora Ebbitt e chiese:
- Come sta il signor Ebbitt stanotte? Sempre i reumatismi?
La signorina Proudfoot gli offr una tavoletta al cedro ed egli l'accett criticamente.
- Credo che queste tavolette siano altrettanto buone quanto le Park & Tilford, - disse, levando il capo. - Oh, Dunk, scommetto con voi chi deve andare a prendere un boccale di birra. Presto ci sar Tom.... gi adesso il negozio dovrebbe esser chiuso. Glie ne faremo trovare un po'.
- Va bene, Bill - accett Giacomo T. Duncan.
Il signor Wrenn perse. Se ne part, dopo aver ottenuto segretamente non una, ma due caraffe, in una delle quali fece mettere "un litro di quella nera" e nell'altra, una sorpresa. Grid a Nuccia su per le scale:
- Venite gi, Nuccia, non potete? C' un boccale di ice-cream soda per le signore!
 vero che, quando Tom giunse e scambi colpi di dialogo con Giacomo T. Duncan sui pregi di un Tom Collins, il signor Wrenn non fu molto brillante, perch lui credeva che Tom Collins fosse una persona invece di quella bevanda che  in realt.
Pure, mentre salivano le scale, la signorina Proudfoot disse a Nuccia:
- Il signor Wrenn  una persona tranquilla, ma io credo che in certo modo egli  uno degli uomini pi distinti che io abbia mai visto in questa casa da anni. Ed  cos serio. E credo che diventer un buon giocatore di whist, oltre che di Cinquecento.
- S - disse Nuccia.
- Credo che fosse un po' timido in principio.... Io ero sempre timida.... Ma vuol bene e a me piace la gente che voglion bene.
- S! - disse Nuccia.
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CAPITOLO 17.
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 SPAZZATO DAL TURBINE.
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"Ed egli venne spazzato dal turbine e segu una fiamma vagabonda attraverso mari pericolosi, verso una spiaggia felice" disse Franois.
La sera di un luned d'aprile, mentre una piccola luna passava timidamente sulla citt e le vie eran piene del suono degli organetti e delle grida primaverili dei bambini saltellanti, il signor Wrenn discese nella sala da pranzo assai pi presto del solito, poich ci sarebbe stata l Nuccia Croubel intenta a parlare colla signora Arty ed egli voleva allegramente combinare per una gita da effettuarsi la domenica ventura. Aveva una timida, inconfessata speranza di riuscire a baciar Nuccia dopo una simile gita; aveva persino in mente di potere un giorno.... ebbene, gi altri si erano sposati; perch lui no?
La signorina Maria Proudfoot stava riparando uno strappo all'attuale tovaglia, con delicati e svelti movimenti delle mani dalla pelle d'argento. Ella lo inform:
- Il signor Duncan torner dal suo viaggio nel Sud tra cinque giorni. Dovremo tenere un gran torneo progressivo di chiusa, a Cinquecento.
Il signor Wrenn era troppo assorto in chiedere se la signorina Proudfoot avrebbe preparato per la gita qualcuno dei suoi rinomati - e giustamente rinomati - panini al salame triturato, per mostrarsi molto interessato quando quella disse:
- La signora Ferrard ha una lettera, o qualcosa di simile, per voi.
Poi, quando cominci la cena, la signora Ferrard si precipit drammaticamente nella sala e disse:
- C' un telegramma per voi, signor Wrenn! -
Era una morte? La morte di chi? La tavolata palpit, e, con loro, il signor Wrenn.... Questo era ci che un telegramma voleva dire per loro.
Gli occhi di tutti erano come un cerchio di baionette puntate, mentre lui apriva e leggeva il dispaccio - un radiotelegramma navale:
"Aspettatemi all'Esperida. - ISTRA".
- ....  soltanto..... un dispaccio d'affari - riusc a dire e tuff il cucchiaio nella minestra. Non era quello il luogo di estrarre i sentimenti dal cuore che picchiava e analizzarli.
La cena cominci. Le gite vennero esaminate, in conversazione, in tutte le loro fasi pi importanti - la storica, la dietetica e la sociale. Il signor Wrenn parl molto e un po' eccitatamente. Dopo cena, galopp fuori a comprare un giornale. Il piroscafo Esperida doveva arrivare alle dieci il mattino dopo.
Fu una sera di atterrita confusione. And barcollando per il Corso Lexington, una furtiva passeggiata. Sapeva soltanto di essere affezionatissimo a Nuccia, e pure palpitava, ansioso di veder Istra.
Si maled - "maled"  la vera parola - ogni due minuti, tacciandosi di mascalzone, di traditore volta-faccia, di tutte quelle cose orribili di cui un uomo  pronto ad accusarsi, quando fa la scoperta che due donne possono essere diverse, eppure ugualmente piacenti. E ogni due minuti s'inebri d'una avventurosa allegria al pensiero che avrebbe riveduto Istra - l'avrebbe davvero, incredibilmente riveduta, soltanto il giorno dopo! Ritorn e trov Nuccia seduta sui gradini di casa Arty.
- Salute.
- Salute.
Tutte e due, osservazioni profonde e fu tutto quanto seppero dire per un po', mentre il signor Wrenn esaminava minutamente il disotto della ringhiera a scalini di ferro.
- Billy.... era una cosa seria, quel telegramma?
- No, era.... la signorina Nash, l'artista di cui vi ho parlato; mi dice di attenderla alla nave. Credo voglia che l'aiuti per il bagaglio e le dogane e tutte queste cose. Arriva adesso da Parigi.
- Gi, gi, capisco.
Cos priva di gelosia era Nuccia che il signor Wrenn ne fu disilluso, sebbene non ne sapesse il perch. Fa sempre male veder le proprie tempestose tragedie diventare realistici dialoghi.
- Penso se vi piacerebbe conoscerla. Ha una cultura straordinaria, ma non so..... magari vi urterebbe perch posa un po'. Ma veste.... non credo di aver mai veduto nessuno cos elegante. Nel vestire, dico. Naturalmente - disse in fretta - ha denaro e pu pigliarsi questo lusso. Ma ..... oh.....  molto simpatica, in certo modo. Spero vi piacer.... spero non....
- Oh, non ci bader, se posa. Una donna si abitua a queste cose lavorando in un grande emporio - ella disse freddamente; poi se ne pent subito e supplic: - Oh, non volevo rispondervi, Billy. Perdonatemi. Sono certa che la signorina Nash sar molto simpatica. Sta qui a Nuova York?
- No.... in California.... Non so quanto si fermer, qui.
- Bene.... bene.... uhm-m-m. Ho molto sonno. Credo che far bene a andare a letto. Buona notte.
Sentendosi a disagio perch era fuori dell'ufficio, spiacente di aver dovuto lasciar da parte le sue amate lettere al mercato meridionale, arrabbiato perch aveva incontrato difficolt ad ottenere un'entrata allo scalo, e furioso, finalmente, perch non aveva dormito, il signor Wrenn cov attentamente tutte queste accumulate emozioni e attese l'arrivo dell'Esperida. Pensava se desiderava proprio di veder Istra. Non riusciva a ricordare la sua figura. Gli sarebbe piaciuta?
Il grande transatlantico si gir di fianco e venne accostato allo scalo. Sbirciando tra le file di spalle ammonticchiate, il signor Wrenn osserv freddamente i passeggeri che riempivano i ponti. Istra non si vedeva. Allora si accorse di esser terribilmente agitato per lei. Se le fosse capitato qualcosa!
L'uomo piccolotto che si era infiltrato nella folla con tanto garbo, si precipit improvvisamente verso il gruppo che si andava formando alla passerella e si fece una strada, a spintoni villani, fino in prima fila. Il suo gomito affond nel rispettabile panciotto di un rispettabile signore adiposo, ma lui non se ne accorse. Si ferm afferrando la ringhiera di corda della passerella e guardando cogli occhi fuori della testa mentre la tavola veniva sollevata al ponte del transatlantico e la lunga fila di passeggeri sorridenti e salutanti sbarcava. Poi, d'improvviso, la vide - alta, aggraziata, noncurante, svogliata, in un elegante abito a quadretti con un vivace cappello di paglia nera, e reggeva una valigia Gladstone nuova.
La fiss stupefatto.
- Dio buono! - riusc a dire. - Sono pazzo di lei. Lo sono, senz'altro.
Ella lo vide e i loro sorrisi di saluto li fecero una persona sola. Scese dalla passerella e in tutta fretta lo baci.
- Qui, davvero! - disse ridendo.
- Bene, bene, bene, bene! Sono tanto contento di vedervi!
- Ed io voi, Topolino.
- Avete fatto bu.....
- Non chiedetemi niente. C'era un uomo sposato sans la moglie che mi ha perseguitata tutto il tempo. Son contenta che voi non vi innamorerete di me.
- Ma.... uh....
- Sbrighiamoci e usciamo dalla dogana il pi presto possibile. Dov' l'N? Oh, com' intelligente, viene subito dopo l'M. C' gi uno dei miei bauli. Come va, caro Topolino?
Ma non pareva che in realt le importasse molto di questo e l'antica confusione ch'ella gli causava, gli era ancora addosso.
-  una bella cosa, dopo tutto, ritornare e.... Caro Topolino, so che non vi dar noia cercarmi un posto da stare per i pochi giorni che verranno, vero? - Ella diede la cosa per definita. - Troveremo un posto stamattina, n'est-ce-pas? Che non si spenda troppo. Ne ho appena abbastanza per tornare in California.
Da uomo, egli vide con distinta chiarezza il mucchio di lavoro sullo scrittoio e, da uomo, rispose:
- Molto volentieri.
- Che ne direste del posto dove state voi ora? - Mi avete parlato della sua pulizia e tutto.
Il pensiero di Nuccia e Istra assieme, lo spavent.
-  che non so se a voi piacer molto.
- Andr benissimo per pochi giorni, ad ogni modo. C' una camera vuota?
Egli fu tetro al riguardo. Vedeva molti prossimi malanni.
- Ma, credo, mi pare bene che ci sia.
- Topolino caro! - Istra si lasci cadere su un baule in mezzo alla confusa tempesta di bagaglio in arrivo, di funzionari doganieri e di passeggeri indignati che mareggiavan intorno a loro sullo scabro pavimento della grande dogana. Lo fiss, con un vero dolore nei suoi begli occhi. - Come, Topolino? Io credevo vi facesse piacere rivedermi. Non ho mai litigato con voi, no? Ho cercato di non fare la nervosa.  per questo che ho telegrafato a voi, mentre ci sono altri che conosco da anni.
- Ma non volevo sembrar malcontento, non volevo! Soltanto non ero sicuro se vi sarebbe piaciuta la casa.
Avrebbe potuto inginocchiarsi, dal pentimento, dinanzi alla sua dea, mentre ella era soltanto una ragazza sola nel frastuono di Nuova York. E continu:
- E c'eravamo come separati, e non sapevo.... Ma credo che sempre.... oh.... sempre, avr per voi come un'adorazione.
- Va bene cos, Topolino. .... Ecco qua i doganieri.
Ora, Istra Nash sapeva benissimo che quelli della dogana non erano ancora pronti a esaminarle il bagaglio. Ma la discussione era finita, e pareva che si fossero capiti.
- Accidenti, quante ricche signore ebree ritornano stavolta! - disse lui.
- Gi. Portavano le gioie tre volte al giorno - ella assent.
- Dio buono, com' grande qui!
- Gi.
Cos essi testimoniarono la saldezza della loro amicizia finch non raggiunsero la pensione ed Istra ricev il benvenuto alla camera di "quel Teddem", come l'ospite nuova.
La cena cominci col cerimoniale dovuto alla signora Arty. Non ci fu penuria dei sacri giochi antichi. Tom Poppins non manc di ruggire "Portate l'acqua dei piatti", n la signorina Maria Proudfoot di cinguettare contegnosamente "Sapete" con un tono che in qualunque parte, su un palcoscenico americano, sarebbe stato preso per fascinosamente inglese. Poi la conversazione si ferm di botto quando Istra Nash comparve fissa, sulla porta - pallida e intollerante, i suoi capelli rossi fatti su in cima alla testa, alta e sottile e senza busto, in un abito grigio attillato. Ogni capo si volt, come su un perno, prima ad Istra e poi al signor Wrenn. Questi arross, s'inchin come se fosse stato invitato a fare un discorso, s'alz malsicuro e disse:
- Uh.... uh..... avete conosciuta la signora Ferrard, vero, Istra? Vi presenter lei stessa agli altri.
Torn a sedersi, domandandosi perch diavolo mai si fosse alzato e s'accorse dolorosamente che Nuccia stava esaminando con fredda ostilit lui e Istra. Confusamente diede un'occhiata storta ad Istra mentre ella gli si sedeva con noncuranza di fronte, accanto alla signora Arty e, senza curiosit, spiegava il tovagliolo. Gli parve che nella faccia allegra di lei ci fosse una espressione di diabolica compiacenza.
Arross. E spalm furiosamente il burro sul pane mentre la signora Arty, osservava all'assemblea:
- Signore e signori, voglio presentarvi tutti alla signorina Istra Nash. Signorina Nash - conoscete il signor Wrenn; la signorina Nuccia Croubel, la nostra bambina; Tom Poppins, il grande giocatore di Cinquecento; la signora Ebbitt, il signor Ebbitt, la signorina Proudfoot.
Istra Nash lev gli occhi, che teneva abbassati, con un'apparente timidezza, esit, disse "Grazie" con una voce limpida, dalla pronunzia precisa, e ritorn al suo piatto, come se la piacevole comunione col medesimo le fosse stata spiacevolmente interrotta.
Gli altri cominciarono a parlare e a mangiare, molto in fretta, e piuttosto rumorosamente. La voce sottile della signorina Maria Proudfoot for il clamore:
- Ho sentito che siete arrivata ora a Nuova York, signorina Nash.
- S.
-  la vostra prima visita a....
- No.
La signorina Proudfoot, risentita, bevve un lungo sorso d'acqua.
Nuccia tent coraggiosamente:
- Vi piace Nuova York, signorina Nash?
- S.
Nuccia e la signorina Proudfoot e Tom Poppins cominciarono a discutere di calzolerie, tutti insieme e molto in fretta, mentre il surriscaldato e disagiato signor Wrenn tentava di pensare a qualcosa da dire.... Bont di Dio, se mai Istra gli parlasse male in casa Arty!... Allora, s'irrit con se stesso e con tutti, che non sapevano apprezzare quella donna. Come appariva deliziosa, colla sua faccia bianca, stanca!
Mentre Annetta, la cameriera, portava via i piatti della minestra, in mezzo a un'elaborata confusione e un generale passarsi dei medesimi per la tavola, Istra Nash, fiss con petulanza la cameriera. La signora Arty s'accigli, poi si fece artificialmente cortese e disse:
- La signorina Nash ritorna ora da Parigi.  una vera viaggiatrice dell'Europa, come il signor Wrenn.
La signora Samuele Ebbitt strill:
- Il signor Ebbitt  stato in Europa. Nel 1882.
- No, Fannie, era nel 1881, - si lagn il signor Ebbitt.
La signorina Nash attese la fine di questa interruzione come se fosse un rumore che semplicemente bisognasse sopportare, come quello dell'Aerea.
Due volte trasse il fiato per parlare, e l'intera tavolata depose il coltello e la forchetta collettivi, per ascoltare. Tutto ci ch'ella disse fu:
- Oh, vorrete scusarmi se ne parlo ora, signora Ferrard, ma vi rincrescerebbe di farmi portare la colazione in camera, domani? Verso le nove? Molto semplice - un melone, uova strapazzate e cioccolato?
- No, no, ma s, certamente - borbott la signora Arty, mentre tutta la tavolata teneva il respiro e, sotto il medesimo, esclamava:
- Cioccolato!
- Un melone!
- Uova strapazzate!
- In camera alle nove!
Tutto ci fu terribile per il signor Wrenn. Si trov nella posizione di un uomo invitato a parlare dinanzi all'Associazione dei Produttori di Birra e all'Unione Centrale Femminile della Temperanza, alla stessa ora. Coraggiosamente interruppe:
- La signorina Nash dovrebbe riuscir bene nelle nostre gite.  un vero accidente per le camminate all'aperto.
- Oh s, il signor Wrenn ed io abbiamo camminato quasi tutta la notte, in Inghilterra, una volta, - disse Istra, innocentemente.
Gli occhi di tutta la tavolata domandarono al signor Wrenn che cosa intendesse lui. Cerc di guardar Nuccia ma qualcosa gli fece male nel cuore.
- S - mormor. - Una lunga passeggiata. -
La signorina Maria Proudfoot tent una seconda volta:
-  bello studiare a Parigi? La signora Arty diceva che voi siete un'artista.
- No.
Allora tutti fecero silenzio, e per il resto della cena, il signor Wrenn discusse alternatamente Olimpia Johns con Istra e gite con Nuccia. C'era un tono di supplica nella sua voce, che costrinse Nuccia a guardarlo e persino a divenir cortese. Con pacata insistenza ella tir Istra in una discussione sulle mode della rue de la Paix che quasi riun la frantumata assemblea e merit la palpitante riconoscenza del signor Wrenn.
Dopo la frutta, Istra trasse un semplice portasigarette d'oro da una borsetta in broccato grigio argento. Tir fuori un fiammifero e una sottile sigaretta russa che accese con cura. Sed fumando in uno dei suoi atteggiamenti migliori, i gomiti puntati sul tavolo, contemplando freddamente un gran quadro intitolato la "Caccia al Cervo" sulla parete, dietro il signor Wrenn.
La signora Arty disse secca alla persona di servizio:
- Annetta, portatemi le mie sigarette. - Ma la signora Arty si pentiva sempre quand'era stata scortese, e, quantunque Istra Nash non facesse vista l per l di sapere che la padrona di casa era stata scortese, la invit a salire dopo cena al salotto con tanta cordialit che Istra non pot che concedere:
- Forse verr, - e giunse persino a dire: - Credo che voi siate tutti da invidiare, in una tal famiglia felice.
- S, davvero - disse pensierosa la signora Arty.
- S - aggiunse il signor Wrenn.
E Nuccia:
- Davvero.
Tutta la tavolata acconsent gravemente:
- S, davvero.
- Son sicura - disse Istra sorridendo alla signora Arty - che  perch qui comanda una donna. Pensate che vita da cani fareste se governasse il signor Wrenn o il signor.... Popple, avete detto?
Tutti applaudirono. Sentivano che aveva fatto dell'umorismo. Venne di nuovo e pubblicamente invitata a salire in salotto, e ci and, sebbene dicesse, piuttosto con poche parole, che non sapeva giocare a Cinquecento, ma soltanto al bridge non scientifico, una variet di whist che il signor Wrenn decise sull'istante d'imparare. Ella si pieg ("pieg"  accuratissimo) sul divano di cuoio rosso, tra i cuscini, e fum due sigarette, ricadendo nei "No?" per la conversazione.
Il signor Wrenn disse a se stesso, quasi con disprezzo, mentr'ella rispondeva secco a Nuccia, " troppo elevata per noi, eh?". Ma non riusciva a staccarsi da lei. L'idea che Istra era in quella stanza gli faceva dimenticare la maggior parte delle giocate al whist e, quando la signorina Proudfoot gli chiese la sua opinione se la futura gita avrebbe dovuto farsi all'Isola Staten o alle Palizzate, egli rispose vanamente:
- S, credo che sia meglio.
Poich, aveva bisogno di sedersi accanto ad Istra, proprio accanto a lei; doveva sedersi! Cos s'avventur ad avvicinarla e subito consider tutti gli altri come estranei, che la sua intelligente compagna e lui, stessero studiando.
- Ditemi, caro Topolino, perch vi piace questa gente? La gente, dico. Non mi sembrano molto notevoli. Insegnate alla povera Istra.
- Mah.... sono gentilissimi. Io ho sempre vissuto in una casa dove le persone non si conoscevano quasi, eccetto la signora Zapp - la padrona - e quella non mi piaceva molto. Ma qui, Tom Poppins e la signora Arty e.... gli altri.... amano una persona e gli fan parere di essere in casa propria.... La signorina Croubel  una ragazza molto buona. Lavora per Wanamacy.... ha un impiego molto importante.  aiuto-compratrice nel....
Si ferm quasi atterrito. Aveva quasi detto "nel reparto biancheria". Mut in "reparto abiti" e continu dubitosamente:
- Il signor Duncan  un commesso viaggiatore.  sempre in qualche viaggio.
- Con chi giocate voi? Cos Nuccia ama fare.... s, far finta, fantasticare?
- Come potete....
- Oh, l'ho osservata che vi guardava. Mi pare che sia un musetto terribilmente carino. E proprio ora, voi state paragonandola a me.
- Dio buono! - disse lui.
Ella fu immensamente soddisfatta di s.
- Ditemi, a che cosa pensano questa gente; o almeno, di che cosa parlate?
- Ecco...!
- S-s-s-t! Non cos forte, mio caro.
- Ecco, so che cosa intendete. Vi sentite come mi sentivo io in Inghilterra. Non potete avvicinarvi a quel che pensano le persone e ci vi rende sola.
- Be', io.... -
In quel momento Tom Poppins capit tutto gioviale, al sof. Aveva trasportato le molte e trasudanti libbre del suo corpo nel Terzo Corso perch la signorina Proudfoot aveva osservato, "Ho un dentino da dolci, stanotte". Si ferm dinanzi ad Istra e al signor Wrenn, teatralmente porgendo da una mano un sacchetto di cioccolatini e dall'altra, mandorlato; e dicendo con magniloquenza:
- Che cosa sceglie, Vostra Altezza? Nessuno vuol bene a un uomo grasso e lui bisogna che compri i dolci per farsi tollerare. Vediamo; voi Bill, volete i cioccolatini. Cosa bevete voi, signorina Nash?
Ella gli diede uno sguardo, con gravit e buona educazione - con troppa gravit e buona educazione. Non parve prenderlo per una persona distinta.
- Niente del tutto, grazie, - rispose seccamente, mentre lui stava ancor l.
Tom se ne and ferito, sbalordito.
Istra continuava:
- Non  ancor tanto che sto qui da sentirmi gi sola, ma in ogni caso.... - quando il signor Wrenn l'interruppe:
- Avete ferito i sentimenti di Tom non prendendo dei dolci; e lui  gentilissimo, Dio mio!
- Davvero? - beffardamente.
- S, davvero. E non ce ne sono troppe di persone gentili, a questo mondo.
- Oh s, certo, avete ragione. Mi dispiace, davvero, mi dispiace.
Si gett sulle tracce di Tom e gli disse tutta allegra:
- Ehi, ne voglio di quei cioccolatini. Mi permettete di cambiare idea? Per piacere?
- Ma, sicuro, signora, che ve lo permetto! - disse largo Tom, tutto un sorriso compiaciuto, allungando i due sacchetti.
Istra si ferm accanto al tavolo del Cinquecento a sorridere solennemente alla signora Arty e dire, con tutta umanit:
- Mi rincresce tanto di non saper giocare in un modo decente alle carte. Ha paura che son io troppo stupida per imparare. Siete molto fortunati voi, mi pare.
Il signor Wrenn sul sof era orribilmente agitato.... Non tornava Istra?
Tornava. Si liber dal coro degli inviti d'imparare il Cinquecento e ritorn al sof bisbigliando:
- Non  stata buona la cattiva Istra? Sono perdonata? Topolino mio, io non volevo trattar male i vostri amici.
Come le bolle salgono nell'acqua di una pentola, come si agita la superficie, e poi, dopo la lunga attesa, d'improvviso l'acqua bolle, tale fu l'emozione del signor Wrenn ora che Istra, la solenne, aveva fatto davvero una cosa suggerita da lui.
- Istra.... - questo fu tutto ci che pot dire, ma dagli occhi gli era uscito ogni riserbo.
Lo sguardo di lei fu altrettanto franco quanto il suo - soltanto, c'era pi della madre in quello; era come un'amorevole pacca sulla testa; e fu la madre che disse pensosa:
- Cos l'avete sentita la mia mancanza, dunque?
- La vostra mancanza....
- Avete pensato a me dopo che siete venuto qua? Oh, lo so..... io son stata scordata; la povera Istra bdica dinanzi ai "faccni" belli.
- Oh, Istra, no. Io.... non volete uscire un poco.... cos parliamo?
- Ma possiamo parlar qui.
- Oh, Dio buono!... c' tanta gente qui.... Dio buono! quando sono tornato in America.... accidenti!... non potevo quasi dormire la notte....
Attraverso la stanza giunse la voce fragorosa, e un po' grossolana, di Tom che parlava con Nuccia.
- Ma s, naturalmente vi credete la sola ragazza che abbia visto un vodville. Noi non l'abbiamo mai veduto. Oh, no no.
Nuccia e la signorina Proudfoot si sfacevano in risate alla spiritosaggine.
Il signor Wrenn li guard lontano; costoro non erano la sua gente e con commosso orgoglio fiss il volto di Istra, scolpito delicatamente dal pensiero, mentre appassionatamente si confondeva:
- .....proprio non potevo dormire.... Poi mi sono buttato al lavoro....
- Dite un po', siete ancora con quella compagnia?
- S colla Compagnia di Souvenirs e Novit di Arte. E mi sono buttato terribilmente a lavorare e cos sono riuscito a dimenticare per qualche tempo e....
- Cos, veramente mi volete bene.... anche dopo che sono stata cos villana con voi in Inghilterra.
- Oh, non fa nulla questo.... Ma pensavo sempre a voi, anche quando lavoravo....
-  piacevole aver qualcuno che mi continua a pigliare sul serio.... In verit, caro, io vi stimo. Ma non dovete.... non dovete....
- Dio mio! Proprio non posso convincermi.... voi qui accanto a me.... non  curioso?...
Egli persist nel racconto del suo desiderio, che ella aveva interrotto con tanta cura.
- Sono gentilissimi qui e buoni e ci si pu fidar di loro. Ma.... oh....
Attraverso la stanza, i pretesi scherzi di Tom si accesero delle ridacchiate della signorina Proudfoot come le lanterne di carta s'accendono a Coney Island. Disse Tom:
- S, voi siete una ballerina in gamba, certo. Lo credo che sappiate ballare il boston e tutti questi balli chic. Ah-h-h!.
- .....ma Istra, Dio! voi siete come la poesia, come tutte quelle cose che uno non capisce, ma vorrebbe, quando legge Shakespeare e tutti i poeti.
- Ragazzo mio, non bisogna. Noi saremo buoni amici. Sono contenta che a qualcuno importi se sono viva o no. Ma credevo fosse inteso che noi non avremmo preso il gioco sul serio; che doveva esser solo un gioco.... e nulla pi.
- Ma, ad ogni modo, mi lascerete giocare con voi qui a Nuova York, per quanto mi  possibile? Venite, andiamo a passeggio.... andiamo.... a qualche teatro.
- Sono spiacentissima, ma ho promesso.... un uomo deve venire a prendermi e andremo a una sciocca riunione in uno studio al Parco Bryant. Seccature, vero, il giorno dell'arrivo? E la povera Istra ha uno spaventoso mal di terra.
- Oh, dunque - con speranza - non andate. Andia....
- Mi dispiace, Topolino, ma temo di non poter rompere l'appuntamento.... Anzi, debbo salire a mettermi in ordine ora....
- Non v'importa proprio nulla di me? - egli disse tristissimo.
- Ma s, certamente. Ma voi non vorrete che Istra dia un cane a un bel giovane dopo che lui si  comprato un elegante pansciottino nuovo, vero?... Buona notte, caro. - Ella sorrise - il sorriso materno - e se ne and con un vivace buona notte a tutta la sala in generale.
Nuccia sal a coricarsi presto. Era stanca, diceva. Il signor Wrenn non ebbe modo di parlarle. Stette seduto sui gradini della strada, tutto solo, molto tempo. Ogni tanto si struggeva, per un attimo, pensando all'avorio del viso di Istra. Qualche altra volta, anelando con una selvaggia piet di levarle questo peso, pensava a Nuccia che per tutto il giorno lavorava nell'emporio turbinoso - su cui sarebbe tra poco discesa la fetida estate cittadina.
La fecero la loro passeggiata, Istra e il signor Wrenn, la notte dopo, ma Istra limit la conversazione ad allegre caricature della loro camminata in Inghilterra. In certo modo - non sapeva dir bene perch - egli non riusciva a dar fuori le sue osservazioni intime intorno a quanto avesse sentita la mancanza di lei.
Mercoled - gioved - venerd; la vedeva solamente ad un pasto, o sulle scale, che se ne andava volubile con uomini dall'aria intelligente, vestiti da sera, verso automobili pubbliche in attesa, dinanzi alla casa.
Nuccia era molto cortese; appunto - cortese. Sedeva cortesemente come compagna del signor Wrenn al Cinquecento e cortesemente rifiutava di andare al cinema con lui. Si faceva sempre pi stanca, e si fermava in negozio fino alle sette, a preparare quelle che lei chiamava "trovate speciali" per la svendita estiva della biancheria. La sera del venerd, egli le vide le labbra fresche e morbide rilassate tristemente, mentre saliva a fatica i gradini d'entrata, prima di cena. E poi Nuccia and a letto alle otto, mentre Istra usciva a cenare in compagnia di un magro individuo, faccia tagliente e aspetto sarcastico, vestito d'una giacchetta Norfolk e d'una morbida cravatta nera. Il signor Wrenn l'aveva colla giacchetta Norfolk. Naturalmente, ci si poteva rassegnare che maestosi uomini in abito da sera gli portassero via Istra, ma che una giacchetta Norfolk.... Non la chiamava cos, per. Quantunque, nel bel villaggio di Aengusmere, egli ne avesse indossata una, questa era sempre per lui un "vestito colla cintura".
Pens a Nuccia tutta la sera. La sent - al suo stesso piano - parlare con la signorina Proudfoot, che le stava alla porta, tre ore dopo che avrebbe dovuto essere a letto.
- No, - diceva Nuccia, con una gaiezza che evidentemente era sforzata - no, era soltanto un po' di maldicapo.... Va molto meglio. Credo di poter dormire ora. Mille grazie che siate venuta.
Nuccia non l'aveva detto al signor Wrenn di avere un forte maldicapo - lei che, una volta, poche settimane prima, gli era corsa vicino con una ferita nel ditino morbido a domandargli di bendarla.... Il signor Wrenn and a letto lentamente.
Stette sveglio mezz'ora, prima che l'angoscia lo vincesse talmente da farlo saltare fuori del letto. Si accovacci vicino al letto, come un bambino, colle gambe raggomitolate e il tavolino di legno che gli premeva sul petto in una lunga riga di acuto dolore, pregando:
- Signore! Signore! perdonami, perdonami, oh, perdonami! Io ho dimenticato Nuccia, (e l'amo) l'ho confrontata con Istra e non l'ho apprezzata e Nuccia  sempre stata cos buona con me e fiduciosa.... O Signore, salvami da questa cattiva azione!
Stette l, in un mucchio, parecchi minuti, a pregare e la pressione bruciante del fianco del letto diventava sempre pi dolorosa. Per tutto il tempo, gli fiammeggi negli occhi chiusi il fuoco da campo che aveva condiviso con Istra, ed Istra visibilmente era signora in un appartamento di Londra riempito di persone intelligenti e lui vedeva appassionatamente che la linea del suo seno sottile era come l'orlo di una conchiglia; la linea del viso pallido, precisata dai capelli color fiamma, qualcosa di bellissimo, di inesprimibile.
- Oh - gemette - Istra  come la poesia di Shakespeare, cos difficile da capire.... Dovr essere tanto buono con Nuccia alla gita di domenica.... Lei che ha cos fiducia in me, ed io.... O Signore, salvami da questa cattiva azione!
Mentre stava per uscire, il mattino del sabato, trov un biglietto d'Istra per lui nel corridoio sul portamantello.
"Avete voglia di giocare colla povera Istra domani sab. pomeriggio e forse anche la sera, Topolino? Siete libero il pomeriggio di sabato, no? Lasciatemi un biglietto, se potete venirmi a prendere all'una e mezzo.
"I. N.".
Il signor Wrenn non era libero il pomeriggio di sabato, ma disse che lo era, nel suo biglietto, e all'una e mezzo comparve alla porta di lei con un nuovo abito da mezza stagione (acquistato marted), un nuovo cappello da mezza stagione, molto morbido e allegro (acquistato sabato a mezzogiorno), e la canna da passeggio che aveva comprato in Via Tottenham Court, ma aveva sempre tenuta decentemente nascosta agli occhi della pensione.
Istra lo condusse a quella che chiam una "commedia futurista". Gliela spieg diverse volte e gli pag il t coi panini e ricord lo stabilimento della Signora Cattermole, dando pieno rilievo al naso tondo ma severo della medesima. Cenarono al Brevoort, ed erano di ritorno alle nove e mezzo; poich, come disse Istra, ella era "un tantino stanca, Topolino".
Si fermarono sull'uscio della camera di lei. Istra disse:
- Potete entrare.... un momento.
Era la prima volta che lui dava un'occhiata alla sua camera in Nuova York. Gli fu addosso l'antica timidezza e si guard alle spalle.
Nuccia stava allora salendo le scale, sbarrando gli occhi verso di lui in mezzo alla porta, colle labbra aperte dallo sbalordimento.
Le signore chiaramente non ricevevano in camera, alla pensione Arty.
Il signor Wrenn volle precipitarsi, spiegare, invitare anche lei.... fare.... Borbott qualcosa entro di s e gi Nuccia aveva tirato innanzi, rivolgendo da loro la faccia.
Sentendosi a disagio egli s'appoggi al dinanzi di una sedia a dondolo in canna contemplando un mucchio di libri, davanti a uno dei bauli di Istra. Istra sed sulla sponda del letto afferrandosi un ginocchio. Poi diede fuori:
- Topolino, son cos stanca di tutti.... qualunque specie di gente.... Naturalmente, non parlo di voi; voi siete un buon compagno.... Oh.... Parigi  troppo complessa.... specialmente quando non si possono afferrar bene le vocali nasali.... e Nuova York  troppo giovane e seria, e Dos Puentes, California, sar senz'altro l'inferno.... Tutte le mie piccole riunioni.... io ci vado felice, sempre, fiduciosa come un bambino che vada a un battesimo, e poi arrivo e mi accorgo che non so nemmeno ballare i balli che balla un bambino e ritorno a casa.... Porco cane d'un porco cane!... Vi scandalizzo? E, va be', che cosa me ne importa se tutti si scandalizzano!
Il suo corpo sottile e flessibile si gett attraverso il letto ed ella piangeva. Le mani bellissime stringevano dispettosamente gli angoli del cuscino.
Il signor Wrenn si pieg sopra il letto, le batt la spalla, lento e regolare, troppo spaventato da quell'umore per nemmeno desiderare di baciarla.
Ella alz gli occhi, ridendo tra le lacrime:
- Ma dite, per favore: "Su, su, su; non piangete".  quello che si fa sempre carezzando le ragazze che piangono, diavolo.... O Topolino, voi sarete buono con una donna un giorno o l'altro.
Le lunghe e forti braccia di lei si distesero e lo tirarono gi. Fu il suo capo, che si ferm sulla spalla di Istra. Pareva a tutti e due che lui dovesse venir consolato, non lei. Prem la guancia contro il vuoto delizioso della spalla ricurva e rimase l, abbandonandosi a una felicit disperata e crescente, la felicit di esser cos lontano dal suo angusto mondo di Wrennismo da poter dare e ricevere conforto senza riservati e melanconici pensieri da Wrenn.
Istra sussurr:
- Forse  questo che ho bisogno.... qualcuno che abbia bisogno di me. Solamente.... - gli lisci i capelli. - Ora dovete andarvene, mio caro.
- E.... State meglio ora? Temo di non avervi dato molto aiuto. Magari al contrario.
- Oh, s, sul serio sto benissimo ora! Sono solo i nervi. Nient'altro. Buona notte, dunque.
- Scusate, non verrete alla gita domani? ....
- No. Mi dispiace, ma non posso assolutamente.
- Pensateci, scusate.
- No, no, no, no mio caro! Voi andateci e dimenticatemi e divertitevi e siate buono con quel bel faccino.... Nuccia, vero, si chiama? Sembra terribilmente carina ed io so che passerete una bella giornata. Bisogna che mi dimentichiate. Io sono semplicemente una che insegna i giochi e non  mai riuscita in nessun gioco. Non che valga la pena. Ma non me ne importa. Davvero non me ne importa. Ed ora, buona notte.
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CAPITOLO 18.
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E SEGUE UNA FIAMMA VAGABONDA ATTRAVERSO MARI PERICOLOSI.
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Fecero presto una cena all'aperto, l, alle Palizzate: Nuccia e il signor Wrenn, la signora Arty e Tom, la signorina Proudfoot e la signora Samuele Ebbitt. Quest'ultima continuava ad esclamare:
-  la prima volta in dieci anni che faccio una scappata simile!
Si accovacciarono intorno ad una tovaglia rossa, di cotone, distesa sopra un masso e discussero ampiamente i panini e il pollo freddo, la limonata e le olive condizionate, ridendo quasi fino a disperarsi dell'accusa che Tom faceva alla signorina Proudfoot di tenere indosso nascosta una bottiglia di rye whisky.
Nuccia fu molto gentile col signor Wrenn, ma non lo chiamava n Billy n altrimenti e parlava quasi soltanto colla signorina Proudfoot, sorridendo, ma non dicendogli nulla, quand'egli riusciva a fare una freddura sul chewing-gum della signora Arty. Il signor Wrenn, quando le and vicino con un piatto di legno pieno di panini al formaggio che Tom chiamava umoristicamente "ostie all'olio", si mise a spiegare com'era andata che lui era entrato nella camera d'Istra.
- E perch non avreste dovuto andare? - chiese Nuccia, e si volse alla signorina Proudfoot.
"Sembra che non glie ne importi molto", egli pens, sollevato, colpito nella sua umile vanit e riafferrato da Nuccia, tutto in una volta. Era ansioso circa la sua opinione su Istra e su di lui, e leggermente sdegnoso, mentr'ella continuava a considerarlo una persona rispettabile di cui non ricordasse bene il nome.
Non aveva forse il diritto di amar Istra, se lui voleva? E, d'altra parte, che cosa aveva fatto poi? Semplicemente passeggiato colla sua conoscenza di un albergo inglese, Istra! Non le era restato in camera che pochi minuti. Bel motivo aveva Nuccia di comportarsi come una montagna di ghiaccio! D'altra parte, non era come se lui fosse fidanzato con Nuccia o nulla di simile. D'altra parte, Istra naturalmente non ne avrebbe mai fatto nulla di lui. C'erano var altri d'altra parte coi quali egli si tortur mentre cercava di riuscire gitescamente piacevole. Si confondeva sempre di pi e fu leggermente brusco quando disse a Nuccia:
- Andiamo fino a quella rupe alta, sull'orlo.
Un fosco riflesso del tramonto riempiva loro innanzi il cielo mentre faticavano silenziosamente verso la rupe e, dalla vetta dello scoglio strapiombante, contemplavano l'Hudson, ai loro piedi, lucido e d'un grigio acciaio. Nuccia strill di terrore al precipizio e gli afferr il braccio, ma d'improvviso lo lasci e si ritrasse senz'aiuto.
Egli gem nel cuore "Non ho il diritto di aiutarla". Le prese il braccio mentr'ella esitando discendeva dal macigno verso il piano.
Nuccia si liber con uno strattone, dicendo bruscamente:
- No, grazie. - Ma, in un istante, si pent e divenne allegra. - La signorina Nash mi ha condotta ieri nella sua camera e mi ha mostrate le sue cose. Dio mio, che belle gioie! La V'lires e perle e un magnifico spillone d'ametista. Dio mio! Mi ha raccontato tutto, come le ragazze studiavano a Parigi e come le dispiacer di ritornare in California a far la padrona di casa.
- La padrona di casa?
Nuccia lo lasci soffrire un poco prima di liberarlo dicendo:
- A suo padre.
- Oh.... Ha detto che torner presto in California.
- Probabilmente non prima della fine dell'estate.
- Oh.... Nuccia....
Per la prima volta in quel giorno egli fu perfettamente sincero. Tent di confidarsi. Ma la vergogna di sentirsi commosso lo prese. Non seppe andare avanti.
Con sua gran meraviglia, Nuccia osserv:
-  molto simpatica.
Egli tent a fatica una galanteria:
- S,  interessante, ma certo non  neanche lontanamente simpatica come lo siete voi, Nuccia, e....
- Tacete, Billy!
Quell'attimo d'angoscia nella voce di lei quasi li fece piangere tutti e due. Il condiviso dolore dell'abbandono li avvicin per un istante. Poi Nuccia se ne and con passettini rapidi e il signor Wrenn la insegu stretto. Trovava poco da dire. Cerc di parlare del fiume. Osserv che le case di Nuova York dall'altra parte erano scintillanti nel tramonto; che, davvero, le finestre pi alte "sembrava avessero un fuoco dentro". La sola risposta di Nuccia fu:
- Proprio.
Quando raggiunsero il gruppo, egli fu stupito di sentirla parlare con volubilit alla signorina Proudfoot. Fu tutto contento che ella fosse "coraggiosa", ma non lo fu per molto. Poich una timida voglia che sent di correre a casa a veder Istra subito lo ridusse debole e freddo. Non che volesse vederla; ell'era una intrusa; ma aveva bisogno di andare.... andar subito; e quest'angoscia lo perseguit per tutto il tempo, fino a casa, mentre faceva meccanicamente la parte del severo riformista e dava ragione a Tom Poppins come gli orrori del recente incendio nella fabbrica di camicette Triangle mostrassero che "bisognava pigliar provvedimenti.... assolutamente, bisognava".
Tremava nel ferry, finch Nuccia, con un impeto di tenerezza materna nella voce da bambina, gli domand improvvisamente:
- Ma voi tremate che  uno spavento! Avete preso freddo?
Naturalmente egli desiderava di venir considerato invalido, e compassionato e curato, ma, con un sorriso schivo, disse:
- No, no, non  mica nulla.
Poi, gli torn Istra in mente e s'infuri sulla lentezza dello sbarco.
E, una volta che furono a casa, Istra era uscita.
Scese abbasso risolutamente e trov Nuccia sola, seduta sui gradini su una rotonda stuoia di paglia giallo pallido.
Le sed accanto. Era molto tranquillo; niente affatto il giovanotto gioviale della gita, convenientemente conforme alla regola delle pensioni che gli uomini debbano essere scherzosi e mostrare il loro interesse per le signore "canzonandole". E parl con una grazia quieta che era quasi una solennit, con un'ombra di stanchezza e d'esperienza spirituale, come entra di rado nelle pensioni, a uccidere la gioia e arrecare saggezza e dar timidezza alle parole.
Aveva in mente sedendosi di chiedere a Nuccia di andare con lui a qualche cinema. Ma era ispirato. Si sed semplicemente e chiacchier.
Quando il signor Wrenn ritorn dall'ufficio, due sere pi tardi, trov ad attenderlo questo biglietto:
"TOPOLINO CARO, - Un'amica mi ha pregata di andare a stare con lei nello studio ed io me ne vado. Mi rincresce di non vedervi e salutarvi. Venite a trovarmi qualche volta - telefonate prima per saper se ci sono - Spring XXX - l'indirizzo  Piazza Washington XX Sud. Ho fretta.
ISTRA".
Egli pass la sera a non andare allo studio. Parecchie volte piant l una partita per correre di sopra a vedere se il biglietto era freddo come se lo ricordava. Lo era sempre.
Poi per una settimana attese da lei un invito pi formale, che non venne. Fu malsicuramente cortese con Nuccia in quei giorni e trepidando apprezzava la sua gentilezza. Aveva bisogno di pensare, ma non ricadde nella sua antica abitudine delle lunghe passeggiate solitarie. Ogni pomeriggio ne decideva una per la sera; e ogni sera s'accorgeva che "aveva bisogno di stare in mezzo alla gente".
Provava una specie di giovanile disperazione ribelle, e cos scherzava molto alle carte, per mettere in pratica il suo nuovo gioco di nascondere alle persone ci che lui pensava. Prov un sottile piacere accorgendosi che la signora Arty non era pi condiscendente con lui. Riusc ad imitare la calligrafia di Tom su di un biglietto che lasci con un mazzo di giunchigli nella camera di Nuccia e giunse quasi a persuadere persino Tom che Tom era il donatore. A causa probabilmente del fatto che lui non si curava troppo di ci che capitava, riusc a costringere il signor Mortimer R. Guilfogle a portargli il salario a ventitr dollari la settimana. Il signor Guilfogle usc dalle consuetudini fino ad ammettere che le lettere al mercato meridionale erano state "un'idea di prima qualit, ragazzo".
Giovanni Henson, il capo del dipartimento manifatture della Compagnia di Souvenirs, invit a cena in casa sua il signor Wrenn e il resoconto delle avventure sulla nave-bestiame venne molto apprezzato dalla Signora e dai tre giovani Henson.
Alcuni giorni dopo, alla met di giugno, ci fu una cena insolitamente allegra alla pensione. Nuccia ritorn al signor Wrenn - s, egli ne fu sicurissimo; la ragazza parlava esclusivamente con lui, facendo un resoconto lungo e piuttosto gaio del modo con cui il sopraintendente al pianterreno l'"aveva contata" alle pi malgraziose tra le commesse.
Egli desider di metter tutto se stesso nella risposta, di essere in quell'assoluta comunione di pensiero che gli innamorati sanno. Ma l'immagine di Istra gli stava dietro alla sedia. Istra - bisognava che la vedesse - subito, quella sera. Si precipit fuori alla drogheria dell'angolo e la raggiunse al telefono.
- S-s-s - ammise Istra un po' riluttante - sarebbe stata allo studio quella sera, quantunque..... ecco, ci sarebbe stata una piccola riunione.... qualche amico.... ma.... s, contenta di vederlo, venisse pure.
Torvamente, il signor Wrenn si mise in cammino verso Piazza Washington.
Dacch questa scientifica trattazione ha cos esaurientemente esaminato le reazioni del signor Wrenn nel campo estetico, non c' bisogno di dare pi di tre delle sue impressioni sullo studio e sulla gente che trov in Piazza Washington - e cio:
a) Lo stanzone era nudo, mal tenuto e niente affatto paragonabile agli splendori in felpa rossa di casa Arty, malgrado tutte le sue pretese di superiorit. Ma come, una quantit di quadri non avevano neanche la cornice! E bisognerebbe aver visto le dorature e le orlature a frutti delle cornici di casa Arty!
b) Le persone eran sorelle in parole cogli inquilini dell'appartamento di Via del Grande Giacomo, a Londra; soltanto, molto meno cordiali; e
c) il signor Wrenn era ora un uomo dalle molte amicizie e se "quei maledetti Boemien" come li chiamava lui, non lo trovavano di loro gusto, potevano benissimo andar sulla forca.
Istra in qualche modo riusciva sempre ad essere dall'altra parte della stanza. Ci fece piacere al signor Wrenn. Era la loro separazione definitiva.
Egli sarebbe tornato tra i suoi, lo decise.
Mentre s'alzava facendo elaborate scuse da pensione alla stanza in generale per la sua partenza, e gettando un allegro ma non intimo "Buona notte" ad Istra, questa lo segu fino all'uscio e al lungo oscuro corridoio esterno.
- Buona notte, Topolino caro. Son contenta che abbiate potuto parlare a quella ragazza Silver. Ma il signor Hargis  forse stato villano con voi? L'ho sentito parlare di Imposta Unica.... o che fosse Matisse?... e generalmente diventa villano quando parla di queste cose.
- No.  andata benissimo.
- Cos' allora, che avete?
- Oh, nulla. Buona no....
- Voi ve ne andate arrabbiato. Vero?
- No, ma.... oh, ma non serve a nulla che noi.... che io.... No?
- N-no....
- Matisse.... costui che avete detto.... e questi artisti stanotte in questi abiti colla coda alla garonne.... io non saprei quand' che si portano 'sti qua e quando invece le code di rondine.... anche se le avessi.... o lo stiffelius....
- Oh, non lo stiffelius, Topolino. Dite l'abito da mattino.
- S.  quello che dico io. Come per quel Matisse. Non conosco nessuna delle cose che interessano voi. Quando siete andata via dalla signora Arty.... Dio buono! mi  rincresciuto! Ma quando cerco di mettermi colle vostre conoscenze o quando tirate fuori Matisse - (pareva che l'avesse specialmente con questo disgraziato artista) - sento che basto me solo, come dire?... ed ora non  pi com'era in Inghilterra; ho un gruppo con cui posso andare in giro. A ogni modo, basto a me solo, questa notte. Penso che sia in parte perch mi sono accorto che a voi non piaccion troppo i miei amici.
- Ma, Topolino, tutto questo non  nuovo. Certo voi, che avete fatto lo zingaro con me non vorrete essere cos ordinario, cos banale da rinfacciarmi che vi siete interessato di me, vero?
- Oh, no no! Non intendevo questo. Volevo solo.... Dio buono! non so.... ecco, volevo definire i nostri rapporti.
- Comprendo. Ed avete ragione. Ed ora siamo n pi n meno che amici, vero?
- Ecco.
- Arrivederci dunque. E un giorno o l'altro, quando torner a Nuova York.... tra pochi giorni vado in California.... credo che riuscir a ritornar qua.... lo spero almeno.... quantunque naturalmente dovr tener la casa per l'amico pap un po' di tempo; e magari mi sposer dalla disperazione con qualche riccone del luogo.... ma, come vi dicevo, caro, quando torner qua, faremo un bel cenone, nicht waher?
- Certamente e.... addio.
Ella si ferm in cima alle scale guardando in gi. Il signor Wrenn scendeva pesantemente per i gradini di legno, sconvolto dalla stupefacente scoperta che aveva detto addio ad Istra e non gli rincresceva e ormai poteva offrire a Nuccia Croubel ogni cosa.
D'improvviso Istra grid:
- Topolino, aspettate un momento.
Si precipit come una rondine. Gli butt al collo le braccia e gli baci la guancia. Subito fu di ritorno su, di corsa, ed era scomparsa nello studio.
Il signor Guglielmo Wrenn camminava rapido per il Passeggio Lungo Fiume, pensando alle sue lettere ai negozianti del Sud.
Uscendo dalla casa dov'era lo studio, si era veduto perfettamente come uno in procinto di attraversare una tumultuosa angoscia, dopo la quale sarebbe stato libero da ogni desiderio per Istra e pronto a servir Nuccia con umilt e sincerit.
Ma trov che l'angoscia era finita. Neanche per salvar la dignit di uno che doveva esser drammatico, non poteva fermare i suoi pensieri su Istra.
Ogni volta che pensava a Nuccia sentiva caldo in cuore ed usciva in una mezza risatina. Parecchie volte gli sorsero innanzi dal nulla figure delle superbe persone che aveva sentito risolvere i problemi del mondo allo studio in Piazza Washington e borbott:
- Oh, che crpino. Istra, per,  stata ben buona; mi ha insegnato tante cose! Ma.... Dio buono! Son contento che non sia pi in casa nostra: avrei paura di morirle addosso, se ci fosse.
Improvvisamente, a nessun angolo particolare del Passeggio Lungo Fiume, a una strada, una qualunque, egli si lanci verso Broadway e la Metropolitana. Aveva bisogno di sentirsi sotto lo stesso tetto con Nuccia. Se solamente fosse stato possibile vederla quella notte! Ma era gi mezzanotte. Tuttavia, fece un piano. La mattina seguente lascerebbe l'ufficio, l'andrebbe a prendere all'emporio e la farebbe venire a cena con lui sulla Spiaggia di Manhattan.
Giunse a casa. Sal pieno di dolcezza per le scale. Avrebbe sognato di Nuccia, e....
L'uscio di Nuccia s'apr e la ragazza guard fuori, raccogliendosi intorno il peignoir.
- Oh - disse leggera - siete voi?
- S. Accidenti, siete alzata tardi.
- Come.... State bene?
Egli si precipit per il corridoio e rimase a grattare timidamente la paglia della cappellina nuova.
- Ma s, Nuccia, certamente. Povera.... Oh, non mi dite che avete di nuovo un maldicapo?
- No.... Son stata sciocca,  vero, ma vi ho veduto uscire stasera che sembravate cos truce e pareva che non steste bene.
- Ma adesso va benissimo.
- Buona notte, allora.
- Oh, no.... ascoltate.... fate il favore! Sono andato dove sta la signorina Nash, perch ero sicuro che non son pi ammaliato.... ipnotizzato da lei. E ho trovato che non lo sono, davvero. Non lo sono! Non so cosa dire, ma voglio insomma.... voglio che sappiate che d'or'innanzi ho intenzione di provare se non riesco a farmi voler bene da voi. - Faceva terribilmente sul serio, e con una certa pacatezza, colla dignit dell'uomo che ha trovato se stesso. - Ho paura - continu - a dir questo, perch forse voi penserete che io abbia in mente di essere una specie di piccolo dio di pasta frolla e che mi basti dire qual' la ragazza che voglio e lei corre, ma non  cos; non  cos.  semplicemente ch'io voglio che sappiate che son pronto a darvi tutto me stesso ora, se riesco a farmi accettare da voi. E son contento di averla conosciuta, Istra.... mi ha insegnato tante cose intorno ai libri e tutto, e cos ho di pi dentro di me, o avr di pi, da dare a voi. .... Nuccia.... promettete che sarete.... un'amica.... promettete..... Se sapeste come son corso a casa stanotte per vedervi!
- Billy....
Ella tese la mano e lui la strinse come se fosse il simbolo sacro dei suoi sogni.
- A domani - gli sorrise, con un'ombra di lacrime - sar una signora come si deve, m'immagino, e vi far dare spiegazioni e spiegazioni, ma ora sono soltanto contenta. S - con tono di sfida. - Lo voglio dire se mi piace! Sono contenta!
L'uscio si chiuse.
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CAPITOLO 19.
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A UNA SPIAGGIA FELICE.
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In una sera di novembre, millenovecento e undici, capit che, del gregge della signora Arty, fossero soli in casa Nuccia e il signor Wrenn. Avevano terminate due solenni partite a dama e stavan seduti coi piedi su una piacevole stufetta a petrolio. Il signor Wrenn si strinse la mano di lei sulla guancia con infinita soddisfazione. Stava delineando la situazione all'ufficio.
Gli affari erano aumentati talmente che il signor Mortimer R. Guilfogle, direttore, aveva detto a Rabin, il commesso-viaggiatore capo, che aveva intenzione di nominare un aiuto-direttore. Avrebbe dovuto tentare, si chiedeva il signor Wrenn, di ottener lui il posto? Gli altri candidati, Rabin ed Henson e Glover, erano tutti suoi buoni amici e, inoltre, avrebbe saputo lui "comandare un gruppo di individui se fosse messo alla loro testa?".
- Ma certo che sapete, Billy. Ricordo che quando siete arrivato qua eravate un po' timido. Ed ora siete quasi il cliente pi importante! E quegli altri non tenteranno, loro, di portarvi via il posto? Certamente!
-  vero.
- Pensateci, Billy, un giorno o l'altro potreste essere direttore!
- Dite, sarebbe magnifico, no? Ma, sul serio, Nucci, credete che potrei riuscire a sbrigare l'impiego di aiuto?
- Sicura sono.
- Oh, Nuccia - Dio buono! voi mi fate.... oh, mi insegnate ad aver fiducia in me.... La baci per la seconda volta in vita sua.
- Signor Guilfogle - disse il signor Wrenn il giorno dopo - ho bisogno di parlarvi per quell'aiuto-direzione.
Il direttore, nell'ufficio nuovo e nel nuovo panciotto fiorito, era apparso interessarsi quando il nostro saldo e fidato signor Wrenn era entrato. Ma ora cercava di mostrarsi dignitoso e impaziente.
- Tutto.... - egli cominciava.
-  pi tempo che son qui di qualunque altro impiegato e conosco ogni ramo dell'industria ora, anche le manifatture. Ricorderete che ho occupato il posto di Henson quando sua moglie  stata malata.
- S, ma....
- E credo Jake sia convinto ch'io so comandare, e cos pure la signorina Leavenbetz.
- Insomma volete lasciar parlare un poco anche me, Wrenn? So un pochino anch'io come vanno le cose nel mio ufficio! Non nego che voi siate un buon impiegato. Magari un giorno o l'altro voi potrete riuscire aiuto-direttore. Ma ho intenzione di cominciare a provare con Glover. Lui ha avuto tanta pi esperienza a trattare direttamente colle persone.... personalmente. Ma voi siete un buon impiegato....
- S, me l'avete gi detto altre volte, ma voglio essere stramaledetto se sto inchiodato a un tavolo per tutta la vita, solo perch a voi risparmio la fatica in quel dipartimento, Guilfogle, e adesso....
- Adesso, adesso, adesso! Calmatevi e tenete i cavalli, giovanotto. Non  un melodramma questo, se lo volete sapere.
- S, lo so; non intendevo alzar la voce, ma voi sapete....
- Be', vi dir che cosa faccio. Vi metto a capo del dipartimento manifatture invece di pigliare uno nuovo e sposto Henson agli acquisti. Dar a Jake il vostro antico impiego e pretender che voi gli diate una mano quando ne avr bisogno. E sar meglio che voi continuiate a occuparvi delle lettere d'imbonimento, credo.
- Be', questo mi va. Lo apprezzo. Ma naturalmente voglio un aumento.... faccio il lavoro di due uomini....
- Vediamo. Quanto prendete ora?
- Ventitr.
-  una bella cifra. La media delle spese  cresciuta pi presto dei profitti e noi....
- Uh-h-h!
- .....dobbiamo vedere se nuovi affari entrano a giustificare la liberalit con cui trattiamo voi, impiegati, prima di pigliarci il lusso di far molti aumenti.... quantunque noi siamo tanto contenti di farli quanto voi di riceverli; ma....
- Uh-h-h!
- .....se ci perdiamo in stravaganze finiamo in bancarotta e allora, addio tutti gli impieghi.... Tuttavia, son disposto di portarvi a venticinque, quantunque....
- Trentacinque!
Il signor Wrenn stava duro. Il direttore cerc di spaventarlo cogli occhi stupiti. Il pnico gi pigliava il signor Wrenn che dov pensare a Nuccia per sostenere la sfida. Alla fine, il signor Guilfogle diede una ultima occhiata e rugg:
- Bene, al diavolo, Wrenn, vi dar ventinove dollari e mezzo, e non un cent di pi per almeno un anno.  l'ultima parola. Capite?
- Va bene - cinguett il signor Wrenn.
"Dio buono!" esultava entro di s "Mai creduto di pigliar tanto. Ventinove e mezzo! Pi che a sufficienza per sposarmi ora! Piglier ventinove dollari e mezzo!".
* * *
- Stanotte  cinque mesi che ci siamo sposati, tesoro - disse a Nuccia, sua moglie, il signor Wrenn, nel loro appartamento in Bronx e cos fiss il diciassette ottobre, millenovecento e tredici, come una grande data nella storia.
- Oh, lo so, Billy. Pensavo se te ne saresti ricordato. Dovresti soltanto vedere il dolce che preparo.... ma  una sorpresa.
- Ricordato? Puoi dirlo! Guarda quel che ho portato a qualcuno!
Apr un pacchetto e trasse fuori un paio di pantofole di lana rossa, la creazione di uno dei pi grandi artisti in lana rossa, di tutto il paese. S, e poteva anche pagarsele. Non guadagnava forse trentadue dollari la settimana - lui ch'era stato un povero! E le sue probabilit per l'aiuto-direzione "parevano ottime".
- Oh, saranno cos comode quando far freddo. Sei cos caro! Billy, la portinaia dice che la signora ebrea attraverso il cortile, al numero settanta,  tanto pigra che tiene il busto a letto!
- L'ha messo il carbone la portinaia, Nucci?
- S, ma suo marito  di nuovo disoccupato. Le ho parlato molto insieme, oggi..... Mi sento cos sperduta senza di te, tesoro, con nulla da fare. Ma ho letto un po' di Kim oggi. Mi  piaciuto.
- Son contento!
- Ma  un po' difficile. Forse dovr.... non so. Credo che dovr leggere molto.
Egli le batt leggermente la spalla e le diede speranza.
- Forse un giorno potremo avere una casetta in campagna e allora terrai il giardino.... Mi dispiace che il vecchio Siddons sia di nuovo senza impiego.... Va bene adesso il fornello a gas?
- Uhm-uh, tesoro. L'ho aggiustato.
- Lascia fare a me il caff, Nucci. Tu avrai abbastanza da fare a preparare la tavola e a star dietro alle salsicce.
- Ma s, piccolo caro. Per, Billy, son cos mortificata. Volevo prendere un po' d'insalata di patate e mi ricordo adesso che mi son dimenticata. - Lasci cader la testa, colla punta del dito sulle labbra deliziose e volle mostrarsi terribilmente mortificata. - Ti dispiacerebbe molto far un salto da Bachmeyer a prenderne? Ah, tutto 'sto da fare quando ritorna a casa stracco morto!
- No, va l. Ma prima dammi un bacio, altrimenti non vado sul serio.
Nuccia gli si rivolse e, mentr'egli la prese, pieg all'indietro il capo. Gli giacque in un abbandono trepidante sulle braccia, guardandolo cogli occhi spalancati, palpitando. Colla testa sulla spalla - un molle peso d'amore che la spalla god di sorreggere - stettero a guardare fuori della stretta finestra della cucina, dal loro appartamento al sesto piano, e notarono per la centesima volta che gli alberi in un tratto libero dall'altra parte eran rossi e gialli proprio come gli alberi dei milionari nel Parco Centrale lungo il Quinto Corso.
- Un giorno o l'altro - osserv il signor Wrenn - vivremo nel Jersey, dove ci sono alberi alberi alberi.... e forse ci saranno bambini a giocar sotto e allora non sarai pi sola, tesoro; ti daranno da fare, quelli!
- Corri adesso e non dire stupidaggini, altrimenti non ti dar nemmeno un pezzetto da mangiare! - Poi arross adorabilmente, con una speranza infinita.
Egli s'affrett fuori della cucina, collo sguardo beato che non dimenticava mai di dare alla sala - le pareti tappezzate in rosso, con legno imitazione-quercia, che splendeva; le file dei piatti sulla mensola; il tavolo imitazione-quercia, con un vaso di rose di carta spolverate da poco; la sedia Morris, col cucito di Nuccia su un tavolino di vimini accanto; e la grande oleografia dalla cornice dorata del "Picco Pike sotto la Luna".
Strepit gi per l'ottone degli scalini. E volteggi con eleganza fuori della porta. Si ferm, stupefatto.
Attraverso gli spaz vuoti e miserabili a occidente la vasta processione del tramonto discendeva dal cielo. Non era stata visibile dalle loro finestre, che davano sul Fiume Est, verso la docile spiaggia erbosa del sobborgo di un edile intraprendente.
- Dio buono! - rimpianse -  la prima volta in un mese che guardo un tramonto! Avevo l'abitudine di scorgere nei tramonti stendardi di cavalieri e ogni razza di roba!
Struggendosi, l'esule fiss il suo reame perduto, finch il freddo d'ottobre non lo scosse.
Ma dal padrone delle delicatessen impar un nuovo modo di cuocere le uova; e i suoi progetti di passar la serata giocando a dama con Nuccia e leggendo forte il giornale della sera gli fecero fare una leggera risatina, mentre, nella frizzante brezza autunnale, correva a casa stringendo quattordici soldi d'insalata di patate.
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FINE.